domenica 19 gennaio 2014

Avena e trevisana: e la pancia piena anche col mal di denti


Quando inizio io ad andare dal dentista, è la morte... anzi, la via crucis...
Da un semplice controllo, finisce sempre che devo o cavarmi un dente del giudizio (e siamo a 3.. ormai tanto vale finire in bellezza col quarto), o devitalizzare il cavolo di molare accanto. Stavolta sono entrambe le cose, più un'altra seccatura.

Dopo l'ennesimo appuntamento del venerdì con l'amico dei denti sani -e acerrimo nemico dei nervi saldi-  sono tornata a casa con la gengiva maciullata e mezza faccia anestetizzata, e zero possibilità di addentare la focaccia di pasta madre con trevisana che avevo appena impastato (maledett**)/çéç*è+è°?^ç°@]ùàà] !!!).

Dopo una sfuriata delle mie -scusa Merlino! non ce l'avevo con te!- non mi sono data per vinta: col cavolo che Patapata va a letto con la pancia vuota!! Dacché ricordi, non ho mai saltato un pasto, MAI. Non esiste.. piuttosto mi mangio una macedonia di rinforzo, un dolcino (più probabile..). A vedermi non si direbbe che sono una golosona, ma è così. Perciò questa cosa della bocca convalescente è davvero un dramma per me!

E fu così, che quel piatto improvvisato stile orfanotrofio, si è rivelato una squisitezza, degno di foto e conseguente post!
La dolcezza del porridge d'avena senza latte, arricchita dal sapore un po' ospedaliero e nonnereccio della farina di riso fata a semolino, è quello che ci vuole per accompagnare un bel cespetto di trevisana, giustamente amara e più-che-giustamente ubriaca!


 ..consiglio: magari andateci piano col vino se poi vi dovete beccare un ibuprofene :(



Porridge povero di avena e riso 
con trevisana ubriaca

1 tazza di fiocchi d'avena piccoli
2 cucchiai di farina di riso
2 tazze circa di brodo vegetale leggero
1 cespo di trevisana
1 cucchiaio di olio extravergine
1/2 bicchiere di vino rosso
sale, pepe
noci
aneto fresco


Preparare il porridge: nel pomeriggio ho messo in ammollo l'avena e la farina di riso in una casseruola con il brodo, per ridurre poi al minimo il tempo di cottura. Bastano 7 minuti: accendere il fornello al minimo e continuare a mescolare per evitare che l'avena si attachi al fondo della pentola. Una volta raggiunta la giusta cremosità, il "porridge" è pronto.
Accendere il fornello sotto alla padella antiaderente, versare un cucchiaio di olio e soffriggere un minuto la trevisana. A me piace così, ma volendo potete preparare un soffritto di cipolla per arrichirne il sapore. Sfumare col vino, salare e proseguire la cottura. Io ho stracotto per 10 minuti, per forza dentale maggiore... Pepare e sbriciolare un paio di noci. Impiattare il porridge e al centro la trevisana. Un giro d'olio e qualche ciuffetto di aneto a dare freschezza... dopo un bell'ibuprofene e addio mal di denti :)






Io lo ridico: ricette come questa faranno parte dei miei corsi di cucina! Se siete di queste parti (Seregno, Monza Brianza), o conoscete persone della zona, SAPEVATELO :)))


https://www.facebook.com/pasticcipatapata

Info e iscrizioni: zy.patapata@gmail.com 

venerdì 17 gennaio 2014

Novità: Corsi di cucina firmati Patapata!


Attenzione, prego!!!
Le ricette arrivano eh, ho un sacco di foto fatte e ancora da scaricare, ma sono stati giorni di frenesia a mille!

Questo post è solo per annunciarvi, magno cum gaudio...

 i corsi di cucina firmati Patapata




Ho pensato a tantissimi temi, per tutti i gusti, ma sempre nel rispetto della natura, della stagionalità e del rispetto per l'ambiente, oltre che della nostra salute.

Il primo appuntamento sarà utile per una primo approccio alla cucina naturale, dove prepareremo insieme dei piatti semplici e casalinghi, ma decisamente poco conosciuti perché unconventionally cruelty-free ;)




Per le prossime puntate vi aspetto sul mio blog... e se vorrete/potrete, anche dal vivo ;)

La sede dei corsi è il negozio RegalCasa di Seregno (Monza Brianza)... vi aspetto!


mercoledì 8 gennaio 2014

Riso venere con passatina di finocchio, nocciole e zenzero

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!

Iniziare la giornata con questo suono, che ti connette il cervello direttamente al luogo di lavoro come in un ologramma, è abbastanza traumatico.
Dopo le feste, poi...
Io non ho fatto ferie, ma avere a casa il maritino che ti accoglie con ancora il grembiulino a fiori addosso, le maniche risvoltate e mille stoviglie parcheggiate nel lavandino (come diamine fanno a sporcare così tante cose per fare un riso o una pasta, dico io!?), è come essere in vacanza!

Da ieri, però, ho ricominciato a preoccuparmi dei pasti e delle schiscette. Ebbene sì, sono un po' maniaca.. ma solo perché credo fermamente che per mangiare bene senza essere ripetitivi, uno si debba un minimo organizzare..
Non dico di fare il menu settimanale, per carità -e conosco gente che lo fa, giuro!!-, ma almeno di pensare la sera prima alla schiscia per il giorno dopo.



Ecco in cosa consiste la mia fantastica organizzazione: in genere faccio cuocere un cereale che mi duri almeno per 2 giorni, poi magari metto sulla pentola il cestello della cottura a vapore con qualche verdura da abbinare. Così il giorno successivo alle 13 non mi resta che saltarli 2 minuti in padella con un filo di condimento, e alle 13.02 eccomi beata a quietare il mio stomaco sofferente.
Il giorno dopo ho ancora una porzione di cereali da abbinare a un altro sugo (tipo uno della scorta militare che ho in freezer da agosto, con i sughetti a base dei nostri pomodori, basilico, peperoni, melanzane etc.).

...nuovo anno, vecchia routine!




Ecco, per esempio, cosa ho mangiato questo mezzogiorno:







Riso venere con passatina di finocchio, nocciole e zenzero

Per due porzioni:

170 g di riso venere
1 baccello di cardamomo (facoltativo)
1 finocchio intero
10 nocciole tostate

2 cucchiaini di gomasio autoprodotto
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
olio di sesamo bio

Mettere a cuocere il riso venere in acqua bollente salata con il cardamomo, che ne esaltà l'aromaticità. I tempi di cottura variano da 25 a 40 minuti a seconda del riso. Applicare sopra alla pentola il cestello per la cottura a vapore e posizionare il finocchio a fettine. Coprire e lasciare cuocere, finché il finocchio si sarà ammorbidito. Prelevare il finocchio e metterlo in un contenitore con 1 cucchiaio di olio di sesamo, 4-5 nocciole, zenzero e un paio di cucchiai di brodo o acqua calda. Frullare con il minipimmer, poi aggiungere il gomasio e tenere in caldo. Mentre il riso termina la cottura, pestare le altre nocciole al mortaio.
Scolare bene il riso eliminando il cardamomo e conservare l'acqua di cottura per un'altra preparazione (tipo una zuppa particolare ...nera!). Impiattare il riso con uno stampino da savarin o un coppapasta e versare la passatina di finocchi. Ultimare con le nocciole tritate.




Postilla: pare che il finocchio abbia un fortissimo potere depurativo, perciò direi che dopo le feste è azzeccato! finocchi a gogò ;)



venerdì 3 gennaio 2014

Vin brulé bianco al moscato d'Asti... un momento di relax!

Vacanze??? Ma quali vacanze, i pochi momenti liberi in cui potrei godermi la casa, i miei coinquiMici e anche il marito che è in ferie, li ho trascorsi ai fornelli... manco fossi un apprendista-secondo-aiuto-sguattero che le feste non se le sogna nemmeno più!

Ovviamente mi piace cucinare, adoro cucinare per gli altri e -cacchio!- lo sto facendo di brutto in questo periodo. Solo che vorrei sapere se questo sbattimento, per dirla alla milanèss, porterà a qualcosa, o se mi devo dare pace una volta per tutte e considerarlo un bellissimo hobby e niente più.
Fatto sta che... sono stanca. La mattina impiegata comunale, il pomeriggio in giro per supermercati e ortofrutta e fino a sera giù a impastare, bollire e spadellare e devo dire che -AHI! Scottature a parte...- in cambio ho sempre ottenuto grandi sorrisi e occhi luccicanti.. che bellezza!!

Ma anche se sono contenta di "lavorare" (o perlomeno darmi da fare...), un pochino di relax in queste feste a montagne russe, me lo meriterò pure io?! Così mi sono presa la serata di ieri per me, o meglio per noi, dopo un intensissima giornata di cucina -e mezzora di pilates per rimettere in sesto la schiena!
Una serata all'insegna di cartoni animati (in particolare mi sono vista Mulan, un cartone che adoro!!), vin brulé bianco speziato fumante e biscottini di pasta madre appena sfornati... e ovviamente una coperta, Tofu raggomitolato sulla pancia e Merlino che si accolla il dolce peso di entrambi (e Tofu e diventato un bel torello eh!): per quest'anno, non potrei chiedere nulla di più!


Auguro a tutti di trovare il proprio angolino di serenità per quast'anno... almeno una volta ogni tanto ;)






Vin brulé bianco (con Moscato d'Asti)

per due tazze

300 ml di moscato d'Asti
100 ml di succo di mela bio
scorza di 1/2 arancia bio
un pezzo di zenzero fresco
2 baccelli di cardamomo verde
2 chiodi di garofano
stecca di cannella SDS Spezie







Lasciare le spezie e la scorza d'arancia in infusione nel vino per almeno un'ora.
Portare ad ebollizione e abbassare il fuoco, facendo sobbollire per 5 minuti. Spegnere e lasciare coperto per qualche minuto. Filtrare con un colino e gustare caldo.
La dolcezza del moscato e del succo di mela permette di omettere del tutto il miele o lo zucchero.




Per accompagnare, consiglio dei biscotti integrali, magari con uvetta o frutta secca. Io ho preparato dei biscottini semplicissimi con pasta madre, farina semintegrale, miele, uvetta e mandorle. Appena sfornati, subito divorati!


sabato 21 dicembre 2013

2013: l'anno della Quinoa!

Al volgere di questo strano 2013 (di già?!?), chiudo in bellezza. Non con i soliti biscottini speziati, né panettoni di pastamadre (anche se, lo ammetto, mi sarebbe piaciuto quest'anno, che la Gina è bella matura). Bensì, chiudo il blogger-anno con il cereale che è stato decretato dall'ONU protagonista indiscusso dell'anno: la quinoa.




Sulle pagine dedicate da Altromercato a questo meraviglioso seme, ho imparato un mucchio di cose interessanti.. esatto, ho detto seme: la quinoa non è un cereale, lo sapevate? Ne esistono oltre 200 varietà (rossa, nera e bianca le principali). Inoltre, è estremamente ricco di proteine e, pensate un po', di ferro! Ferro a gogò per la quinoa! Più del triplo di quello contenuto nei cereali comuni!

E già qui, fiondarsi nel primo Bio che trovo a comprarne mezzo chilo! Come resistere, io, che storicamente ho il ferro bassissimo!?
Poi, quando l'acqua inizia a bollire, inizi ad avvertire quell'inconfondibile aroma nocciolato e tostato, quasi balsamico, che si sprigiona dalla pentola borbottante... è magia!


I miei piatti sono in genere accomunati dalla tendenza al "pasticcio": tendo sempre a aggiungere piuttosto che togliere per liberare certi sapori, perciò mi ritrovo con un buon piatto, ma che è troppo. In questo caso, però, riesco a trattenermi dal pasticciare anche la quinoa, perché è talmente buona così al naturale, che non oso nemmeno cucinarla con qualcos'altro. In genere la metto a bollire in acqua salata senza niente, poi la accompagno da un contorno di verdure.. ma LEI è sempre nuda e bellissima al centro del piatto, appena lucidata da qualche goccia di olio.

http://www.giunti.it/libri/cucina/la-quinoa-in-cucina/

Colgo l'occasione per lanciarvi un'idea-regalo, se volete ampliare gli orizzonti culinari a qualche amico o parente, oltre a compiere un gesto d'amore anche nei confronti di chi a 4000m coltiva con passione e perseveranza questo seme, nel rispetto delle sue proprietà: regalate un pacchetto di quinoa, ottima la qualità Real, e metteteci insieme La quinoa in cucina, edito da Slow Food Editore, che contiene un sacco di ricette di cuochi Slow Food e anche di blogger appassionati (una anche mia!), così sapranno come utilizzarla - perché no, anche nel pranzo di natale! - e si divertiranno un mondo a sperimentare!











Detto ciò, ecco un semplicissimo piatto per assaporare al meglio il cibo principe del 2013: trattasi di un'insalata autunnale, che, visto il periodo, potrebbe essere una bella insalata di rinforzo per il pranzo di Natale... soprattutto per i non-carnivori, che in genere durante i banchetti dai nonni/genitori/suoceri/chipiùneha si riempiono di patate e insalata :(((




Insalata di quinoa con salsa agrodolce ai cachi


70 g di quinoa (per me mista rossa, nera e bianca)
1 gambo di sedano
1 carota
4 noci
cpolline agrodolci a piacere

per la salsa agrodolce di cachi:

1 caco molto maturo
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di senape di Digione con pimenti
2 cucchiai di aceto di vino bianco
un pizzico di fleur de sel
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


Lessare la quinoa in acqua salata come indicato sulla confezione (in genere ci vogliono 15 massimo 20 minuti dal bollore). Scolare e lasciar freddare.
Tagliare il sedano, grattugiare la carota, scolare le cipolline e tritare grossolanamente le noci. Unire tutto alla quinoa scolata.
Frullare il caco, aggiungere il miele, la senape, il sale, l'aceto e sbattere con una frusta, aggiungendo il'olio a filo. Servire l'insalata su un letto di salsa di cachi.







Per queste feste, a chi ci crede e a chi fa semplicemente piacere l'atmosfera, auguro buon appetito a tutto il popolo del foooooood ;)




sabato 14 dicembre 2013

Quadrotti di cachi e grano saraceno al cacao (glutenfree)

Le torte sbagliate - i dolci che se non ti lecchi le dita godi a metà - le dosi "a occhio" - la cucina fatta di sensazioni - a naso direi che basta così - quanno ce vo' ce vo' - un pizzico anche di questo per dare lo zing - proviamo a bilanciare con quest'altro ingrediente...

... e soprattutto morire se riesco a seguire una ricetta per filo e per segno !

Ecco qui, tradotta in luoghi comuni, la mia poetica culinaria. Non è una brutta cosa affidarsi al proprio istinto per certe cose. Voglio dire: per quanto gratificante e fondamentale possa essere mangiare in un certo modo, non mando il mondo in malora se mi sveglio una mattina e nel curry di ceci ci metto un pizzico di coriandolo... Posso dunque improvvisare con una certa leggerezza.
Però mi piacerebbe essere consapevole di ciò che faccio, avere un fondamento per le mie creazioni strampalate, una conferma che non sono una pazza esaltata e uno straccio di approvazione da qualcuno "che ne sa"..

Ma io sono così: acqua di rose, via col vento, o la va o la spacca...
 (e ridacci di cliché!)





E questo dolce non è da meno! Avevo la mia bella ricettina davanti (che fra l'altro avevo scritto IO, un paio d'anni fa!) di questa torta di cachi e grano saraceno. Inizio a preparare: farina di grano saraceno, fecola di patate, 4 cachi maturi, grappa... cavoli, niente grappa! ..beh ripiego sul rum. Semola di grano d... beh ma se la sostituisco con la farina di mais diventa anche glutenfree, dai facciamo così. Andiamo avanti: lievito... no dai, facciamo col bicarbonato che il lievito chimico sa sempredi finto.
etc etc.

E fu così che questa ricetta di una normale torta lievitata con cachi e grano saraceno, diventò un dolce godurioso, vegan e senza glutine, di cachi, cacao e grano saraceno. Potrebbe essere un ottimo dolcetto del pranzo di natale, per i sentori di cannella, cacao e noccioline è decisamente invernale!



Ecco la pseudo-ricetta (è implicito il "circa" per ogni quantitativo, desolata...!)


Quadrotti di cachi e grano saraceno al cacao

4 cachi molto maturi
4 cucchiai di olio d'oliva leggero
150 g di farina di grano saraceno
25 g di fecola
50 g di farina di mais fioretto
25 g di arachidi tostate al naturale
40 g di zucchero integrale Mascobado
25 g di sciroppo di riso
1 cucchiaio di cacao amaroConacado
50 g di uvetta
2 cucchiai di rum scuro (facoltativo)
1 cucchiaino di cannella macinata
1 tazzina da caffé di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaino di bicarbonato + 1 cucchiaio di aceto di mele
un pizzico di sale

Per la copertura: 2 cucchiai di acqua + 1 cucchiaio di sciroppo di riso, cacao per lo spolvero


Lasciare l'uvetta in ammollo in poca acqua calda e rum, per una mezzora.
Pelare i cachi e ridurli in salsa con un minipimmer. Sbattere con gli altri ingredienti liquidi e lo zucchero.
Tritare finemente le arachidi e miscelare insieme tutti gli ingredienti secchi, setacciando bene la fecola.Unire un po' per volta le polveri nel recipiente con i liquidi, avendo cura di non fare grumi. Lasciare per ultime le uvette, ben strizzate e infarinate.



L'impasto dovrà essere fluido, ma non troppo, simile a quello dei pancakes, per intenderci.
Ungere ben bene uno stampo rettangolare (sconsiglio la tortiera a cerniera, dato che l'impasto è molto fluido potrebbe fuoriuscire), spolverare con la farina di grano saraceno e versarvi il composto, sbattendo leggermente su un piano per livellare.
Infornare a 180° per circa 1 ora. Controllare dopo 20 minuti la superficie: se inizia a imbrunire, coprire con della stagnola, perché di certo il dolce non sarà ancora cotto. Quando si sarà formata una bella crosta soda ma morbida, con i cretti  tipici del brownie, allora sarà pronto. Non vale la prova stecchino, perché all'interno è molto umido.
 Appena fuori dal forno, con un pennello in silicone passare la superficie con acqua e sciroppo di riso, per lucidare bene.

Una volta fredda, tagliare in quadri o losanghe e spolverizzare con cacao amaro.

Consiglio vivamente un buon té nero fumante in abbinamento!









lunedì 9 dicembre 2013

Spaghetti al pesto di noci e peperoni

Iniziamo la settimana all'insegna della semplicità.
Perché fra poco è Natale (e poi santo Stefano, 31, Capodanno, etc etc..) e iniziamo a risparmiarci, perché questo è un VegetalMonday e perché adoro questo pesto!!

Ho scoperto il connubio noci-peperoni in una torta salata vegan che ho mangiato un paio d'anni fa da un'amica. Le noci stavano nella base insieme a farina integrale, una sorta di streusel, quasi da cheese cake,i peperoni nella farcia, insieme a qualcos'altro che purtorppo non ricordo...
Ho provato a replicarla diverse volte, senza mai ottenere quel bel contrasto di sapori, perfettamente distinti eppure ben assortiti fra loro.

Stavolta, però, sevo dire che mi sono avvicinata molto al ricordo goloso, con questo insolito pesto. Consiglio però di usare una pasta integrale (purtroppo non l' avevo), che con le noci è davvero WOW!






Spaghetti al pesto di noci e peperoni

per due persone affamate


180 g di spaghetti di grano duro (per me Garofalo)
1 peperone rosso
7-8 noci (italiane, miraccomando..)
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 spicchio d'aglio
4 capperini sotto sale
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere (facoltativo)




Pulire bene il peperone eliminando le venature bianche all'interno. Tagliare a pezzettini e cuocere in una padella antiaderente con mezzo bicchiere d'acqua. Quando sarà morbido, tanto da iniziare a sfaldarsi, scolare e lasciare freddare. Nel frattempo mettete a bollire l'acqua per la pasta, salate e buttate gli spagnetti.
In un minipimmer frullate il peperone con l'olio, i capperi dissalati, le noci, l'aglio, il coriandolo. Assaggiare per aggiustare di sale. Scolate la pasta al dente, impiattare su piatti caldi con un paio di cucchiai della salsa ottenuta. Decorare con qualche pezzettino di noce, che dà un ché di croccantino.



http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/