Allora, mettiamo subito i puntini sulle i: non ho mai
festeggiato san Valentino, né intendo farlo in futuro.
Questo per dire che non ho concepito questa torta come coccola sanvalentinesca per il mio cocco - che non se la fila neanche di
striscio, dato che non mangia niente che abbia più dello 0,002% di cacao (quindi
escluse le merendine industriali e i cioccolatini belli intrisi di olio di
palma e latte in polvere).
Avevo in mente di farla da settembre, in particolare da
quando ho visto mia zia scaricare dalla macchina una cesta di 2 m2 piena zeppa
di pere williams, non mature ma di più!! Non appena mi è giunto al naso il dolcissimo
olezzo, in quel preciso momento il mio cervellino ha subito illuminato la
casella “zenzero”. Per forza. Ci sono cose buone e abbinamenti immutabili che
le caratterizzano. Punto.
Il succo della storia è che ho subito fatto la marmellata di
pere e zenzero, e i frutti erano talmente dolci e maturi che si scioglievano
solamente a guardarli… e poi lo zenzero in cottura ha mostrato il suo bel
caratterino, andando a bilanciare tutto quel il candore delle pere ormai
diventate cremose. Insomma, un’esperienza sensoriale fortissima, quasi sensuale.
Afrodisiaci o no, questi ingredienti, uniti a dell’ottimo cioccolato fondente, non possono che rimandare all’amore… almeno, per me è stato amore al primo cucchiaino di
confettura, al primo morso di torta, alla prima briciola acchiappata con l’indice
appiccicoso.
Infatti, assaggiata la confettura*, era talmente ben
riuscita da non lasciare dubbi sul da farsi: crostata sia. Certo però, non
sarei Patapata se non avessi voluto complicarmi la vita per renderla speciale.
Non poteva essere una crostata-punto e basta. Questa confettura meritava di
più.
Da settembre ce n’è voluta per decidermi sugli ingredienti
da utilizzare per questo dolce, ma dopo sperimentazioni sensoriali puramente
casuali (vedi il cioccolato Compañera fondente allo zenzero
che mi ha illuminato sull’abbinamento fortunato; vedi la pantorta di pere zenzero e nocciole preparata con la pasta madre mesi fa etc.), eccola qua: la crostata d'amore. Amore in senso totale, universale, per il mondo (veganissima!) e soprattutto, una volta tanto, per se stessi.
Dunque, cari miei, se volete utilizzare questa crostata – di
per sé romanticissima, in effetti, e pure con lo zing- per santificare una
serata nel nome di Valentino, sono più che contenta. Ma se, come me, siete
allergici alle feste comandate e propinate in modo perpetuo e prepotente,
potete godervela quando volete in santa
pace (riferimenti alla sfera celeste puramente casuali… o forse per bilanciare
quelli piccanti) come atto d’amore verso voi stessi. Occhio a non fare la fine
del Narciso, porello. Io ho rischiato grosso eh, ma per queste cose (ovvero
pere, zenzero, cioccolato fondente, nocciole) ho proprio un debole..
Crostata con
confettura di pere e zenzero e cioccolato (naturalmente vegan)
Per la frolla vegan alle nocciole:
80 g di farina di farro integrale
80 g di farina di farro bianca
50 g di maizena
50 g di nocciole tritate3 cucchiai di olio d’oliva
60 ml di vino bianco secco
90 g di zucchero di canna integrale
un pizzico di bicarbonato
acqua qb
sale qb
Per la farcia:
250 g di confettura di pere e zenzero autoprodotta
100 g di cioccolato fondente al 70% Compañera1 pera
Preparare la frolla con un po’ d’anticipo per poterla lasciare un paio d’ore
in frigorifero. Miscelare tutte le polveri, bagnarle con l’olio e lavorare con
le mani per distribuirlo uniformemente. Poi aggiungere il vino bianco e impastare, infine l’acqua, quanta serve per
ottenere un impasto sodo, ma lavorabile. Formare una palla, avvolgerla nella
pellicola e lasciare in frigorifero un paio d’ore.
Trascorso il tempo, stendere la frolla vegan per ottenere uno spessore di
circa 7-8 mm. Il bicarbonato la farà crescere leggermente, quindi non
preoccupatevi se vi sembra troppo sottile. Foderare lo stampo da crostata e grattugiare
sopra il cioccolato, oppure tagliarlo a coltello e spargerlo, fino a ricoprire
la base. Versare uniformemente la confettura. Tagliare a fettine una pera e
decorare a piacere. Infornare a 180° per circa 30 minuti. Per gli ultimi
minuti, portare al piano più alto e accendere il grill per asciugare le pere.
*Per la confettura di
pere e zenzero ho utilizzato pere bio (della zia!) e zenzero fresco, pochissimo
zucchero di canna (25 % rispetto alle pere, già dolcissime) e un cucchiaio di
agar agar per aiutare a gelificare.


















