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lunedì 7 aprile 2014

La ricetta svuotafrigo: sedano rapa alla piastra con salsa alle clementine




Giorni di corse, saluti, racconti e raccomandazioni, ultime spesucce e scorte di cibo per i coinqui-mici, lavatrici su lavatrici per partire con tutti i (pochi) vestiti stirati e profumati.
Manca ormai qualche ora, la tensione è diminuita (stranomavero!!) e l'intraprendenza ha guadagnato terreno sull'ansia.

Giappone... un sogno che si realizza.

La distanza da casa sarà annullata in un secondo dal sacrosanto What's up (alla fine abbiamo dovuto scaricato per l'occasione..), ma la lontananza dalle mie due palle di pelo sarà incolmabile :( Una volta biasimavo quelli che mi raccontavano di come si sentivano in ansia per i propri animali domestici affidati ai parenti durante le vacanze; ora davvero mi sento una criminale, un genitore snaturato che abbandona i figlioletti per sempre! ..eppure continuo a ripetermi che sono meno di 3 settimane, che li lascio in ottime mani e che probabilmente loro passeranno le giornate a ronfare beati e inseguire mosche e palline in giro per la casa vuota -e resa a prova di gatti scemi.


Insomma, qualche piccolo sacrificio per il nostro sogno giapponese, va bene così.

Sulle note di Made in Japan (obviously!), mi diletto nella preparazione dell'ultimo pasto prima dell'inesorabile eco-in-frigorifero, che fa proprio impressione così spoglio. Non può che essere un pasto svuota-frigorifero: insieme ai mitici fagioli in scatola cucinati all'uccelletto, avevo mezzo sedano rapa e una sfiziosa confettura dolce-piccante. Una fresella e via. Benvenuta eco, regnerai incontrastata nel mio frigorifero per tre settimane, goditele ;)





















Sedano rapa alla piastra

con confettura dolcepiccante alle clementine

1 sedano rapa
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di tahin
succo di limone qb
semi di zucca qb
2 cucchiai di olio di semi di sesamo



Pelare il sedanorapa e lavare accuratamente. Il mio era molto grande, perciò l'ho tagliato a metà e poi affettato a fette spesse circa 4mm. Scaldare una piastra, versare un goccio di olio di sesamo e diffondere uniformemente aiutandosi dal pezzo più spesso di sedano rapa infilzato su una forchetta. Iniziare a grigliare da entrambi i lati. Passare ancora l'olio per la seconda tranche. Preparare un'emulsione con succo di limone, salsa di soia e tahin. Quando le fette sono ancora calde, pennellare con l'emulsione, disporre su un piatto da portata e cospargere con i semi di zucca tostati.
Servire con salsa di clementine e bruschette (nel mio caso, freselle).











...e voi preparatevi alla carrellata di foto giapponesi, fra tre settimane ;)
a presto, mondo occidentale!



sabato 21 dicembre 2013

2013: l'anno della Quinoa!

Al volgere di questo strano 2013 (di già?!?), chiudo in bellezza. Non con i soliti biscottini speziati, né panettoni di pastamadre (anche se, lo ammetto, mi sarebbe piaciuto quest'anno, che la Gina è bella matura). Bensì, chiudo il blogger-anno con il cereale che è stato decretato dall'ONU protagonista indiscusso dell'anno: la quinoa.




Sulle pagine dedicate da Altromercato a questo meraviglioso seme, ho imparato un mucchio di cose interessanti.. esatto, ho detto seme: la quinoa non è un cereale, lo sapevate? Ne esistono oltre 200 varietà (rossa, nera e bianca le principali). Inoltre, è estremamente ricco di proteine e, pensate un po', di ferro! Ferro a gogò per la quinoa! Più del triplo di quello contenuto nei cereali comuni!

E già qui, fiondarsi nel primo Bio che trovo a comprarne mezzo chilo! Come resistere, io, che storicamente ho il ferro bassissimo!?
Poi, quando l'acqua inizia a bollire, inizi ad avvertire quell'inconfondibile aroma nocciolato e tostato, quasi balsamico, che si sprigiona dalla pentola borbottante... è magia!


I miei piatti sono in genere accomunati dalla tendenza al "pasticcio": tendo sempre a aggiungere piuttosto che togliere per liberare certi sapori, perciò mi ritrovo con un buon piatto, ma che è troppo. In questo caso, però, riesco a trattenermi dal pasticciare anche la quinoa, perché è talmente buona così al naturale, che non oso nemmeno cucinarla con qualcos'altro. In genere la metto a bollire in acqua salata senza niente, poi la accompagno da un contorno di verdure.. ma LEI è sempre nuda e bellissima al centro del piatto, appena lucidata da qualche goccia di olio.

http://www.giunti.it/libri/cucina/la-quinoa-in-cucina/

Colgo l'occasione per lanciarvi un'idea-regalo, se volete ampliare gli orizzonti culinari a qualche amico o parente, oltre a compiere un gesto d'amore anche nei confronti di chi a 4000m coltiva con passione e perseveranza questo seme, nel rispetto delle sue proprietà: regalate un pacchetto di quinoa, ottima la qualità Real, e metteteci insieme La quinoa in cucina, edito da Slow Food Editore, che contiene un sacco di ricette di cuochi Slow Food e anche di blogger appassionati (una anche mia!), così sapranno come utilizzarla - perché no, anche nel pranzo di natale! - e si divertiranno un mondo a sperimentare!











Detto ciò, ecco un semplicissimo piatto per assaporare al meglio il cibo principe del 2013: trattasi di un'insalata autunnale, che, visto il periodo, potrebbe essere una bella insalata di rinforzo per il pranzo di Natale... soprattutto per i non-carnivori, che in genere durante i banchetti dai nonni/genitori/suoceri/chipiùneha si riempiono di patate e insalata :(((




Insalata di quinoa con salsa agrodolce ai cachi


70 g di quinoa (per me mista rossa, nera e bianca)
1 gambo di sedano
1 carota
4 noci
cpolline agrodolci a piacere

per la salsa agrodolce di cachi:

1 caco molto maturo
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di senape di Digione con pimenti
2 cucchiai di aceto di vino bianco
un pizzico di fleur de sel
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


Lessare la quinoa in acqua salata come indicato sulla confezione (in genere ci vogliono 15 massimo 20 minuti dal bollore). Scolare e lasciar freddare.
Tagliare il sedano, grattugiare la carota, scolare le cipolline e tritare grossolanamente le noci. Unire tutto alla quinoa scolata.
Frullare il caco, aggiungere il miele, la senape, il sale, l'aceto e sbattere con una frusta, aggiungendo il'olio a filo. Servire l'insalata su un letto di salsa di cachi.







Per queste feste, a chi ci crede e a chi fa semplicemente piacere l'atmosfera, auguro buon appetito a tutto il popolo del foooooood ;)




mercoledì 23 ottobre 2013

Riso venere con verdure agrodolci alla giapponese

Il mio palato anela l'amaro...
dal cioccolato fondente al carciofo. Uuuu il cardo poi... e il radicchio dove lo mettiamo?? Insomma, come non potevo amare anche questa benedizione: la scorzonera!
Non se ne trovano di ricette con la scorzonera, magari qualcuna di rivisitazione della cucina povera, oppure all'estremo opposto, qualcuna fusion e pseudo-orientale... Ecco, la mia ricetta appartiente a quest'ultima categoria.

Mia mamma dice che da piccoli mangiavano scorzonera in grandi quantità, o meglio: ne mangiavano spesso - anche perché mangiare mezzo kg di scorzonera non è consigliabile se volete mantenere una pace duratura con il vostro intestino!! Comunque era decisamente più diffusa di adesso. Ignoro la ragione per cui questa mega radiciotta non sia più in uso, probabilmente perchè è davvero molto amara, oppure perché le sue peculiarità depurative sono mooooooolto potenti (e mi fermo qui!).

Dal canto mio, ho preso spunto da un contorno tipico della cucina casalinga giapponese che si chiama kinpira gobō (e che quindi non troverete nei ristoranti, salvo eccezioni), in cui non è prevista la scorzonera ma un’altra radice molto amara (il gobō appunto) e quindi in tutto e per tutto simile alla nostra. L’importante è associarla a delle verdure dolci, nel mio caso carote, cipolle e un po’ di peperone, oltre all’uso di un po’ di zucchero… e la pillola va giù, eccome!




 Riso venere con verdure agrodolci alla giapponese

 Per due porzioni

 

160 g di riso venere
2 baccelli di cardamomo
sale q.b.

1 radice di scorzonera media
2 carote
1/2 cipolla
1 peperone verde di piccole dimensioni
2 cucchiai di olio di semi di girasole
150 ml di aceto di riso
3 cucchiai di salsa di soia
1 cm di zenzero fresco
1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo
40 g di anacardi non salati

Lessare il riso venere in acqua salata con i due baccelli di cardamomo. Ci vorranno dai 25 ai 45 minuti dal bollore, a seconda del riso. Scolare e tenere da parte. In una wok soffriggere la cipolla nell’olio per un minuto, poi aggiungere tutte le altre verdure tagliate alla mandolina e lasciar stufare. Sfumare con l’aceto, salare leggermente e continuare la cottura a fuoco vivace, saltando le verdure e bagnando con poca acqua calda di quando in quando. A metà cottura aggiungere lo zucchero e la salsa di soia, mentre lo zenzero andrà grattugiato e inserito alla fine, con gli anacardi grossolanamente tritati. In tutto ci vorranno circa 20 minuti di cottura. Servire calde con il riso venere al naturale, con un filo d’olio di semi a crudo.


venerdì 19 ottobre 2012

Insalata con caprino e melograno

I colori dell'autunno! Nessun sintomo della nostalgia post-estate che a un certo punto prende tutti noi. Ormai  viviamolo in pieno, l'autunno, con i suoi milleeppiù colori meravigliosi, profumi di sottobosco e voglia di bevande calde, cioccolate e vino rosso.. una insolita quiete si diffonde tra le stradine dei paesi: nessuno schiamazzo di bambini su biciclette fiammanti, ma stivaletti che ciacciano sull'asfalto bagnato e coperto di foglie. La mattina... adoro la mattina vedere il cielo schiarirsi lentissimamente, per poi raggiungere quel biancore diffuso senza sorgente. Mi rassicura l'immagine dei ragazzini con cartelle e cartellette dirigersi alla fermata del bus. Mi tranquillizza l'idea che ciascuno viva secondo uno schema di orari e impegni imprescindibili dalla propria esistenza. Mi ci fionderei, in una rete fitta fitta di cose-da-fare. Vorrei darmi da fare...

Per ora, mi do da fare in cucina, e qualche volta vi mostro cosa ho preparato, per me e Diego. Come la cena dell'altra sera:


 

INSALATA CON CAPRINO E MELOGRANO

Per due persone

1/4 di crauto rosso
2 carote
insalata verde q.b., quella che preferite
1/2 melograno
2 caprini
2 cucchiai di sesamo tostato
pane nero (integrale, ai cereali o di segale) per accompagnare

per il condimento:
succo di 1/2 melograno
2 cucchiai di olio evo
sale, pepe
qualche goccia di succo di limone o aceto







Affettare il caprino freddo di frigo (è più facile dato che è ancora compatto) e metterlo da parte, a temperatura ambiente.
Grattugiare le carote e il crauto, con l'aiuto di una grattuggia e una mandolina. Io ho ricavato anche dei nastri di carote per formare delle roselline.
Aggiungere l'insalata e mescolare il tutto in una ciotola.
Preparare la vinaigrette/citronette al melograno: tagliare il frutto a metà, scranarne una delle due parti e spremerne i grani (pazientemente a mano!). Raccogliere il succo e sbattere insieme agli ingredienti con una frusta, lasciando l'olio per ultimo. Aggiungere il resto del melograno all'insalata.
Comporre il piatto con le fette di caprino e versare il condimento. Tostare leggermente i semi si sesamo e versarli sull'insalata. Accompagnare con delle fette di pane nero caldo.







Partecipo al contest di Ely Colora il tuo autunno  nella categoria Gratì Amo :









martedì 24 aprile 2012

Aspic di verdura al tè nubiano e standing ovation per l'AGAR AGAR!



Avete presente la carne in scatola? Gelatinosa e scintillante, svettante in cima a un tripudio di insalata verdissima?? Mi ha sempre fatto gola questa bell’immagine, da piccola. Un bel giorno, dopo le mie mille insistenze, mi ricordo di averla trovata in tavola: colore spento, nessuna insalata verdissima ad accompagnarla, ma soprattutto emanava un odore pessimo... ricordava più il mangime della mia micia che una pietanza per esseri umani.
Risultato: credo di non averla nemmeno assaggiata. Potere malefico della pubblicità…
Comunque, ciò non toglie che la gelatina sia un ottimo modo di presentare ordinatamente le pietanze, di origine animale o vegetale che siano (vegetable is better!), scenografica com’è e anche rinfrescante al palato.
 
Perciò ringraziamo la divina AGAR AGAR!!! Da quando l’scoperta mi sono sbizzarrita a creare gelatine, creme, zuppe e quant’altro, dolci e salate, senza che le pietanze modifichino il loro sapore - dato che si tratta di un’alga insapore e incolore – e poi è praticissima da utilizzare! Si cuoce per 5-15 minuti a seconda della quantità di liquido, si lascia freddare e il gioco è fatto! Si può anche frullare e ne risulterà una crema vellutata (vedi dolci come questa torta fredda di frutta).

Non solo la colla di pesce è di origine animale, ma, per chi non lo sapesse, ecco i suoi ingredienti:
“Oggi sul mercato sono presenti principalmente gelatine, impropriamente note come colla di pesce, prodotte prevalentemente utilizzando la cotenna del maiale insieme a ossa e cartilagini anche di origine bovina […]”*
…uncoktail di schifezze ossee insomma! ..poi ognuno mangia quello che vuole…
e c’è anche da dire che nell’agar agar sono presenti sostanze non più invitanti di primo acchitto:
L'agar-agar ha un alto contenuto di mucillagini (65%) e di carragenina (sostanza gelatinosa, nota in farmacopea come alginato). 
Però sentite anche qua:
La gelatina prodotta dall'agar-agar ha un sapore tenue ed è ricca di minerali. Viene impiegato nella preparazione di gelatine per dessert e aspic, poiché ha la proprietà di non alterarne il sapore naturale. L'agar-agar produce una gelatina più solida di quella commerciale, non si scioglie facilmente, ed è inoltre completamente vegetale. Viene assorbita in minima parte dall'organismo, quindi non fornisce nessun apporto calorico. La sua preparazione è facile e veloce e richiede solo una breve cottura, il tempo più lungo è richiesto per la sua solidificazione: un'ora a temperatura ambiente. Non necessitando di zuccheri per gelificare, è adatta per la produzione di confetture a basso tenore di zucchero*


*fonte: Wikipedia




…non avevate capito che sono una sostenitrice accanita dell’agar agar vero??!? : )
Beh non mi aspetto che qualcuno leggendo cambi abitudini alimentari, ma magari prenda in considerazione questa portentosa alga, con zero calorie, niente sapore né odore, ricca di Sali minerali, resistente al variare della temperatura etc etc. anche nella cucina tradizionale.

Ecco un esempio, non proprio tradizionale ma freschissimo per la primavera e l’estate! Spero vi intrighi:





ASPIC DI VERDURA  AL PROFUMO DI Té NUBIANO (menta e lemon grass)

Per 4 porzioni di antipasto o contorno:

1 scatola di piselli medi
2 carote
1 pezzo di broccolo bianco
1 cipolla
olio
aglio
1 pezzo di daikon
½ l di infuso nubiano (menta e lemon grass) o tè verde o alla menta
1 cucchiaio grande di agar agar

Cuocere le verdure a vapore, in modo che conservino totalmente le loro qualità nutritive. Freddarle sotto acqua fresca quando sono ancora al dente. Tagliarle a pezzettini piccoli e mescolarle con i piselli. ripassarle in padella con un filo d'olio, dell'aglio e del sale marino integrale. Metterle in uno stampo o in monoporzioni, senza riempirlo fino all’orlo. Potete divertirvi anche a fare diversi strati con ciascuna verdura, in modo che risultino degli strati colorati.

Preparare l’infuso di tè e salarlo leggermente, filtrarlo e rimetterlo sul fuoco con l’agar agar. Cuocere per 10 minuti, lasciar intiepidire e versare negli stampini prima che solidifichi. 
Lasciare a temperatura ambiente finché si sia freddato, poi conservare in frigorifero. Servire fresco.

martedì 7 febbraio 2012

Crudité di carciofi e radicchio in "orangette" alla lavanda


Grazie alla Dani - una bellissima persona che sto conoscendo sempre meglio attraverso i suoi post, uno più sfizioso dell’altro! – per questo premio-staffetta! Trovo molto carino questo modo si farsi conoscere, senza contare che mi diverto un mondo nel farli!

Dato che ho notato che quasi tutti l'avete già ricevuto, mi limito a girarlo a chiunque, passando di qua,abbia voglia di proporlo nel proprio blog! Forza gente! 




1. Sono la secondogenita,non credo di avervi mai parlato di mia sorella, se non per dirvi “questi limoni vengono da mia sorella”: si chiama Serena (io sono Silvia, non Patapata! ndr), ha lavorato un paio d’anni come crew lecturer sulle navi da crociera e in seguito si è arenata a Napoli, dove abita il suo compagno. Ora vivono insieme in una graziosa casetta con un giardino, dove crescono profumatissimi agrumi e frutta e verdura di ogni tipo! La invidio molto per questo L ora comunque lavora in una scuola privata.

2. Visto che sono gli special guests del blog, vi presento i miei due pelosi: Tofu è il maschietto, di circa 4 mesi, è un misto siamese, bellissimo, ma buffo e mammone! Penny-Lane è di un fascino bestiale, col suo bel manto di un rosso scuro maculato, ha 8 mesi ma ancora non si lascia prendere in braccio. Li abbiamo adottati appena trasferiti qui, ma a differenza di Tofu, che è nato in casa, Penny-Lane ha avuto un’infanzia triste, perché è stata abbandonata con mamma e fratello e accolta dalle volontarie di un gattile. 

3. Mi piace il cinema. Attenzione, però: non vado mai al cinema.. troppa confusione, troppo alto –veramente troppo!- il prezzo del biglietto, troppo pacchiana la programmazione. Adoro i film stranieri e anti-holliwoodiani; ma mi piacciono anche diversi registi italiani, primo fra tutti Marco Tullio Giordana. Uno dei miei film preferiti è Stealing beauty (brutalmente tradotto Io ballo da sola) di Bertolucci. Il mio regista preferito è Iňarritu (Babel, Amores Perros, Biutiful, 21 grams), subito seguito da Almodovar.

4. Adoro viaggiare, anche se ultimamente non ho più la possibilità di farlo. Al liceo e all’università me la giravo beata almeno un paio di volte l’anno in qualche città, italiana e straniera. Da quando io e Diego lavoriamo, non siamo stati in molti posti.. è uno dei motivi per cui mi sto cercando un altro lavoro, che mi lasci libero il weekend. Finora il viaggio più bello che ho fatto è stato in Baviera, lungo la Romantische Strasse.. uno spettacolo dopo l’altro! Andateci assolutamente!! ..magari evitate la stagione invernale!

5. Diego è il mio compagno. Mi fa sentire adulta questa espressione: “compagno”! Significa che non siamo più i fidanzatini che escono in compagnia: siamo io e lui, e poi ci sono gli altri. Stiamo insieme da più di 5 anni, viviamo insieme da meno di due mesi e per ora va tutto benissimo! Speriamo di continuare così, a discapito di tutto ciò che può succedere a una coppia stressata e schiacciata dalla vita.

6. La mia bibbia? Il cucchiaio verde. Oltre alle mille ricette squisitissime, ho imparato un sacco di nozioni fondamentali della cucina vegetariana e salutista. Anche se le pagine sono tutte segnate, piegate e piene di macchioline e patacche, è sempre in prima fila fra i miei libri di cucina.

7. Dal cucchiaio verde al pollice verde… ecco, se c’è una cosa che proprio non ho e non avrò mai, è il pollice verde! Beh, forse con tanto impegno e tanta pazienza, potrei anche riuscire a tenere in vita una piantina per qualche mese.. ma dato che mi mancano l’una e l’altra cosa in questo campo, lascio perdere…

8. Nella mia “Things-to-do list” ci sono tante altre mete, in primis India e Giappone, poi anche New York city, ma non mi posso certo definire filoamericana. Sono molto più attratta dall’oriente che dall’occidente, sia per stili di vita che per mentalità. 

9. Ultimamente mi sono unita a Greenpeace e cerco di prestare la massima attenzione all’ecologia, a cominciare dai rifiuti (limitarli il più possibile!) e, ovviamente, dal cibo. Non mi è possibile comprare tutto da produttori biologici, non ancora perlomeno, ma spero di riuscirci un giorno.

10. La mia passione per l’arte è sempre lì, al solito posto… solo che ora si trova sormontata da zavorre che la soffocano, mentre meriterebbe di stare in cima alla montagna di pensieri e doveri. L’unica cosa che ancora mi mantiene legata al mondo dell’arte, presente e passato, è la rivista Art e Dossier, cui sono abbonata da diversi anni. Adoro Philippe Daverio e il suo modo coinvolgente di trattare l’argomento.







........... siete ancora lì dopo il mio fiume di parole??!
Bene! Passiamo alla ricetta per il bellissimo contest di Febbraio de Il gatto ghiotto: 



In collaborazione con la Casa Editrice Malvarosa




CRUDITé DI CARCIOFI E RADICCHIO IN “ORANGETTE” ALLA LAVANDA


 
Una porzione abbondante:

1 bel carciofo
1 cespo di radicchio rosso di Treviso
½ arancia rossa
½ limone
Formaggio di montagna semistagionato
1/1 cucchiaino di senape
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Pepe
Sale grosso alla lavanda (o sale e lavanda essiccata)
Gallette al farro per accompagnare



Il procedimento è di una semplicità quasi vergognosa, ma vi assicuro che il risultato è ottimo: il profumo di lavanda è spettacolare con l’amarognolo della verdura.
Pulite i carciofi, eliminando le foglie esterne e conservandole per un decotto o un brodo*. Affettarli molto sottili e immergerli in acqua acidulata. Lavare e asciugare il radicchio, senza tagliare del tutto il gambo per non separare le foglie.
Spremere la mezza arancia e unire qualche goccia di limone, sbattere con la frusta insieme alla senape, al sale alla lavanda e infine all’olio (che sia un buon olio).
Comporre il piatto: alla base disporre i carciofi scolati, al centro aprire il cespo di radicchio come un fiore, cospargere con i cubetti di formaggio e irrorare di “orangette”.
Accompagnare l’insalata con gallette di farro, è un ottimo abbinamento!




*Per quanto riguarda le foglie dei carciofi, le ho fatte bollire insieme al gambo e ho aromatizzato l’acqua con della menta essiccata e della limoncella. Ho scolato, tenuto da parte i gambi (e divorati la sera) e ho gustato questo decotto bollente… squisito!!! Me ne è avanzato abbastanza per lessarci il farro ;)


BUON APPETITO ;)


martedì 4 ottobre 2011

Caponatina di peperoni in bianco



L’ultima caponata dell’anno? …forse. Ormai l’orto è praticamente spoglio, tranne per cavoli e barbabietole, che inevitabilmente ci riportano all’autunno, anche con questo piacevole caldino. È il mio primo esperimento di caponata in bianco, non perché non ne conoscessi altre versioni, ma semplicemente perché io amo il pomodoro, lo mangio tutti i giorni in tutte le forme! Comunque, questo tipo di caponata è ugualmente gustosissima! Quel sapore agro-dolce-acidino che adoro, unito al sapido di olive e capperi è fortissimo anche in questo caso.

Un'altra variante che ho vagliato per questo piatto è l’utilizzo del miele al posto dello zucchero! Slurp!!! Il sapore è leggermente diverso, da provare!!


 Ed eccovi la ricetta, per circa 4 persone (se mangiata come contorno):



CAPONATINA DI PEPERONI IN BIANCO


2 peperoni verdi
1 grosso peperone giallo
1 grossa carota
2 alici sott’olio
1 manciata di olive nere (meglio verdi se ne avete)
1 manciata di capperi dissalati
1 manciata di uvette
(pinoli, che non avevo)
1 cipolla rossa
1 gambo di sedano verde
origano
1 pezzettino di peperoncino
1 cucchiaio di miele fluido (acacia o millefiori)
3 cucchiai di aceto di vino bianco
sale
olio extravergine


Pulire tutte le verdure e tagliarle abbastanza fini. Lasciare l’uvetta in ammollo in acqua. Preparare il soffritto con olio, peperoncino (da rimuovere quasi subito), cipolla e alici, e lasciar insaporire due minuti. Poi aggiungere il sedano e la carota e bagnare con un po’ d’acqua calda. Infine aggiungere i peperoni, lasciando stufare per circa 8 minuti. Aggiungere l’origano e salare leggermente, poi inserire l’uvetta scolata, i pinoli, le olive a pezzettini e i capperi. Mentre i sapori si legano, preparare un’emulsione con il miele e l’aceto, sbattendo in una ciotolina. Aggiungere il condimento e lasciare scoperchiato per qualche minuto, saltando le verdure. Quando le esalazioni acetose saranno meno forti, richiudere e abbassare il fuoco, spegnendo quando le verdure saranno tenere (attenzione, non troppo! Io le lascio sempre un po’ aldente). Lasciar freddare, conservare in frigorifero in un contenitore di vetro, i giorni seguenti è più buona!





Con questa ricetta partecipo al contest de Tè e briciole:







venerdì 3 giugno 2011

Insalata tiepida di asparagi e ciliegie

Quante ciliegie!!! Non solo a casa mia, ma anche in tutti i vostri blog, che meraviglia!!!! 
è davvero un peccato madornale il fatto che ci siano per un periodo così breve, perché è decisamente uno dei frutti che preferisco, insieme ai lamponi e alle mele renette (non a casa, tutti frutti versatilissimi nei dolci :))) 

Perciò mi sto applicando per farci più ricette possibili.. ma non preoccupatevi, ne avanzano a sufficienza per farne una scorpacciata degna di uno spuntino reale :)



INSALATA TIEPIDA DI ASPARAGI E CILIEGIE






Per 2 persone:



un mazzetto di asparagini

200 g di ciliegie

4 gambi di sedano bianco

qualche foglia di insalata riccia

una manciata di avena

cipolla rossa q.b.

aglio

olio

pepe, aceto balsamico





Stufare per pochi minuti gli asparagini tagliati a rondelle insieme a olio e aglio. Spegnere il fuoco lasciandoli croccanti. Denocciolare le ciliegie, pulire e tagliare il sedano e l’insalata e tagliare finemente la cipolla. Mettere tutto in un’insalatiera. Preparare un’emulsione di olio, aceto balsamico, pepe e condire l’insalata fredda. Se piace, sta molto bene una manciata di avena. In ultimo aggiungervi gli asparagi ancora caldi e mescolare il tutto. Il risultato è un’insalatina tiepida gustosissima e profumata!


Partecipo al contest di Laura (Zampette in pasta)