Come dice mia mamma: se il risotto è fatto come dio comanda, non servono burro né formaggi.
Sembra
una frase da niente, ma credo sia stato proprio questo concetto, anni
fa, a proiettarmi verso questo mondo fatto di semplicità e natura. Come la cucina della mamma. Intendiamoci: non che lei sia una guru della cucina naturale e vegana.. però quello che cucina è così, come lo vedi. Senza trucchi e barbatrucchi.
Essendo abituata a gusti netti e "puliti" fin da piccola, è stato abbastanza naturale il passo verso lo stile di vita che conduco ora, in modo consapevole: niente condimenti extra, niente elementi superflui. Necessary is the way!
Piattino semplice semplice, per i palati mai stanchi del piatto caldo confortante, nemmeno con 30° all'ombra.
Vegan, perché mantecato con olio, e senza glutine ovviamente!
Risottino allo zafferano marocchino
con rucola e zucchine
per 2 persone:
150 g di riso carnaroli
1 zucchina piccola
1/2 cipolla
1 bella manciata di rucola
1 litro di brodo vegetale
1/2 bicchiere di vino biancosecco e profumato
1 cucchiaino di pistilli di zafferano marocchino
sale, pepe
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva (io mosto)
Innanzitutto, preparare il brodo vegetale (sedano-carota-cipolla-sale) e tenerlo in caldo. Prelevarne mezzo mestolo e lasciare lo zafferano in infusione. Tostare il riso in una pentola dal fondo spesso, senza condimenti. Spegnere il fuoco. Affettare la zucchina e la cipolla e aggiungere quest'ultima al riso insieme a un cucchiaio di brodo caldo, accendere il fornello e iniziare la cottura. Appena asciuga, sfumare con il vino bianco. Aggiungere un mestolo di brodo alla volta, aspettando pazientemente che venga assorbito il liquido. A metà cottura aggiungere la zucchina e lo zafferano filtrato. Dopo un paio di minuti, aggiungere anche la rucola e continuare a cuocere aggiungendo brodo all'occorrenza. Il segreto per la cremosità è proprio quello di mantenere costante la dose di liquido nel risotto, pazientemente. A fine cottura, spegnere il fuoco, aggiungere l'olio e il pepe, eventualmente aggiustare di sale, e impiattare.
mercoledì 15 maggio 2013
venerdì 10 maggio 2013
Savarin al cocco con salsa mou al latte di cocco
Che bella sensazione svegliarsi il venerdì mattina, anche senza il sole, ma con la dolce consapevolezza di avere davanti due giorni tutti per noi; e soprattutto, nell'aria ancora aleggia un aroma lievemente dolce e vanigliato -strascico dello scontro tra farine e mattarelli di ieri- che ci permette di affrontare le ultime ore di lavoro serenamente, prima del meritato riposo.
Questo dolcetto è essenzialmente per il mio Merlino del computer. Lui che la sera, a casa, dopo ore e ore di straordinari e lavori dell'ultimo minuto, ritardi e disagni dei treni, camminate rapide nelle pozzanghere e sotto piogge torrenziali, è capace di varcare la soglia con un sorriso, appoggiare lo zaino all'ingresso e venire a darmi un bacio, mentre già traffico in cucina. Sempre. Tutte le sere.
Uno dei due doveva avere il dono dell'armonia interiore, no?! ...è chiaro che non si tratta di me!
Per questo, posso sopportare il tuo disgusto per il cacao, il cannibalismo e i baffetti incolti!
Goditi il tuo tortino, te ne meriti due al giorno: uno per ogni bacio-del-ritorno e uno per ogni abbraccio-della-buonanotte, nel quale sprofondo in un magico sonno blu vellutato, per poi svegliarmi al mattino con una gran voglia di vivere!
Savarin al cocco
con salsa mou al latte di cocco
Per la salsa mou:
200 ml di latte di cocco bio Altromercato *
60 g di zucchero di canna grezzo
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di fleur de sel
Per 3 mono-savarin:
150 g di farina autolievitante Molino Chiavazza
30 g di cocco rapé
20 g di arachidi o mandorle macinate finemente
1 uovo
60 g di zucchero di canna
40 g di burro fuso
100 g di salsa mou al latte di cocco
2 gocce di essenza di vaniglia bio
Preparare in anticipo la salsa mou (meglio il giorno prima): mettere in un pentolino zucchero e bicarbonato, accendere il fuoco e aggiungere il latte quando inizia a sciogliersi. Armarsi di pazienza e continuare a mescolare finche raggiunge la giusta densità (io per circa 20 minuti). Spegnere, aggiungere il fleur de sel, mescolare e invasettare. Si conserva in frigorifero almeno per un paio di settimane (oltre non saprei).
Setacciare le polveri in una terrina capiente. A parte sbattere leggermente l'uovo con il burro fuso freddo e lo zucchero, aggiungere il mou e la vaniglia. Versare i liquidi nelle polveri e mescolare con un cucchiaio di legno.
Versare negli stampini da savarin lasciando un dito dall'orlo (equivale a una tortiera da 18 cm) e infornare a 180 gradi per circa 15 minuti. Lasciar raffreddare e servire con una spolverata di zucchero a velo e un cucchiaio di salsa mou nel centro del savarin.
* vale la pena di spendere due parole su questo fantastico prodotto, che oltre ad essere di ottima qualità, è anche biologico (perché non sempre purtroppo le due cose vanno a braccetto). I cocchi vengono coltivati in Thailandia, a sud di Bangkok. Si ricava la polpa, che poi viene spremuta per ottenere il "latte", e il tutto avviene ovviamente in loco, preservando così freschezza e qualità. Indice di qualità è l'elevata quantità di cocco presente (il latte di cocco si compone di polpa di cocco + acqua); in fondo alla lattina resterà infatti una parte liquida e semi-trasparente.. proprio come un clostro! è un validissimo sostituto della panna animale, in caso di intolleranze al lattorio o diete vegane, e si può anche montare (l'importante è che sia molto freddo).. ma vi sorprenderà nei salati: provatelo con una zuppa di peperoni o una semplice spadellata di verdure e qualche spezia e.. addio panna animale!
...a proposito: a luglio io e Merlino ci sposiamo ;)
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lunedì 6 maggio 2013
Hummus di soia verde con papad di ceci e cumino
Ecco cosa fare quando cuocete mezzo chilo di legumi tutti insieme. A volte mi faccio prendere dalla frenesia di preparare 20 cose diverse con lo stesso ingrediente, per non dover lasciare il solito pugnetto di legumi chiuso nel sacchettino e seppellirlo nella dispensa per mesi e mesi - che poi è troppo da cucinare per me sola, troppo poco per mangiarci in due..
Questo chilo di soia verde zonzolava in dispensa da un po'.. Dopo averla preparata un paio di volte in inverno, fra deliziosi stufati di legumi e polenta, il raptus che mi ha posseduto per un istante mi ha portato a cucinarla TUTTA... poveri noi:
Zuppa di legumi e cereali: fatta.
Zuppa di soia e alghe: fatta.
Soia stufata con le patate: fatta.
...che mi invento con due belle tazze di soia cotta parcheggiate in frigorifero??
Risposta abbastanza ovvia. Hummus! Sorprendentemente, è venuto anche più cremoso di quello di ceci e profumatissimo. Certo, il colore non è proprio super-invitante.. ma diamine, se non abbattiamo noi questi pregiudizi!
Dato che quel giorno ho anche rinfrescato la Gina e avevo della pasta avanzata, ho preparato delle simil schiacciatine in abbinamento, tanto per provare qualcosa di diverso dai soliti chapati, che preparo settimanalmente. Ho voluto imitare le papad indiane, che adoro, anche se non ho ancora trovato la farina di lenticchie che conferisce un sapore inconfondibile. L'ho sostituita con la farina di ceci mista a kamut, con un ottimo risultato, anche se lontano dall'originale. Se volete assaggiare un ottimo esemplare di papad, provate quelle dell'Altro Mercato. Fra l'altro, potete prepararne in grandi quantità, perché si conservano per giorni e giorni, e la pasta madre è un valore aggiunto, assolutamente non necessario.
Hummus di soia verde
con papad di ceci e cumino
Per l'hummus:
2 tazze di soia verde cotta in acqua non salata con alga kombu
2 cucchiai di tahin
40 ml circa di olio di sesamo bio
1 cucchiaino di semi di cumino
1/2 limone
1 spicchietto d'aglio (ma fate prima i conti con la vostra tolleranza)
sale
pepe
Per le papad:
100 g di pasta madre non rinfrescata
2 cucchiai di olio di semi di girasole
100 g farina di ceci Molino Chiavazza
100 g farina di kamut + altra per stendere
1 cucchiaio di semi di cumino tostati e pestati
sale
acqua qb
Preparare l'imapsto per le papad, che si può preparare la mattina per la sera, o la sera per il giorno seguente: miscelare le farine con i semi e fare un buco al centro, in cui inserire la pasta padre a pezzettini e mezzo bicchiere d'acqua. Impastare e aggiungere l'olio un po' alla volta. Continuare ad impastare e inserire il sale. Deve risultare un composto abbastanza duro e non troppo elastico, quindi se troppo molle aggiungere altra farina. Lasciare riposare qualche ora in una ciotola di ceramica coperta da pellicola.
Per l'hummus di soia, basta inserire tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'olio, nel mixer e frullare tutto, aggiungendo l'olio a filo fino a raggiungere una consistenza cremosa. Assaggiare per regolare di sale.
Preparare le papad: dividere l'impasto in parti uguali, grandi come palline da pingpong, scaldare una piastra di ghisa sul fuoco e stendere le palline una per una, aiutandosi con un po' di farina, e formare dei dischi sottili 1-2 mm, che andranno bucherellati con uno stuzzicadenti. Munirsi di una patata tagliata a metà per oleare uniformemente la piastra. Cuocere le papad una ad una da entrambi i lati per qualche minuto, molto più a lungo rispetto al pane chapati, poiché devono indurirsi e diventare croccanti. Quando le bolle in superficie iniziano a colorarsi di bruno, sono pronte. Ricordarsi di oleare la piastra ogni volta, utilizzando la patata.
Sono ottime per accompagnare l'hummus, calde o fredde, con un semplice contorno di crudité.
Quelle avanzate le ho spezzettate e conservate in una scatola di latta per 5 giorni: sono un ottimo spezzafame.
Questo chilo di soia verde zonzolava in dispensa da un po'.. Dopo averla preparata un paio di volte in inverno, fra deliziosi stufati di legumi e polenta, il raptus che mi ha posseduto per un istante mi ha portato a cucinarla TUTTA... poveri noi:
Zuppa di legumi e cereali: fatta.
Zuppa di soia e alghe: fatta.
Soia stufata con le patate: fatta.
...che mi invento con due belle tazze di soia cotta parcheggiate in frigorifero??
Risposta abbastanza ovvia. Hummus! Sorprendentemente, è venuto anche più cremoso di quello di ceci e profumatissimo. Certo, il colore non è proprio super-invitante.. ma diamine, se non abbattiamo noi questi pregiudizi!
Dato che quel giorno ho anche rinfrescato la Gina e avevo della pasta avanzata, ho preparato delle simil schiacciatine in abbinamento, tanto per provare qualcosa di diverso dai soliti chapati, che preparo settimanalmente. Ho voluto imitare le papad indiane, che adoro, anche se non ho ancora trovato la farina di lenticchie che conferisce un sapore inconfondibile. L'ho sostituita con la farina di ceci mista a kamut, con un ottimo risultato, anche se lontano dall'originale. Se volete assaggiare un ottimo esemplare di papad, provate quelle dell'Altro Mercato. Fra l'altro, potete prepararne in grandi quantità, perché si conservano per giorni e giorni, e la pasta madre è un valore aggiunto, assolutamente non necessario.
Hummus di soia verde
con papad di ceci e cumino
Per l'hummus:
2 tazze di soia verde cotta in acqua non salata con alga kombu
2 cucchiai di tahin
40 ml circa di olio di sesamo bio
1 cucchiaino di semi di cumino
1/2 limone
1 spicchietto d'aglio (ma fate prima i conti con la vostra tolleranza)
sale
pepe
Per le papad:
100 g di pasta madre non rinfrescata
2 cucchiai di olio di semi di girasole
100 g farina di ceci Molino Chiavazza
100 g farina di kamut + altra per stendere
1 cucchiaio di semi di cumino tostati e pestati
sale
acqua qb
Preparare l'imapsto per le papad, che si può preparare la mattina per la sera, o la sera per il giorno seguente: miscelare le farine con i semi e fare un buco al centro, in cui inserire la pasta padre a pezzettini e mezzo bicchiere d'acqua. Impastare e aggiungere l'olio un po' alla volta. Continuare ad impastare e inserire il sale. Deve risultare un composto abbastanza duro e non troppo elastico, quindi se troppo molle aggiungere altra farina. Lasciare riposare qualche ora in una ciotola di ceramica coperta da pellicola.
Per l'hummus di soia, basta inserire tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'olio, nel mixer e frullare tutto, aggiungendo l'olio a filo fino a raggiungere una consistenza cremosa. Assaggiare per regolare di sale.
Preparare le papad: dividere l'impasto in parti uguali, grandi come palline da pingpong, scaldare una piastra di ghisa sul fuoco e stendere le palline una per una, aiutandosi con un po' di farina, e formare dei dischi sottili 1-2 mm, che andranno bucherellati con uno stuzzicadenti. Munirsi di una patata tagliata a metà per oleare uniformemente la piastra. Cuocere le papad una ad una da entrambi i lati per qualche minuto, molto più a lungo rispetto al pane chapati, poiché devono indurirsi e diventare croccanti. Quando le bolle in superficie iniziano a colorarsi di bruno, sono pronte. Ricordarsi di oleare la piastra ogni volta, utilizzando la patata.
Sono ottime per accompagnare l'hummus, calde o fredde, con un semplice contorno di crudité.
Quelle avanzate le ho spezzettate e conservate in una scatola di latta per 5 giorni: sono un ottimo spezzafame.
giovedì 2 maggio 2013
Cake salato saporito con Pasta Madre
Sarà la voglia di passeggiate e pic nic nel verde, sarà la voglia di mediterraneità, dopo un inverno trascorso a broccoli e verze.. sarà quel che sarà: qui si sforna e si cucina come fosse primavera inoltrata!
Ecco un ottimo cake salato per scampagnate e pic nic, la cui ricetta appartiente a La trappola golosa, un blog favoloso da cui spesso attingo spunti e spuntini.
Con alcune modifiche, ecco la mia versione, preparata per la scampagnata fatta durante l'unica mezza giornata di bel tempo (25 aprile):
Cake salato saporito
2 uova io 1 uovo
150 ml di latte io 200 ml
50 g di formaggio
grana io 70 g di erborinato piccante bergamasco
Ecco un ottimo cake salato per scampagnate e pic nic, la cui ricetta appartiente a La trappola golosa, un blog favoloso da cui spesso attingo spunti e spuntini.
Con alcune modifiche, ecco la mia versione, preparata per la scampagnata fatta durante l'unica mezza giornata di bel tempo (25 aprile):
![]() |
| cake salato con PM - pomodori secchi, olive nere, broccolo, formaggio erborinato piccante, origano |
Cake salato saporito
con Pasta Madre
(da un'idea de La trappola golosa)
200 g di farina 0
100 g di semola
rimacinata di grano duro
1 cucchiaino di malto
di orzo
50 g di olio d'oliva
2 cucchiaini di sale
qualche cima di broccolo cotto al vapore (mia aggiunta)
8 pomodori secchi
una manciata di olive
nere
origano
Sciogliere il malto
nel latte tiepido, poi aggiungere la pasta madre e scioglierla. Inserire 150 g
di farina e l'uovo, e impastare aiutandovi con un cucchiaio, poiché l'impasto
sarà troppo molle per essere lavorato a mano. Io ho utilizzato anche lo
sbattitore con il gancio. Lasciar riposare coperto per almeno un'ora.
Nel
frattempo, mettere i pomodori secchi in ammollo in acqua, tagliare le olive, il broccolo e
il formaggio, e sciogliere il sale nell'olio.
Riprendere l'impasto,
aggiungere il resto della farina e impastare sempre con il gancio, o con un
cucchiaio, poi aggiungere man mano i pomodori (asciugati e tagliati con la
mezzaluna), le olive, il broccolo, il formaggio, l'origano e in ultimo olio e sale
emulsionati insieme. Poiché l'impasto resterà molto appiccicoso, ho continuato
a impastarlo con il gancio e poi ho lasciato lievitare nella ciotola di
ceramica, coperto con pellicola, in forno spento, con accanto un pentolino di
acqua calda.*
Dopo circa 3-4 ore è
raddoppiato. A questo punto rivestire uno stampo da plum cake (io ne ho fatti 2
piccoli, dovendo portarli fuori) e versare il composto, senza arrivare all'orlo, cercando di livellarlo
il più possibile. Coprire con pellicola e lasciare ancora a lievitare un paio
d'ore.
Trascorso il tempo,accendere il forno al massimo lasciandolo statico. Quando arriva a temperatura, infornare e cuocere per 10 minuti. Poi abbassare a 190° e continuare la cottura, coperto con un foglio d'alluminio per evitare che si formi una crosta dura in superficie. Dopo 20-30 minuti al massimo, è pronto per essere sfornato. Lasciar raffreddare e servire a fettine.
è un'ottima schiscetta del giorno dopo: completo, saporito e pratico da portare.
* nella ricetta originale, Antonietta ha lasciato l'impasto nello stampo in frigorifero per una notte prima di infornare. Dato che il mio è lievitato molto bene nell'arco della giornata (preventivate comunque una decina di ore in totale, fra impasto, riposi e cottura), non l'ho ritenuto necessario. Infatti era bello arioso all'interno, nonostante la presenza del formaggio a pasta molle.
mercoledì 24 aprile 2013
Torta vegan di cacao, noci e liquore al cioccolato
Sul limitar d'uno strascico glacial,
ecco dal forno sbucar
con il suo aroma invernal
un tortino dolcemente familiar...
Dopo questa gioconda entrée -sono particolarmente ispirata dal sole mattutino- passo a fatti, foto e assaggi di questa fantastica torta senzapeccato (vegan) di Straight Edge Fam, vegan e cioccolatosissima (alias: mors sua et mea)! Pochi sgarri da parte della sottoscritta, per esigenze particolari, tipo che l'ho fatta piccina, perché a Merlino non piace il cacao (.....?!?!?"=!=£="($/"£(%(/£§*) ... quindi è tutta MIA ; inoltre, non avendo il liquore alla liquirizia, l'ho sostituito con quel liquore al cioccolato "di Mozart" (tzé..) che avevo preso a Vienna - enonchiedetemiperché... però nei dolci è l'ideale!
TORTA VEGAN
AL CACAO, NOCI
E LIQUORE AL CIOCCOLATO
di Straight Edge Fam (dosi dimezzate)
150 g di farina autolievitante Molino Chiavazza
15 g di cacao amaro
25 g diolio di semi io Olio d'oliva Dante conDisano
125 g di latte di soia
80 g di zucchero moscovado
2 gocce di essenza di vaniglia
2 cucchiai di liquore al cioccolato
una manciata generosa di nocidell'Amazzonia tritate grossolanamente
un pizzico di sale
Setacciare prima le polveri in una terrina capiente. Aggiungere poi il latte, il liquore, la vaniglia, l'olio e infine le noci. Non ho usato il lievito, in quanto la farina che ho usato era già provvista di agenti lievitanti, è venuta sofficissima. Ungere e infarinare uno stampo (il mio da 18cm) e cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.
Consiglio: a colazione con una tazza di tè rosso .. e via!
buona giornata :)
ecco dal forno sbucar
con il suo aroma invernal
un tortino dolcemente familiar...
Dopo questa gioconda entrée -sono particolarmente ispirata dal sole mattutino- passo a fatti, foto e assaggi di questa fantastica torta senzapeccato (vegan) di Straight Edge Fam, vegan e cioccolatosissima (alias: mors sua et mea)! Pochi sgarri da parte della sottoscritta, per esigenze particolari, tipo che l'ho fatta piccina, perché a Merlino non piace il cacao (.....?!?!?"=!=£="($/"£(%(/£§*) ... quindi è tutta MIA ; inoltre, non avendo il liquore alla liquirizia, l'ho sostituito con quel liquore al cioccolato "di Mozart" (tzé..) che avevo preso a Vienna - enonchiedetemiperché... però nei dolci è l'ideale!
![]() |
| torta vegan di cacao, noci e liquore al cioccolato |
TORTA VEGAN
AL CACAO, NOCI
E LIQUORE AL CIOCCOLATO
di Straight Edge Fam (dosi dimezzate)
150 g di farina autolievitante Molino Chiavazza
15 g di cacao amaro
25 g di
125 g di latte di soia
80 g di zucchero moscovado
2 gocce di essenza di vaniglia
2 cucchiai di liquore al cioccolato
una manciata generosa di noci
un pizzico di sale
Setacciare prima le polveri in una terrina capiente. Aggiungere poi il latte, il liquore, la vaniglia, l'olio e infine le noci. Non ho usato il lievito, in quanto la farina che ho usato era già provvista di agenti lievitanti, è venuta sofficissima. Ungere e infarinare uno stampo (il mio da 18cm) e cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.
Consiglio: a colazione con una tazza di tè rosso .. e via!
buona giornata :)
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domenica 21 aprile 2013
Gnocchi alla romana verdi "de-romanizzati"
...niente lighterie oggi, allafacciadelbruttotempo!!!
L'aver assaggiato con la punta della lingua una primavera inaspettatamente calda, luminosa e profumata, amplifica la rabbia per questo flashback al freddo e al gelo!
Cosa posso fare per sbollire l'ira?? ...bollire qualche bello gnocco alla romana! ..Però l'ho vestito di verde, dato che non amo molto il sapore persistente di burro e parmigiano.. in effetti non sono mai andata matta per questa ricetta della tradizione, perciò ho voluto interpretarla a mio piacimento :) ..Forse dovrei cambiarle nome? è troppo azzardato lasciare quell'attributo inequivocabile? Fatemi sapere se vi sentite offesi da questo stravolgimento, provvederò immediatamente ;)
Ho preparato una besciamella al formaggio delle nostre montagne, latteria giovane. Così la metamorfosi dello gnocco, da Roma alla Valsassina, è completa :)
Gnocchi alla romana verdi
"de-romanizzati"
Gnocchi per 4 persone affamate:
250 g di semolino Molino Chiavazza
1 tazza di spinaci lessati e ben strizzati
1 l di latte intero
60 g di burro di montagna
1 uovo
una manciata di grana grattugiato
sale
noce moscata
1 spicchio d'aglio
pepe
Per la besciamella al formaggio:
300 ml di latte intero
20 g di farina
20 g di burro
sale e pepe
60 g di formaggio latteria giovane + 50 g da aggiungere alla fine
Preparare gli gnocchi: frullare gli spinaci ben strizzati, mettere a bollire il latte con lo spicchio d'aglio in una pentola capiente. Aggiungere la noce moscata e il sale. Quando bolle, versare il semolino a pioggia e gli spinaci frullati. Continuare la cottura a fuoco basso, sempre mescolando. Aggiungere il burro, il grana e spegnere il fuoco (dopo circa 7 minuti di cottura). Mescolare bene e lasciar intiepidire.
Nel frattempo, preparare la besciamella con il classico roux, da versare in una casseruola con il latte portato quasi a bollore. Aggiungere sale e pepe. Quando inizierà ad addensarsi, aggiungere il formggio (60 g) tagliato in pezzettini piccoli. Conservare il resto, tagliato a cubetti.
Riprendere l'impasto degli gnocchi, intiepidito, e aggiungere l'uovo. Mescolare bene. Stendere l'impasto su una spianatoia rivestita di carta forno, in modo tale da avere circa 1 cm di spessore. Quando sarà completamente raffreddato, coppare gli gnocchi con una forma tonda (io ho usato un cicchiere lungo e stretto). Conservare i ritagli, che andranno benissimo il giorno dopo saltati in padella.
Imburrare una pirofila e versare un mestolo di besciamella. Disporre a raggera gli gnocchi, leggermente sovrapposti. Irrorare con il resto della besciamella e cospargere con il formaggio restante tagliato a cubetti.
Volendo, è possibile aggiungere una spolverata abbondante di grana in superficie. Personalmente, ho preferito evitare, per lasciare il ruolo del protagonista al latteria. Mi sono limitata al pepe.
Gratinare in forno per circa 20 minuti a 200 gradi.
L'aver assaggiato con la punta della lingua una primavera inaspettatamente calda, luminosa e profumata, amplifica la rabbia per questo flashback al freddo e al gelo!
Cosa posso fare per sbollire l'ira?? ...bollire qualche bello gnocco alla romana! ..Però l'ho vestito di verde, dato che non amo molto il sapore persistente di burro e parmigiano.. in effetti non sono mai andata matta per questa ricetta della tradizione, perciò ho voluto interpretarla a mio piacimento :) ..Forse dovrei cambiarle nome? è troppo azzardato lasciare quell'attributo inequivocabile? Fatemi sapere se vi sentite offesi da questo stravolgimento, provvederò immediatamente ;)
Ho preparato una besciamella al formaggio delle nostre montagne, latteria giovane. Così la metamorfosi dello gnocco, da Roma alla Valsassina, è completa :)
![]() |
| gnocchi alla romana verdi - prima della gratinatura |
Gnocchi alla romana verdi
"de-romanizzati"
Gnocchi per 4 persone affamate:
250 g di semolino Molino Chiavazza
1 tazza di spinaci lessati e ben strizzati
1 l di latte intero
60 g di burro di montagna
1 uovo
una manciata di grana grattugiato
sale
noce moscata
1 spicchio d'aglio
pepe
Per la besciamella al formaggio:
300 ml di latte intero
20 g di farina
20 g di burro
sale e pepe
60 g di formaggio latteria giovane + 50 g da aggiungere alla fine
Preparare gli gnocchi: frullare gli spinaci ben strizzati, mettere a bollire il latte con lo spicchio d'aglio in una pentola capiente. Aggiungere la noce moscata e il sale. Quando bolle, versare il semolino a pioggia e gli spinaci frullati. Continuare la cottura a fuoco basso, sempre mescolando. Aggiungere il burro, il grana e spegnere il fuoco (dopo circa 7 minuti di cottura). Mescolare bene e lasciar intiepidire.
Nel frattempo, preparare la besciamella con il classico roux, da versare in una casseruola con il latte portato quasi a bollore. Aggiungere sale e pepe. Quando inizierà ad addensarsi, aggiungere il formggio (60 g) tagliato in pezzettini piccoli. Conservare il resto, tagliato a cubetti.
![]() |
| gnocchi alla romana verdi |
Imburrare una pirofila e versare un mestolo di besciamella. Disporre a raggera gli gnocchi, leggermente sovrapposti. Irrorare con il resto della besciamella e cospargere con il formaggio restante tagliato a cubetti.
Volendo, è possibile aggiungere una spolverata abbondante di grana in superficie. Personalmente, ho preferito evitare, per lasciare il ruolo del protagonista al latteria. Mi sono limitata al pepe.
Gratinare in forno per circa 20 minuti a 200 gradi.
lunedì 15 aprile 2013
Risotto ai carciofi con salsa di anacardi (senza latticini)
Con questo risottino, senza glutine e senza latticini, ho detto addio all'inverno! Da oggi si comincia con le minestre di verdurine primaverili, finalmente :)
L'ho preparato in una di quelle serate uggiose e tremendamente gelide, a dispetto del calendario (aprile??!), dato che uno dei nostri migliori amici non mangia formaggio, burro e in generale derivati del latte.. non per intolleranze, bensì per fisime autocertificate credo..
Comunque sia, avevo in mente di prepararlo con la crema di anacardi che avevo in "dotazione", che con l'amarognolo dei carciofi a mio avviso stava più che divinamente; ma poi purtroppo ho notato che negli ingredienti compariva il buon vecchio Grana Padano d.o.p.... mannaggia!! Ma dato che in dotazione avevo anche gli anacardi nudi e crudi, ho deciso di farla da me, escludendo il grana.
Quindi posso partecipare al contest Diversamente buoni del blog Cucinatollerante
Risotto ai carciofi con salsa di anacardi
senza latticini, glutenfree
per 4 persone:
320 g di riso carnaroli
3 carciofi con le spine
olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco di ottima qualità
1/2 cipolla
2 spicchi d'aglio
1 foglia d'alloro
sale, pepe
Per la salsa di anacardi:
80 g di anacardi al naturale
3 cucchiai di olio di semi di girasole
50 ml latte di soia
1 cucchiaino di tahin
sale

Mettere a bollire una pentola con circa 1,5 l d'acqua. Nel frattempo pulire bene i carciofi. Quelli con le spine sono difficili da trattare, ma a me piacciono molto di più, perciò mi armo di pazienza! Separare il gambo e tagliare i carciofi a metà. Metterli a bollire nell'acqua, con il sale, l'aglio e una fogliolina d'alloro. Scolare quando sono ancora al dente e conservare il brodo in caldo, eliminando alloro e aglio.
Preparare i carciofi che saranno aggiunti al riso a fine cottura: io ho usato i cuori e i gambi tagliati a pezzettini, daranno cremosità. Le foglie mi piace mangiarle saltate in padella, perciò le ho tenute da parte per un'altra preparazione.
Tostare il riso in una padella con l'olio e la cipolla, sfumare con il vino bianco e portare il riso a cottura, aggiungendo un mestolo di brodo di carciofi alla volta.
Nel frattempo preparare la salsa di anacardi, frullando tutti gli ingredienti al mixer, aggiungendo l'olio a filo. Io non l'ho usata tutta, ma dipende da quanto vi piace condito il risotto.
Dopo 10 minuti di cottura del risotto, aggiungere i carciofi a pezzettini e continuare la cottura, fino a ultimarla.
A fuoco spento, mantecare con un mestolino di brodo, la salsa di anacardi e il pepe.
Servire accompagnando con aualche fettina di carciofo croccante saltata in padella con aglio.
L'ho preparato in una di quelle serate uggiose e tremendamente gelide, a dispetto del calendario (aprile??!), dato che uno dei nostri migliori amici non mangia formaggio, burro e in generale derivati del latte.. non per intolleranze, bensì per fisime autocertificate credo..
Comunque sia, avevo in mente di prepararlo con la crema di anacardi che avevo in "dotazione", che con l'amarognolo dei carciofi a mio avviso stava più che divinamente; ma poi purtroppo ho notato che negli ingredienti compariva il buon vecchio Grana Padano d.o.p.... mannaggia!! Ma dato che in dotazione avevo anche gli anacardi nudi e crudi, ho deciso di farla da me, escludendo il grana.
Quindi posso partecipare al contest Diversamente buoni del blog Cucinatollerante
Risotto ai carciofi con salsa di anacardi
senza latticini, glutenfree
per 4 persone:
320 g di riso carnaroli
3 carciofi con le spine
olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco di ottima qualità
1/2 cipolla
2 spicchi d'aglio
1 foglia d'alloro
sale, pepe
Per la salsa di anacardi:
80 g di anacardi al naturale
3 cucchiai di olio di semi di girasole
50 ml latte di soia
1 cucchiaino di tahin
sale

Mettere a bollire una pentola con circa 1,5 l d'acqua. Nel frattempo pulire bene i carciofi. Quelli con le spine sono difficili da trattare, ma a me piacciono molto di più, perciò mi armo di pazienza! Separare il gambo e tagliare i carciofi a metà. Metterli a bollire nell'acqua, con il sale, l'aglio e una fogliolina d'alloro. Scolare quando sono ancora al dente e conservare il brodo in caldo, eliminando alloro e aglio.
Preparare i carciofi che saranno aggiunti al riso a fine cottura: io ho usato i cuori e i gambi tagliati a pezzettini, daranno cremosità. Le foglie mi piace mangiarle saltate in padella, perciò le ho tenute da parte per un'altra preparazione.
Tostare il riso in una padella con l'olio e la cipolla, sfumare con il vino bianco e portare il riso a cottura, aggiungendo un mestolo di brodo di carciofi alla volta.Nel frattempo preparare la salsa di anacardi, frullando tutti gli ingredienti al mixer, aggiungendo l'olio a filo. Io non l'ho usata tutta, ma dipende da quanto vi piace condito il risotto.
Dopo 10 minuti di cottura del risotto, aggiungere i carciofi a pezzettini e continuare la cottura, fino a ultimarla.
A fuoco spento, mantecare con un mestolino di brodo, la salsa di anacardi e il pepe.
Servire accompagnando con aualche fettina di carciofo croccante saltata in padella con aglio.
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