martedì 15 marzo 2011

Premio e.. un antipasto a piramide!

Sono un po' in ritardo per ringraziarla,  ma spero che la mia carissima Giulia non me ne voglia! 
Rapidissimo aggiornamento e motivazioni: 

è trascorso il mio compleanno (grande 4 marzo, oh yeah) e ormai sono a un passo dal quarto di secolo!! Purtroppo quest'anno niente torta di compleanno.. in compenso ho cenato in un delizioso ristorante giapponese, ottimo rapporto qualità/prezzo e molto semplice, completamente privo di pacchianerie fusion e minimal design o ostregate del genere! 

poi mi sono presa i giorni di ferie che mi spettavano da Natale (era ora) e ne ho approfittato per andare qualche giorno a zonzo col mio bello-e-impossibile! Siamo stati in Valtellina, abbiamo preso il fantastico trenino rosso del Bernina e siamo scesi a visitare un'incantevole St. Moritz ghiaccio! Indescrivibile!

Comunque non mi sono scordata del premio che mi ha dedicato la bravissima cuochetta filosofeggiante! Un grosso abbraccio a Giulia
Questa volta ho scelto attentamente i 12 blogger cui passarlo. Nella lista ve ne sono alcuni cui sono affezionata da molto tempo e che continuano a stupirmi ogni giorno, ma per la maggior parte si tratta di nuove scoperte! Mi sembra giustissimo premiarli perchè hanno catturato la mia attenzione in modo prorompente, complimenti a tutti (perdonatemi se l'avete già ricevuto 3 o 4 volte!!).



Le regole del premio sono le seguenti:

  1. Scrivere un post per il premio (fatto)
  2. Ringraziare nel post chi ci ha premiati (fatto)
  3. Passare il premio a 12 altri bloggers (lo faccio a seguire)
  4. Dirlo ai premiati (lo faccio una volta pubblicato questo tomo di post)
I miei premiati sono


2) Titti de I monologhi
3) Max de Il blog di Max
4) Elisabetta di Cibo & Salute
5) Valentina di Cucina e Cantina
6) Isabella di Cotto al vapore
7) K di K-Kitchen
8) Benedetta de La nuez moscada
12) Barbara di Rossociliegia

..non potevo però lasciarvi senza nemmeno una ricettina superveloce, vi pare?!
Vi saluto con uno sfizioso antipasto, sbrigativo ma gustoso e coloratissimo


PIRAMIDI SFIZIOSE



per 4 persone:

1 barbabietola media
2 caprini freschi
4 olive verdi
pepe
pesto alla genovese
stuzzicadenti

Tagliare la barbabietola a fettine molto sottili, a partire dalla "punta" più stretta. In questo modo verranno dei dischi più piccoli e altri molto più grandi.
Lavorare il camprino fresco con una forchetta, aggiungere del pepe e spalmarlo sulle 4 fette più grandi. Sovrapporre con altrettante fette leggermente più piccole e continuare alternando gli strati. 
Terminate con i dischetti più piccoli, infilzate ogni oliva con uno stuzzicadenti e conficcateli perpendicolarmente nelle piramidine, finché potete affondare.
Dato che avevo del pesto avanzato, ne ho versat 1 cucchiaio su ogni piramide. In alternativa potete condire con olio extravergine oppure con un'emulsione di yogurt ed erbette. 

Potete anche usare un coppapasta e fare una sorta di millefoglie tonda o quadra, sicuramente sarà più gradevole da vedersi (io sono un po' sbrigativa :p ).




lunedì 7 marzo 2011

Contest: La pasta degli studenti




Trovo meraviglioso questo contest de IlPomodoroRosso !! Sarà bellissimo leggere le ricette degli altri e confrontare la propria storia universitaria con quella degli altri blogger, come un tuffo nella realtà di ciascuno di noi!

Purtroppo non ho vissuto l’esperienza della convivenza con altri studenti fuori sede, che credo sia una delle poche cose della vita che davvero ci forgiano e ci temprano il carattere.

Faccio solo una breve premessa: ho frequentato l’Università statale di Milano e, vivendo a 40 km prendevo il fantastico treno delle FS (stendiamo un velo assai pietoso sull’efficienza dei servizi..) e via, avanti e indietro 3-4 volte la settimana, fra libri, dispense, chiacchiere (ecco soprattutto quelle!!) mele e carotine spezzafame… così sono trascorsi magicamente, ma nemmeno troppo in fretta, 3 anni e mezzo. Se facessi un calcolo approssimativo probabilmente emergerebbe un dato inquietante: ho trascorso decisamente mooooolto più tempo su treno, metrò e tram piuttosto che nelle aule universitarie!! Non che fossi obbligata, ma credo che non abbia molto senso iscriversi all’università e poi studiare da soli a casa.. Inoltre la parte migliore è quella delle amicizie, credo! Non ho legato con tantissima gente, ma ho rinsaldato alcuni legami importantissimi per me! È proprio il caso di dirlo: pochi ma buoni!

Ma arriviamo al dunque: il pranzo dello studente
Ora, in considerazione del fatto che la mia sede (via Noto numero 9.. non mi manchi per niente!) era la più sfigata dell’intera Università Statale, e che si trovava praticamente più vicino a Pavia che alla “bela madunina”, pranzavo sempre là e, non esistendo di fatto nessuna mensa, mi portavo quella che noi chiamiamo “schiscetta” - attenzione, NON la michetta!! con “schiscia” indichiamo un qualsiasi pranzo al sacco, non necessariamente un panino, ed io di panini ne ho mangiati raramentissimamente! giuro sul Tram n.24, potesse deragliare (ed è già capitato!) XD
La mia schiscetta consisteva spesso in insalate o verdure cotte, gallette multicereali, polpa di frutta, dolcetto di conforto. E spezzo pure una lancia in favore della Tupperware e i produttori di contenitori ermetici :)


Le rare volte che si tornava presto a casina a mangiare, sicuramente non mi mettevo a cucinare lasagne e tagliatelle.. in genere tornavo col treno delle 14.30 ed ero in piedi dalle 6 di mattina… non ho mai avuto le unghie rovinate come in quel periodo!!
In questi casi, di solito mi preparavo il giorno prima della pasta, del riso o un altro cereale, già lessati e sconditi, così in quattr’e quattr’otto la facevo saltare in padella con qualcosa.
Sono sempre stata maniaca del mangiar bene, perciò mi ingegnavo a pensarle tutte pur di non ridurmi a mangiare panini!! E poi se non mangi carne devi avere molta più fantasia ;)
 
Invece questa ricetta mi ricorda proprio l’adolescenza e la compagnia degli amici, con quel clima di spensieratezza che ne deriva! In realtà mi sono ispirata a un patrocchio di una delle mie amiche più care di sempre, Ilaria, che mi ha iniziato a questo connubio fra TONNO e FILADELFIA. Solo a sentirlo pronunciare, viene da fare “ma bleah!!” .. ma dovete assaggiarlo!!! È una cosa golosissima e, soprattutto, non occorre saper cucinare per farlo, essendo praticamente un pastrugno, proprio un pasticcio! Di solito noi lo mangiavamo sul pancarrè, per essere ancora più sbrigative!! Comunque anche con la pasta è ottimo!
Ho ingentilito il piatto usando la pasta integrale e soprattutto Garofalo, che uso sempre (le Caserecce però sono le mie preferite, ma fanno poco studentello sprovveduto!) Quindi se dovessi rappresentare con un piatto queste esperienze giovanili, sicuramente sarebbe questo:




 
SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI GAROFALO 

CON TONNO, FILADELFIA E CIPOLLE


Ingredienti, che ogni studente dovrebbe avere in dispensa:

160 g di spaghetti integrali, ovviamente Garofalo
1 cipolla nel mio caso rossa, ma va bene anche bianca o dorata.. possibilmente senza protuberanze sospette
1 scatoletta di tonno (il cibo dei grandi uomini: dal cow boy, al soldato, allo studente di filosofia)
1 conf. di Filadelfia da 80g (in coppia con i grissini, grande alleato delle pause studio)
olio e peperoncino buoni (perché li porta la mamma)
origano del vicino
sale grosso economico in stock
qualche capperino desolato rimasto in un barattolo semi-vuoto in frigorifero


Tempo di preparazione: max 15 minuti

Mentre si scalda una pentola piena d’acqua, affettare una cipolla a rondelle non troppo sottili e farla soffriggere in padella con 2 cucchiai di olio e un pezzettino di peperoncino. Buttare la pasta dopo aver salato l’acqua bollente e bagnare con mezzo mestolo di acqua di cottura anche la cipolla, che nel frattempo avrà iniziato a sfrigolare. Quando le fettine saranno abbastanza morbide, aprire la scatoletta di tonno, farlo sgocciolare e sbriciolarlo con le mani in padella, con i capperini. Controllare la cottura della pasta. Quando è al dente, spegnere il fuoco della pentola, inserire della padella il Filadelfia a forchettate e scioglierlo, utilizzando ancora un po’ d’acqua della pasta, così farà un bel sughetto. Profumare con dell’origano e aggiungere la pasta scolata leggermente al dente. Saltare per qualche secondo e impiattare! 







Gli studenti sono esenti dalla decorazione del piatto e dall’utilizzo del mestolo per fare il nido di pasta.. la fame è troppa!




mercoledì 2 marzo 2011

Zuppa speziata di carote e finocchi con pesto di mandorle e yogurt

Non potevo non partecipare a un contest, dal momento che l'argomento è la ZUPPA!!!!
neanche a farlo apposta, ho preparato questa zuppetta ieri sera e oggi ho scoperto il contest di Minù. è una zuppa leggerissima, senza un filo di condimento e praticamente senza sale!
Finché vivo con loro, ci penso io a tenere a bada il colesterolo cattivissimo di mamma e papà.. poi chissà!



ZUPPA SPEZIATA DI CAROTE E FINOCCHI
CON PESTO DI MANDORLE E YOGURT



Ingredienti della zuppa per circa 3 persone:

3 carote medie
1 grosso finocchio
3 mestoli di brodo leggero vegetale opp. acqua leggermente salata
1 spicchio d'aglio
cumino, zenzero e cannella (in totale 1 cucchiaino)

Per il pesto:
una manciata di mandorle pelate
2 cucchiai di yogurt magro al naturale
2 cucchiai di olio d'oliva
pepe
prezzemolo fresco

Bocconcini di pane raffermo o tostato e olio extravergine (facoltativo) per guarnire


Tuffare nel brodo le verdure lavate e tagliate. Quando bolle inserire anche le spezie in polvere. Se non sono polverizzate, fate un mazzetto legandole con uno spago o inserirle in una bustina tipo filtro, in modo da rimuoverle prima di mixare il tutto. Lasciar cuocere con coperchio per almeno 15 minuti. Quando le verdure sono molto morbide, frullare il tutto. Lasciare sul fuoco ancora qualche minuto senza coperchio, per ottenere la densità desiderata (occhio agli schizzi!), nel frattempo preparare un rapido pesto tritando finemente le mandorle pelate non tostate (io le ho lasciate 2 minuti nell'acqua bollente per rimuovere la pelle) e frullandole pochi secondi con lo yogurt, il pepe e l'olio. Profumare con prezzemolo fresco tritato.
Impiattare in scodelle calde, inserire in ognuna un cucchiaino di pesto di mandorle e yogurt e cospargere con il pane tostato caldo.
Volendo ci sta anche un filo d'olio a crudo, ma vi assicuro che la zuppa è già profumatissima, vi scalderà per bene in una di queste serate gelide!





Con questa zuppa partecipo al contest di Minù:


lunedì 28 febbraio 2011

Gnocchi di avena e farro su vellutata di porri

Ho comprato il latte di avena in offerta. Era la prima volta che lo compravo, io uso sempre quello dell'alpro soya perchè lo adoro, ma sono iper-mega-curiosa e così ogni tanto ne compro uno diverso. Finora l'unico che non mi ha entusiasmato è quello di riso, non mi piace molto il suo sapore al naturale, comunque secondo me dipende moltissimo anche dalle marche.

Fatto sta che ho usato questo latte di avena in tutti i modi possibili in questi giorni: al naturale, con l'orzo, al cacao, nelle crèpes, nei dolci e anche in questi gnocchi, per i quali ho usato anche i fiocchi d'avena (altro alimento d i v i n o e versatilissimo, secondo il mio modesto palato!).



GNOCCHI DI AVENA E FARRO
SU VELLUTATA DI PORRI


Per gli gnocchi (3 porzioni circa):

250 g di fiocchi di avena
latte di avena
farina di farro q.b.
semi di cumino
un pizzico di sale


Per il condimento:

1 porro verde
1/2 bicchiere di latte di avena
1 cucchaiio di fieno greco
1 cucchiaio di olio d'oliva
sale e pepe a piacere
pomodori secchi e ricotta salata per guarnire


Lasciare qualche ora in ammollo i fiocchi nel latte, tenendo conto del fatto che lo assorbiranno, quindi abbondare col latte. Strizzare i fiocchi se necessario (il latte rimasto è riutilizzabile per la vellutata) e impastare con la farina di farro, ma senza esagerare con la quantità, l'impasto resta comunque "colloso" per la presenza dell'avena. Aggiungere il cumino e poco sale. Formare i classici gnocchi.
Lasciare su un ripiano infarinato mentre si prepara la vellutata.
Stufare i porri tagliani a rondelle sottili in un filo d'olio e poca acqua, per qualche minuto a fuoco vivace. Quando si saranno ammorbiditi a sufficienza, trasferire in un contenitore, aggiungere il latte e frullare, mentre si versa l'olio. Aggiustare di sale e pepe.
Far bollire l'acqua per lessare gli gnocchi, intanto scaldare i piatti da portata e versare la vellutata calda. Impiattare gli gnocchi, grattugiare la ricotta salata e guardire con pomodori secchi tagliati sottili.

Buona settimana!!



P.S.


Questi sono i Biscotti della buonanotte di Marzia, che mi sono piaciuti proprio da matti e ci tenevo a farglielo sapere!! Alcuni sono stati spennellati con del miele e cosparsi di semi di sesamo, ottimi anche al naturale pucciati in un bel tazzone di latte (anche di AVENA :)))
Grazie Marziuccia!!

venerdì 25 febbraio 2011

Quante cose con l'okara! Stavolta un secondo e un dolce

Martedì scorso è stata la giornata del TOFU. Ogni tot mesi mi prendo un giorno da dedicare al tofu fatto in casa, fra pentole, garze e colini! Mi preparo una bella scorta che poi congelo. Di conseguenza, produco una quantità esagerata di okara.. che fare? Ovviamente, gettarla è un peccato mortale!! Potete leggere tutte le sue belle qualità (ha addirittura più calcio del tofu!) in questo pdf da cui prendo sempre spunto.

Sono soddisfatta per essere finalmente riuscita a trovare un buonissimo abbinamento dolce per l'okara: il cocco. Si sa, l'okara ha un sapore impossibile da camuffare, sono sempre fagioli di soia crudi.. Il trucco forse sta proprio nell'evitare di coprirlo, usando troppi ingredienti e aromi tutti insieme, e concentrarsi piuttosto su che cosa possa sposarsi bene con essa.


Per entrambe le ricette non ho le dosi esatte, ho usato circa 400 g di okara in tutto, un po' di più per la torta!



POLPETTINE DI OKARA, BROCCOLI E OLIVE NERE







okara (circa 150 g)
broccoletti verdi cotti a vapore
olive nere denocciolate
2 cucchiai di tofu al naturale
pane raffermo rinvenuto in poco brodo o latte di soia
aglio
origano
pangrattato


Mixare il pane ben strizzato con l'okara e il tofu, che mi è servito da legante.
schiacchiare i broccoli lessati (o a vapore) con una forchetta e unire all'impasto. Tritare finissimo l'aglio (quanto vi piace), sminuzzare le olive e aggiungere all'impasto con l'origano. Aggiustare di sale (le olive erano così salate, che l'impasto non ha avuto bisogno di altro sale). Formare delle palline con le mani umide, passarle nel pangrattato (il mio era mooolto grossolano :) abbiate pazienza, ho usato una grattuggia!) e disporle su una pirofila rivestita con carta forno. Infornare a 200° per una ventina di minuti, oppure friggere in abbondante olio.





TORTA DI OKARA AL COCCO E NOCCIOLE






okara (circa 300 g)
2 cucchiai di farina integrale
1 tazza di latte di soia
1 tazza di farina di cocco
2 belle manciate di nocciole tostate e tritate finemente
2/3 della tazza di zucchero di canna
3 cucchiai di olio
pangrattato
1 bustina di cremor tartaro


assicurarsi che l'okara sia frullata molto fine, altrimenti mixare di nuovo. Aggiungere le "polveri", lo zucchero, il lievito e bagnare col latte di soia (regolarsi sulla quantità, il composto deve essere molto molle ma non liquido). Mescolare bene. Oleare la tortiera, cospargere il fondo con un po' di farina di cocco mista a pangrattato. Infornare per almeno 40 minuti a 170°.





lunedì 21 febbraio 2011

Ciambelline al vino con farina di saraceno

La merenda!!! è un momento di relax, di pausa, di fantasia (e certo! devi pur scegliere con ponderazione consa mangiare!)... eppure non la faccio quasi mai! Ho perso l'abitudine già credo alla scuola media, in prima superiore sicuramente non la facevo già più, forse perché pranzavo molto tardi e mi limitavo a bere del té verso le 18. Poi all'università in 3 anni e mezzo avrò trangugiato mille mila litri di té e tisane (sarebbe stato bello contarli!), ma rarissimamente mi veniva voglia di inzupparci qualcosa.. il té mi piace nature, perché sono un po' viziatella in questo campo e bevo solo quello molto buono e profumato (il mio preferito è il té indiano di Nilgiri).

Comunque, occasionalmente mi salta il birlo di accompagnare il canonico tazzone (quasi un vaso direi!) di té con qualcosa di buono.. ancora meglio se autoprodotto. Perciò questo momento è così eccezionalmente godurioso per me!

Quando ho iniziato a cucinare e pasticciare ho scoperto le ciambelline al vino bianco e le rifaccio spesso, questa volta però ho mixato la farina 00 con quella di grano saraceno.. il risultato è molto diverso dalle classiche ciambelline, ma buonissimo! Trovo il grano saraceno naturalmente dolce, un sapore unico e inconfondibile.. Ultimamente ho scoperto che in effetti il grano saraceno (apriti cielo!!) non è un cereale e, anzi, ha una marcia in più! Se avete voglia di farvi una cultuira sull'argomento, leggete qui sul buon vecchio wikipedia.
Buona merenda a tutti :)







CIAMBELLINE AL VINO CON FARINA DI GRANO SARACENO



150 g di farina 00
100 g di farina di grano saraceno
50 g di maizena
1 cucchiaio di bicarbonato
1 tazzina da caffé di olio di semi
1 tazzina e 1/2 di vino bianco secco (prosecco)
1 tazzina di zucchero di canna
1 pizzico di sale
semi di anice (se piacciono)


setacciare insieme le farine, il sale e il bicarbonato. Aggiungere i semi di anice. Fare una fontana sul piano di lavoro , creare il classico buco e iniziare a versare lo zucchero, l'olio e poi il vino. Se risultasse troppo asciutto aggiungere del vino, ma l'impasto deve essere piuttosto duro. Impastare per 10 minuti, poi formare dei salsicciotti dello spessore di un dito circa e tagliarli ogni 10 cm circa. Formare le ciambelline, senza premere troppo per chiuderle. passarle solo da un lato nello zucchero semolato e poi disporle a pancia in su su una placca da forno coperto di carta da forno. Cuocere a 180° per circa 15 minuti, quando iniziano a colorarsi togliere dal forno, ci mettono pochissimo a bruciacchiare!

lunedì 14 febbraio 2011

Zuppa delle 3 P: Porri, Pane e Pistacchi


prima o poi farò un contest di questo tipo: sceglieremo una lettera dell'alfabeto e ci impegneremo a usare principalmente ingredienti il cui nome inizia con quella lettera!! eheh sarebbe carino, ma mi segno l'idea e la archivio per un futuro.

Intanto beccatevi questa zuppa sostanziosa e golosa, che mi è servita per smaltire un po' di avanzi :)


ZUPPA DI PORRI, PANE E PISTACCHI

1 porro bianco
1 bicchiere di latte di soia
acqua q.b.
1/3 di sedano rapa
qualche fetta di pane in cassetta raffermo
sale, pepe
1 bacello di cardamomo
olio
un goccio di vino bianco
una manciata di pistacchi


Fare un soffritto con le verdure, sfumare col vino bianco e versare un paio di bicchieri di acqua calda. Aggiungere anche il pane, salare e lasciare cuocere almeno 10 minuti. Versare il latte e, se asciuga troppo, ancora dell'acqua calda. Quando le verdure sono molto morbide, frullare tutto. Aggiustare di sale. Versare nelle scodelline, cospargere con pistacchi tostati e tritati grossolanamente, pepare e servire con del pane tostato.