Questo dolce è pensato per il contest di StagioniAMO, che
per questo mese lancia l’ingrediente nocciole – e di conseguenza mi butto senza se e senza ma. Ma
in questa torta c’è molto di più.
Ormai mi conoscete: non scrivo più che i piatti sono vegan,
che le torte sono senza burro e neppure che le verdure sono del mio orto. Ho
sposato non un modo di mangiare, ma uno stile di vita, che per alcuni è
macrobiotica, per altri vegano, per i più vegetariano.
Ora vi sciolgo
eventuali dubbi, spiegandovi cos’è che faccio nella pratica quotidiana:
vivo seguendo la stagione, mi autoproduco tutto quello che
posso (latte vegetale, tofu, pane, condimenti, conserve dolci e salate etc.),
mangio perlopiù cereali integrali in chicco, sono un’acquirente consapevole e
scrupolosa che capisce le etichette, sto attenta agli sprechi e ai rifiuti, vario sempre gli stili di cottura, cuocio quasi
tutto per concentrare l’energia del cibo, eccetera eccetera.
Quello che NON faccio è: comprare prodotti di marche
“farabutte”, usare il microonde, consumare prodotti raffinati (zucchero e farine compresi), usare
materia prima che non proviene dal nostro clima, mangiare i derivati animali
(cene dalla suocera a parte), usare troppe spezie o condire a crudo.
Ecco, mi sono presentata. Sarò felicissima di rispondere alle vostre domande -se ne avete- in merito, ma per ora mi fermo qui sulla scienza della
nutrizione.
Ultimamente, sempre nella pratica quotidiana, mi capita spesso di
abbracciare questo concetto: il compromesso.
Quando ho iniziato questo percorso di vita, ho affrontato
volti sbigottiti e domande provocanti da parte di chi mi è molto vicino.
Purtroppo i tentativi di comprensione da parte degli altri sono stati ben pochi. figuriamoci
se sono riuscita a contagiare qualcuno…! Quello che ho capito, però, è che non
devo difendere la mia scelta a tutti i costi con le unghie e con i denti;
rispetto le critiche, però non le accetto; a meno che vengano da qualcuno più
esperto di me in materia. Perché a riempirci la bocca di aria fritta, siam
bravi tutti. Da quando abbiamo imparato a dire “bifidusactiregularis”, poi, siamo tutti dottori in Scienze delle
merendine!
Adesso sono molto serena, anche quando vado a cena dai
suoceri, o dai suoceri-bis (mio marito ha ben 4 nonni ancora vivi e molto vegeti,
ma poco vegetofagi...). Scendo a
compromessi: so bene che mi sarà offerto un piatto speciale, perlopiù a base di
formaggio, solanacee e macedonia come se piovesse, perché io mangio light. Accetto tutto e mangio tutto, mangio tranquilla; perché
sono forte, fortissima, e quel cibo non può farmi proprio nulla. Al massimo,
posso sognare un piatto di dahl con riso e gomasio mentre addento le melanzane
alla parmigiana al pranzo di Natale. Ma gli altri sono contenti che gradisca e
spazzoli il mio piatto speciale. E anche io sono contenta così. L’arte del compromesso...
Anche questa torta è un compromesso. È un dolce naturale, ma
il cioccolato, quello c’è e ci stava proprio bene. Mi spiego brevemente: il
cacao è un prodotto tropicale, perciò disperde le energie ed è molto stimolante,
non adatto a chi vive come noi in una fascia temperata. Inoltre, è lavorato con
lo zucchero, altro prodotto tropicale e fra i più raffinati (eh sì, anche quello di canna).
Invece la nocciola, il tema del contest di StagioniAMO, va
benissimo, quindi dateci dentro di noci, nocciole e frutta secca ben tostata!
Pumpkin cake con nocciole e cioccolato
al fleur de sel
Per la base:
60 g di nocciole tostate
100 g di farina di farro integrale
100 g di semola integrale di grano duro
60 g di olio Dante extravergine
70g di uvetta
2 C di malto di riso
un pizzico di sale
Per la farcia:
3 tazze di zucca cotta a vapore
150 g di semola integrale
500 ml di latte di soia dolcificato con succo di mela
scorza d’arancia non trattata
3 C di malto di riso
Per la copertura:
150 g di cioccolato fondente al 75%
3 C di latte di soia
1 C di malto di riso
30 g di nocciole tostate
fleur de sel qb
Iniziare dalla cottura della farcia, che dovrà essere
preparate il giorno prima. Versare la semola in una terrina capiente,
aggiungere il latte e sbattere bene con la frusta. Mettere sul fuoco e portare
a ebollizione, poi abbassare la fiamma al minimo e cuocere per 10 minuti
mescolando sempre, per evitare che la semola attacchi al fondo. A metà cottura,
inserire la scorza d’arancia intera e il malto. Schiacciare bene la zucca cotta
con una forchetta, aggiungere a fine cottura. Rimuovere la scorza d’arancia e
lasciar solidificare in frigorifero. Preparare anche l’uvetta in ammollo in
acqua tiepida, da lasciare tutta la notte.
Il giorno seguente, riprendere il budino e
setacciarlo.
Preparare la base: passare le nocciole al mixer per ridurle
in farina, poi miscelare tutte le polveri con l’olio mescolando con le mani.
Frullare l’uvetta ammollata e scolata (non strizzata), aggiungere ilmalto e poi
inserirla al composto. Impastare con le mani, aggiungere dell’acqua di ammollo
se è troppo asciutto. Deve essere molto duro, non va impastato a lungo.
Preparare una tortiera a cerniera, rivestirla di carta da
forno e versare l’impasto per la base, schiacciando bene con le mani per
distribuirlo sul fondo e sui bordi. Lo spessore deve essere minimo (4 mm
circa). Versare il budino setacciato e livellarlo bene.
Infornare e cuocere a 180° per circa 35 minuti.
Lasciare intiepidire.
Poco prima di servire, preparare il topping: fondere il cioccolato
a bagnomaria con il latte. A parte pestare le nocciole tostate con del fleur de
sel e aggiungerle al cioccolato sciolto. Mescolare per bene. Versare sulla
superficie e distribuire uniformemente.
Servire con il cioccolato ancora tiepido.
Noi l'abbiamo gustato con una signora Birra, una pumpkin ale per restare in tema (e se masticate l'argomento, sapete che con questo birificio non si sbaglia MAI)!
Piccola postilla per annunciare che tornano i miei CORSI DI
CUCINA NATURALE! Anche quest’anno, in autunno, sarò ospite del negozio
RegalCasa di Seregno, check the date:
-
- 25 ottobre: Cucina naturale, l’ABC
-
- 22 novembre: Glutenfree everybody
Per informazioni, scrivetemi: zy.patapata@gmail.com















