martedì 4 ottobre 2011

Caponatina di peperoni in bianco



L’ultima caponata dell’anno? …forse. Ormai l’orto è praticamente spoglio, tranne per cavoli e barbabietole, che inevitabilmente ci riportano all’autunno, anche con questo piacevole caldino. È il mio primo esperimento di caponata in bianco, non perché non ne conoscessi altre versioni, ma semplicemente perché io amo il pomodoro, lo mangio tutti i giorni in tutte le forme! Comunque, questo tipo di caponata è ugualmente gustosissima! Quel sapore agro-dolce-acidino che adoro, unito al sapido di olive e capperi è fortissimo anche in questo caso.

Un'altra variante che ho vagliato per questo piatto è l’utilizzo del miele al posto dello zucchero! Slurp!!! Il sapore è leggermente diverso, da provare!!


 Ed eccovi la ricetta, per circa 4 persone (se mangiata come contorno):



CAPONATINA DI PEPERONI IN BIANCO


2 peperoni verdi
1 grosso peperone giallo
1 grossa carota
2 alici sott’olio
1 manciata di olive nere (meglio verdi se ne avete)
1 manciata di capperi dissalati
1 manciata di uvette
(pinoli, che non avevo)
1 cipolla rossa
1 gambo di sedano verde
origano
1 pezzettino di peperoncino
1 cucchiaio di miele fluido (acacia o millefiori)
3 cucchiai di aceto di vino bianco
sale
olio extravergine


Pulire tutte le verdure e tagliarle abbastanza fini. Lasciare l’uvetta in ammollo in acqua. Preparare il soffritto con olio, peperoncino (da rimuovere quasi subito), cipolla e alici, e lasciar insaporire due minuti. Poi aggiungere il sedano e la carota e bagnare con un po’ d’acqua calda. Infine aggiungere i peperoni, lasciando stufare per circa 8 minuti. Aggiungere l’origano e salare leggermente, poi inserire l’uvetta scolata, i pinoli, le olive a pezzettini e i capperi. Mentre i sapori si legano, preparare un’emulsione con il miele e l’aceto, sbattendo in una ciotolina. Aggiungere il condimento e lasciare scoperchiato per qualche minuto, saltando le verdure. Quando le esalazioni acetose saranno meno forti, richiudere e abbassare il fuoco, spegnendo quando le verdure saranno tenere (attenzione, non troppo! Io le lascio sempre un po’ aldente). Lasciar freddare, conservare in frigorifero in un contenitore di vetro, i giorni seguenti è più buona!





Con questa ricetta partecipo al contest de Tè e briciole:







lunedì 26 settembre 2011

Il mio curry di ceci

"MMMMmmmmmmmm...": è l'unico commento che riesco a produrre dopo ogni forchettata di cibo indiano. Non conosco tutte le cucine del mondo (non ancora!), ma se dovessi scegliere ora la mia preferita, sarebbe certamente quella indiana. è quella che più si addice alla mia personalità, e non solo perché ha un'ampia scelta di piatti vegetariani, ma anche e soprattutto per le spezie. 
Ogni ristorante è diverso, ovviamente, perché la cucina indiana è quella che si trova per le strade delle città, nei baracchini dei venditori ambulanti e nelle case monolocali di famiglie superallargate, dove la mamma cucina instancabilmente per tutto il giorno, partendo dall'impasto per il pane fino alla marinatura intrisa di peperoncino per la carne. Ognuno ha il suo modo di fare ogni cosa, perché credo che non esista un inventario dei piatti tipici indiani, cosa che invece si potrebbe benissimo fare in Italia. Senza contare che l'India è un Paese enorme, che comprende etnie e culture diversissime (basti pensare al Tibet)!

Un esempio di questa diversità è il Gram Masala, l'immancabile mix di spezie che ogni famiglia personalizza, dosando quantità e tipologie di ingredienti in modo del tutto personale. Per quanto riguarda il curry, la questione è più complessa! Spero che voi sappiate tutti che si tratta sempre di un mix di spezie (in questo caso è predominante la curcuma), anche in questo caso personalizzate da ognuno. Quello che di solito non si sa, però, è che in India non esiste il concetto di curry come lo intendiamo noi occidentali! Innanzitutto, CURRY è un termine tamil affibiato dagli inglesi che deriva probabilmente da "cari", cioè "zuppa" o "salsa". Perciò in origine indicava un piatto, ma poi, quando gli inglesi iniziarono a commercializzare le spezie , si è iniziato ad utilizzarlo per indicare quel mix di spezie in particolare, non più il piatto finito. 



Ovviamente gli indiani non vanno nelle drogherie a comprare la bustina di curry in polvere :)))  Preparano tutto al momento: tostano le spezie scelte, pestano al mortaio e insaporiscono... voilà! Io ho provato nel mio piccolo a fare dei Masala e vi assicuro che il sapore delle spezie tostate e macinate al momento (in particolare il cumino), è tutta un'altra cosa!!!! Provare per credere!



Ma usciamo dal vortice pierangiolesco che mi risucchia in spiegazioni senza fine, e passiamo al mio curry di........ CECI!!!!! Il mio legume preferito!

CURRY DI CECI CON RISO BASMATI



x 4 persone



400 g di ceci già sbollentati

2 foglie di alloro

1 rametto di rosmarino

1 cipolla dorata

1 pomodoro maturo

1 pezzo di sedano

2 spicchi d’aglio

½ peperoncino

1 cucchiaino di curry (io ho usato quello mauriziano)

zenzero fresco

2 cucchiai di olio

Gram Masala di spezie preferite (io scelgo coriandolo, cardamomo, cumino, anice)



riso thai o basmati in bianco



Lasciare i ceci in ammollo per almeno 12 ore, scolarli e lessarli in molta acqua con l’alloro e il rosmarino, salando solo alla fine. Scolarli e tenere da parte, conservando anche l’acqua di cottura.

Cuocere il riso come da istruzioni (contrlloare sempre la quantità di acqua da utilizzare, se è troppa viene una zappetta!) e tenere in caldo. Io suggerisco di spegnere il fuoco quando è ancora aldente, perché continuerà a cuocere col calore.

Scaldare una wok, versare l’olio, il peperoncino, lo zenzero, il mix di spezie, l’aglio e soffriggervi le cipolle e il sedano tagliati finemente. Aggiungere un mestolo dell’acqua di cottura dei ceci e lasciar insaporire. Tagliare a cubetti il pomodoro e inserirlo (io non elimino mai la buccia, e comunque dopo tutto verrà mixato) con il curry e un cucchiaio di brodo. Quando asciuga, aggiungere sempre il brodo. Quando le verdure sono abbastanza morbide, aggiungere ¾ dei ceci lessati e continuare la cottura per una decina di minuti. Prima di mixare col frullatore ad immersione, eliminare il peperoncino, lo zenzero e l’aglio. Regolare di sale e di consistenza, rimettere sul fuoco e aggiungere i ceci interi. Lasciar insaporire per 2 minuti. Servire accompagnato da riso thai o basmati in bianco. 







giovedì 15 settembre 2011

La Norma preferisce l'arancione!!




Ho appena cucinato questa meraviglia (lo so, lascio un attimo da parte la modestia perché sono ancora super compiaciuta per il successo di questo piatto!!) e ora mi capita di incappare in questo contest di Tina:




Perciò colgo la palla al balzo e vi partecipo con mucho gusto ;)

Ovviamente ho cucinato con quello che avevo nel frigorifero, ma stavolta non ho buttato a caso gli ingredienti (strano!)! Volevo cucinare una bella pasta alla norma, tradizionale e bella saporita, anche per smaltire i chili di melanzane che l’orto continua a sfornare.. A parte, stavo per cuocere a vapore un pezzo di zucca, che avevo comprato la settimana scorsa e di cui mi ero dimenticata! E da qui il lampo di genio: la zucca, dolce dolce, forse può contrastare l’amaro delle melanzane, come il pomodoro, anzi meglio, perché non è acida… massì, proviamo!! Ho scelto una pasta insolita, gli gnocchetti sardi, perché la mancanza del tempo di cuocere a parte la zucca e frullarla poi, mi ha portato alla scelta (ora posso dirlo: AZZECCATA!) di fare una bella pasta risottata, bella cremosa! L’acidità del pomodoro è stata rimpiazzata dalla sapidità di un pecorino della romania, mooolto saporito (ne ho usato solo un pezzettino, altrimenti avrebbe sovrastato tutti i sapori!).

Insomma: gnocchetti della Sardegna + formaggio della Romania + melanzane della Brianza + zucca di Mantova… questo è il risultato!





LA NORMA IN ARANCIONE
Per 3 persone:
(non ci sono tutte le dosi perché sono andata ad occhio)

gnocchetti sardi
un pezzo di zucca mantovana dolce (giusto quanto basta per fare il sughetto, il sapore della melanzana deve essere dominante)
1 grossa melanzana
½ cipolla
1 spicchio d’aglio
odori (timo e rosmarino)
sale
peperoncino
olio
pecorino o ricotta salata


Scaldare una pentola di acqua salata, che servirà per “risottare” la pasta, e tenere in caldo.
Preparare la melanzana, che verrà cotta a parte perché tiri fuori tutto il suo sapore caratteristico: tagliarla a cubetti (se ne avete il tempo, fatele perdere l’amaro con il sale grosso) e stufarla in padella con poco olio, l’aglio schiacciato e poco rosmarino, aggiungendo acqua quando serve. Tenere da parte.
Grattugiare la zucca. In una pentola dai bordi alti (io ho usato quella in ceramica per zuppe e risotti) scaldare 1 cucchiaio di olio con la cipolla tritata fine e il peperoncino. Aggiungere la zucca, far insaporire e versare un mestolo di acqua calda. Lasciar insaporire 5 minuti, aggiungendo man mano acqua calda, poi rimuovere il peperoncino e inserire gli odori. Aumentare la quantità di acqua e buttare la pasta insieme alla zucca, che intanto inizia a sfaldarsi. La quantità di liquido deve essere quella del risotto, man mano che asciuga, aggiungerne dell’altro. A cottura quasi ultimata, aggiungere le melanzane già cotte e mantecare, regolando di sale e di consistenza. Impiattere e grattugiare del pecorino o della ricotta salata. 




La foto è abbastanza penosa, ma la fame e la curiosità erano troppo forti!!

domenica 11 settembre 2011

Minestra di cicerchie


MANNAGGIA MANNAGGIA!!!!! È tremendo stare lontana dai foodblogger, ma è un mese che la mia connessione è ballerina, purtroppo non riesco a navigare per più di 5 minuti, quindi devo scrivere offline e cercare di postare il più velocemente possibile :(((
Non avete idea di quante ricette avrei da proporre, uff! Non ce la farò mai! Soprattutto con questa connessione non riesco ad aggiornarmi con le vostre ultime trovate culinarie... mi manca l’ispirazione!


Beh, veniamo alla nostra minestraccia.
Finalmente le ho trovate!! Dovevo andare fino in Umbria per trovarle, ma alla fine erano lì che mi aspettavano, in quel piccolo negozietto di Gubbio che profumava di olio giovane e tartufo (oltre che salumi, ma questo per me non è un buon profumo!)!… le CICERCHIE!
Ora, io non avevo mai mangiato cicerchie da nessuna parte, non avevo la minima idea di quale sapore potessero avere né di come si cucinano nelle regioni in cui questo legume si mangia abitualmente. Ho semplicemente cercato nel web e sono andata un po’ a naso, come sempre! Il risultato è stato molto soddisfacente! Il sapore è delicatissimo, certo meno caratteristico rispetto ai ceci e ai fagioli, e forse per questo le cicerchie rappresentano un legume “dimenticato”, comunque sono ottime!!!


MINESTRA DI CICERCHIE 


Le dosi le ho trovate nel web, ma ho cambiato la ricetta in base a quello che avevo a disposizione:

200 gr. di cicerchie
120 gr di pomodoro passato  (io ho usato pomodori datterini freschi)
1 spicchio d'aglio (io ne ho usati 3, mi piace!)
mentuccia qualche foglia (io misto di timo, rosmarino e alloro)
tre cucchiai d'olio extravergine d'oliva
pepe
sale
mie aggiunte: mezzo peperoncino e pane carasau


Tenere a bagno le cicerchie per 24 ore, quindi lessarle un paio d'ore con una foglia di alloro, senza salare.
Quando saranno abbastanza tenere, scolare e conservare l’acqua di cottura. Preparare un trito con uno spicchio d’aglio (gli altri li ho lasciati interi e li ho tolti prima di servire), il peperoncino e le erbe aromatiche, poi aggiungere i pomodori tagliati a metà. Cuocere per 10 minuti aggiungendo poco alla volta l’acqua di cottura delle cicerchie, salare e aggiungere le cicerchie lessate. Regolare la quantità dell’acqua, a piacere. Io l’ho lasciata volutamente brodosa, volevo fare una minestra, ma chi piace “pappare” ben bene può lasciare addensare. Proseguire la cottura per circa 20 minuti, regolare di sale e pepe e servire accompagnate da pane carasau a pezzi o crostini di pane.


 



Un po' autunnale se volete, ma vi pare che avrei potuto aspettare l'autunno per cucinarle, dopo averle trovate?!? XD 


lunedì 29 agosto 2011

Un dolcissimo assaggio di vacanze.. non ancora finite

 Eccomi!!! Beh, in realtà non proprio, perché sono tornata dal tour per le colline umbre, ma riparto dopodomani per quelle toscane! Non sarò in vacanza perché vado con il mio gruppo vocale ad una masterclass con i mitici Swingle Singers, il mio gruppo preferito!!!
Perciò vi lascio solo un'impronta delle mie vacanze...










...una strepitosa e fiorentinissima schiacciata all'uvafragola!! Parola di fornaia fiorentina doc! Qui eravamo a Città di Castello, dove c'era un mercato di prodotti tipici regionali .. lo so, non è una specilità umbra, ma purtroppo non ho altre foto culinarie.

Dell'agriturismo in cui sono stata, vi racconterò poi, merita una descrizione meno frettolosa ;)


abbracci a tutti

zy

giovedì 18 agosto 2011

Mini Linzer Torte ... e voglia di spezie e polenta!?


Inspiegabilmente, ho voglia di sapori invernali! Non che il clima sia particolarmente freddo, anzi! L’altra sera io e Diego siamo stati alla consueta Sagra delle sagre di Pasturo, dove andavo sempre con mamma e papà da piccolina, poiché è proprio sulla strada per arrivare alla nostra vecchia casa a Premana (ridente paese della Valsassina, dove ho lasciato un pezzo di cuoricino, da quando non ci andiamo più L ), e ci siamo pappati pizzoccheri, adeguatamente intrisi di burro e bitto, e poi una quintalata di polenta taragna – fra l’altro, probabilmente la migliore mai mangiata! – e ho acquistato una vagonata di formaggi di capra mai assaggiati: taleggio, gorgonzola e caprino stagionato! Una bontà indescrivibile!
Inoltre, da quando in pasticceria il mio capo ha sfornato una Linzer, ho un’incredibile voglia di cannella, frutta secca, confetture… mah! Non ho mai assaggiato una Linzer di pasticceria, né tantomeno una originale austriaca (già segnato nella lista delle cose da fare!), ma ho comunque voluto provare a farne una.. a modo mio!




LINZER TORTE (a modo mio)

per 3 crostatine da 12 cm di diametro:

100 g di nocciole tritate
150 g di farina 00 e di farro miste
60 g di olio di semi
1 cucchiaio di cannella
2 chiodi di garofano macinati
100 g di zucchero di canna
1 presina di sale
1 cucchiaio scarso di cacao amaro
1-2 cucchiai di latte per l'impasto (facoltativo)
1 tuorlo
200 g di marmellata di lamponi

Per prima cosa tostate leggermente le nocciole, rimuovere la pellicina e lasciarle freddare, prima di tritarle finemente col robot. Credo che sia importante scegliere una buona qualità di nocciole, io ho usato le Giffoni e l’aroma nella tostatura era davvero fantastico! Influirà sul risultato della “frolla”.
Miscelare le farine, le nocciole, la cannella, i chiodi di garofano polverizzati, il sale e il cacao e tenere da parte. In un’altra ciotola miscelare l’olio di semi (mi raccomando, quello d’oliva non va bene per questa ricetta!) con il tuorlo e lo zucchero, sbattendo con una frusta. Versare le polveri nei liquidi. Dato che ho sostituito il burro con l’olio, ho ridotto le dosi di questo grasso, perciò la pasta manca di umidità sufficiente per essere lavorata, quindi io ho aggiunto qualche cucchiaio di latte, appena appena per riuscire a compattarla e formare la classica palla. Non avrà comunque la consistenza di una frolla, per la presenza copiosa della farina di nocciole. Riporre in frigorifero per almeno mezzora, avvolta da una pellicola.
Scaldare il forno. Preparare gli stampini, unti e infarinati, e iniziare a foderarli con l’impasto. Questa pasta non si riesce a stendere col matterello perché è troppo friabile, perciò vi divertirete a schiacciare negli stampini pezzi di impasto, componendoli come un puzzle e livellando bene con le dita. Lo spessore deve essere molto alto. Ora si spalma la marmellata di lamponi (o di ribes/mirtillo rosso, comunque una marmellata acida), e anche qui non bisogna essere parchi! Si farcisce per bene con un bello strato! Infornare a 160° per almeno 40 minuti, io l’ho tenuta 45-50 minuti. La cottura è più lenta e meno “violenta” della crostata. 
Non si mangia subito … se ci riuscite! è un’impresa resistere, con l’odorino di spezie e lamponi per tutta la casa, dopo averla sfornata!! Una vera sofferenza, ma ben appagata dal risultato, che è molto migliore nei giorni successivi! Io ne ho mangiata una il giorno dopo, l’altra 3 giorni dopo ed era decisamente migliorata!




Non ho mai provato l’originale, ma già è diventata la mia preferita!!!!!!!! È davvero divina!

mercoledì 10 agosto 2011

Insalata fantasia di riso nero

Continuiamo con le ricette estive, dopo lo sprint dell'insalata di pasta! Ormai il caldo è arrivato, e anche un po' di bel tempo. Devo dire che si sta proprio bene! quasi ogni sera c'è un temporale, così di giorno è superventilato, anche con il cielo terso e di un azzurro intenso.. così sì che mi piace l'estate! Restasse così ancora per un mesetto, sarei in paradiso... visto che io in vacanza ci devo ancora andare .....  l'ultima settimana di lavoro è la più luuuuuuuunga dell'anno!!!!! AAAARRRGGGHH!!

Questa insalata di riso - superbuona! - la dedico ai miei amici del gruppo vocale, perchè l'ho praparata per loro, anche se poi con tutto il bendiddio che ha cucinato la Lalla, questa misera ciotolina è praticamente scomparsa dalla vergogna XD


Ho usato questo riso Nerone biologico, non il riso venere che costa un pacco di più e non è affatto migliore in qualità (almeno secondo il mio palato).


INSALATA FANTASIA DI RISO NEROne






riso nerone
surimi
mais
zucchine tenere
pomodorini ciliegia
basilico
limone, senape, olio, pepe



Lessare il riso in acqua salata (ci vorranno circa 40 minuti), calcolando circa 70 g a testa. Tenete conto del fatto che questo riso non raddoppia il suo volume, resta piuttosto croccante ma è molto aromatico.
freddare il riso sotto l'acqua e tenere da parte. 
Lavare anche il mais scolato, grattugiare le zucchine crude e tagliare il surimi (per i vegani, credo che il tofu affumicato o aromatizzato sia un ottimo sostituto del surimi). Preparare il condimento sbattendo con una frusta limone, senape, olio, pepe. Poi sminuzzare il basilico e unirlo al riso e agli altri ingredienti, mescolare tutto col riso e condire. 
Servire a temperatura ambiente accompagnato da un ottimo vino bianco profumato, possibilmente su una terrazza con vista lago! - questo ingrediente può essere omesso, anche se vi assicuro che è fondamentale per l'umore ;)