venerdì 8 aprile 2011

Hamburger di avena in umido alla thailandese

è vero che il THAI ora va molto di moda, ma è anche vero che la cucina thailandese prevede degli abbinamenti spettacolari! A un italiano tradizionalista possono sembrare delle bestemmie se mi sente usare il cocco insieme ai gamberi e il curry insieme all'ananas per cuocere il pollo, ma se li assaggiasse non potrebbe non rimanere almeno un pochino persuaso della loro genialità! Almeno, questo è ciò che penso :)

Questo preambolo non c'entra molto con la ricetta, che ho così chiamato semplicemente per l'utilizzo del cocco rapé e del curry, ma sono completamente immersa nella lettura di un libro di cucina orientale che mi è stato regalato, grazie al quale sto imparando tecniche e ingredienti del tutto nuovi!! purtroppo non ho ancora avuto modo di sperimentarli, perché non è per niente facile trovare certe pietanze o certi strumenti da queste parti :(

Questi piccoli hamburger sono vegetariani e vegan al 100%, ne ho fatto una bella scorta, che congelo per poi scongelarne due o tre per me quando ai miei di casa viene voglia di carne. Un'alternativa gustosissima e sanissima.. oltre che nutriente da morire con tutta quell'avena!







HAMBURGER DI AVENA IN UMIDO ALLA THAILANDESE

Per gli hamburger:

100 g di fiocchi d’avena
2 fette di pane raffermo ammollato nel latte di avena e strizzato
2 carote
1 cipolla piccola
½ spicchio di aglio
1 manciata di semi di girasole
1 baccello di cardamomo
sale e pepe q.b.

Per il curry al cocco:

1 cipolla piccola
2 cucchiai di olio
un goccio di vino bianco secco
2 cucchiai di farina di cocco
1 cucchiaino di curry
1 pezzo di peperoncino (ricordatevi di eliminarlo se non volete soffocare uno dei commensali)
1 bicchiere di latte di avena
brodo vegetale
1 cucchiaio di salsa di soia


preparare i minihamburger di avena partendo dalla cottura veloce della verdura: grattugiare le carote e tritare finissime cipolla e aglio. Versarli in una wok (io ho usato quella in ceramica, così anche senza condimento non mi sono bruciati), aggiungere il baccello di cardamomo e mezzo bicchiere di acqua. Far cuocere per qualche minuto coperto, poi scoprire per far evaporare l’acqua. Mentre raffredda, strizzare il pane, precedentemente lasciato nel latte di avena ad ammorbidirsi. Conservare questo latte per il sughetto al curry!
Mescolare il pane ai fiocchi d’avena, aggiungere la verdura intiepidita (senza il cardamomo) e i semi di girasole tritati più o meno fini, come vi piace. Salare e pepare a piacere. Controllare la consistenza (deve essere freddo): se è sufficientemente soda, procedere con la forma degli hamburger, altrimenti aggiungere del pangrattato o degli altri fiocchi.
Una volta formati gli hamburger, scottarne entrambi i lati in una padella antiaderente con un filino d’olio. Tenere da parte.

Preparare il “puccino” realizzando un soffritto (io ho usato solo la cipolla perché le carote erano già nell’hamburger, ma viene più saporito con cipolla, carota, sedano e mela) con il pezzetto di peperoncino, che poi andrà tolto. Appena sfrigola, sfumare col vino bianco. Aggiungere il curry, la farina di cocco e bagnare con del brodo caldo (va bene anche l’acqua). Appena viene assorbito, allungare con il latte di avena. Coprire e lasciare insaporire 5 minuti, controllando che non si asciughi troppo ed eventualmente aggiungendo dell’altro latte. Condire con la salsa di soia e infine aggiungere gli hamburger, abbassando il fuoco e tenendo sempre coperto. Girare a metà cottura. Servire gli hamburger vegetali irrorati di salsina (deliziosa!) e ingentilire con dell’erba cipollina fresca.

Per me il bis, grazie!!


sabato 2 aprile 2011

Profumo di caprino e sapore di violette: fiorellini salati




Finalmente ho trovato il modo di sfruttare al meglio questa confettura fenomenale alle violette, che mi ha regalato una cara amica al compleanno, insieme a un ricettario tutto sui biscotti dotato anche di stampini! In pratica ho sfruttato in toto il suo regalo (grazie Roby!!)!

QUesti biscottini sono dei piccoli morsi di paradiso, uno tira l'altro! La ricetta l'ho estrapolata in parte dal ricettario sopraccitato, ma essendo tutti biscotti dolci ho rimpiazzato degli ingredienti. Il risultato non è una frolla ovviamente, ma una specie di sfoglia leggera e saporitissima!Sarebbero perfetti come antipasto, ma non so per quale motivo a  me piace mangiarne almeno un paio dopo cena, al posto del canonico cioccolatino :)

Ho pensato a due diversi colori -e sapori- così ho diviso l'impasto in due. 


FIORELLINI AL PROFUMO DI CAPRINO E SAPORE DI VIOLETTE




Per circa 25 biscotti in tutto

Impasto chiaro:
80 g farina 00
80 g di caprino
30 g di margarina
½ tuorlo
un pizzico di sale
pepe nero
poca acqua
confettura di violette

Ho lasciato la margarina a temperatura ambienta per un’oretta, poi l’ho lavorata con il tuorlo e il caprino, ho salato leggermente e ho dato una grattatine di pepe. Ho versato la farina sulla spianatoia e ho versato il composto al centro. Ho lavorato per pochi minuti, aggiungendo qualche goccia d’acqua, poi ho avvolto nella pellicola e messo in frigorifero.

 



Impasto scuro:
60 g di farina 00
20 g di cacao (circa, diciamo che il totale delle polveri è 80g)
80 g di Filadelfia
un pizzico di sale
pepe bianco
½ tuorlo
poca acqua
confettura di violette

Stesso procedimento, con la sola accortezza di setacciare il cacao con la farina, per evitare i classici grumi!

Dopo un’oretta, ho steso entrambi gli impasti abbastanza sottili, poi ho coppato con la forma del fiorellino e alla metà ho praticato un foro al centro. Ai fiori “illesi” ho messo al centro mezzo cucchiaino di marmellata di violette, poi ho fatto sposare questi ultimi con i fiorellini “obliterati”… che gran bel matrimonio!
Ho infornato in forno caldo a 180° per circa 10-15 minuti, appena quelli bianchi iniziano a dorare un poco.

















Buonissimi quelli al cacao, superlativi quelli al caprino! 




 

domenica 27 marzo 2011

Ciambella vegan carote e cocco

è stata una settimana un po' strana, piena di imprevisti, alcuni piacevoli, altri purtroppo no. Papà è stato ricoverato qualche giorno all'ospedale perché le sue condizioni sono un po' peggiorate, anche se a vedersi sembra scoppiare di salute. Così ho fatto questa tortina leggera leggera e con pochissimi grassi, per tirare un po' su me e mia mamma, senza appesantirci le pance :)






CIAMBELLA COCCO E CAROTA


5 carote medie
3 vasetti farina bianca
1/2 vasetto di maizena
1/2 vasetto di olio di semi
2 vasetto di farina di cocco
1 vasetto di zucchero di canna grezzo
1 vasetto di yogurt intero bianco
una manciata di nocciole tostate e tritate molto fini
1 bustina di lievito
latte di soia qb
un pizzico di sale

farina di cocco
1 cucchiaio di malto di mais
1 cucchiaio di acqua calda


Mixare col minipimmer yogurt, zucchero e olio. A parte, grattugiare le carote e frullarle insieme a un po' di latte di soia, per ottenere una purea. Aggiungere al composto precedente le farine setacciate, il zale e il lievito. Io ho aggiunto anche della vanillina, perchè il mio non era un lievito vanigliato ma cremor tartaro. Unire le carote al composto e verificarne la consistenza, che deve essere molto morbida ma non tanto da poter essere versata. Oleare ed infarinare la tortiera a ciambella, versare il composto, livellare e infornare in forno caldo a 180° per almeno 40 minuti.  Fuori dal forno, quando è ancora calda, spennellare la superficie con del malto diluito in poca acqua e cospargere di cocco. 







martedì 22 marzo 2011

Zuppa di funghi, castagne e topinambur: l'ultima???

NAAAAAAAAAAAAAAAAAA!! 
Anche se la primavera è iniziata e il sole splende anche al nord finalmente, io e le mie zuppette perseveriamo, sempre e comunque!! Magari d'estate le chiamo "vellutate" e ce le mangiamo tiepide.. ma di fatto sembre pseudo-zuppe sono!

Ho provato per la prima volta a cucinare i topinambur, che mi hanno sempre incuriosito, ma che non sono tipici delle mie parti e non si trovano facilmente. Mi hanno piacevolmente stupito!! Da ignorantella, pensavo fossero come le patate, invece ho scoperto che né la consistenza nè tantomeno il sapore hanno a che fare con esse! Inoltre, crudi sono buonissimi in insalata! Decisamente promossi anche per il rapporto qualità/prezzo e d'ora in poi entreranno più spesso nel mio carrello della spesa! w i topinambur!





ZUPPA DI FUNGHI, CASTAGNE E TOPINAMBUR

250 g di topinambur
una decina di castagne secche fatte bollire nel brodo per rinvenirle
250 g di funghi misti (chiodini, ovuli, champignons...)
1 cucchiaio di farina
1/2 bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale
2 cucchiai di olio
2 spicchi d'aglio
rosmarino, alloro, timo
un pezzettino di peperoncino, pepe


Pulire bene la verdura, preparare un soffritto con olio, peperoncino e aglio e quando sfrigola saltarvi le verdure tagliate a tocchetti. Eliminare il peperoncino e l'aglio, aggiungere le altre spezie e versare la farina. Lasciar tostare per un paio di minuti, poi coprire con qualche mestolo di brodo, da aggiungere ogni volta quando asciuga.Le castagne le ho aggiunte a metà cottura, dopo circa 20 minuti, perché le avevo già fatte bollire in acqua calda ed erano già belle morbide. Dopo 45 minuti di cottura controllare la morbidezza delle verdure ed eliminare le foglie di alloro e i rametti di rosmarino, se non li avete sminuzzati. Nel mio caso non è stato necessario frullare una parte della zuppa, perchè era già molto cremosa grazie anche alla farina. Spegnere il fuoco e aggiungere sale e pepe a piacere.


martedì 15 marzo 2011

Premio e.. un antipasto a piramide!

Sono un po' in ritardo per ringraziarla,  ma spero che la mia carissima Giulia non me ne voglia! 
Rapidissimo aggiornamento e motivazioni: 

è trascorso il mio compleanno (grande 4 marzo, oh yeah) e ormai sono a un passo dal quarto di secolo!! Purtroppo quest'anno niente torta di compleanno.. in compenso ho cenato in un delizioso ristorante giapponese, ottimo rapporto qualità/prezzo e molto semplice, completamente privo di pacchianerie fusion e minimal design o ostregate del genere! 

poi mi sono presa i giorni di ferie che mi spettavano da Natale (era ora) e ne ho approfittato per andare qualche giorno a zonzo col mio bello-e-impossibile! Siamo stati in Valtellina, abbiamo preso il fantastico trenino rosso del Bernina e siamo scesi a visitare un'incantevole St. Moritz ghiaccio! Indescrivibile!

Comunque non mi sono scordata del premio che mi ha dedicato la bravissima cuochetta filosofeggiante! Un grosso abbraccio a Giulia
Questa volta ho scelto attentamente i 12 blogger cui passarlo. Nella lista ve ne sono alcuni cui sono affezionata da molto tempo e che continuano a stupirmi ogni giorno, ma per la maggior parte si tratta di nuove scoperte! Mi sembra giustissimo premiarli perchè hanno catturato la mia attenzione in modo prorompente, complimenti a tutti (perdonatemi se l'avete già ricevuto 3 o 4 volte!!).



Le regole del premio sono le seguenti:

  1. Scrivere un post per il premio (fatto)
  2. Ringraziare nel post chi ci ha premiati (fatto)
  3. Passare il premio a 12 altri bloggers (lo faccio a seguire)
  4. Dirlo ai premiati (lo faccio una volta pubblicato questo tomo di post)
I miei premiati sono


2) Titti de I monologhi
3) Max de Il blog di Max
4) Elisabetta di Cibo & Salute
5) Valentina di Cucina e Cantina
6) Isabella di Cotto al vapore
7) K di K-Kitchen
8) Benedetta de La nuez moscada
12) Barbara di Rossociliegia

..non potevo però lasciarvi senza nemmeno una ricettina superveloce, vi pare?!
Vi saluto con uno sfizioso antipasto, sbrigativo ma gustoso e coloratissimo


PIRAMIDI SFIZIOSE



per 4 persone:

1 barbabietola media
2 caprini freschi
4 olive verdi
pepe
pesto alla genovese
stuzzicadenti

Tagliare la barbabietola a fettine molto sottili, a partire dalla "punta" più stretta. In questo modo verranno dei dischi più piccoli e altri molto più grandi.
Lavorare il camprino fresco con una forchetta, aggiungere del pepe e spalmarlo sulle 4 fette più grandi. Sovrapporre con altrettante fette leggermente più piccole e continuare alternando gli strati. 
Terminate con i dischetti più piccoli, infilzate ogni oliva con uno stuzzicadenti e conficcateli perpendicolarmente nelle piramidine, finché potete affondare.
Dato che avevo del pesto avanzato, ne ho versat 1 cucchiaio su ogni piramide. In alternativa potete condire con olio extravergine oppure con un'emulsione di yogurt ed erbette. 

Potete anche usare un coppapasta e fare una sorta di millefoglie tonda o quadra, sicuramente sarà più gradevole da vedersi (io sono un po' sbrigativa :p ).




lunedì 7 marzo 2011

Contest: La pasta degli studenti




Trovo meraviglioso questo contest de IlPomodoroRosso !! Sarà bellissimo leggere le ricette degli altri e confrontare la propria storia universitaria con quella degli altri blogger, come un tuffo nella realtà di ciascuno di noi!

Purtroppo non ho vissuto l’esperienza della convivenza con altri studenti fuori sede, che credo sia una delle poche cose della vita che davvero ci forgiano e ci temprano il carattere.

Faccio solo una breve premessa: ho frequentato l’Università statale di Milano e, vivendo a 40 km prendevo il fantastico treno delle FS (stendiamo un velo assai pietoso sull’efficienza dei servizi..) e via, avanti e indietro 3-4 volte la settimana, fra libri, dispense, chiacchiere (ecco soprattutto quelle!!) mele e carotine spezzafame… così sono trascorsi magicamente, ma nemmeno troppo in fretta, 3 anni e mezzo. Se facessi un calcolo approssimativo probabilmente emergerebbe un dato inquietante: ho trascorso decisamente mooooolto più tempo su treno, metrò e tram piuttosto che nelle aule universitarie!! Non che fossi obbligata, ma credo che non abbia molto senso iscriversi all’università e poi studiare da soli a casa.. Inoltre la parte migliore è quella delle amicizie, credo! Non ho legato con tantissima gente, ma ho rinsaldato alcuni legami importantissimi per me! È proprio il caso di dirlo: pochi ma buoni!

Ma arriviamo al dunque: il pranzo dello studente
Ora, in considerazione del fatto che la mia sede (via Noto numero 9.. non mi manchi per niente!) era la più sfigata dell’intera Università Statale, e che si trovava praticamente più vicino a Pavia che alla “bela madunina”, pranzavo sempre là e, non esistendo di fatto nessuna mensa, mi portavo quella che noi chiamiamo “schiscetta” - attenzione, NON la michetta!! con “schiscia” indichiamo un qualsiasi pranzo al sacco, non necessariamente un panino, ed io di panini ne ho mangiati raramentissimamente! giuro sul Tram n.24, potesse deragliare (ed è già capitato!) XD
La mia schiscetta consisteva spesso in insalate o verdure cotte, gallette multicereali, polpa di frutta, dolcetto di conforto. E spezzo pure una lancia in favore della Tupperware e i produttori di contenitori ermetici :)


Le rare volte che si tornava presto a casina a mangiare, sicuramente non mi mettevo a cucinare lasagne e tagliatelle.. in genere tornavo col treno delle 14.30 ed ero in piedi dalle 6 di mattina… non ho mai avuto le unghie rovinate come in quel periodo!!
In questi casi, di solito mi preparavo il giorno prima della pasta, del riso o un altro cereale, già lessati e sconditi, così in quattr’e quattr’otto la facevo saltare in padella con qualcosa.
Sono sempre stata maniaca del mangiar bene, perciò mi ingegnavo a pensarle tutte pur di non ridurmi a mangiare panini!! E poi se non mangi carne devi avere molta più fantasia ;)
 
Invece questa ricetta mi ricorda proprio l’adolescenza e la compagnia degli amici, con quel clima di spensieratezza che ne deriva! In realtà mi sono ispirata a un patrocchio di una delle mie amiche più care di sempre, Ilaria, che mi ha iniziato a questo connubio fra TONNO e FILADELFIA. Solo a sentirlo pronunciare, viene da fare “ma bleah!!” .. ma dovete assaggiarlo!!! È una cosa golosissima e, soprattutto, non occorre saper cucinare per farlo, essendo praticamente un pastrugno, proprio un pasticcio! Di solito noi lo mangiavamo sul pancarrè, per essere ancora più sbrigative!! Comunque anche con la pasta è ottimo!
Ho ingentilito il piatto usando la pasta integrale e soprattutto Garofalo, che uso sempre (le Caserecce però sono le mie preferite, ma fanno poco studentello sprovveduto!) Quindi se dovessi rappresentare con un piatto queste esperienze giovanili, sicuramente sarebbe questo:




 
SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI GAROFALO 

CON TONNO, FILADELFIA E CIPOLLE


Ingredienti, che ogni studente dovrebbe avere in dispensa:

160 g di spaghetti integrali, ovviamente Garofalo
1 cipolla nel mio caso rossa, ma va bene anche bianca o dorata.. possibilmente senza protuberanze sospette
1 scatoletta di tonno (il cibo dei grandi uomini: dal cow boy, al soldato, allo studente di filosofia)
1 conf. di Filadelfia da 80g (in coppia con i grissini, grande alleato delle pause studio)
olio e peperoncino buoni (perché li porta la mamma)
origano del vicino
sale grosso economico in stock
qualche capperino desolato rimasto in un barattolo semi-vuoto in frigorifero


Tempo di preparazione: max 15 minuti

Mentre si scalda una pentola piena d’acqua, affettare una cipolla a rondelle non troppo sottili e farla soffriggere in padella con 2 cucchiai di olio e un pezzettino di peperoncino. Buttare la pasta dopo aver salato l’acqua bollente e bagnare con mezzo mestolo di acqua di cottura anche la cipolla, che nel frattempo avrà iniziato a sfrigolare. Quando le fettine saranno abbastanza morbide, aprire la scatoletta di tonno, farlo sgocciolare e sbriciolarlo con le mani in padella, con i capperini. Controllare la cottura della pasta. Quando è al dente, spegnere il fuoco della pentola, inserire della padella il Filadelfia a forchettate e scioglierlo, utilizzando ancora un po’ d’acqua della pasta, così farà un bel sughetto. Profumare con dell’origano e aggiungere la pasta scolata leggermente al dente. Saltare per qualche secondo e impiattare! 







Gli studenti sono esenti dalla decorazione del piatto e dall’utilizzo del mestolo per fare il nido di pasta.. la fame è troppa!