venerdì 11 febbraio 2011

Risotto allo zafferano con salsa alla liquirizia

Finalmente ho trovato il momento giusto per questo risotto!! Volevo farlo da mesi, precisamente da quando, incredula e al settimo cielo, ho trovato la tanto vagheggiata polvere di liquirizia, alla fiera dell'artigianato (Milano, 8 dicembre!). Ho rimuginato tutto questo tempo ai modi possibili per impiegarla al meglio - visto soprattutto il costo, non proprio modico nonostante l'abbia acquistata in fiera direttamente dai produttori.
Oltre agli abbinamenti dolci che devo anoora mettere in atto, non avevo dubbi riguardo a quelli salati: liquirizia e zafferano in primis! Poi ho pensato ad altre coe, ma chissà come, mi vengono in mente solo "cose gialle", come le patate, la curcuma, i peperoni gialli, la polenta.. qualcuno sa spiegarmi questa cosa?! Accetto altri suggerimenti!!
Per i dolci vado abbastanza sicura: cioccolato bianco, caffé, cioccolato fondente, vaniglia, cocco.. poi deciderò le modalità (anche in questo caso, accetto suggerimenti!).


Di certo vi posso dire che andate sul sicuro con questo risotto! è veramente goloso!! Non è una di quelle cose arzigogolate e un po' francesi mega-elaborate, che costano un sacco di soldi ma che poi si fa fatica a mandare giù e viene da fare la "pallina" in bocca (mi viene in mente una tartare di tonno con una specie di salsa alcolica ai frutti di bosco che ho provato anni fa, una vera schifezza che di poetico aveva solo il nome!!!!)! è piaciuto anche al papà, che in famiglia è il meno aperto alle sperimentazioni.
Unica raccomandazione: non esagerate con la salsa, è sufficiente "sporcare" il piatto, perché risulta quasi balsamica in bocca e non deve essere predominante sul risotto!


RISOTTO GIALLO CON SALSA ALLA LIQUIRIZIA


Per il risotto:
300 g di riso per risotti, quello cui siete più affezionati
1 cipolla dorata
1/2 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale salato (sedano, carota e cipolla)
olio extravergine d'oliva
1 noce di burro (avevo solo margarina, a casa mia il burro è taboo!)
grana grattugiato q.b.
1 cucchiaino di zafferano in stimmi (o in bustina) da lasciare in ammollo in 2 cucchiai di brodo bollente


Per la salsa alla liquirizia (ne è bastata per 4 piatti):
1 cucchiaio di polvere di liquirizia
2 cucchiai di aceto alle more (oppure alle mele)
1 cucchiaio scarso di farina 00
sale
acqua



Preparare il risotto come si è abituati. Io faccio il soffritto con l'olio, tosto il riso, sfumo col vino, cucino normalmente con poco brodo alla volta e poi manteco con del formaggino (solo in questo caso sono tradizionalista e uso burro/margarina e parmigiano).
A metà cottura versare lo zafferano (io non lo filtro), e continuare con il brodo fino a cottura ultimata. Mantecare a fornello spento.

La salsa è rapidissima da fare: miscelare la farina, la liquirizia, il sale e l'aceto. allungare con poca acqua per rendere la miscela fluida. Mettere sul fuoco per addensare, senza cuocere. Non ho nemmeno preso in considerazione la panna, trovo che una salsa con la panna non vada bene con un risotto, che di per sè ha già un che di cremoso. Una volta pronta decorare il piatto già caldo, prima di impiattare il risotto, perché se non è rovente guai!!




lunedì 7 febbraio 2011

Crostata di di farro, mandorle e pesche

UUh quanti arretrati da postare!! e il tempo tiranno che combatte contro le mie forze sempre più esigue :(
Vabeh, opto per questa tortina che ho fatto per ultima, proprio ieri, per uno dei tanti aperitivi musicali a casa della mia insegnante di canto.
chissà com'è che a una certa ora finisco sempre mezza sbronza a cantare cavolate con gli altri amici canterini! Saremmo proprio da filmare mentre ci cimentiamo in duetti e terzetti campati per aria, tentando una dignitosa mise en scène che inevitabilmente risulta una cosa tremenda :) Però ci divertiamo come pazzi e soprattutto mangiamo e beviamo ciò che ci va di portare, preparato con le nostre manine!






Per l'occasione ho portato questa crostata, perché non ho avuto tempo di fare la spesa e quindi ho radunato sul tavolo tuuuutti i miei pacchetti e pacchettini per fare i dolci e... puff! dopo un'oretta usciva dal forno questa crostatona-bomba.. più da colazione che da fine serata, ma almeno serve ad assorbire un po' di alcoli in eccesso :)

Mi scuso per la foto, ma questo è tutto quello che sono riuscita a racimolare dal banchetto!


CROSTATA DI FARRO, MANDORLE E PESCHE*


(le dosi sono per una crostata grande e corposa)

Per la frolla senza burro:
200 g farina integrale di farro
200 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito per dolci
la buccia grattugiata di mezzo limone bio
2 tuorli
150 g di zucchero (bianco e di canna misto)
10 cucchiai di olio di semi
1/2 vasetto di yogurt
poco latte
Per la farcia di mandorle:
150 g di mandorle tostate (a me piacciono con la buccia)
100 g di zucchero semolato
qualche goccia di succo di limone
1 albume e 1/2

Per la copertura:
marmellata di pesche *

Preparare la frolla all'olio (il latte serve nel caso risultasse troppo asciutta) e lasciarla riposare in frigo per mezzora.
Intanto tostare le mandorle, farle freddare e poi frullarle con un robot o un macinacaffè. Personalmente le preferisco con la buccia e tritate grossolanamente, o meglio, fini ma non a farina, perchè mi piace da matti sgranocchiarle, mentre detesto l'effetto "marzapane". Però ammetto che per ingentilire la torta e renderla un po' più elegante, possa essere utile usare mandorle spellate e tritarle molto fini. a voi la scelta. In seguito unire lo zucchero e a parte sbattere leggermente l'albume con un pizzico di sale e il succo del limone. poi unire al composto di mandorle, che assorbirà tutto il liquido e diventerà pastoso (con questo impasto si possono fare degli ottimi biscottini se vi piace la pasta di mandorle).
Accendere il forno a 180°, stendere in uno stampo la frolla fredda di frigo, bucherellarla e spalmare il composto di mandorle.
Distribuire uniformemente il composto sulla superficie, poi ricoprire con uno strato più sottile di marmellata. Con gli scarti della frolla preparare le decorazioni per la superficie.
Infornare per circa 30 minuti, controllando che la frolla non imbrunisca.






* Consiglio di provare la marmellata di arance invece di quella di pesche, possibilmente arance amare, perché contrasta il dolce dello strato mandorloso e secondo me va a nozze con le mandorle!

sabato 22 gennaio 2011

Pane raffermo a bidoni?? Non mi fai paura!

Ecco, a volte succede che i vicini di casa ci portano kg e kg di pane, quando magari il nostro freezer è già pieno perché siamo andati ieri a fare la scorta (1 volta al mese andiamo in un paese un po' lontano dove fanno un pane integrale divino con germe di grano). Una ci porta gli avanzi del ristorante (non avete idea di quanto pane si avanzi.. unbelievable!), un paio che fanno il pane secondo la propria tradizione (sono tutti stranieri), io che la domenica lo porto a casa dal lavoro.. e qui si accumulano pagnotte su pagnotte!

Stavolta invece della torta paesana ho provato una variante con una coppia vincente: pere e caffé! Un nuovo matrimonio che mi ha fatto scoprire mia zia a Natale, con la sua conserva di pere al caffé.

Come piatto unico, invece, ho ripreso una ricetta de La spiga di grano che mi aveva stuzzicato assai, con le dovute varianti ;) In pratica ho fatto una variante della variante!! Massì, la cucina è bella perché è fantasia, gioco, azzardo... e chi più ne ha più ne metta!


PITTA PUGLIESE CON PANE RAFFERMO

Per l'impasto:
150 g di pane raffermo (possibilmente di grano duro)
400 g di patate cotte al micro
brodo vegetale o acqua leggermente salata

Per la farcia:
2 cipolle grosse
50 g di tonno al naturale
250 g passata di pomodoro
capperi dissalati
olive
Sale, pepe, peperoncino, origano, olio


Lasciare in ammollo il pane raffermo nel brodo o nell'acqua per qualche ora.

Preparare la farcia facendo un soffritto con olio, peperoncino, cipolla. Lasciare stufare per 5 minuti aggiungendo un po' di acqua o di brodo, poi aggiungere gli altri ingredienti, tranne il tonno e lasciare inssaporire. In ultimo aggiungere il tonno e lasciare freddare.
Quando il pane si sarà così ammorbidito da spappolarsi, strizzare e aggiungerlo alle patate precedentemente cotte e schiacciate. Amalgamare bene il tutto. Passare l'olio e il pangrattato su una teglia e schiacciare sul fondo metà dell'impasto (freddo).
Distribuire uniformemente la farcia e ricoprire con l'impasto restante di patate e pane, sigillando i bordi. Spennellare olio e pangrattato e infornare a 200° finché non si formerà la crosticina.






TORTA DI PANE VARIEGATA
ALLE PERE E CAFFE


250 g pane raffermo integrale
1/2 l di succo e polpa di pera (quello bio della coop oppure buono è quello della pago)
1/2 cucchiaino di cannella
2 tazzine di caffé ristretto
2 cucchiaini di caffé da sciogliere in acqua calda
250 ml di latte scremato
2 cucchiai di zucchero
100 g di cioccolato fondente/ gocce di cioccolato
1 uovo
1 cucchiaino di cremor tartaro
pangrattato e olio per ungere


Bisogna fare due impasti: in una ciotola lasciare in ammollo la metà del pane nel succo di pera, a parte lasciare il pane con il latte, il caffé ristretto e quello in polvere. Le quantità non sono precise, io sono andata ad occhio, può darsi che dobbiate aggiungere o togliere un po' di liquidi! Dopo qualche ora, aggiungere lo zucchero solo all'impasto al caffé (il succo è già molto dolce di solito). Sbattere un uovo e dividerlo a metà fra le due ciotole, poi frullare il tutto separatamente. Se fossero troppo asciutti aggiungere latte o succo, in caso contrario aggiungere del pangrattato o della farina integrale.
Dividere il cremor tartaro a metà fra i 2 composti, che dovranno essere molto umidi ma "spalmabili", non liquidi. Tritare il cioccolato e inserirlo solo nell'impasto alle pere. Oleare uno stampo, cospargerlo di pangrattato e iniziare a inserire i due impasti a cucchiaiate, alternandoli. spalmare bene per livellare la superficie e infornare a 200° per almeno 45 minuti, deve formarsi una bella crosta importante sulla superficie! Non vale la prova stecchino, perché la torta di latte rimane belle umida :)


venerdì 14 gennaio 2011

Crema di finocchi con crostini di panettone

è un po' troppo tempo che non pubblico una delle mie adorate zuppette mi pare :)))
è risaputo il fatto che la sottoscritta sia fanatica di minestrine, pappette, zuppe, pastine etc. Soprattutto mi paice abbinarle a qualche bel crostino di pane abbrustolito (quasi carbonizzato a dire la verità!!). In questo caso però mi sono ricordata dell'ultimo pezzo di panettone che temporeggiava solo soletto nella dispensa in attesa che a tutti noi passasse il rigetto post-festività per i dolci natalizi. Così è un bel modo di impiegarlo, soprattutto perché coi finocchi si sposa bennissimo! Io l'ho provato anche come bruschetta, accompagnato da puntarelle e caprino.. una delizia!!! Questa crema è una variante della vellutata che ho cucinato non molto tempo fa.. è che a casa mia d'inverno i finocchi si mangiano tutti i giorni e il frigo ne è sempre pieno! possono mancare latte, uova, formaggi, cipolle... ma i finocchi e le barbabietole MAI!

ovviamente il connubio con questi crostini speciali NON può valere per il suo cuginetto veneto Pandoro. Mi spiace ma non c'è storia: il "Pan di Tony" vince e stravince 1000 - 0 contro quel concentrato di burro e zucchero stucchevolissimo!! Fin da piccola ero l'unica della mia classe a preferire il panettone, proprio perché pieno zeppo di uvette e canditi, e anche a casa mia divoravo tutti quelli che mia sorella scartava, mangiandosi solo la pasta.. ma come si faaa?!?! dico io....

beh, comunque sia, ecco cos'ho architettato questa volta:






CREMA DI FINOCCHI CON CROSTINI DI PANETTONE

2 finocchi interi
1 piccola cipolla
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di semola di grano duro
1 cucchiaino di sale
1/2 bicchiere di spumante dolce
acqua/brodo vegetale
panettone avanzato


scaldare un tegame di ghisa, fare un soffritto con l'olio e le cipolle per 2 minuti. Aggiungere i finocchi tagliati in piccoli pezzi, sfumare con il vino. Aggiungere il brodo (circa 2 bicchieri scarsi per 3 persone) e lasciare cuocere almeno 15 minuti. Quando i finocchi saranno morbidi abbastanza, frullare. Aggiustare di sale, aggiungere la semola e lasciar addensare ancora 5- 10 minuti. Nel frattempo scaldare una padella e far tostare le fette di panettone (oppure al forno, ancora più buone!).
Impiattare la crema e servire con i crostini caldi.

mercoledì 5 gennaio 2011

Torta di grano saraceno e cachi

Per inaugurare questo 2011 vi propongo una torta che, come al solito, ho fatto a caso :p ...però stavolta posso dire senza modestia che ho proprio azzeccato, perchè è squisita!





..ma andiamo con ordine.

Questo nuovo anno si prospetta assai ricco di novità ed esperienze che - contrariamente a quanto si potrebbe pensare a giudicare dalla mia scarsa voglia di festeggiare - ho molta voglia di intraprendere! Per citarne una, il nuovo gruppo vocale: cantiamo insieme da pochissimo, da quando a malincuore ho lasciato i miei ex compagni coristi; ma abbiamo già programmato insieme la tabella di marcia per procedere a tutta birra, concerti e vacanze compresi!

Poi c'è il nuovo contratto al lavoro, che mi rende più responsabile, mi dà un piacevole senso di sicurezza, anche se mi limita parecchio, rispetto alla - fortunatamente- conclusa vita da studente!

In tutto ciò, continuerò a spadellare e inventare ricette su misura per me e la mia famiglia.. e, probabilmente fra non moltissimissimo tempo, anche per il mio Deghi! - forse sono un pelino troppo ottimista, ma meglio così! Anticipo solo che teniamo gli occhi aperti sulle case in zona, ma è una questione ancora top secret ;)

Ed ora veniamo alla prima ricetta dell'anno! Una torta che ho preparato per la cena del mio gruppo, che purtroppo non ha avuto luogo a causa di malanni stagionali.. uff! ..pocomale, me ne sono mangiata una fettona proprio stamattina e ne sono rimasta estasiata! Ultimamente basta proprio poco per illuminarmi la giornata, speriamo sia di buon auspicio :)







TORTA DI GRANO SARACENO E CACHI


250 g farina di grano saraceno
100 g farina di semola di grano duro
50 g di fecola di patate
10 g di nocciole tritate fini
una manciata di semi di girasole interi
80 g di zucchero semolato
1 bustina di lievito
500 g di cachi maturi
2-3 cucchiai di olio
un pizzico di sale
2 cucchiai di grappa al mirtillo
olio e pangrattato per lo stampo



Gli ingredienti sno tanti ma vedrete che è semplicissima!
I cachi in grandi quantità nei dolci permettono di omettere le uova, dato che la loro consistenza vischiosa è molto simile a quella degli albumi e permette di ottenere un dolce morbido che non secca. Casomai resta più "gnucco", cioè più compatto delle classiche torte della nonna, ma per chi è abituato alle torte vegan o con pochi grassi non sarà una novità ;)

Pesare mezzo kg di polpa di cachi maturi (gli ultimi ormai!) e frullarli insieme all'olio, al sale e alla grappa. A parte miscelare le farine con il lievito, aggiungere lo zucchero, le nocciole tritate e i semi di girasole. In ultimo versare nell'impasto liquido e mescolare bene. Se necessario aggiungere dell'acqua o del succo di mela, ma l'impasto non deve risultare fluido come quello dei muffins.
Cuocere in forno caldo ventilato a 180° per 40-45 minuti, controllando che la superficie non diventi troppo scura. Vale la prova stecchino.

Quando la torta è ancora calda, preparare una miscela con 2 cucchiai di malto di grano e 2 cucchiai di acqua calda, per spennellare la superficie che in questo modo rimarrà bella lucida!


Ottima a colazione, perché molto energetica e per nulla pesante!


lunedì 20 dicembre 2010

Voglia di semplicità: crostata di farro e albicocche

Dopo un periodo di silenzio relativamente lungo, ho un po' di tempo da dedicare al mio amato blog e alla lettura delle vostre meravigliose ricette, in gran parte natalizie.

Purtroppo sono assorbita dal lavoro, in pausa pranzo ho sempre 1000 cose cui pensare in casa, la sera sono stanchissima e ultimamente ho sempre concerti, prove, cene con amici e conoscenti (di cui fra l'altro farei volentieri a meno, ma si sa: è obbligatorio nella nostra società vedersi assolutamente prima di natale o dell'ultimo dell'anno, perché ciò significa volersi bene... poi se per tutto l'anno non ci si ricorda più nemmeno di chiedere "come stai?" non fa nulla, perché a Natale ci siamo visti!! ...).

Il risultato è che vedo poco chi vorrei vedere di più e mi dedico pochissimo alla cucina, tranne i frugali pasti quotidiani miei e di mio papà. Giuro che non ho mai fatto la pastasciutta così tanto come in quest'ultimo mese!! Ogni volta che apro la dispensa, mi si stringe il cuore a vedere tutti quei sacchettini a metà di ceci secchi, grano saraceno, riso thai, fagioli di soia... ma ahimè, la fretta è una brutta bestiaccia!! ..così a malincuore richiudo dicendomi "forse fra qualche giorno, quando avrò più tempo...". Io poi che non concepisco il "boccone e via"! Perfino a colazione mi alzo presto per prepararmi qualcosa di serio..


Ho tanta voglia di casa, di atmosfera natalizia, di intimità... in un parola: di semplicità!
E non c'è niente di meglio, secondo me, di una bella crostata di marmellata per allegorizzare questo concetto.. ovviamente con le dovute rivisitazioni :)

CROSTATA DI FARRO E ALBICOCCHE

Per la frolla all'olio (ad occhio):

200 g farina integrale di farro
50 g di farina di mais fioretto
2 cucchiai di fecola
1 cucchiaino di bicarbonato
scorza d'arancia grattuggiata
7-8 cucchiai di olio extravergine d'oliva
80 g di zucchero di canna
acqua q.b. per impastare
un pizzico di sale

Per la farcia:
1 vasetto di confettura extra di albicocche Luxardo

Preparare la pastafrolla all'olio miscelando le polveri, bagnandole con l'olio mentre si lavora bene con le dita. Poi si aggiunge acqua (volento anche del latte) appena appena per impastare la frolla. Lasciar riposare coperta con pellicola in frigo per almeno mezzora.
Accendere il forno a 180°. Stendere la pasta e tenerla dello spessore di circa 5-8 mm, foderare una tortiera in silicone e ritagliare l'avanzo per farne le classiche striscioline. Stendere un generoso strato di confettura (è buonissima, mi fa impazzire!) e fdistribuire le striscioline. Infornare per circa 30 minuti, controllando che non imbrunisca troppo.
Non può non tirarvi su il morale, in qualunque momento :)



Credo proprio che questo sarà l'ultimo post dell'anno, visto come vanno le cose da queste parti, perciò colgo l'occasione, senzza troppi fronzoli, per augurare a tutti i bloggers:


PASSATE DELLE BUONE FESTE
in armonia e
in semplicità!


mercoledì 1 dicembre 2010

Crocchette di zucca e pistacchi con i cornflakes

Un Paese stracolmo di rifiuti tossici e puzzolenti??
Studenti costretti sui tetti???
Operai costretti a vivere su torrette??
Governanti incapaci, egoisti e criminali??
Manifestazioni in tutte le città d'Italia??
Sempre meno soldi in bustapaga???
Sempre peggiori i sonni degli Italiani???





... nessun commento. Solo, cuciniamoci su...







CROCCHETTE DI ZUCCA E PISTACCHI
CON I CORNFLAKES


250 g zucca cotta a vapore e schiacciata
1 patata media
125 g pistacchi sgusciati e tostati
150 g tofu
pangrattato
2 manciate di cornflakes (io avevo fiocchi di mais e riso)
1 albume
sale, pepe

Cuocere la patata al microonde alla massima potenza per circa 10 minuti, avvolta dalla pellicola. Una volta cotta, pelarla e schiacciarla insieme alla zucca. Sbriciolare il tofu al naturale, unirlo al composto e frullare il tutto. Aggiustare di sale e pepe. Aggiungere anche il pangrattato quanto basta per formare un composto più sodo.
Tritare grossolanamente i pistacchi, pestare i cornflakes e mescolarli.
Bagnare i palmi delle mani e formare delle palline con il composto, passarle nell'albume e poi nei pistacchi con cornflakes. Disporre su una placca ricoperta di carta da forno e infornare a 200° per circa 15 minuti. Il risultato è a dir poco meraviglioso!

quello che ci vuole per tirarci su: teniamoci occupati e consoliamoci con qualche buon boccone.







Baci a tutti!