sabato 22 ottobre 2011

Solito riso tonno e piselli? MA OVVIO CHE NO!!

Innanzitutto, desidererei ricordare ai miei carissimi lettori che io NON sono vegetariana, in quanto mi nutro anche di pesce, per quanto raramente e per quanto eviti alcune specie ittiche (ad esempio il tonno rosso, i crostacei, il palombo etc.). Inoltre, nella mia famiglia la carne e il pesce si cucinano normalmente anche se raramente, essendo i miei genitori onnivori (e anche il mio moroso, visto che fra poco inizia la nostra convivenza). Perciò non è così strano che decida di pubblicare una ricetta che preveda un ingrediente "marino" o "lacustre". Sicuramente però non troverete mai carne e derivati, e molto raramente uova e latticini.


OK?! UH YEAH, PARTIAMO CON LA VARIAZIONE DELLA RICETTA LIBERAMENTE TRATTA DALLA QUOTIDIANITA'

Uno dei sapori più tipici della quotidianità, dall'asilo all'ospizio: riso tonno e piselli! Non che sia una rottura cucinarlo, né mangiarlo, anzi, io l'adoro! Certo però che si può anche provare a renderlo meno ordinario, che dite? 
Quindi ........ vai di RISO INTEGRALE BIOLOGICO, di TIMO autoprodotto e di BOTTARGA di tonno !!! 






RISO INTEGRALE CON PISELLI AL TIMO E BOTTARGA




Per 3 persone


5 pugni di riso integrale bio

2 manciate di piselli secchi spezzati

timo secco

un pizzico di peperoncino

olio extravergine d’oliva

½ cipolla bianca

bottarga in polvere


Lessare il riso e i piselli in acqua salata, controllando prima i tempi di cottura. Io li ho cotti separatamente, perché il riso era un avanzo del giorno prima, ma probabilmente i piselli vanno buttati un poco prima, poi contate 35 minuti dal momento in cui buttate il riso integrale. Quando il riso è quasi cotto, spegnete il fuoco e scolate, conservando il brodo di cottura. Tagliare la cipolla molto fine e soffriggere con poco peperoncino, poi allungare con un mestolo di brodo e timo a volontà, lasciando stufare qualche minuto con coperchio. Versare il riso e i piselli insieme, saltando il tutto per 5 minuti, per permettere al riso di finire bene la cottura. Impiattare e spolverare di bottarga a piacere. Gusto deciso che non copre il sapore aromatico del riso integrale!

venerdì 14 ottobre 2011

Schiacciata di mele e lavanda


Ce l’ho fatta!!! La mia prima gustosissima schiacciata di uva!! .. anche se ho in parte barato, visto che per la fretta ho comprato una pasta di pane già pronta :p  la prossima sarà tutta farina del mio sacco!
Comunque, dato che era 1 kg di impasto, l’ho diviso a metà e mi è venuto in mente di provare con un altro frutto. Che poi avevo in casa poco niente, tranne qualche mela!! Perciò mi è venuta l’idea di associarla alla lavanda, per dare un tocco di originalità (che non può mancare in un esperimento!).
Il gusto non ha nulla a che fare con la schiacciata originale (che è venuta buonissimissima! E scusate la modestia, ma sono proprio contenta!), è molto particolare e profumatissima! Anche perché ho usato uno sciroppo alla lavanda che ho preparato con la lavanda essiccata che mi ha regalato mia sorella, fatta da lei.

Comunue, eccovi la ricetta!




SCHIACCIATA DI MELE E LAVANDA



400 g di pasta di pane
4 cucchiai di zucchero
un pizzico di lavanda essiccata ridotta in polvere
2 cucchiaini di sciroppo di lavanda (autoprodotto con zucchero, acqua, lavanda in infusione che poi viene eliminata)
1 mela renetta



Tagliare la mela a fettine sottili e conservare in acqua e limone. Stendere la pasta in uno stampo oleato senza livellare, creando dei solchi con i polpastrelli. Cospargere di zucchero e lavanda sbriciolata, poi infilare le fettine di mela in parte dentro la pasta in parte lasciandole in superficie. Dare una spolverata di zucchero e versare lo sciroppo sulla superficie con un cucchiaino. Infornare per circa 1 ora a 180 gradi, in forno già caldo. Controllare il colorino della superficie: quando la pasta inizia a dorare tirare fuori dal forno, altrimenti indurisce troppo. 






La schiacciata tradizionale andrebbe mangiata fredda e il giorno dopo, ma vi dico una cosa: questa qui, tiepida l’ho trovata assai più goduriosa!!






Ed ecco la schiacciata classica, con uvafragola e anice, baciata da un bel sole autunnale!









martedì 4 ottobre 2011

Caponatina di peperoni in bianco



L’ultima caponata dell’anno? …forse. Ormai l’orto è praticamente spoglio, tranne per cavoli e barbabietole, che inevitabilmente ci riportano all’autunno, anche con questo piacevole caldino. È il mio primo esperimento di caponata in bianco, non perché non ne conoscessi altre versioni, ma semplicemente perché io amo il pomodoro, lo mangio tutti i giorni in tutte le forme! Comunque, questo tipo di caponata è ugualmente gustosissima! Quel sapore agro-dolce-acidino che adoro, unito al sapido di olive e capperi è fortissimo anche in questo caso.

Un'altra variante che ho vagliato per questo piatto è l’utilizzo del miele al posto dello zucchero! Slurp!!! Il sapore è leggermente diverso, da provare!!


 Ed eccovi la ricetta, per circa 4 persone (se mangiata come contorno):



CAPONATINA DI PEPERONI IN BIANCO


2 peperoni verdi
1 grosso peperone giallo
1 grossa carota
2 alici sott’olio
1 manciata di olive nere (meglio verdi se ne avete)
1 manciata di capperi dissalati
1 manciata di uvette
(pinoli, che non avevo)
1 cipolla rossa
1 gambo di sedano verde
origano
1 pezzettino di peperoncino
1 cucchiaio di miele fluido (acacia o millefiori)
3 cucchiai di aceto di vino bianco
sale
olio extravergine


Pulire tutte le verdure e tagliarle abbastanza fini. Lasciare l’uvetta in ammollo in acqua. Preparare il soffritto con olio, peperoncino (da rimuovere quasi subito), cipolla e alici, e lasciar insaporire due minuti. Poi aggiungere il sedano e la carota e bagnare con un po’ d’acqua calda. Infine aggiungere i peperoni, lasciando stufare per circa 8 minuti. Aggiungere l’origano e salare leggermente, poi inserire l’uvetta scolata, i pinoli, le olive a pezzettini e i capperi. Mentre i sapori si legano, preparare un’emulsione con il miele e l’aceto, sbattendo in una ciotolina. Aggiungere il condimento e lasciare scoperchiato per qualche minuto, saltando le verdure. Quando le esalazioni acetose saranno meno forti, richiudere e abbassare il fuoco, spegnendo quando le verdure saranno tenere (attenzione, non troppo! Io le lascio sempre un po’ aldente). Lasciar freddare, conservare in frigorifero in un contenitore di vetro, i giorni seguenti è più buona!





Con questa ricetta partecipo al contest de Tè e briciole:







lunedì 26 settembre 2011

Il mio curry di ceci

"MMMMmmmmmmmm...": è l'unico commento che riesco a produrre dopo ogni forchettata di cibo indiano. Non conosco tutte le cucine del mondo (non ancora!), ma se dovessi scegliere ora la mia preferita, sarebbe certamente quella indiana. è quella che più si addice alla mia personalità, e non solo perché ha un'ampia scelta di piatti vegetariani, ma anche e soprattutto per le spezie. 
Ogni ristorante è diverso, ovviamente, perché la cucina indiana è quella che si trova per le strade delle città, nei baracchini dei venditori ambulanti e nelle case monolocali di famiglie superallargate, dove la mamma cucina instancabilmente per tutto il giorno, partendo dall'impasto per il pane fino alla marinatura intrisa di peperoncino per la carne. Ognuno ha il suo modo di fare ogni cosa, perché credo che non esista un inventario dei piatti tipici indiani, cosa che invece si potrebbe benissimo fare in Italia. Senza contare che l'India è un Paese enorme, che comprende etnie e culture diversissime (basti pensare al Tibet)!

Un esempio di questa diversità è il Gram Masala, l'immancabile mix di spezie che ogni famiglia personalizza, dosando quantità e tipologie di ingredienti in modo del tutto personale. Per quanto riguarda il curry, la questione è più complessa! Spero che voi sappiate tutti che si tratta sempre di un mix di spezie (in questo caso è predominante la curcuma), anche in questo caso personalizzate da ognuno. Quello che di solito non si sa, però, è che in India non esiste il concetto di curry come lo intendiamo noi occidentali! Innanzitutto, CURRY è un termine tamil affibiato dagli inglesi che deriva probabilmente da "cari", cioè "zuppa" o "salsa". Perciò in origine indicava un piatto, ma poi, quando gli inglesi iniziarono a commercializzare le spezie , si è iniziato ad utilizzarlo per indicare quel mix di spezie in particolare, non più il piatto finito. 



Ovviamente gli indiani non vanno nelle drogherie a comprare la bustina di curry in polvere :)))  Preparano tutto al momento: tostano le spezie scelte, pestano al mortaio e insaporiscono... voilà! Io ho provato nel mio piccolo a fare dei Masala e vi assicuro che il sapore delle spezie tostate e macinate al momento (in particolare il cumino), è tutta un'altra cosa!!!! Provare per credere!



Ma usciamo dal vortice pierangiolesco che mi risucchia in spiegazioni senza fine, e passiamo al mio curry di........ CECI!!!!! Il mio legume preferito!

CURRY DI CECI CON RISO BASMATI



x 4 persone



400 g di ceci già sbollentati

2 foglie di alloro

1 rametto di rosmarino

1 cipolla dorata

1 pomodoro maturo

1 pezzo di sedano

2 spicchi d’aglio

½ peperoncino

1 cucchiaino di curry (io ho usato quello mauriziano)

zenzero fresco

2 cucchiai di olio

Gram Masala di spezie preferite (io scelgo coriandolo, cardamomo, cumino, anice)



riso thai o basmati in bianco



Lasciare i ceci in ammollo per almeno 12 ore, scolarli e lessarli in molta acqua con l’alloro e il rosmarino, salando solo alla fine. Scolarli e tenere da parte, conservando anche l’acqua di cottura.

Cuocere il riso come da istruzioni (contrlloare sempre la quantità di acqua da utilizzare, se è troppa viene una zappetta!) e tenere in caldo. Io suggerisco di spegnere il fuoco quando è ancora aldente, perché continuerà a cuocere col calore.

Scaldare una wok, versare l’olio, il peperoncino, lo zenzero, il mix di spezie, l’aglio e soffriggervi le cipolle e il sedano tagliati finemente. Aggiungere un mestolo dell’acqua di cottura dei ceci e lasciar insaporire. Tagliare a cubetti il pomodoro e inserirlo (io non elimino mai la buccia, e comunque dopo tutto verrà mixato) con il curry e un cucchiaio di brodo. Quando asciuga, aggiungere sempre il brodo. Quando le verdure sono abbastanza morbide, aggiungere ¾ dei ceci lessati e continuare la cottura per una decina di minuti. Prima di mixare col frullatore ad immersione, eliminare il peperoncino, lo zenzero e l’aglio. Regolare di sale e di consistenza, rimettere sul fuoco e aggiungere i ceci interi. Lasciar insaporire per 2 minuti. Servire accompagnato da riso thai o basmati in bianco. 







giovedì 15 settembre 2011

La Norma preferisce l'arancione!!




Ho appena cucinato questa meraviglia (lo so, lascio un attimo da parte la modestia perché sono ancora super compiaciuta per il successo di questo piatto!!) e ora mi capita di incappare in questo contest di Tina:




Perciò colgo la palla al balzo e vi partecipo con mucho gusto ;)

Ovviamente ho cucinato con quello che avevo nel frigorifero, ma stavolta non ho buttato a caso gli ingredienti (strano!)! Volevo cucinare una bella pasta alla norma, tradizionale e bella saporita, anche per smaltire i chili di melanzane che l’orto continua a sfornare.. A parte, stavo per cuocere a vapore un pezzo di zucca, che avevo comprato la settimana scorsa e di cui mi ero dimenticata! E da qui il lampo di genio: la zucca, dolce dolce, forse può contrastare l’amaro delle melanzane, come il pomodoro, anzi meglio, perché non è acida… massì, proviamo!! Ho scelto una pasta insolita, gli gnocchetti sardi, perché la mancanza del tempo di cuocere a parte la zucca e frullarla poi, mi ha portato alla scelta (ora posso dirlo: AZZECCATA!) di fare una bella pasta risottata, bella cremosa! L’acidità del pomodoro è stata rimpiazzata dalla sapidità di un pecorino della romania, mooolto saporito (ne ho usato solo un pezzettino, altrimenti avrebbe sovrastato tutti i sapori!).

Insomma: gnocchetti della Sardegna + formaggio della Romania + melanzane della Brianza + zucca di Mantova… questo è il risultato!





LA NORMA IN ARANCIONE
Per 3 persone:
(non ci sono tutte le dosi perché sono andata ad occhio)

gnocchetti sardi
un pezzo di zucca mantovana dolce (giusto quanto basta per fare il sughetto, il sapore della melanzana deve essere dominante)
1 grossa melanzana
½ cipolla
1 spicchio d’aglio
odori (timo e rosmarino)
sale
peperoncino
olio
pecorino o ricotta salata


Scaldare una pentola di acqua salata, che servirà per “risottare” la pasta, e tenere in caldo.
Preparare la melanzana, che verrà cotta a parte perché tiri fuori tutto il suo sapore caratteristico: tagliarla a cubetti (se ne avete il tempo, fatele perdere l’amaro con il sale grosso) e stufarla in padella con poco olio, l’aglio schiacciato e poco rosmarino, aggiungendo acqua quando serve. Tenere da parte.
Grattugiare la zucca. In una pentola dai bordi alti (io ho usato quella in ceramica per zuppe e risotti) scaldare 1 cucchiaio di olio con la cipolla tritata fine e il peperoncino. Aggiungere la zucca, far insaporire e versare un mestolo di acqua calda. Lasciar insaporire 5 minuti, aggiungendo man mano acqua calda, poi rimuovere il peperoncino e inserire gli odori. Aumentare la quantità di acqua e buttare la pasta insieme alla zucca, che intanto inizia a sfaldarsi. La quantità di liquido deve essere quella del risotto, man mano che asciuga, aggiungerne dell’altro. A cottura quasi ultimata, aggiungere le melanzane già cotte e mantecare, regolando di sale e di consistenza. Impiattere e grattugiare del pecorino o della ricotta salata. 




La foto è abbastanza penosa, ma la fame e la curiosità erano troppo forti!!

domenica 11 settembre 2011

Minestra di cicerchie


MANNAGGIA MANNAGGIA!!!!! È tremendo stare lontana dai foodblogger, ma è un mese che la mia connessione è ballerina, purtroppo non riesco a navigare per più di 5 minuti, quindi devo scrivere offline e cercare di postare il più velocemente possibile :(((
Non avete idea di quante ricette avrei da proporre, uff! Non ce la farò mai! Soprattutto con questa connessione non riesco ad aggiornarmi con le vostre ultime trovate culinarie... mi manca l’ispirazione!


Beh, veniamo alla nostra minestraccia.
Finalmente le ho trovate!! Dovevo andare fino in Umbria per trovarle, ma alla fine erano lì che mi aspettavano, in quel piccolo negozietto di Gubbio che profumava di olio giovane e tartufo (oltre che salumi, ma questo per me non è un buon profumo!)!… le CICERCHIE!
Ora, io non avevo mai mangiato cicerchie da nessuna parte, non avevo la minima idea di quale sapore potessero avere né di come si cucinano nelle regioni in cui questo legume si mangia abitualmente. Ho semplicemente cercato nel web e sono andata un po’ a naso, come sempre! Il risultato è stato molto soddisfacente! Il sapore è delicatissimo, certo meno caratteristico rispetto ai ceci e ai fagioli, e forse per questo le cicerchie rappresentano un legume “dimenticato”, comunque sono ottime!!!


MINESTRA DI CICERCHIE 


Le dosi le ho trovate nel web, ma ho cambiato la ricetta in base a quello che avevo a disposizione:

200 gr. di cicerchie
120 gr di pomodoro passato  (io ho usato pomodori datterini freschi)
1 spicchio d'aglio (io ne ho usati 3, mi piace!)
mentuccia qualche foglia (io misto di timo, rosmarino e alloro)
tre cucchiai d'olio extravergine d'oliva
pepe
sale
mie aggiunte: mezzo peperoncino e pane carasau


Tenere a bagno le cicerchie per 24 ore, quindi lessarle un paio d'ore con una foglia di alloro, senza salare.
Quando saranno abbastanza tenere, scolare e conservare l’acqua di cottura. Preparare un trito con uno spicchio d’aglio (gli altri li ho lasciati interi e li ho tolti prima di servire), il peperoncino e le erbe aromatiche, poi aggiungere i pomodori tagliati a metà. Cuocere per 10 minuti aggiungendo poco alla volta l’acqua di cottura delle cicerchie, salare e aggiungere le cicerchie lessate. Regolare la quantità dell’acqua, a piacere. Io l’ho lasciata volutamente brodosa, volevo fare una minestra, ma chi piace “pappare” ben bene può lasciare addensare. Proseguire la cottura per circa 20 minuti, regolare di sale e pepe e servire accompagnate da pane carasau a pezzi o crostini di pane.


 



Un po' autunnale se volete, ma vi pare che avrei potuto aspettare l'autunno per cucinarle, dopo averle trovate?!? XD 


lunedì 29 agosto 2011

Un dolcissimo assaggio di vacanze.. non ancora finite

 Eccomi!!! Beh, in realtà non proprio, perché sono tornata dal tour per le colline umbre, ma riparto dopodomani per quelle toscane! Non sarò in vacanza perché vado con il mio gruppo vocale ad una masterclass con i mitici Swingle Singers, il mio gruppo preferito!!!
Perciò vi lascio solo un'impronta delle mie vacanze...










...una strepitosa e fiorentinissima schiacciata all'uvafragola!! Parola di fornaia fiorentina doc! Qui eravamo a Città di Castello, dove c'era un mercato di prodotti tipici regionali .. lo so, non è una specilità umbra, ma purtroppo non ho altre foto culinarie.

Dell'agriturismo in cui sono stata, vi racconterò poi, merita una descrizione meno frettolosa ;)


abbracci a tutti

zy