martedì 10 gennaio 2012

Budino alle mandorle con sciroppo alla liquirizia

Finalmente FERIE!!!!!! 
...ebbene sì, mentre tutto il mondo lunedì 9 gennaio riprende il sacro rito sveglia-treno/auto-ufficio/fabbrica-schiscetta-palestra[e chi più ne ha più ne metta], IO mi godo qualche giorno di relax dopo lo stress natalizio... e vi dico che è necessario riposare la mente e il corpo dopo una tirata unica fra panettoni,veneziane, cesti natalizi, cammelli e biscotti di Natale! Quest'anno non mi sono state risparmiate nemmeno poche ore di festa: Natale, S. Stefano, 31,1 ed Epifania... tutte dietro il banco :( è stato triste vivere le feste natalizie con l'ansia e l'attesa del post-feste, soprattutto quest'anno, che è il mio primo Natale fuori casa.. 
però sono sopravvissuta! Ho già un bel programmino per questi 3 giorni -quanti!!- di ferie: oltre al relax, all'economia domestica e alle spese per la casa, andrò a Milano a fare un bel giro per mostre (ce n'è una bellissima del Puskin a Brera, se capitate da quelle parti!).
Ma parlando di cucina, ieri, nel primo giorno di libertà, ho subito sperimentato questo dolcetto per la cena con due nostri cari amici. Oddio, non è tutto farina del mio sacco, perché per il budino ho usato un preparato che ho acquistato alla Biobottega (ottimo davvero!), però vi spiego come l'ho composto:


BUDINO ALLA MANDORLA CON SCIROPPO ALLA LIQUIRIZIA




Per 4 stampinni (con poco avanzo):
500 ml di latte di soia (o altro vegetale o animale)
1 cucchiaio di miele chiaro
avanzi di pandoro (oppure pandispagna o semplicemente pane)
2 cucchiai di limoncello
1 cucchiai0 di zucchero
acqua q.b.

per lo sciroppo alla liquirizia (sufficiente per 4-5 dolcetti):
1 cucchiaino di liquirizia in polvere
2 cucchiai di zucchero semolato
acqua (circa il doppio del volume dello zucchero)
la punta di un cucchiaio di agar agar
un pezzettino di scorza di limone


Preparare subito lo sciroppo, così avrà il tempo di rapprendersi: miscelare la liquirizia e lo zucchero, aggiungere acqua e sbattere per eliminare grumi.Portare a bollore aggiungendo la scorzetta di limone e l'agar agar. Bollire per circa 10 minuti, rimuovere il limone e poi trasferire in una bottiglietta di vetro sterilizzata.

Tagliare dei quadratini di pandoro (o altro "pane") della grandezza della base dei pirottini o stampini che andrete a utilizzare.preparate la bagna mescolando zucchero, acqua e limoncello. Inzuppare il pandoro e tenere da parte a scolare leggermente.

Versare in un pentolino il contenuto della busta con poco latte, sbattere con la frusta per sciogliere i grumi. mettere sul fuoco con il latte restante e portare a bollore. Dolcificare con miele, zucchero o altro dolcificante. Abbassare la fiamma e lasciar bollire 1-2 minuti, perché si rapprende molto velocemente.

Io ho usato i pirottini di alluminio classici per le monoporzioni, quindi li ho bagnati con acqua fredda prima di versare il budino caldo perché altrimenti si appiccica troppo; poi ho versato il budino in ciascuno dei quattro pirottini, lasciando circa un cm dall'orlo. Infine ho chiuso con il pandoro facendo una leggera pressione e ho lasciato freddare avvolto in una pellicola. Ho tenuto il tutto in frigorifero per un paio d'ore. 
Il dessert viene servito cosparso da un meraviglioso sciroppo alla liquirizia superprofumato!

Il budino è buonissimo, gli ingredienti sono semplicie biologici, non è dolcificato con nessun agente chimico (infatti va inserito miele o altro dolcificante) e contiene mandorlle in pezzi,croccanti e piacevolissime in bocca!

Volendo si può anche versare lo sciroppo direttamente sul fondo del bicchierino prima di versarvi il budino, come per il creme caramel, ma dato che nel mio c'è l'agar agar si sarebbe rappreso come un altro budino.. Credo che valga la pena provare senza alga, dovrebbe riuscire benissimo.




Vi auguro una dolce ripresa.... 
e a me buone ferie!!!  :)))




lunedì 2 gennaio 2012

Pasta risottata al limone e pepe rosa.. per farmi perdonare!



Chiedo perdono per la mia assenza!! Ora vi spiego il motivo della mia scomparsa dalla faccia del web: mi sono finalmente trasferita! Io e Diego abitiamo in una bella casetta pazientemente arredata e decorata da noi (santa Ikea ora pro nobis) e oggi sono 2 settimane di meravigliosa convivenza!
Certo, siamo stanchi e assonnati (non ho mai dormito così poco come in queste settimane, io che per alzarmi alle 6 andavo a letto alle 10!), cuciniamo in fretta e furia, mancano le spezie e i libri sugli scaffali.. e la casa è quasi sempre in disordine! Nonostante ciò, siamo felici e viviamo giorno per giorno :)

Ci sono un sacco di novità nella mia vita, che vi svelerò pian piano, per non subissarvi di informazioni! Però questi due esserini pelosi non posso non farveli vedere, perché con le loro manie, fusa e coccole ci riempiono la vita da due settimane a questa parte!


Direttamente dal gattile, vi presento il maschietto Tofu, la piccola peste di casa, e l'ammaliante  Penny-Lane, che per ora vive sotto il divano e da brava vip non si lascia vedere né fotografare.. tranne quando mangia!


Da stamattina al lavoro non riuscivo a smettere di pensare a una pasta al limone.. strane voglie di stagione…… E si dà il caso che in frigo abbia dei fantastici limoni biologici che mia cugina ci ha regalato insieme a tanti altri prodotti super-biologici che vengono dalla loro azienda agricola, dolcissimi e profumati, perciò sarebbe un peccato non utilizzarli in toto, ossia con anche la buccia.
Così appena tornata dal lavoro, insieme ci siamo messi in cucina ed ecco il risultato! BUONISSIMISSIMA, bravo il mio coinquilino!




PASTA RISOTTATA AL LIMONE E PEPE ROSA




Per due porzioni:

200 g di ziti rigati Garofalo
1 limone bio, più una metà (i miei sono piccolini)
grani di pepe rosa
1 patata piccola
1 rametto di rosmarino
Sale
2 spicchi d’aglio
Olio extravergine
Grana grattugiato

Scaldare a parte una casseruola d’acqua e salarla quando bolle. Nel frattempo soffriggere l’aglio e il pepe rosa in 2 cucchiai d’olio.quando sfrigola aggiungere un mestolo d’acqua bollente, inserire la patata grattugiata e buttare la pasta. Procedere nella cottura come un risotto, aggiungendo l’acqua di volta in volta. Vedrete che grazie alla patata e all’amido della pasta si creerà un ottimo sughetto, senza bisogno di usare panna né formaggi!
Nel frattempo sminuzzare il rosmarino e aggiungerlo alla pasta, grattugiare la buccia di un limone e spremerlo (io ho spremuto anche un’altra metà perché erano dei limoni molto piccoli). A metà cottura aggiungere il succo di limone, mentre la buccia va inserita alla fine, poco prima di spegnere il fuoco. Mantecare a piacere con un po’ di parmigiano(facoltativo).
Impiattare e decorare con scorza grattugiata.


Buon appetito e alla prossima!!!

domenica 4 dicembre 2011

Pangiallo alla zucca con pistacchi


Menomale che qualcuno un giorno ha capito che si può anche provare piacere dal nutrirsi, cocendo certe cose, mescolandole ad altre e gustandole in compagnia.. menomale che esiste la cucina. Credo che nei momenti belli, come in quelli brutti, lo stare a tavola insieme, anche in silenzio, sia in un certo senso terapeutico. Il cucinare e il mangiare sono due attività piene di risorse, se si è curiosi e dotati di un minimo di spirito critico.. possono essere un ottimo diversivo e distrarre da un brutto momento..
Mi viene in mente questo come introduzione, perché ci sono stati dei momenti tristi per molte persone molto vicine a me durante questo autunno, che purtroppo non si risolveranno con il cambio di stagione.. perciò non ci resta che rimboccarci le maniche e tuffarci in un milione di esperienze! Non dobbiamo sentirci in colpa se cerchiamo di fare ciò che ci rende felici, anche se pensiamo che dovremmo stare male per qualcun altro che soffre o sta peggio di noi, right?! Credo che ognuno debba trovare la propria strada per sentirsi felice!

Ecco perché posto questo pane: con il suo colore vivace voglio dare una nota di serenità e calore a chi ne volesse assaggiare –virtualmente- un pezzettino ;)



La ricetta originale la trovate su Sale e coccole, io ho modificato un po’ le dosi:



PANGIALLO ALLA ZUCCA CON PISTACCHI



350 g di farina 00

200 g di farina di mais

300 g polpa di zucca

1 bustina e ½ di lievito di birra (io ho usato quello secco, da associare a 2 cucchiaini di zucchero)

sale q.b.

pistacchi tostati non salati

½ tazza di latte tiepido

4 cucchiai di olio extravergine

semi di papavero per decorare

Versare in un’ampia terrina le farine con il lievito e lo zucchero, aggiungere il sale, fare un buco al centro e versare il latte tiepido. Iniziare a impastare, aggiungendo anche l’olio e la purea di zucca ben schiacciata. Inserire quanti pistacchi si desiderano (io ne ho messi troppo pochi, abbondate pure) e impastare per 10 minuti con le mani. Risulterà un impasto molto appiccicoso, se fosse troppo duro aggiungere dell’acqua. Lasciar lievitare per almeno 1 ora coperto da un canovaccio umido. Preparare un foglio di carta forno bagnato, strizzarlo, asciugarlo e rivestire uno stampo da plum cake, poi versare l’impasto, lasciandolo lievitare ulteriormente (io l’ho messo nel forno acceso a 50 gradi). 
Spennellare la superficie con del latte e versarci sopra i semi preferiti. Infornare a 180 gradi per circa 45 minuti, quando inizia a sprigionare un ottimo profumo di pane è pronto!






martedì 22 novembre 2011

Strangozzi al pesto di cavolo nero

Finalmente ho trovato il modo di finire questa meraviglia di pasta, acquistata a Gubbio questa estate. Non l'avevo mai assaggiata prima, mi piace da morire! Come avrete capito, non sono amante della pasta all'uovo, mi piace invece quella di semola e di tutti i cereali integrali. Anche se questi strangozzi restano molto grossi, mi piace molto morderli e masticarli di gusto, dato che al centro restano sempre un po' aldente. Slurp!
Inutile dire che con il tartufo è la morte sua, però insomma, non si può fare il sultano tutti i giorni. Quindi ho sperimentato questo ottimo sughetto autunnale per accompagnarli, con grande successo!
L'ho chiamato pesto anche se le foglie di cavolo nero sono cotte, perché di fatto l'ho composto e condito la pasta a freddo, come un qualsiasi pesto alla genovese.

STRANGOZZI 

AL PESTO DI CAVOLO NERO



250 g di strangozzi
1 tazza di foglie di cavolo nero già scottate
1 spicchio d’aglio
ottimo olio biologico
un cucchiaio di pecorino grattugiato
sale, pepe, noce moscata
pinoli



Mentre l’acqua per la pasta raggiunge il bollore, preparare il pesto. Strizzare benissimo le foglie del cavolo nero precedentemente scottate in acqua bollente, non stracotte. Metterle con gli altri ingredienti in un contenitore stretto e alto e frullare con il minipimmer. Versare l’olio a filo, finché il pesto raggiunge la cremosità desiderata. Assaggiare e regolare di sale. Buttare gli strangozzi e cuocere secondo le indicazioni (in genere ci vogliono 10 minuti, se non sono freschi ovviamente), mentre tostate leggermente i pinoli (meglio al forno). Scolare e condire a crudo in un recipiente ampio. Servire con i pinoli.
Volendo, i pinoli possono anche essere inseriti nel pesto, però un elemento croccantino dal netto sapore dolciastro ci sta proprio bene secondo me!
Personalmente mi piace assaporare sughi e pesto di qualsiasi tipo al naturale, perciò non aggiungo mai niente nel piatto. Comunque se preferite un piatto più ricco, servite con una grattugiata di pecorino, la cui sapidità sposa  benissimo con l’amarognolo del cavolo nero.






venerdì 18 novembre 2011

Crostata di cachi senza zucchero

Che brrrrrrr!!!!! tanta voglia di cioccolata calda, polenta e.. cachi, of course! 
Chi, come me, ha la fortuna di riceve cachi da parte di conoscenti che ne hanno diverse piante (anzi, piantagioni direi), deve ingegnarsi, perché quando maturano tutti insieme è un macello!!

Inoltre, ho scovato questo bel contest del Pepe rosa, molto azzeccato secondo me, perché fornisce in modo ineccepibile le modalità per partecipare e restringe il campo alle TORTE D'AUTUNNO. In questo modo i partecipanti devono ingegnarsi al massimo per non cadere nella banalità. Mi complimento e, se posso, partecipo anch'io!


I premi in palio sono realizzati da Mama Shabby

  CROSTATA DI CACHI 

VEGAN E SENZA ZUCCHERO





Per la base:

250 g di farine miste (io integrale e semola)

2 cucchiai di fecola o amido di mais

1 cucchiaino scarso di bicarbonato

½ tazza di latte di soia

1 cucchiaio di malto di mais

50 g di nocciole tritate abbastanza finemente

4 cucchiai di olio di semi



Per il ripieno:

4 cachi maturi (anche 3, i miei erano abbastanza piccoli)

½ mela golden

1 pizzico di noce moscata

1 pizzico di cannella

una manciata di uvetta

1 cucchiaio di malto di mais (facoltativo)

1 pizzico di agar agar



semi di zucca per guarnire







Preparare la frolla miscelando le polveri e disponendole a fontana con il buco in mezzo, dove si verseranno l’olio e il latte tiepido, incui è già stato sciolto il malto. Aggiungere le nocciole e impastare fino al raggiungimento della giusta consistenza. Lasciar riposare mentre si prepara la composta di frutta.





Mettere sul fuoco una casseruola capiente in cui si sono versati i cachi e la mela spezzettati, l’uvetta e le spezie. Cuocere fino a che le mele saranno belle morbide, poi frullare tutto col minipimmer, sciogliere il malto (io non l’ho messo perché i cachi erano già dolcissimi e vi assicuro che non si è sentita la mancanza dello zucchero! Comunque vale l’assaggio) e inserire l’agar agar, continuando a cuocere a fuoco basso. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare leggermente.



Nel frattempo accendere il forno a 180° e iniziare a stendere la pasta. L’utilizzo del latte renderà la pasta un po’ appiccicosa, perciò non conviene stenderla col matterello, che comporterebbe l’utilizzo di troppa farina. Infatti io ho preso la tortiera in silicone e ho schiacciato la pasta con le mani, fino a creare anche il bordo. Spalmare la composta e livellarla, disporre a piacere i semi di zucca (o di sesamo, papavero, fettine di mela.. quello che preferite) e infornare per mezzora.




 
Sana, piena di sapore, vegan e SUGARFREE!




sabato 12 novembre 2011

Canederli vegetariani in zuppa di miso... ottimi per il raffreddore


E finalmente ce l'ho fatta: ho vinto il mio primo contest!!!!!! Non ci credevo, ho letto e riletto 10 volte il post di Meris con il parare del giudice supremo (che è un vero chef!), prima di esultare! 
Volevo condividere con voi questo bellissimo momento, augurandovi una vittoria altrettanto gradevole, e soprattutto ringraziare ancora Meris per l'opportunità! Fra la'ltro, ho guardato quasi tutte le altre ricette e mi sono sentita più che orgogliosa, perché sono una più bella dell'altra!
Senza contare che il premio è il libro delle Sorelle in Pentola!!! Una meraviglia per gli occhi e il palato!!!

Il mio raffreddore è momentaneamente passato in sordina grazie al contest, però è sempre lì, incastrato fra il naso rosso rosso e la testa, che è sempre più pesante.. Quindi pensavo di postare una ricetta ad hoc, piacevolissima in convalescenza, soprattutto se gustata a temperature LAVICHE :)


CANEDERLI VEGETARIANI 
IN ZUPPA DI MISO


 



Per circa 9 canederli:

1 broccolo verde
2 spicchi d'aglio
farina di ceci q.b.
brodo di cottura
cumino
pangrattato
anacardi non salati


Per la zuppa di miso:

1l d'acqua o brodo (io ho usato quello dei broccoli)
2 cucchiai salsa di soia
2 cipollotti (io 1porro)
1 carota
zenzero fresco
alghe marine
alga kombu
anice
1 cucchiaio di miso


Lessare il broccolo tagliato grossolanamente, compresi i gambi, in acqua leggermente salata. Scolare e conservare il brodo. Schiacciare i broccoli con una forchetta e iniziare a impastare con un po' di pangrattato, i semi di cumino leggermente tostati, un po' di sale e l'aglio schiacciato. Aggiungere la farina di ceci un cucchiaio alla volta, io ho allungato con un po' di brodo perché si è asciugato troppo. Alla fine aggiungere gli anacardi tostati e tritati non troppo sottili. 

Intanto Scaldare il brodo, inserire le verdure tritate finissime, un pezzo di alga kombu, la salsa di soia, l'anice, le alghe marine e lo zenzero e cuocere per 20 minuti. Eliminare l'alga kombu e lo zenzero, versare un mestolo di brodo in una scodellina e sciogliervi il miso, perché non deve cuocere.

Preparare delle palline con l'impasto dei canederli e tuffarle nel brodo caldo, cuocendole per circa 8 minuti (dipende un po' dalla grandezza). La farina di ceci contenuta nei canederli aiuterà a creare una certa cremosità nel brodo. Alla fine aggiungere il miso sciolto, mescolare e aggiungere a piacere un filo di olio di semi. Servire rovente in scodelle calde.








martedì 1 novembre 2011

Quenelles di zucca con besciamella allo zenzero e nocciole

...VEGAN! Ebbene sì, un piatto leggerissimo e gustosissimo, che riempie il pancino senza bisogno di usare grassi né altri prodotti di natura animale. Può essere servito come primo o come piatto unico, a seconda della quantità.

Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un po' di tempo per cucinare la zucca! Era buonissima, coltivata da mia zia, matura e profumatissima, dolce al punto giusto e molto morbida.. insomma una delizia! Mi avete proprio fatto venire voglia di zucca tutti voi, con i vostri blog colorati e bardati di arancione  - Halloween o no, a me interessa ben boco l'occasione, se le ricette sono così sfiziose :)

L'abbinamento zucca - zenzero è un classico, io ho pensato subito alle nocciole perché, oltre a dare il croccante, con lo zenzero le adoro, nei dolci come nei salati. Se non conoscete questo abbinamento, sono assolutamente da provare torte e biscotti di zenzero e nocciole! anche se non è Natale ;)





QUENELLES DI ZUCCA CON BESCIAMELLA LEGGERA ALLO ZENZERO E NOCCIOLE




Per 4 persone

PER LE QUENELLES:
2 tazze di polpa di zucca cotta al forno o a vapore
2 patate lesse con la buccia
semola di grano duro q.b.
sale
un'ombra di noce moscata

PER LA BESCIAMELLA LEGGERA:
2 cucchiai di farina 00 bio
2 cucchiai di olio di semi di girasole
1 pezzetto di zenzero fresco
sale, pepe bianco
latte di soia qb
brodo o acqua qb

Nocciole tostate 


Iniziare dalle quenelles, perché andranno cotte al forno per almeno 30 minuti: schiacciare sia la zucca che le patate con lo schiacciapatate (io cuocio le patate al microonde per 10 minuti al massimo della potenza, avvolte da pellicola). Salare e aggiungere un pizzico di noce moscata per contrastare il dolce della zucca (la mia era molto dolce). Mescolare bene con le mani aggiungendo semola quel tanto che basta per asciugare un po' il composto, ma non deve avere l'impasto degli gnocchi, altrimenti sparisce la zucca. Formare delle quenelles e disporre sulla placca da forno rivestita con carta, infornare in forno caldo a 200° e dedicarsi alla besciamella. 
Questa è una besciamella vegan e leggerissima, io l'ho lasciata molto lenta volutamente, come fosse una salsa di accompagnamento, altrimenti le quenelles sarebbero troppo asciutte in bocca. Io scaldo leggermente il latte (circa 1 tazza) in un pentolino e a parte sbatto intanto la farina con l'olio, poi travaso il latte quando la farina è abbastanza tostata e continuo a sbattere per non formare grumi. In questo caso alla farina ho aggiunto del pepe bianco e del sale, mentre al latte un pezzo di zenzero fresco, che poi ovviamente si elimina prima di impiattare. Va bene anche lo zenzero in polvere, da setacciare con la farina. Continuare a sbattere, io ho allungato con del brodo vegetale per alleggerire, fino al raggiungimento della densità desiderata. 
Una volta pronte le quenelles (l'esterno avrà formato una bella crosticina, mentre l'interno resta morbido) servire con la besciamella allo zenzero e ricoprire con le nocciole tostate. 



Non posso non partecipare ai numerosi contest sulla zucca!! ne ho scelti due, ma so bene che ce ne sono molti altri: