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lunedì 18 maggio 2015

Orecchiette integrali, crema di asparagi e tofu affumicato

Sciuè sciuè, semplice e saporito, il piatto forte della domenica denoantri che, a differenza delle nostre nonne e mamme, preferiamo di gran lunga una passeggiata o un'uscita appena appena fuori porta alla corsa agli armamenti per il pranzo della domenica. 

Magari con il tempo e la famiglia che si allarga e si allontana, cambierò anche io. Chissà. 

Per il momento vince la semplicità, perciò eccolo qui, il nostro piatto di una domenica di primavera, ottimo anche tiepido.

Avvertenza per chi non si intende di tofu e prodotti simili: 
in quanto a consistenza, non è simile a nulla che sia familiare ai vostri palati, ma per quanto riguarda il gusto, lo devo dire... per quanto mi ricordi, sembra speck!!!! Perciò si potrebbe interpretare questa pasta come una carbonara vegetale, per voi che amate tanto veganizzare i piatti della tradizione :)



venerdì 10 aprile 2015

Veg&Beer #4: noodles con funghi shiitake e tofu affumicato

La Pasqua non fa in tempo a sparire da dietro l'angolo, che nella mia testa è già pasato remoto... mentre sgomitano e fremono le novità: nuovi corsi di cucina, nuovo quasi-lavoro, nuove semine nell'orto, nuovi vestiti (dopo una decina d'anni, rifaccio l'armadio vah!), pulizie di primavera, nuovi propositi (manco fosse capodanno!)... Ma chi resiste al ritmo della primavera, che scorre così incessantemente anche dentro di noi?? Un'energia che sale, tutta nuova, impaziente di esplodere in quella che sarà l'estate.
Si diceva mica "Aprile dolce dormire"?? ...una cippa! Altro che letargo, sono iperattiva, se potessi aggiungerei un giorno alla settimana e due-tre ore alla giornata.


A proposito di novità, oggi vi propongo la nuova puntata di Veg&Beer: tutta orientaleggiante e scoppiettante, decisamente in tema con questa primavera che ci sta piacendo sempre di più! 
Il piatto che vi presento si compone di ingredienti tipici giapponesi e asiatici, ma si sposa (daddioh!) con una italianissima birra dei nostri amici di Montemurlo

giovedì 26 febbraio 2015

Pasta al finto pomodoro: una rivoluzione

Oggi, niente cucina curativa, occasionale, di magro, festaiola, strampalata. 
Oggi solo pasta al sugo. Dico solo fra 10 virgolette, per tante ragioni che a una prima occhiata non saltano certo all'occhio. A prima vista, non direste mai che questo sia un piatto r i v o l u z i o n a r i o ... eppure è così!


Innanzitutto, questo che vi propongo qui è un finto sugo, tutto invernale, così da ingannare l'occhio (e in certi casi, pure il palato!) e appagare quella voglia di classici piatti caserecci, che poco si scorgono fra le pagine virtuali dei foodies e oramai anche sulle nostre tavole con le tovaglie a scacchi bianco-rossi. 
Da un lato, devo proprio dirlo: meglio che siano occasionali questi sughi lussuriosi unti e bisunti, perché che siano di pelati o si passata, resta il fatto che il pomodoro è un frutto (ebbene sì, è un frutto!) tropicale (vi ricordate? Cristoforo Colombo... 1492...??), quindi la sua stagione è estiva, oltre ad essere una solanacea
Ovviamente, non mi tiro indietro se occasionalmente c'è da fare/mangiare una buona pizza con lievito madre, che senza pomodoro perde il suo perché. Ma, appunto, sono casi isolati.


In secondo luogo, e questa è la vera rivoluzione, gli ingredienti sono del tutto non-convenzionali: sono il frutto del duro lavoro e di una passione, quella per la naturalità, la sostenibilità e, ovviamente, la qualità. Altromercato ha lanciato da poco questa linea di prodotti del Solidale italiano: dalla pasta al vino, perfino squisite mandorle siciliane e birre artigianali (che presto impiegherò nella mia rubrica Veg&Beer), sono tutti prodotti nel rispetto delle materie prime, dei lavoratori e dei consumatori.
http://www.altromercato.it/solidale-italiano/il-manifesto/integrale
Carceri, cooperative sociali, terreni confiscati alle mafie, coltivazioni biologiche, sono solo alcuni dei fattori che rendono unico questo splendido progetto.
Infine, ma non meno importante, il gusto pieno e intenso di questi prodotti, di cui le giovane generazioni non hanno purtroppo memoria, ma anche quella dei più agés fa forse fatica a recuperare, diluita da troppi cibi insapore e senz'anima, rendono il pasto quotidiano un'esperienza più unica che rara, sicuramente autentica.


Pasta integrale al finto pomodoro

(sugo rosso di barbabietola e lenticchie)

1/2 barbabietola cotta a vapore
1 carota
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 pezzo di sedano
1 foglia di alloro
3 cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco secco (facoltativo)
1/2 l di brodo vegetale o acqua calda salata
prezzemolo fresco
sale qb


Preparare un trito abbastanza fine di sedano, carota, aglio e cipolla e farle soffriggerle nell'olio. Sciacquare le lenticchie e aggiungerle al soffritto. Lasciare sfrigolare qualche minuto, poi sfumare con il vino e lasciare evaporare. Aggiungere l'alloro e, se piace, anche un peperoncino. Portare a cottura con un mestolo di brodo caldo e lasciare stufare a fuoco medio-basso, aggiungendo brodo man mano che asciuga. 
A metà cottura, inserire la barbabietola tagliata a cubettini e continuare a stufare. In totale, ci vorranno circa 45 minuti. Quando le lenticchie sono morbide, spegnere il fuoco, eliminare l'alloro e frullare velocemente al minipimmer: vedrete che diventerà di un bel colore rosso scuro.
Rimettere in padella. A parte, lessare la pasta. Aggiungere un po' dell'acqua di cottura per mantecare il sugo rosso e impiattare con una spolverata di prezzemolo fresco.

Ribadisco, un sugo così può ingannare non solo l'occhio, ma anche qualche palato! Funziona anche senza le lenticchie, ma così è più appagante, anche con quelle rosse va benissimo. Per aggiustare l'acidità, se proprio vogliamo farla sporca spacciandolo per pomodoro, io aggiungo un goccio di acidulato di umeboshi (oppure un aceto molto delicato). Se poi usate il basilico... chi vi sgama più!?!






 


lunedì 15 dicembre 2014

Pasta e fagioli al radicchio rosso di Treviso



Ci sono giorni in cui niente scorre. Tutto sembra fermo: dalle minuscole particelle di acqua sospese a mezz’aria, alle fusa dei gatti addormentati in posizioni improbabili, ai minuti dell’orologio digitale che sembrano non avanzare mai. 

D’inverno mi capita spesso di trovarmi nel mezzo di un buio pomeriggio a non sapere che pesci pigliare. A volte mi perdo nei pensieri, qualche volta pericolosamente deprimenti. Altre volte, assecondo questa necessità del mondo di fermare il corso delle cose. 
Colgo l’occasione per fermare il mio mondo: spengo luci, radio, testa, ansia, rallento i gesti, il respiro. 
Saperlo fare è una nuova conquista. Lo yoga mi ha aiutato quest’anno a capire una cosa: lasciar andare i pensieri, abbandonarli per un po’ e rilassare la mente, oberata da molte responsabilità, non è tempo perso, anzi: una volta abituati ad abbandonarsi nel buio dell’assenza di pensiero, almeno quello più pragmatico, vuol dire ripartire alla stragrande, con serenità e senza ansia.

E la cucina può aiutare, certo! Inutile dire che per essere in armonia con l’inverno, occorre mangiare quello che la stagione ci propone. E già siamo a buon punto con la pace interiore. I cibi che aiutano a rallentare il metabolismo, concentrare le energie e non lasciarle disperdere nell’etere freddo e umido, sono soprattutto le verdure tonde: immancabili le cipolle, la zucca, tutti i cavoli e i broccoli, le rape etc. Le zuppe dovrebbero essere quotidiane, anche due volte al giorno, come antipasto, fanno felice il nostro stomaco vuoto e contratto. Con cereali e legumi poi, sono meglio di qualsiasi integratore e medicinale antinfluenzale… perciò, sotto con le pappette!

http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/Infatti oggi, per il 100%Vegetal Monday , propongo un piatto decisamente confortante e anche lento, come il ritmo dell’inverno, con i suoi colori e sapori, a metà fra una pasta e una zuppa. Uno dei miei piatti preferiti da quando ero piccina, ma con la variante del radicchio invece del pomodoro, che non è di stagione. Non etichettabile in altro modo se non con il suo nome: pasta e fagioli. Forse lo annovererei tra i piatti da meditazione. 
Anzi, decisamente: pasta e fagioli, un piatto da meditazione!















Pasta, fagioli e radicchio rosso di Treviso


160 g di pasta mista (per me spaghetti di farro, mezzemaniche integrali, conchiglie di grano duro)
1 tazza di fagioli borlotti freschi (dal mio orto, surgelati)
2 cespi di radicchio rosso di Treviso
1 cipolla
1 spicchio di aglio
½ gambo di sedano
1/3 di bicchiere di vino rosso
1 foglia di alloro
sale e pepe qb







Riempire d’acqua una pentola capiente, portare a bollore con una foglia di alloro e lessare i fagioli freschi. In un tegame antiaderente preparare un soffritto con olio, cipolla, aglio e sedano sminuzzati finemente. Sfumare con il vino. Aggiungere il radicchio ben pulito e tagliato corto, poi iniziare a stufare aggiungendo un mestolo di acqua di cottura per volta.


Quando i fagioli saranno teneri, aggiungerli insieme alle verdure e salare il tutto. Prelevare una parte delle verdure e fagioli e frullarle al minipimer. Poi trasferire di nuovo nel tegame e continuare la cottura a fiamma bassissima, aggiungendo acqua di cottura quando serve.
Salare l’acqua di cottura dei fagioli, tuffare la pasta mista e cuocere fino a metà cottura. 
Trasferire la pasta nel tegame insieme a parte dell’acqua e terminare la cottura, mantenendo sempre una buona percentuale di liquido. 
Terminare con una spolverata di pepe nero e servire subito, altrimenti asciuga. Questa pasta non si mangia al dente!


Buona meditazione a tutti !
 


mercoledì 7 maggio 2014

Pasta di carrube con fave e pesto di carciofi e mentuccia

Torniamo a noi, per un italianissimo pasto, riassunto in un velocissimo post. Insomma, un fast-post-pasto!

A Natale, mia sorella mi ha portato dalla Campania un prodotto a me sconosciuto: la pasta alle carrube. Conoscevo già questo intrigante frutto dalle proprietà miracolose, almeno stando agli esperti nutrizionisti. Ne avevo assaggiato un baccello appena colto dall'albero, precisamente a Matera, qualche anno fa. Il sapore mi aveva letteralmente conquistato: così dolceamaro, persistente e appagante (...e pure calorico, se vogliamo dirla tutta!).

Con i semi si produce una farina che funge da addensante naturale per parecchi prodotti, anche industriali (dai gelati alle creme etc.), spesso celato dietro la scritta Carrube
E410
(della serie "non tutti gli acronimi vengono per nuocere").





Ma la pasta (che contiene la farina del frutto, non dei semi) mi è proprio caduta dal cielo! Io che mangio pasta si e no 2 volte al mese, questa settimana ho già fattoil bis! Non avevo idea di quale sapore potesse avere, perciò ho ipotizzato che si avvicinasse a quello del frutto e ho improvvisato questo piatto ricco, italianissimo, che mette d'accordo tutti: vegani-carnivori-grandi-grandissimi (sui piccini non ho testato). 
E vi dirò: non ho sbagliato poi di molto il bersaglio con questo condimento. A noi è sembrato azzeccato ;)



Pasta di carrube
con fave e pesto di carciofi e mentuccia

180 g di pasta di carrube*

250 g di fave fresche
1 grosso carciofo con gambo
1 spicchio d'aglio
1/3 di bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di olio evo
sale e pepe qb
15 anacardi
3-4 foglie di mentuccia fresca

*questa pasta non è glutenfree: sono presenti sia farina di grano duro che farina di carrube.


Preparare il pesto di carciofo: pulire il carciofo eliminando le foglie esterne e la barba interna. Pulire anche il gambo e conservare solo il cuore, meno fibroso. Preparare un soffritto leggero con 1 cucchiaio di olio e l'aglio, buttare il carciofo affettato sottilmente. Sfumare con il vino bianco, cuocere a fuoco moderato avendo cura di bagnare con poca acqua man mano che asciuga. Una volta cotto, lasciare intiepidire. Frullare tutto, anche l'aglio, con olio, anacardi, sale, pepe e mentuccia. Tenere da parte.
In una pentola capiente portare ad ebollizione l'acqua per la pasta, senza salare. Buttare prima le fave fresche e lasciare bollire qualche minuto, poi salare e buttare anche la pasta. Se sono molto piccole, buttare insieme fave e pasta (la cottura per questo formato è di 8-9 minuti). Scolare non troppo al dente e impiattare con il pesto di carciofi.





Ma


Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/carrube.html (non tutte le sigle vengono

lunedì 24 febbraio 2014

Ravioli alla crema di marroni e pesto di cavolo nero

Oggi festeggio un inizio per tante cose.

In primis, il nostro nuovo orto, che comincia finalmente a prendere forma sotto i raggi di un improbabile sole primaverile. Abbiamo fatto grandi progetti per questo nuovo angolino: sarà uno spazio tutto per noi, per l'ingegno di Merlino e per la mia fantasia, per i sogni e la curiosità, per la sana e sacrosanta fatica, per il nostro pensiero libero, che si concretizza in qualcosa di meraviglioso, per noi e per tutti coloro con cui vorremo codividerne i frutti (incrociamo le dita!).



In secundis, i corsi di cucina! sono iniziati benissimo e spero che evolvano in meglio e che possano forgiare la mia personalità, ancora un po' timida e insicura quando devo camminare da sola, soprattutto su un sentiero ancora sconosciuto. A questo proposito, voglio ringraziare di cuore tutti i miei corsisti di giovedì sera: siete stati bravissimi e soprattutto reattivi, curiosi e intraprendenti! Grandiosi!!




...e perché no, festeggio anche novità culinarie che ho avuto modo di assaggiare in questi giorni e con cui ho già sperimentato qualcosina! Vorrei avere la bacchetta magica per farvi conoscere i nuovi inquilini della mia dispensa (aaaaaaaiuto, sta esplodendo!!), ma sono davvero tanti! Pian pianino pubblicherò tutto eh, faccio un po' fatica a mantenere un ritmo di un post a settimana -con tutti 'sti festeggiamenti, ci si mettono pure i compleanni, fra cui il mio fra pochissimo!- ma cercherò di farcela.. in fondo, sono una capa tosta!!





Questa sperimentazione con la crema di marroni potrà suonare strana. Ho tratto l'ispirazione dai tortelli alla zucca mantovani.. Ravioli ai marroni - Tortelli alla zucca... Che c'entra?? mi direte. C'entra: La mostarda insieme alla zucca costituisce un ripieno dolce, molto dolce, senza paura. Amo questo dolce, ne mangerei una ciotola intera a cucchiaiate, di ripieno!! Ho voluto creare questo dolce senza la zucca né la mostarda, ma con due prodotti di cui vado ghiotta: castagne e pane di segale. Il pane di segale è una scelta sia di gusto, l'acidità del lievito madre è il giusto sprint per accompagnare la dolcezza calda e vellutata della crema di marroni; ma anche di consistenza: a differenza del pangrattato comune, il pane di segale resta piuttosto granuloso, senza creare una vera e propria cremina. In bocca l'effetto mi piace molto di più, è come quello del ragù, che scivola giù insieme al sugo ma senza confondersi del tutto.





Preparare questi ravioli con la pasta fresca (senza uova) il sabato pomeriggio, prendendomi il mio tempo, con in testa nuvole di pensieri leggeri (oltre a VirginRadio), mi ha regalato il buon umore di cui ancora adesso godo (yeah!), e credo di averne trasmesso anche ai ravioli stessi, per una qualche proprietà che trascende di certo ogni logica fisico-chimica... Crediamoci, se fa bene, perché no?!



Ravioli alla crema di marroni e pesto di cavolo nero
(ricetta vegan)

Dosi per 4 persone

pasta fresca:

300 g di semola rimacinata
50 g di farina di ceci
2 cucchiai di olio evo
acqua calda qb

ripieno:

3-4 cucchiai di Crema di Marroni Vis
3 fette di pane di segale "Otto cereali" PEMA

pesto di cavolo nero:

7-8 foglie tenere di cavolo nero
1 spicchio d'aglio
4 noci
3 cucchiai di olio evo
sale, pepe



Ho preparato il pesto di cavolo nero la sera prima, stufando in una padella antiaderente le foglie già pulite e tagliate, con olio e aglio. Salare e aggiungere dell'acqua all'occorrenza. Una volta pronto, frullare insieme a olio, 2 noci, pepe e l'aglio. Non importa se risulta molto denso, poi andrà agigiunto un mestolo di acqua di cottura.

Per la pasta fresca senza uova, miscelare le farine in un'ampia terrina, facendo una cavità nel mezzo. Scaldare dell'acqua in un pentolino (circa 250 ml) e quando è tiepida aggiungerne un po' all'impasto. Versare anche l'olio e iniziare a impastare. Aggiungere poca acqua per volta, finché si ottiene un impasto liscio e omogeneo, non appiccicoso. Lasciar riposare sotto uncanovaccio umido per mezzora.

In una ciotola sbriciolare il pane di segale con le mani, per ottenere delle briciole il più possibile fini. Versare la crema di marroni e mescolare bene, ottenendo un impasto abbastanza sodo.


Stendere la pasta con la nonna papera (o a mano, se siete temerari!), mettere mezzo cucchiaino di impasto per ogni quadrato che si andrà a formare (lato di circa 5cm). Sigillare bene il triangolo, unire due lati attorno al dito e ripiegare indietro l'angolino rimasto. Procedere fino ad esaurire pasta e impasto.

Man mano che vengono fatti, conservare i ravioli su un tagliere o vassoio infarinato.

Portare a bollore una pentola molto ampia colma d'acqua, salare, versare un paio di cucchiai di olio e tuffare i ravioli, un po' per volta per non farli attaccare. Scolarli e conservarli in una ciotola di vetro unta, mentre si aspetta che cuociano gli altri. Terminati i ravioli, allungare il pesto con un mestolino di acqua di cottura e condire il tutto. Tritare le due noci rimaste e spargere sulla superficie. Servire subito.
 








 ..e nelle prossime puntate:

Legumi in tutte le salse

Happy Fingerfood

Ridendo e speziando

Glutenfree everybody

Cucina ECO-friendly


...and so on!
scrivimi: zy.patapata@gmail.com

lunedì 9 dicembre 2013

Spaghetti al pesto di noci e peperoni

Iniziamo la settimana all'insegna della semplicità.
Perché fra poco è Natale (e poi santo Stefano, 31, Capodanno, etc etc..) e iniziamo a risparmiarci, perché questo è un VegetalMonday e perché adoro questo pesto!!

Ho scoperto il connubio noci-peperoni in una torta salata vegan che ho mangiato un paio d'anni fa da un'amica. Le noci stavano nella base insieme a farina integrale, una sorta di streusel, quasi da cheese cake,i peperoni nella farcia, insieme a qualcos'altro che purtorppo non ricordo...
Ho provato a replicarla diverse volte, senza mai ottenere quel bel contrasto di sapori, perfettamente distinti eppure ben assortiti fra loro.

Stavolta, però, sevo dire che mi sono avvicinata molto al ricordo goloso, con questo insolito pesto. Consiglio però di usare una pasta integrale (purtroppo non l' avevo), che con le noci è davvero WOW!






Spaghetti al pesto di noci e peperoni

per due persone affamate


180 g di spaghetti di grano duro (per me Garofalo)
1 peperone rosso
7-8 noci (italiane, miraccomando..)
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 spicchio d'aglio
4 capperini sotto sale
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere (facoltativo)




Pulire bene il peperone eliminando le venature bianche all'interno. Tagliare a pezzettini e cuocere in una padella antiaderente con mezzo bicchiere d'acqua. Quando sarà morbido, tanto da iniziare a sfaldarsi, scolare e lasciare freddare. Nel frattempo mettete a bollire l'acqua per la pasta, salate e buttate gli spagnetti.
In un minipimmer frullate il peperone con l'olio, i capperi dissalati, le noci, l'aglio, il coriandolo. Assaggiare per aggiustare di sale. Scolate la pasta al dente, impiattare su piatti caldi con un paio di cucchiai della salsa ottenuta. Decorare con qualche pezzettino di noce, che dà un ché di croccantino.



http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/

venerdì 14 giugno 2013

Udon alla piastra con verdure e alghe

sto lavorando.
Oddio, ad essere pignoli, considerando che non sono pagata, non è proprio un lavoro.
Oddio, ad essere proprio molto pignoli, considerando che domenica sera finisce l'evento -che poi si replicherà solo fra 2 anni- non si può nemmeno considerare un'attività continuativa.
Però mi paice, e mi diverto come una matta!

Per sapere cosa stiamo combinando al nostro ridente paesello brianzolo, vi lascio volentieri il link del sito (fatto da Merlino) di questa grande rassegna nel nostropiccolo Osnago : www.lavocedelcorpo.it
In breve, si tratta di una rassegna di arte contemporanea, La voce del corpo appunto, che vede protagonisti artisti da ogni dove praticanti arte a 360°: dall'installazione alla pittura astratta, dal teatro butoh alla danza.. Purtroppo termina questa domenica, con le ultime performance.

Ho gestito i rinfreschi (quel catering di cui vi parlavo qui era appunto la conferenza stampa) e mi sono occupata dell'accoglienza degli artisti provenienti da lontano, presso le famiglie locali (anche dai miei genitori). Sono tutti TUTTI squisiti! ci tengo a sottolineare che non solo noi siamo volontari, ma nemmeno gli artisti stessi sono pagati. Vengono a proprie spese, perciò molti alloggiano presso le nostre case ed è meraviglioso conoscerli e condividere pezzi delle nostre vite con loro. Certo, sono loro ad avere molte più cose interessanti da raccontare, che viceversa!



In tutto questo trambusto e viavai di persone e cibarie, trovo sempre il tempo di inventarmi qualcosa, anche di veloce, perché qualche volta riusciamo anche a cenare a casa io e Merlino :)

Questi noodles rappresentano un po' questo mese di giugno: sempre di corsa, spesso facciamo le ore piccole, ma sempre contenti, briosi, curiosi e alla fine soddisfatti :)



p.s. vi risparmio la mia prima esperienza di il teatro butoh, perché mi vergogno anche un po'.. ma è qualcosa che mi ha toccato delle corde rimaste in sordina da tempo.. forse da sempre. Potrei anche continuare..chissà...!



Udon alla piastra

con verdure, germogli e alghe wakame

 

per 2 porzioni

100 g di udon noodles
1/2 peperone giallo
1 piccola zucchina
1/2 cipolla
3-4 cucchiai di olio di semi di girasole
una bella mangiata di germogli di soia
alghe wakame a piacere
3 cucchiai di salsa di soia
1 pezzettino di zenzero fresco
2 cucchiai di umeboshi
1/2 cucchiaino di pasta di wasabi (se l'avete in polvere, meglio)





Pulire e tagliare le verdure a julienne, eccetto i germogli.
Scaldare una pentola d'acqua senza farla bollire, salare e aggiungere le alghe.
In una padella di ghisa o titanio, soffriggere le verdure con l'olio, sfumare con l'umeboshi e lasciar cuocere aggiungendo un mestolino d'acqua.
Nel frattempo, portare l'acqua a ebollizione e tuffare gli udon, insieme alle alghe, in genere hanno 8 minuti di cottura. Scolare e sciacquare sotto acqua fredda. Tenere da parte.
Prelevare poca acqua e sciogliere la pasta di wasabi, che andrà aggiunta alle verdure in padella. A fine cottura, inserire la salsa di soia, grattugiare lo zenzero e saltare tutto insieme agli udon raffreddati.









sabato 18 maggio 2013

Non la solita pasta e fagioli: strozzapreti e fagioli neri

Torniamo indietro??? ahhh beh, a me non dispiace consolarmi con pappette ipernutrienti e super energetiche. E poi ho sempre sbottato contro quelli che "come fai a mangiare il minestrone d'estate?"....... Ma ce la fai?! Le verdure, secondo te, quando crescono: pisellini, sedano, zucchine, pomodori....... a gennaio?!




Tornando alla ricetta, l'idea è quella di proporre una pasta e fagioli che, oltre ad avere il potere di tirare su il morale di un facocero, sia anche un "matrimonio di mondi". Ho usato una italianissima pasta di grano duro, gli strozzapreti, insieme ai fagioli neri dell'Ecuador, i frijoles! ...d'altro canto, in Europa ce li hanno portati loro i fagioli.. e menomale! Qui trovate un approfondimento interessantissimo sulla produzione di fagioli e di quelli neri in particolare. Mi piacciono cucinati in ogni modo, anche lessati e ripassati in padella restano belli sodi, la buccia non si sfalda facilmente come accade ai cannellini o ai borlotti. Infatti il loro impiego ottimale a mio avviso è con mais e verdure in insalata (li ho portati ad un picnic con enorme successo), oppure caldi da contorno a del riso bianco profumato. Ma hanno anche un sapore deciso che li rende stuzzicanti anche per zuppe e salse.


Già che ci sono, faccio anche un po' di informazione: fino al 6 luglio abbiamo la possibilità di acquistare ben 30 tipi di prodotti Altromercato d'uso quotidiano a prezzi scontati, ovviamente senza gravare sui produttori. L'offerta viene rinnovata ogni mese. Basta controllare la lista delle botteghe aderenti.





Pasta e fagioli:
strozzapreti e fagioli neri dell'Ecuador

Per 2 persone:

140 g di strozzapreti secchi
1 tazza di fagioli neri Altromercato (già lessati in acqua e alga kombu)
1 carota piccola
1/2 gambo di sedano
1/3 di cipolla
2 spicchi d'aglio
odori (io alloro, salvia e rosmarino)
sale, peperoncino fresco
un goccio di vino bianco secco
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


In una piccola casseruola mettere a bollire circa un litro d'acqua salata. Quando l'acqua bolle, buttare gli strozzapreti e cuocere per circa 6-7 minuti (se utilizzate quelli freschi, andranno appena tuffati in acqua bollente, e poi cotti insieme alle verdure). A parte, in una più capiente, fare un soffritto con tutte le verdure sminuzzate molto finemente e il peperoncino. Sfumare con il vino, aggiungere un po' d'acqua calda e lasciar stufare cinque minuti. Aggiungere poi i fagioli e gli odori, con un mestolo di acqua della pasta. Scolare la pasta e tenere da parte anche l'acqua.
Quando le verdure sono cotte, eliminare aglio, peperoncino e odori, e frullare velocemente parte della "zuppetta", avendo cura di lasciare delle verdure intere (sempre se vi piace). Aggiustare di sale. Rimettere sul fuoco con la pasta e continuare a stracuocere, aggiungendo dell'acqua all'occorrenza, fino a cottura ultimata. A me piace stracotta! Servire con un filo d'olio a crudo.





sabato 7 luglio 2012

Tagliolini di grano saraceno con besciamella agli asparagi

Eccomi con un altro pezzo del pranzo con i miei genitori! ..in effetti potevo iniziare dal primo e non dal dolce :)  Mi ero dimenticata di avere la foto anche del primo! Una sola eh, e nemmeno troppo bella.. però ho proprio azzeccato l'abbinamento saraceno + asparagi, quindi meritava di essere presentata anche lei questa ricettina, pora steeeela!

TAGLIOLINI DI GRANO SARACENO CON BESCIAMELLA LEGGERA 
AGLI ASPARAGI

Per 4 persone

Tagliolini:
150 g di farina di grano saraceno bio
150 g di farina 00 bio
2 uova
acqua qb

Besciamella leggera:
1 mazzetto di asparagina
1 tazza scarsa di latte di soia
1 cucchiaio di farina 00
2 cucchiai di olio di semi
noce moscata, sale, pepe bianco
brodo vegetale


Preparare la pasta, perché dovrà riposare almeno mezzora: setacciare le farine, fare la fontana su una spianatoia e inserire le uova. Ne ho messe solo due perché non amo troppo la pasta all'uovo, di solito non ne metto, ma per questo formato di pasta è necessario.. Perciò ho impastato aiutandomi con dell'acqua e giusto un cucchiaio d'olio. Impastare per 10 minuti, poi lasciar riposare in un luogo fresco e asciutto.

Nel frattempo, pulire l'asparagina, tagliare le cime e tenere da parte, mentre si sbollentano velocemente i gambi nel brodo vegetale, già salato. Scolare i gambi quando saranno abbastanza morbidi, conservando il brodo. Frullare bene i gambi aiutandosi con qualche cucchiaio di brodo. Tenere da parte.

Prendere la pasta e passarla alla nonna papera, come da istruzioni, per diverse volte, un pezzo alla volta. Inserire la modalità "tagliolini" (o tagliatella se vi piace più spessa, ma credo che con la besciamella il formato più piccolo sia l'ideale) e fare la pasta. Conservare sulla spianatoia con della farina e lasciare seccare.

In un pentolino dal bordo alto, preparare un roux con la farina e l'olio. Nel frattempo scaldare leggermente (anche al microonde) il latte di soia e aggiungerlo al roux, con pepe e noce moscata. Continuare a sbattere con la frusta e allungare, se necessario, con del brodo. Quando si sarà ottenuta una giusta densità, aggiungere gli asparagi frullati e regolare ancora di densità aggiungendo eventualmente dell'altro brodo vegetale. Spegnere il fuoco.

Quando siete pronti a sedervi a tavola, portare a bollore dell'acqua in una pentola capiente, salare e buttare prima le cime degli asparagi tenute da parte, dopo due-tre minuti buttare i tagliolini, che cuoceranno quasi subito. Scolare bene, condire in una marmitta con dell'olio extravergine d'oliva e impiattare con le cime e la besciamella.






venerdì 4 maggio 2012

Pasta e patate "ubriaca"



È più forte di me… ogni volta che mi accingo a cucinare ricette di cucina che fanno parte della tradizione italiana, “sgarro”. Magari parto anche con gli ingredienti giusti, me li metto tutti davanti prima di iniziare, pronti e via! …ma poi in corso d’opera mi balena in mente uno zing, un ingrediente, una modalità, che mi portano sulla via della perdizione!! 

Ecco l’ennesimo caso di questa mia anarchia culinaria: una buonissima e gustosissima pasta e patate, però non ho potuto fare a meno che aggiungerci uno zing (e non perché non sia abbastanza saporita, anzi!), per lasciare la firma diciamo ;)





PASTA E PATATE “UBRIACA”


Per 3 porzioni:

2 patate
½ cipolla dorata
Alloro, timo e origano
Passata di pomodoro al naturale
Sale, pepe
Un’ombra di peperoncino
Olio extravergine
½ bicchiere di vino rosso robusto (io ho usato un merlot)
Pasta corta mista (io penne e spaghetti spezzati)


Scaldare un pentolino d’acqua, salare e mettere l’alloro in infusione. 
In una casseruola antiaderente far soffriggere la cipolla con un po’ d’olio extravergine e ilpeperoncino, aggiungere le patate tagliate a cubetti e far insaporire con le spezie rimaste. Sfumare con il vino rosso, far evaporare l’alcol e aggiungere la passata di pomodoro (le quantità variano, dipende da quanto la volete rossa). Allungare con un mestolo dell’acqua bollente salata e dopo un paio di minuti buttarci dentro la pasta.
Far cuocere aggiungendo acqua man mano che essa viene assorbita. 
Prima di servire spolverare con del pepe nero macinato fresco. 


Buona pappa!