sabato 21 dicembre 2013

2013: l'anno della Quinoa!

Al volgere di questo strano 2013 (di già?!?), chiudo in bellezza. Non con i soliti biscottini speziati, né panettoni di pastamadre (anche se, lo ammetto, mi sarebbe piaciuto quest'anno, che la Gina è bella matura). Bensì, chiudo il blogger-anno con il cereale che è stato decretato dall'ONU protagonista indiscusso dell'anno: la quinoa.




Sulle pagine dedicate da Altromercato a questo meraviglioso seme, ho imparato un mucchio di cose interessanti.. esatto, ho detto seme: la quinoa non è un cereale, lo sapevate? Ne esistono oltre 200 varietà (rossa, nera e bianca le principali). Inoltre, è estremamente ricco di proteine e, pensate un po', di ferro! Ferro a gogò per la quinoa! Più del triplo di quello contenuto nei cereali comuni!

E già qui, fiondarsi nel primo Bio che trovo a comprarne mezzo chilo! Come resistere, io, che storicamente ho il ferro bassissimo!?
Poi, quando l'acqua inizia a bollire, inizi ad avvertire quell'inconfondibile aroma nocciolato e tostato, quasi balsamico, che si sprigiona dalla pentola borbottante... è magia!


I miei piatti sono in genere accomunati dalla tendenza al "pasticcio": tendo sempre a aggiungere piuttosto che togliere per liberare certi sapori, perciò mi ritrovo con un buon piatto, ma che è troppo. In questo caso, però, riesco a trattenermi dal pasticciare anche la quinoa, perché è talmente buona così al naturale, che non oso nemmeno cucinarla con qualcos'altro. In genere la metto a bollire in acqua salata senza niente, poi la accompagno da un contorno di verdure.. ma LEI è sempre nuda e bellissima al centro del piatto, appena lucidata da qualche goccia di olio.

http://www.giunti.it/libri/cucina/la-quinoa-in-cucina/

Colgo l'occasione per lanciarvi un'idea-regalo, se volete ampliare gli orizzonti culinari a qualche amico o parente, oltre a compiere un gesto d'amore anche nei confronti di chi a 4000m coltiva con passione e perseveranza questo seme, nel rispetto delle sue proprietà: regalate un pacchetto di quinoa, ottima la qualità Real, e metteteci insieme La quinoa in cucina, edito da Slow Food Editore, che contiene un sacco di ricette di cuochi Slow Food e anche di blogger appassionati (una anche mia!), così sapranno come utilizzarla - perché no, anche nel pranzo di natale! - e si divertiranno un mondo a sperimentare!











Detto ciò, ecco un semplicissimo piatto per assaporare al meglio il cibo principe del 2013: trattasi di un'insalata autunnale, che, visto il periodo, potrebbe essere una bella insalata di rinforzo per il pranzo di Natale... soprattutto per i non-carnivori, che in genere durante i banchetti dai nonni/genitori/suoceri/chipiùneha si riempiono di patate e insalata :(((




Insalata di quinoa con salsa agrodolce ai cachi


70 g di quinoa (per me mista rossa, nera e bianca)
1 gambo di sedano
1 carota
4 noci
cpolline agrodolci a piacere

per la salsa agrodolce di cachi:

1 caco molto maturo
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di senape di Digione con pimenti
2 cucchiai di aceto di vino bianco
un pizzico di fleur de sel
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


Lessare la quinoa in acqua salata come indicato sulla confezione (in genere ci vogliono 15 massimo 20 minuti dal bollore). Scolare e lasciar freddare.
Tagliare il sedano, grattugiare la carota, scolare le cipolline e tritare grossolanamente le noci. Unire tutto alla quinoa scolata.
Frullare il caco, aggiungere il miele, la senape, il sale, l'aceto e sbattere con una frusta, aggiungendo il'olio a filo. Servire l'insalata su un letto di salsa di cachi.







Per queste feste, a chi ci crede e a chi fa semplicemente piacere l'atmosfera, auguro buon appetito a tutto il popolo del foooooood ;)




sabato 14 dicembre 2013

Quadrotti di cachi e grano saraceno al cacao (glutenfree)

Le torte sbagliate - i dolci che se non ti lecchi le dita godi a metà - le dosi "a occhio" - la cucina fatta di sensazioni - a naso direi che basta così - quanno ce vo' ce vo' - un pizzico anche di questo per dare lo zing - proviamo a bilanciare con quest'altro ingrediente...

... e soprattutto morire se riesco a seguire una ricetta per filo e per segno !

Ecco qui, tradotta in luoghi comuni, la mia poetica culinaria. Non è una brutta cosa affidarsi al proprio istinto per certe cose. Voglio dire: per quanto gratificante e fondamentale possa essere mangiare in un certo modo, non mando il mondo in malora se mi sveglio una mattina e nel curry di ceci ci metto un pizzico di coriandolo... Posso dunque improvvisare con una certa leggerezza.
Però mi piacerebbe essere consapevole di ciò che faccio, avere un fondamento per le mie creazioni strampalate, una conferma che non sono una pazza esaltata e uno straccio di approvazione da qualcuno "che ne sa"..

Ma io sono così: acqua di rose, via col vento, o la va o la spacca...
 (e ridacci di cliché!)





E questo dolce non è da meno! Avevo la mia bella ricettina davanti (che fra l'altro avevo scritto IO, un paio d'anni fa!) di questa torta di cachi e grano saraceno. Inizio a preparare: farina di grano saraceno, fecola di patate, 4 cachi maturi, grappa... cavoli, niente grappa! ..beh ripiego sul rum. Semola di grano d... beh ma se la sostituisco con la farina di mais diventa anche glutenfree, dai facciamo così. Andiamo avanti: lievito... no dai, facciamo col bicarbonato che il lievito chimico sa sempredi finto.
etc etc.

E fu così che questa ricetta di una normale torta lievitata con cachi e grano saraceno, diventò un dolce godurioso, vegan e senza glutine, di cachi, cacao e grano saraceno. Potrebbe essere un ottimo dolcetto del pranzo di natale, per i sentori di cannella, cacao e noccioline è decisamente invernale!



Ecco la pseudo-ricetta (è implicito il "circa" per ogni quantitativo, desolata...!)


Quadrotti di cachi e grano saraceno al cacao

4 cachi molto maturi
4 cucchiai di olio d'oliva leggero
150 g di farina di grano saraceno
25 g di fecola
50 g di farina di mais fioretto
25 g di arachidi tostate al naturale
40 g di zucchero integrale Mascobado
25 g di sciroppo di riso
1 cucchiaio di cacao amaroConacado
50 g di uvetta
2 cucchiai di rum scuro (facoltativo)
1 cucchiaino di cannella macinata
1 tazzina da caffé di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaino di bicarbonato + 1 cucchiaio di aceto di mele
un pizzico di sale

Per la copertura: 2 cucchiai di acqua + 1 cucchiaio di sciroppo di riso, cacao per lo spolvero


Lasciare l'uvetta in ammollo in poca acqua calda e rum, per una mezzora.
Pelare i cachi e ridurli in salsa con un minipimmer. Sbattere con gli altri ingredienti liquidi e lo zucchero.
Tritare finemente le arachidi e miscelare insieme tutti gli ingredienti secchi, setacciando bene la fecola.Unire un po' per volta le polveri nel recipiente con i liquidi, avendo cura di non fare grumi. Lasciare per ultime le uvette, ben strizzate e infarinate.



L'impasto dovrà essere fluido, ma non troppo, simile a quello dei pancakes, per intenderci.
Ungere ben bene uno stampo rettangolare (sconsiglio la tortiera a cerniera, dato che l'impasto è molto fluido potrebbe fuoriuscire), spolverare con la farina di grano saraceno e versarvi il composto, sbattendo leggermente su un piano per livellare.
Infornare a 180° per circa 1 ora. Controllare dopo 20 minuti la superficie: se inizia a imbrunire, coprire con della stagnola, perché di certo il dolce non sarà ancora cotto. Quando si sarà formata una bella crosta soda ma morbida, con i cretti  tipici del brownie, allora sarà pronto. Non vale la prova stecchino, perché all'interno è molto umido.
 Appena fuori dal forno, con un pennello in silicone passare la superficie con acqua e sciroppo di riso, per lucidare bene.

Una volta fredda, tagliare in quadri o losanghe e spolverizzare con cacao amaro.

Consiglio vivamente un buon té nero fumante in abbinamento!









lunedì 9 dicembre 2013

Spaghetti al pesto di noci e peperoni

Iniziamo la settimana all'insegna della semplicità.
Perché fra poco è Natale (e poi santo Stefano, 31, Capodanno, etc etc..) e iniziamo a risparmiarci, perché questo è un VegetalMonday e perché adoro questo pesto!!

Ho scoperto il connubio noci-peperoni in una torta salata vegan che ho mangiato un paio d'anni fa da un'amica. Le noci stavano nella base insieme a farina integrale, una sorta di streusel, quasi da cheese cake,i peperoni nella farcia, insieme a qualcos'altro che purtorppo non ricordo...
Ho provato a replicarla diverse volte, senza mai ottenere quel bel contrasto di sapori, perfettamente distinti eppure ben assortiti fra loro.

Stavolta, però, sevo dire che mi sono avvicinata molto al ricordo goloso, con questo insolito pesto. Consiglio però di usare una pasta integrale (purtroppo non l' avevo), che con le noci è davvero WOW!






Spaghetti al pesto di noci e peperoni

per due persone affamate


180 g di spaghetti di grano duro (per me Garofalo)
1 peperone rosso
7-8 noci (italiane, miraccomando..)
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 spicchio d'aglio
4 capperini sotto sale
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere (facoltativo)




Pulire bene il peperone eliminando le venature bianche all'interno. Tagliare a pezzettini e cuocere in una padella antiaderente con mezzo bicchiere d'acqua. Quando sarà morbido, tanto da iniziare a sfaldarsi, scolare e lasciare freddare. Nel frattempo mettete a bollire l'acqua per la pasta, salate e buttate gli spagnetti.
In un minipimmer frullate il peperone con l'olio, i capperi dissalati, le noci, l'aglio, il coriandolo. Assaggiare per aggiustare di sale. Scolate la pasta al dente, impiattare su piatti caldi con un paio di cucchiai della salsa ottenuta. Decorare con qualche pezzettino di noce, che dà un ché di croccantino.



http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/

mercoledì 4 dicembre 2013

Fagottini di farro alla mela con marmellata di rosa canina (vegan)

Non so perché, ma dovete beccarvi l'ennesimo post dolce.
E sì che da qualche anno a questa parte mi sono prodigata molto di più alla cucina dei salati, retrocedendo di parecchio nell'arte della pasticceria (naturale e non), che in passato era stata la molla che mi saltò nell'ingranaggio cervellotico e che mi portò alla totale e inesorabile dipendenza culinaria (del fare, ma pure del mangiare..). Eh già, i Pasticci Patapata, quando ancora non avevo un blog e Patapata era solo il nomignolo affibbiatomi da un'amica fra un ballo di gruppo e l'altro, in origine erano dolci pasticci (e nel vero senso del termine... facevano abbastanza pena a vedersi).

Però credo che tutti quanti attraversiamo dei periodi in cui ci nutriremmo solo e unicamente di biscotti e briochine (d'estate non vi capita di voler vivere di gelato??), e altri momenti in cui pure per colazione ci sbaferemmo una focaccia alle olive.

In questo periodo forse sono inconsciamente alla ricerca del sentimento natalizio, che a casa mia mica si è fatto vivo ancora. Oppure (teoria che fa invidia al Sigismondo Freud!) io sento già il Natale dentro di me, ma dato che sono una grulla non lo voglio ammettere e reprimo i miei impulsi che quindi sono esplosi in dolcezze???


..che facciamo, lasciamo la psicoanalisi a chi ne sa qualcosa, e parliamo di cose a noi più gradite?


 


Fagottini di farro alla mela
con marmellata di rosa canina 

(vegan)

 

Per 6 fagottini

100 g di farina di farro integrale
40 g di farina di grano duro integrale
15 gdi amido di mais
20 g di farina di mandorle (io mandorle con la buccia)
1 cucchiaio di sciroppo di riso
1 cucchiaio di zucchero di canna mascobado
3 cucchiai di olio d'oliva leggero
succo di mela o acqua qb
un pizzico di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Per la farcia

1/2 mela golden
confettura di Rosa canina VIS *


Setacciare le farine con il sale e il bicarbonato. Aggiungere lo zucchero e l'olio, lavorando le polveri con le mani per ungerle uniformemente. Sciogliere lo sciroppo di riso in circa 100 ml di succo di mela tiepodo o acqua e aggiungerlo al tutto, lavorando con un cucchiaio di legno. Aggiungere liquido poco alla volta, finché sarà possibile lavorare l'impasto con le mani. Risulterà molto duro: armatevi di olio di gomito, lavoratelo su una spianatoia e poi formate una palla e lasciate riposare mezzoretta in frigorifero. Nel frattempo tagliate la mezza mela in cubettini molto piccoli, bagnate con due cogge di succo di limone e tenere da parte.
Riprendere la pasta, stendere al mattarello sulla spianatoia. Se necessario, tirare aiutarsi con due fogli di carta da forno, fino a raggiungere lo spessore di 3 mm e cercando di ottenere un rettangolo. Ritagliare i lati e poi ottenere 6 quadrati (potete decidere di farne di più o di meno in base alla grandezza desiderata; i miei erano della dimensione giusta per la colazione). Mettere al centro di ogni quadrato un cucchiaino di marmellata di rosa canina, spalmare senza toccare i bordi e farcire con la mela a pezzettini, ne basta un cucchiaio per ogni quadrato. Ripetere l'operazione per gli altri quadrati, poi chiudere a fagottino unendo gli angoli.
Infornare a 180° per circa 20 minuti, quando inizia a colorarsi il bordo è pronto.



Prima di infornare ho dato una pennellata sulla superficie con olio sciroppo di riso sciolto in un cucchiaino d'acqua calda e decorato con semi di papavero, perché detesto lo zucchero a velo... ma fate come più vi piace, libero arbitrio docet ;)


* Da bambina impazzivo per la marmellata di rosa canina, che mi preparava anche una cara zia, di cui ricordo le golosissime crostate, che ancora oggi sono il dolce che preferisco. Purtroppo non se ne trova quasi più in commercio - tantomeno ho idea di come siano fatte le bacche della rosa canina e non mi avventuro certo a raccoglierle (dove poi!?). Da poco però ho scoperto con piacere questa azienda che si trova non lontano da casa mia (in Valtellina) e che la produce ancora! Appena arrivato il campionario con le confetture, alcune anche 100% frutta e altre agro-piccanti, indovinate qual è il vasetto che è stato sacrificato per primo....?!







venerdì 29 novembre 2013

Panini alla zucca con fave di cacao (con Pasta Madre)

"Amòòò?!" si dice dalle mie parti, che non è la forma appellativa idiomatica per "Amore", bensì un'espressione pseudo-dialettale che sta per "Ancora!??" ....

sì, perché sto per parlarvi di nuovo di zucca!

Ma dato che ne ho già tessuto le lodi in precedenti post (qui e qui), in questo ve la risparmio..
Parlerei piuttosto delle fave di cacao, che sono decisamente più insolite.
Potrei enumerarvi quanto fanno bene queste minuscole pillole di  amara bontà (se amate l'amaro, non potrete non adorarle), ma la verità è che sono ottime in abbinamento con un sacco di ingredienti, fra cui - indovina??? - la zucca!

Studi recenti dimostrano che, come il cacao, fanno benissimo al cuore, oltre che all'umore... e qui casca l'asinello: perché allora quando ci sentiamo giù abbiamo inesorabilmente voglia di dolce? Forse dovremmo chiederci se dopo aver mangiato la fettazza di torta farcita doppiocioccolatodoppiapanna, ci sentiamo meglio... io mi sentirei tremendamente in colpa!!
Con un paio di favette innocenti, invece, l'umore torna a posto da sé, zitto zitto, senza brufoli, indigestioni né carie, proprio come due pillole di felicità :)




Ma veniamo ai panini!
L'idea di usare le fave con il pane, me l'ha suggerita una persona che posso considerare amica... amica per le spezie! Questa ragazza è davvero una maga delle spezie, una Tilottama degna del suo titolo. Non solo perché le vende, ma perché le ama, le conosce e le "capisce".. Non vorrei sembrare fanatica, ma è come se lei le ascoltasse e interpretasse il loro volere, come quello della cannella di finire in una nuvola su una bella purea di mela, o del cardamomo di tuffarsi in un calderone bollente di riso basmati..
Ok, mi fermo qui!
Invece l'idea di metterci la zucca, quella è stata mia. Ho sempre amato la zucca con la polvere di caffé, quel pizzico di amaro che pulisce la bocca. Ecco, le fave hanno proprio questo compito.

Certo, la forma di questi panini non è proprio inedita... sembra molto quella merendina di cui vanno matti tutti i bambini (quella lì però non mi pare che la facciano Banderas né la pollastra).. spero di non essere citata in giudizio dall'ispanico perciò!



Panini alla zucca con fave di cacao

 

Per circa 10 panini


100 g di pasta madre attiva
100 g di farina di tipo 2
50 g di farina di tipo 0
35 g di sciroppo di riso bio
25 g di olio di sesamo
180 ml di succo di mela bio
100 g di zucca cotta a vapore e schiacciata
10-12 fave di cacao SDS Spezie
un pizzico di sale

1 cucchiaio di sciroppo + cacao per lo spolvero





















Sciogliere la pasta madre nel succo di mela appena riscaldato, aggiungere lo sciroppo di riso, l'olio di sesamo e la purea di zucca. Iniziare a aggiungere le farine setacciate, mescolando bene con un cucchiaio. Impastare bene nella ciotola con un cucchiaio, aggiungere anche il sale e le fave di cacao frantumate. Il composto sarà molto morbido, aiutarsi con poca farina (meno possibile) per impastare sulla spianatoia. Praticare le pieghe a raggio, poi formare la palla e lasciare lievitare coperta da pellicola per almeno 4-5 ore. Riprendere l'impasto, dividerlo in 8-10 parti più o meno uguali e formare le palline, lavorandole però solo con i polpastrelli, senza prenderle fra i palmi (non tipo polpetta, per intenderci). Disporre le palline su una placca con carta forno e lasciare un paio d'ore a lievitare.



Cuocere in forno statico a 180° per 15-20 minuti. Appena fuori dal forno, pennellare la superficie con dello sciroppo di riso sciolto in poca acqua e cospargere con del cacao.

Una merenda decisamente autunnale!









venerdì 22 novembre 2013

Macco di fave con cavolo nero piccante

"Màccu di favi" si dice in terra sicula. 
Non pretendo di riproporre lo stesso must, ci mancherebbe. Anzitutto, perché ho usato fave secche - qui è impossibile trovarle fresche, finora le ho mangiate solo surgelate o secche.. per questo motivo ho deciso di piantarle nell'orto per il prossimo anno. 
In secondo luogo, perché mi sogno di trovare il finocchietto selvatico qui, dove oggi fanno 6 gradi e dalla finestra vedo il Resegone completamente innevato..
 
 Ma tornando a questo fagiolone che fa gioire le mie papille: qualcuno sa perché le fave secche sono marroni e rivestite di una buccia, che anche cotta resta dura come carta da parati?!? Quelle fresche (e quindi anche quelle surgelate) sono di uno splendido color verde pastello, e poi non sono abnormi né piatte, né tantomeno presentano quella riga nera sul contorno... mistero! In attesa delle mie favette biologiche, non mi resta che comprare quelle secche, di tanto in tanto. Dato che non sono troppo amante dei sostituti della carne, quali seitan, tofu, tempeh etc, di cui credo si possa tranquillamente fare a meno, la mia fonte proteica principale è rappresentata esclusivamente da legumi e cereali integrali. Vi lascio immaginare la mia dispensa :)))

Comunque, era un bel po' che non postavo una delle mie pappette, cui sono sempre tremendamente -addicted, perciò ora vi beccate questa pappetta di fave con il mio cavolo nero, super buono e super biologico!





Macco di fave con cavolo nero piccante

100 g di fave secche
1 pezzo di alga kombu
sale qb

200 g cavolo nero fresco
2 cucchiai di olio Dante conDisano
1 peperoncino secco
2 spicchi d'aglio in camicia
1/2 bicchiere di vino bianco
il succo di mezzo limone
2 fette di pane di segale PEMA classico
sale e pepe



Lasciare le fave in ammollo per almeno 12 ore, meglio se per una giornata intera. Lessarle in acqua e alga kombu, senza sale. Una volta pronte, scolare e sbucciare pazientemente le fave (conservando l'acqua di cottura, che è un ottimo brodo per minestre arricchito dai sali minerali dell'alga kombu). Frullare le fave con un mestolino di brodo e aggiungere un pizzico di sale. Ho voluto lasciarle al naturale, dato che il cavolo nero è già molto saporito. Regolare la densità aggiungendo poco a poco del brodo di cottura se necessario. Tenere in caldo.
 
In una wok soffriggere un minuto l'aglio schiacciato e il peperoncino in un cucchiaio d'olio, poi inserire le foglie di cavolo nero, precedentemente lavate e tagliate in grosse parti, senza scolarle. Sfumare con il vino bianco, salare e continuare la cottura con coperchio, senza aggiungere altri liquidi. Prima di spegnere il fuoco, eliminare aglio e peperoncino.
Nel frattempo, tostare le fette di pane in padella, senza olio, finché saranno asciutte e fragranti.



Impiattare prima il "macco" di fave, poi il cavolo nero condito all'ultimo con il limone e il pepe, infine sbriciolare il pane di segale su tutto il piatto. Condire con un filo d'olio a crudo. 








domenica 17 novembre 2013

Pumpkin Pops (vegan, glutenfree e sugarfree)


Sono piombata di nuovo in un vortice spazio-temporale che non mi dà aria né luce. Un susseguirsi di scadenze, impegni, casa, pseudo-mini-lavoretti, che invece di permetterti di vivere dignitosamente ti schiacciano e tirano calci e pugni alla tua autostima, già sottile e fragile come carta velina. La settimana in apnea, dove ogni minuto elemosinato alla tua routine è speso sognando ad occhi aperti: progetti culinari per la serata, ricette da provare per il weekend, viaggi lunghissimi per il futuro (ma quando??), eventi speciali per la domenica, mercatini, spese folli etc. Magari si concretizzasse tutto quanto.. Ma non era Platone, ad asserire che il sogno, inteso come desiderio, per la sua stessa natura non può essere raggiunto, perché nel momento in cui otteniamo ciò che aneliamo esso cessa di esistere?? ..già. Consoliamoci: noi sognatori saremo per sempre accompagnati da una nuvoletta grigia di malinconia e insoddisfazione (questo invece, anche se non proprio in questi termini, mi pare lo dicesse Nietzsche.. e qui giuro che chiudo con le citazioni!).
Ma una nota positiva c'è: questo senso di inadeguatezza ci spinge a dimostrare di valere di più di quel che attualmente siamo, quindi a creare, fare, cercare e provare... PROVARE!

Così il sabato e la domenica sono diventati sacri per me - e nel contempo tremendi per Merlino e i nostri coinqui-mici, che assistono a scene raccapriccianti quando mi piazzo ai fornelli fra mille preparazioni e altrettante sbottate di scleri, solo perché mi sono messa in testa che devo provare almeno 8 ricette diverse.. poveri loro!

Guarda caso, ieri la parte dell'agnello sacrificale è toccata a una zucca intera, che è stata immolata in favore della sperimentazione culinaria con pasta madre, riso, cacao e non so cos'altro, in preparazioni dolci e salate a tutto spiano! Ho obbligato Merlino ad aiutarmi (ma con garbo eh..), perché mi sono resa conto che non avrei mai concluso una mazza da sola.. così pure lui incatenato ai fornelli a girare e rimestare, beccandosi pure una bella scottatura al pollice :(  Avrei dovuto documentare con un video, scene esilaranti da sitcom americana!!


E poi, come va a finire? In genere qualcosa va storto e io mi deprimo immensamente per non essere stata in grado di realizzare ciò che avevo in mente: qualcosa è bruciato, un'altra cosa insipida, quell'altra ancora cruda... Però c'è anche quella cosa che è  venuta inaspettatamente bene, che mi sorprende e mi regala una sottile ma netta sensazione di pace.. e ricompone un pezzettino di quell'autostima a brandelli.





...Ma è in questi momenti, in queste giornate, che mi sento vivere, respirare e amare il mondo intero!


Questo è uno dei frutti della sitcom di casa Patapata-Merlino in onda tutti i sabati: li ho chiamati


 
 
Pumpkin Pops
(vegan, glutenfree e sugarfree)

Per una dozzina di pops

100 g di mandorle bio
80 g di zucca bio cotta a vapore
3 cucchiai di farina di riso
15 g di sciroppo di riso + 1 cucchiaino per la copertura
un pizzico di bicarbonato
1 cucchiaino di combava in polvere
riso venere qb (ne basta una manciatina scarsa)
1 cucchiaio di olio di sesamo bio







Preparare la farina di mandorle, frullandole in un macinino con un cucchiaio raso di fecola di patate o maizena, a più riprese per non surriscaldare le lame. Io ho usato mandorle pelate perché mi interessava mantenere un bel colore arancione che spiccasse nelle foto, altrimenti avrei usato quelle con la buccia. Si dovrà ottenere una farina abbastanza fine. Schiacciare la polpa di zucca e unirla alla farina di mandorle, aggiungere lo sciroppo di riso, l'olio di sesamo e la combava (sostituibile con zenzero). Mescolare bene. A questo punto, aggiungete la farina di riso un po' per volta. A me sono serviti 3 cucchiai, perché la zucca cotta a vapore resta un po' più umida. Se la cuocete al forno probabilmente vi occorrerà meno farina per legare. Unire anche il bicarbonato e lasciare in frigorifero per una mezzoretta. Nel frattempo macinare il riso venere, senza ridurlo in polvere, ma lasciandolo piuttosto grossolano. Prelevare l'impasto dal frigo e formare delle palline, del diametro di circa 2,5 cm, ungendosi le mani con un poco d'olio per facilitare l'impresa.



In una ciotolina stemperare un cucchiaino di sciroppo di riso con un goccio d'acqua calda, tuffarvi le palline per metà e passarle nel riso venere macinato.









Disporre su una placca rivestita e cuocere a 180° per 15-20 minuti, finché avranno formato una crosticina croccante fuori, restando però morbidi dentro.





L'idea è quella di ottenere delle simil pastine di mandorle alla zucca, sia come consistenza che sapore (certo, senza tutto quello zucchero a velo si sente decisamente meglio il sapore dell'una e delle altre!




La combava è una nota agrumata che con la zucca sposa benissimo, in genere viene usata per cucinare il pesce perché il sapore sgrassa e pulisce la bocca. Non saprei definirlo, ma posso dire che è a metà fra zenzero e lime, perciò potete immaginare come si sposi a meraviglia con la zucca.




Così piccole e sfiziose, sono perfette da servire col caffé (nel mio caso di cicoria), leggere e senza peccato anche dopo il pasto. Infilzate in spiedini si evita il rischio di annegarle nella tazzina ;)




















Con questa ricetta partecipo al contest della Cesca* "A tutta zucca" per la categoria DOLCI


http://bricioledicescaqb.blogspot.it/2013/10/a-tutta-zucca-1-contest-di-briciole-di.html


E dedico un paio di pops alla mia amica "Pinutcha" (ovvero la Peanut in cookingland), piccola grande autrice di ricette vegan, ultimamente devota all'alta pasticceria cruelty-free, che mi ha dedicato questo premio, e che io a mia volta giro ad altri 5 bloggers con mucho gusto! Grazie Pinutcha cara!

Blog 100% Affidabile è un premio dedicato a quei blog che nonostante non siano ancora molti noti al pubblico, rispettano i seguenti requisiti:
- aggiornare con regolarità il blog
- mostrare la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
- favorire la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
 - offrire contenuti ed informazioni utili e originali
 -non essere infarcito di troppa pubblicità



http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile


Giro a mia volta il premio ad altri 5 blog:

"Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog Affidabile"  disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio come gli artigiani, le aziende e i professionisti iscritti su http://www.gliaffidabili.it/".

Marzia di Coffee&Mattarello
Elena di Zonzolando
Simona di A tutta cucina
Cesca di Briciole di Cesca qb
Arianna di Bambini golosi