venerdì 31 agosto 2012

Un pic nic di fine estate

Non è un'occasione qualunque, ma una ricorrenza speciale.. anni e anni di sopportazione!!!!
 
Ebbene, di solito è LUI che ama sorprendermi portandomi in qualche posto suggestivo spiazzandomi completamente, sconvolgendo i miei piani, regalandomi una bella rosa, comprandomi un ottimo mega-gelato per cena... E invece stavolta glie l'ho fatta!! Ho organizzato tutto io, dato che per lui era il primo giorno di lavoro dopo le ferie e che aveva millemila grilli saltellanti per la testa (la prossima settimana si sposa sua sorella e siamo nel boom dei preparativi: feste, scherzi etc.).

Ovviamente gli ho detto che saremmo andati a cena fuori e gli ho anche detto dove, ma non che il ristorante sarebbe stato una terrazza all'aperto in cima alla collina, né che lo chef portava il mio nome :)


A noi piaceva tantissimo venire qui.. non siamo né in Toscana né in Umbria, ma nel cuore della verde Brianza. Precisamente a Montevecchia, proprio dove mesi fa avrebbero dovuto iniziare a trivellare alla ricerca del petrolio.. pensate un po': raffinerie e industrie petrolchimiche al posto dei campi coltivati e dei boschi, e oleodotti invece dei ruscelli.. Fortunatamente, dopo mesi di proteste da parte degli agguerritissimi brianzoli, il progetto è stato bloccato... per ora. "Toccateci tutto, ma non il verde!!!!" (ovviamente NON è da leggere in un'accezione politica, per carità!).

Ma torniamo all'idillio!
Dovete sapere che Montevecchia è la "vetta" più alta della pianura brianzola (poco meno di 500 m) e quando il cielo è particolarmente terso e l'aria pulita e frizzantina, si scorge da lontano la famigerata "madunina"! ...ecco, grazie, ci avete pensato voi ad intonare quella orribile canzone popolare!
 In realtà gli abitanti di questo borghetto rustico sono pochissimi. Perloppiù in Alta troverete case chiuse quasi tutto l'anno, appartenenti ai milaness (perché a noi provinciali piace da morire sfotterli un po'!), che da un paio di secoli hanno scoperto che a due passi dalla madunina gh'è propri un bel verd!.. Per fortuna a Montevecchia prosperano ancora le attività legate al terreno: vini, formaggi, salumi (eh beh, anche quelli..), miele, frutti etc etc. vi si producono tutto l'anno. Però, come ogni perla del territorio, se volete andarci a cenare, preparatevi al salasso dell'anno....!
Per questo credo che Diego fosse un pochino preoccupato, quando gli ho detto che avevo prenotato a Montevecchia... per poi rilassarsi in un gran sorriso complice, quando aprendo il bagagliaio dell'auto gli ho mosrato il cestino!









Ma eccoci alla parte gastronomica, ovvero il contenuto del cestino.. Mi sono proprio sbizzarrita! Dato che quest'anno non abbiamo modo di festeggiare alla grande, in chissà che ristorante  e con chissà che bottiglia di vino ad innaffiare degnamente del buon cibo, devo ripiegare sulla fantasia per stupire il mio cicci.. E purtroppo non è più così facile: si è quasi abituato a ingurgitare pappette dagli strani odori e roba vegetale tutti i giorni! Povero lui!
...dovevate vedere le facce straniate e incuriosite degli altri pasteggiatori accanto a noi, con in mano la loro michetta al prosciutto!!!! Avrei dovuto documentarle :)




- aperitivo con pastis (ricordo della Camargue..) e crakers di okara alle erbe
- due tipi di quiche: base per entrambe è una brisée vegan (farina bio integrale, olio, vino bianco, sale); una farcita con crema di fagiolini, avena e pesto, l'altra con riso giallo, formaggio di montagna e carote
- scaglie di parmigiano reggiano
- birra doppio malto, acqua
- ananas al naturale
- budini, per lui menta e liquirizia, per me cacao e pepe di cayenna, di cui vi do la ricetta:








BUDINO AL CACAO E PEPE DI CAYENNA



per due porzioni

300 g di latte intero (di solito uso aprol soya, ma non ne avevo più!)
1 cucchiaino di agar agar
1 cucchiaio di miele neutro
1 cucchiaio raso di amido di mais
1 cucchiaio di cacao amaro
30 g di cioccolato extrafondente
 1/2 cucchiaino di pepe di cayenna e 1/2 di cannella





Mettere a scaldare in un pentolino alto il latte che avrete già miscelato col cacao e le spezie, sbattendo con una frusta. Prelevarne un po' in una tazzina, sciogliervi l'amido di mais e ributtarlo dentro, per evitare che faccia poi grumi. Prima che bollasciogliervi il cioccolato, dolcificare con miele o malto, poi inserire l'agar agar e abbassare il fuoco, facendolo sobbollire per 5 minuti. Spegnere il fuoco e versarlo immediatamente negli stampini (nel mio caso si trattava dei vasetti di vetro con coperchio, per motivi di praticità!). Lasciar intiepidire a temperatura ambiente e poi trasferire in frigorifero per almeno due ore.

Per il budino di Diego (che, ricordo, fa finta di essere allergico al cacao per non dover ammettere che non gli piace ed evitare recriminazioni da tutto il mondo sano di mente!) basta sostituire le spezie e il cacao con la liquirizia in polvere. Come parte liquida al posto del caramello o altro topping (quella robina dolcerrima che io detesto sol budino!) ho usato del semplice sciroppo di menta.




 anche il pepe di cayenna è un ricordino della Camargue.. non potevo mica esimermi dall'acquisto delle spezie!!













venerdì 24 agosto 2012

Panna cotta vegan con pesche e zafferano

..scaraventata di nuovo nel mondo del lavoro interinale, conservo un dolcissimo ricordo della Camargue!! Anche se per soli 4 giorni, ho davvero fatto il pieno di colori, odori, sapori, vento salmastro, sabbia tra le dita, sole sole e sole (anche troppo quest'anno, mi hanno detto)!
Enogastronomicamente parlando, siamo stati da dio!! E chi se lo immaginava che il piatto tipico fosse la paella, accompagnata da ottima sangria??! Ovviamente io ho ripiegato fantasticamente su altro, tipo fragranti caldi croissant alle mandorle, baguette, insalate al roquefort... e soprattutto sull'ottimo vino rosé locale.
Una piacevolissima sorpresa anche dal punto di vista gastronomico, che per me è imprescindibile in una vacanza come si deve :)

Dato che la Camargue abbonda di albicocche e pesche, vi propongo questo dessert al cucchiaio gustosissimo e vi lascio con un ricordo di questa magnifica regione



PANNA COTTA VEGAN ALLE PESCHE E ZAFFERANO



Per due porzioni:
200 ml di panna vegetale
1 pescanoce bio
1 cucchiaino da caffè di zafferano marocchino in pistilli
½ bicchiere di latte di soia
1 cucchiaio da minestra di zucchero (oppure di malto)
1 pezzo di scorza di limone bio
1 cucchiaino abbondante di agar agar

Scaldare il latte e lasciarvi in infusione lo zafferano per almeno 10 minuti, a fuoco spento. Nel frattempo tagliare la pescanoce grossolanamente, lasciando la buccia (è bio!). Filtrare il latte e aggiungerlo alla panna, rimettere sul fuoco con la scorza di limone e portare quasi a ebollizione. Inserire lo zucchero e l’agar agar, lasciar sobbollire per 4-5 minuti. Spegnere il fuoco, eliminare la scorza, inserire i pezzettini di pesca e frullare tutto. Rimettere sul fuoco per altri 2 minuti, controllando sempre che non faccia le bolle e mescolando spesso. Versare in stampi freddi, in silicone, ceramica o alluminio (in questo caso bagnarli con acqua fredda prima) e lasciar freddare a temperatura ambiente (anche se in questi giorni è un po’ sopra la media mi pare!). Riporre in frigo per almeno un paio d’ore. 












Camargue, 2012


 




















lunedì 13 agosto 2012

Biscotti "cacaokara"

Finalmente ho fatto il tofu, per la prima volta nella casa nuova! Il post precedente è la prima prova tangibile dell'esperimento devo dire molto ben riuscito, a parte la forma del panetto... devo ancora trovare uno stampo decente!Però almeno stavolta mi sono attrezzata e ho acquistato su Amazon le tele per fare il formaggio, che sono perfette anche per il caglio del latte di soia!
Devo però ammettere che mi dà molta più soddisfazione cucinare la sua sorellona okara.. Forse perché è decisamente più difficile trovare un utilizzo degno delle sue fantastiche proprietà nutritive, anche perché ha un sapore molto forte e in fondo si tratta di fagioli crudi frullati.. non è semplice trovare un giusto abbinamento, anche per la consistenza granulosa e priva di massa. Quindi quando cucino un piatto buono buono con l'okar, di solito mi crogiolo un pochettino :)

Con questo dolcetto, forse un po' fuori stagione (ma al palato non si comanda!), vi auguro un buon ferragosto e buone vacanze ai fortunati che sono in partenza! Sono contentissima di potermi inserire anch'io in questa categoria, perché io e Diego abbiamo appena deciso di accettare l'invito di due nostri carissimi amici nella splendida Camargue!!!!!! Quattro giorni soltanto, ma poiché arrivano improvvisi e inaspettati, dal niente vacanze quest'anno cui mi ero rassegnata, mi sento al settimo cielo!





BISCOTTI CACAOKARA

Per circa 15 biscotti grandini:


85 g di okara circa
100 g di farina 00
2 cucchiai di cacao amaro
50 g di mandorle  tritate abbastanza finemente (metà pelate metà grezze)
60 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
1 tazzina da caffè di olio di semi di mais
½ cucchiaino di bicarbonato
Un pizzico di sale rosa

Setacciare la farina e il cacao, aggiungere le mandorle tritate, il sale, la cannella, il bicarbonato e l’okara, mescolando con le mani per amalgamare bene. Inserire lo zucchero e infine l’olio, continuando a mescolare con le mani per far inumidire bene il tutto. Nel mio caso l’okara era fresca e abbastanza umida, perciò non ho avuto bisogno di aggiungere altri liquidi, altrimenti avrei versato qualche goccia di latte di soia. Impastare su un piano di lavoro, formare una palla compatta e lasciar riposare mezzora.
Accendere il forno a 180 gradi, riprendere in mano la palla e stenderla aiutandosi con due fogli di carta forno. Stendere col mattarello fino ad arrivare a uno spessore di circa 5 mm, poi formare i biscotti con la forma preferita. Disporre su una placca da forno e cuocere per circa 15 minuti, prima che diventino più scuri.
Se vi piacciono molto dolci, raddoppiate la quantità di zucchero! A me piace decisamente di più il sapore del cacao amaro. Inzuppati in un buon tè speziato (il mio era tè nero al marzapane) sono la fine del mondo!!





venerdì 3 agosto 2012

Tofu al curry con porri, zenzero e lime



Sono davvero contenta di questo blog e della complicità fra noi blogger, anche in aspetti della nostra vita che a volte perfino per chi ci sta vicino (intendo nella vita quotidiana) sono di poca importanza! È un mistero come sia possibile che si instauri un rapporto (quasi di.. amicizia?) così bello e sincero fra noi, grazie davvero a tutti voi, perché leggete, capite e rispondete, consigliate… è proprio come fare quattro chiacchiere fra amici!! 

Perciò mi ritaglio uno spazio agli aggiornamenti, prima di passare a questa ricetta superveloce.. Anche perché, dico io: se uno passa di qua per la prima volta, magari deve solo prendere spunto per una ricetta perché vuole sedurre una tipella dell’alta moda che mangia solo tofu e broccoli, e quindi non è interessato a tutte le rocambolesche avventure del regno degli sfigatti, può anche saltare bellamente questo pezzo :)


Siamo stati in uno splendido studio veterinario vicino a Milano, che cerca di curare gli animali soprattutto con l’omeopatia. È molto all’avanguardia, se pensate che nemmeno per la maggior parte degli esseri umani la medicina naturale è contemplata come rimedio efficace.. e certo, perché la sciura che vuole curarsi l’aerofagia prende le gocce 2-3 giorni, vede che non fanno niente, anzi, magari peggiora, e interrompe, spantegando alle amiche della briscola che “sono tutte balle”! ..Sciura, ma ci vuole T E M P O !! 
Lo so, ormai altro che denaro, il tempo per noi vale più della salute stessa.. E allora giù di aulin! 
Io ho un ottimo rapporto con l’omeopatia, ho risolto moltissimi problemi, ma ci vuole davvero, DAVVERO, costanza e perseveranza. D’altra parte, penso che sia verissimo il pensiero alla base di ogni medicina naturale, in particolare orientale: se siamo malati significa che non abbiamo saputo mantenere il giusto equilibrio, in qualcosa abbiamo sbagliato e a lungo andare su questa via le conseguenze affiorano. E così, come ci siamo ammalati, dobbiamo guarire: recuperando il nostro equilibrio in modo naturale.

Perciò, dicevo, per tofu abbiamo la terapia: 4 tipi di gocce da assumere endovena (io che mi metto a fare le punture?!? Sisalvichipuò!!), fiori di bach da assumere per via orale (già, proprio quelli che usa mia mamma!) e, rullo di tamburi………………………. ALIMENTI 100% VEGETARIANI!!!!! Ebbene sì! Una delle cause principali di questo tipo di disturbi negli animali è l’incapacità di digerire proteine animali; oltre alla difficoltà nell’esternare il carattere tipicamente felino di Tofu (per questo i fiori), a causa degli spazi ristretti della vita in appartamento. Non solo, ma dovremmo pure ingegnarci a costruire dei giochi sempre nuovi, perché come i bambini piccoli si stancano prestissimo di un gioco!
Ora, a parte le cifre folli che abbiamo speso finora, e che purtroppo non potremo sostenere a lungo, ci riteniamo fortunati: Tofu ADORA i fiori di Bach e soprattutto le verdure cotte (broccoli, zucchine e piselli in particolare)! ..tutto la sua mammetta! Perciò mi ingegnerò a preparare qualche pappina, che ovviamente va integrata con del cibo sostanzioso ed equilibrato (e rarissimo e costosissimo aggiungerei…).

Così ora in casa siamo 2 contro 2 : vegetariani (io e Tofu) VS carnivori (Diego e Penny-Lane) !




TOFU AL CURRY CON PORRI, ZENZERO E LIME

Per me sola (Tofu per ora non mangia suoi omonimi)
1 porzione di tofu autoprodotto (io lo divido già in porzioni e congelo)
1/3 di porro
1 lime
1 pezzo di zenzero
½ cucchiaino di curry
1 cucchiaino di semi di papavero
1 cucchiaio di olio extravergine
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di miele di fiori d’arancia
1 cucchiaio di salsa di soia
Coriandolo fresco


Strizzare bene il tofu e tagliarlo a cubetti. Scaldare l’olio in padella, aggiungere aglio e zenzero e lasciar insaporire. Aggiungere il porro a rondelle e saltare 2 minuti, allungando con un cucchiaio di brodo vegetale o acqua. Aggiungere anche il tofu, alzare il fuoco per fare la crosticina, poi abbassare la fiamma, allungare con un altro cucchiaio di brodo e inserire il curry. Lasciar cuocere ancora 3 minuti col coperchio. Nel frattempo preparare un’emulsione con il succo di lime, la salsa di soia e il miele. Alla fine inserire la salsina, saltare un minuto e spegnere il fuoco. Togliere l'aglio e lo zenzero e servire con coriandolo fresco.


...dedicata a lui <3 br="br">


domenica 22 luglio 2012

Simil-crepes all'arancia con composta di ribes rosso



Le piccole gioie della disoccupazione: una colazione preparata con ispirazione e amore, con calma e serenità... credo che, almeno oggi, sarà una buona giornata...

...e solo noi sappiamo quanto ne abbiamo bisogno!!

Oltre al problema del lavoro (che provoca al mio umore picchi di alti e bassi abbastanza inquietanti..), in qeusto periodo siamo sommersi di spese.. so che siamo tutti nella stessa barca, in questo paese, in questo momento. Ma in certi periodi la sfiga si accanisce (badate che non sono mai stata superstiziosa!)!

Per esempio, parliamo dei miei mici (così faccio contenta anche la Dani!):

da quando li abbiamo adottati, Tofu entra ed esce dal veterinario, per svariate ragioni: una volta si è bevuto il detersivo della lavatrice (con conseguente quasi-infarto da parte nostra), poi i vaccini, la castrazione e soprattutto i continui gli sfoghi cutanei.. A causa di questi sfoghi che costantemente si presentano sulle zampine, più volte l'abbiamo sottoposto a antibiotici e cortisione (eh già, così piccolo!), analisi e citologia e alla fine la diagnosi: GRANULOMA EOSINOFILICO.

sdeng!

mazzata... Si tratta di una malattia multifattoriale di cui ancora non si conoscono le cause, nè il metodo di trasmissione (forse genetico, forse no.. fatto sta che anche il padre ne era affetto). In genere queste escoriazioni compaiono in periodi particolari di stress, cambiamenti climatici, oppure per l'alimentazione e per millemila altre probabili cause.

La cura?

Non si guarisce mai. Bisogna rassegnarsi a continue trasferte dal vet per cortisone e antibiotici (mi sto informando sull'omeopatia animale.. non sopporto l'idea del cortisone!), disinfettare costantemente le escoriazioni, occorre cambiare radicalemnte alimentazione in favore di cibo assolutamente ipoallergenico (vi lascio immaginare il costo indecente.....)..
il fatto è che io ho 2 gatti. Anche se Penny-Lane non ne è effetta e anche se (per fortuna!!) il granuloma non è contagioso, l'alimentazione dovrà essere la stessa, perché è difficile controllarli quando si strafogano di cibo.
Ora ci stiamo ingegnando, vogliamo provare ad abituarli a mangiare separatamente. Inoltre mi sto documentando sulle pappe fai-da-te, anche se ho letto che nella maggior parte dei casi è pericolosissimo fare le pappe in casa: il rischio è quello di danneggiare i reni in modo permanente.

bah, questa è un po' la nostra sventura del mese :)  Ma d'altra parte, come si può non voler bene a questo mostriciattoli?!? Sono come dei bambini sempre piccoli, delle pesti a tratti dolcissime, ci riempiono la vita di coccole e versetti un po' scemi :)













Così, un po' rassegnati, questa domenica mattina ci consoliamo e ci coccoliamo anche noi:






SIMIL-CREPES ALL'ARANCIA CON COMPOSTA DI RIBES ROSSO

x 4 crepes: 

2 bicchieri di farina 00
2 cucchiai di farina di ceci
1 bicchiere di zucchero di canna
succo d'arancia q.b. (meglio della spremuta fresca, stagione permettendo)
2 cucchiai di olio di semi di mais
essenza di vaniglia
4-5 rametti di ribes rosso biologico
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 cucchiaio di marmellata di prugne (o altra acida)
25 g di burro


Si tratta della mia versione alleggerita di crepes, senza uova né latte. Sono vegan, ma poi per fare il sughetto ho usato del burro, non avendo in casa della margarina. Quindi sono vegan a metà :)
Setacciare le farine con il cremor tartaro e 2 cucchiai di zucchero, aggiungere un po' di succo e sbattere con la frusta. Aggiungere l'olio e continuare con il succo e qualche goccia di essenza di vaniglia. L'impasto non sarà liscio e omogeneo. Scaldare la piastra con sotto il frangifiamma e preparare le "crepes".
Nel frattempo mettere a scaldare un pentolino con il ribes pulito e asciugato, un cucchiaio di marmellata, uno di zucchero e due di acqua. Cuocere per qualche minuto, spegnendo prima che i ribes si spappolino. Schiacciarne una parte con una forchetta e lasciarne interi la metà.

In una padella antiaderente mettere a sciogliere il burro, aggiungere lo zucchero rimasto e, quando è tutto sciolto, versare mezzo bicchiere di succo d'arancia e lasciare rapprendere un poco. Adagiare le crepes farcite con la composta e piegate (se le fate sottili è meglio farle a triangolo, così sono più facili da spostare), fatele impregnare di sughetto. Servire calde (la variante con lo zucchero a velo non mi piace, sono già dolci così, anche se il ribes dà la nota acida).

Per una merenda sono ottime anche sfumate con del maraschino o gran marnier, tipo crepes Suzette, ma per la colazione preferisco senza alcol.




Buona giornata a tutti!







mercoledì 18 luglio 2012

Crema di lenticchie rosse speziata e nastri di zucchine

Un'ottima fonte di proteine: le LENTICCHIE! Un legume fantastico, più digeribile del fratellone fagiolo, saporitissima, si sposa bene praticamente con tutto, dalla polenta ai pomodori in insalata, e dà il meglio di sè in zuppe e vellutate..
ma questa lenticchietta è pure ROSSA! ...affinità elettive :)

Se non l'avete mai assaggiato, vi consiglio di provare il DAHL indiano, è un sapore indescrivibile... uno dei pochi che ho sempre in mente, senza sforzarmi di pensarci!

Questa crema tiepida me lo ricorda un po', soprattutto perché ho usato un gram masala (che però non è indiano ma marocchino) per insaporire.. però siamo ancora lontani anni luce! Anche se avete la ricetta del dahl, il consiglio è quello di mangiarlo in un ristorante indiano affidabile.. che di solito non sono quelli con luci soffuse, camerieri strafighi, danzatrici del ventre e dove si mangia per terra su cuscini damascati avviluppati in veli trasparenti.. La mia filosofia è questa: se è necessario tutto un impianto scenico al completo di "animatori" per accompagnare un ottimo pasto indiano, gatta ci cova.... a che serve? a distrarre dal cibo? ..o forse sono io che faccio la difficile, però a me piace mangiare sopra ogni altra cosa, ogni distrazione dal piatto che ho sotto al naso mi irrita da morire!!

Gustiamoci questa cremina deliziosa, in silenzio :)


CREMA DI LENTICCHIE ROSSE SPEZIATA E NASTRI DI ZUCCHINE


Per due persone:

circa 100 g di lenticchie rosse bio
1 carota
1/2 cipolla
2 spicchietti d'aglio
semi di cumino
peperoncino
1/2 cucchiaino di gram masala
1 cucchiaino di curcuma
brodo vegetale
olio di sesamo
2 zucchine
1 dito di vino bianco
1 cucchiaino di tahin
semi di sesamo tostati


Tostare i semi di cumino nella casseruola, poi aggiungere dell'olio di sesamo, il gram masala e il peperoncino, la cipolla e l'aglio. Inserire anche le lenticchie e far tostare 1 minuto, poi le carote a tocchetti e allungare con un mestolo di brodo vegetale alla volta, portando a cottura. A metà cottura sciogliere la curcuma e continuare a cuocere aggiungendo del brodo man mano che asciuga.
Nel frattempo, preparare le zucchine: lavarle e asciugarle, usare una mandolina o un pelapatate per ricavarne dei nastri. Scaldare una padella, versare un goccio d'olio e far insaporire le zucchine, sfumare con un goccio di vino bianco, abbassare la fiamma e cuocere giusto 2 minuti.
Quando le lenticchie sono pronte, passare al minipimmer per ottenere una crema, poi sciogliervi la tahina.



Consigli per impiattare: Bruschettare una grande fetta del pane che preferite (io integrale con farina bio), spalmare la crema, decorare con semi di sesamo tostati e disporre i nastri di zucchine sopra! Da mangiare sul balcone al fresco (relativo..)!
In alternativa, si può fareanche un bel piattino.
Tiepida è ancora più buona!





Partecipo al contest de My taste for food:
 Colors & Food per il mese di luglio :





giovedì 12 luglio 2012

Coppa caprese con lingue salate


Credo fermamente che le cose più semplici siano sovente anche le più difficili da realizzare al meglio. In questa ricetta non c'è nulla di patriottico (caso fortuito quello dei colori della bandiera!), è semplicemente un esperimento di... come la chiamano? "de-strutturazione" ? ..insomma, una forma nuova per un evergreen della nostra cucina. Perché nella mitica caprese quello che può cambiare è giusto la presentazione, essendo un piatto eccelso così com'è.



COPPA CAPRESE CON LINGUE SALATE
alias: MACEDONIA DI DATTERINI CON MOUSSE DI BUFALA, CLOROFILLA DI BASILICO E LINGUE AL PARMIGIANO




 INGREDIENTI


Per la clorofilla al basilico:

100 g di foglie di basilico
280 g di acqua freddissima
ghiaccio, canovaccio pulito, olio

Per le lingue de Sorelle in pentola:

180 g farina
1 tuorlo
4-5 cucchiai di parmigiano reggiano
semi di papavero
80 gr burro
sale
miele

Per la mousse di mozzarella di bufala:

1 mozzarella di bufala campana d.o.p.
80 g di ricotta vaccina

 Per la macedonia:

20 pomodori datterini
qualche goccia di succo di limone
olio extravergine d’oliva fruttato
sale, pepe




PREPARAZIONE




Iniziamo dalle lingue salate, che possono essere fatte anche qualche giorno prima e conservate in una scatola di latta. Versare la farina col parmigiano e il sale su una spianatoia, mettere al centro il burro a tocchetti (a temperatura ambiente) e versare il tuorlo al centro. Iniziare a impastare con una forchetta, poi con le mani, il tempo necessario per formare un impasto sodo. Aggiungere dell’acqua fredda se necessario. Lasciar riposare in frigo per mezzora, poi stendere col mattarello una frolla sottile circa 2 mm, ricavare le forme preferite. Io ho fatto anche dei fiorellini con dentro i semi di papavero. Per le lingue (che poi assomigliano più a delle dita!!) invece spennellare con del miele fluido la parte superiore e passarla nei semi di papavero. Infornare e cuocere per 10 minuti a 180°, prima che si dorino.






Per la clorofilla di basilico: frullare il basilico ben pulito e asciutto con l’acqua fredda. Travasare il tutto in un pentolino e accendere il fornello al minimo. In pochi minuti la clorofilla emergerà, sottoforma di “schiuma” verde chiaro, che si può prelevare tranquillamente con un cucchiaio. Attenzione: è necessario porla immediatamente sopra a del ghiaccio, su cui avrete steso il canovaccio, per raffreddarla immediatamente. Si conserva in un barattolo con dell’olio sulla superficie (per questo si è scurita).
















Per la mousse di bufala: Tagliare a cubetti un’ottima mozzarella di bufala, lasciarla sgocciolare su uno scolapasta. Nel frattempo setacciare la ricotta con un colino. Frullare al mixer la mozzarella, poi unire la ricotta setacciata e sbattere bene.








 

Composizione della coppa:

condire i pomodorini con limone, olio, sale e pepe e metterli come base. Con un porzionatore (o anche con 2 cucchiai, come per fare delle quenelles) prelevare 2-3 palline di mousse di bufala e adagiarle sopra i pomodori. Condire la mousse con 2 puntine di clorofilla (è davvero molto saporita e profumata, non deve essere invasiva). Infine, infilare nella mousse 2 lingue al parmigiano e.. non può mancare del profumatissimo basilico!













colgo l'occasione per partecipare al concorso di Pecorella di Marzapane, in collaborazione con la rivista Scelte di gusto: Chef per un mese (Luglio)