domenica 8 novembre 2009

Crostata di mele e mandorle di Adriano

Per i diritti di tutti i freebloggers e contro gli abusi dei loro contenuti, che a volte sono così appetitosi da far dimenticare a chi le utilizza di citare almeno la fonte. Mettiamola così, per non essere troppo cattivi..
Spero solo, per Adriano e per tutti coloro che sono stati plagiati, che le nostre voci scontente siano giunte a destinazione.
VERGOGNA!
CROSTATA DI MELE E MANDORLE DI ADRIANO


Ingredienti:

400gr pasta frolla
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti)
80gr di zucchero
4 cucchiai di amaretto di saronno
succo di mezzo limone
poca cannella in polvere.


massa di mandorle:

120gr uova intere
60gr zucchero
50gr farina di mandorle
15gr farina di mais fioretto
15gr fecola
un pizzico di sale
estratto di mandorle
una manciata di mandorle a lamelle
sciroppo di zucchero
marmellata di albicocche


Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.Foderare uno stampo da 26cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso)Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.In forno a 170° per ca. 20 minuti.All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.




Pubblicato da Adriano il 23 settembre 2007.

venerdì 6 novembre 2009

Gnocchi di zucca al pesto di cavolo nero

Se non fosse così buio ed uggioso, l'autunno sarebbe una stagione magnifica, coloratissima e con frutta e verdura da leccarsi i baffi!
"Ai morti", come si suol dire, si fa il solito giro dei parenti.. io però mi ritengo fortunata, dato che i miei zii (e ne ho veramente tanti) sono per la maggior parte agricoltori e ci forniscono frutta e verdura a volontà, oltre a quelle che produciamo noi nel nostro orticello. Infatti il cavolo nero è orgogliosamente nostro :), mentre la zucca è di uno dei miei zii e le noci del pesto sono state raccolte da noi nel bosco vicino al terreno dove abbiamo l'orto, dove troviamo di tutto: d'estate lamponi, more e fragoline, d'autunno funghi, noci, nocciole, castagne...

Adoro i prodotti della terra!!!!!





Gnocchi di zucca al pesto di cavolo nero



Per il pesto:

circa 100 g di cavolo nero sbollentato e ben strizzato
3-4 gherigli di noci
1 cucchiaio di pecorino grattuggiato
olio
sale
2 cucchiai di acqua di cottura del cavolo nero



Per gli gnocchi:


300 g circa di zucca (pesata con buccia e semi)
1 patata medio-piccola
farina 00 q.b.
poco sale





Preparare il pesto frullando tutti gli ingredienti e aggiungendo in ultimo, se serve, 2 cucchiai di acqua di cottura se risultasse troppo denso. Stavolta non ho messo l'agio perchè credo che il cavolo nero abbia un sapore troppo delicato e forse l'aglio l'avrebbe coperto, comunque ci andrebbe.

Preparare la zucca tagliandola a cubetti e cuocere in padella antiaderente con un mestolo d'acqua calda con coperchio. Dopo circa 15 minuti togliere il coperchio, alzare il fuoco e far evaporare tutta l'acqua in eccesso. Rimarrà sempre un po' bagnata, ma tenete presente che questi gnocchi li ho preparati a quenelles col cucchiaio, non verrà mai un impasto solido da poter tagliare.
Lessare una patata (io la faccio cuocere al microonde alla massima potenza per 2-3 minuti, viene perfetta e asciuttissima), schiacciarla e metterla in una terrina. Aggiungere la zucca ridotta in poltiglia e asciugata in padella, un pizzico di sale e la farina q.b. a cucchiai, mescolando bene a ogni cucchiaio aggiunto. Mi raccomando che l'impasto alla fine non sappia solo di farina, deve mantenere un colorino arancione!
Far bollire dell'acqua salata in una pentola, con il composto formare delle quenelles con 2 cucchiai e farle cadere direttamente in acqua. Una volta salite a galla sono pronte. Servire nei piatti caldi con uno specchio di pesto sul fondo.








Suggerimento:

i semi della zucca non vanno certo buttati!! io li ho fatti tostare e li ho usati per arricchire una semplice insalata mista che ho mangiato per secondo ;)

lunedì 2 novembre 2009

Per Alda Merini

Oggi niente post di cucina.
Voglio lasciare un piccolo segno di gratitudine a una poetessa, una donna. L'orizzonte del mondo femminile è sconfinato ed inconoscibile, come l'amore. Alda ha saputo però descriverne i colori, con un velo di tristezza e rassegnazione, consapevole dell'inafferrabile.



Addio.






Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
Alda Merini da "La Terra Santa" 1989



venerdì 30 ottobre 2009

Quando fa freddo.. zuppa del cavolo e orzotto con carote e cedro

Inizio subito ringraziando ancora tantissimo Giulia - che non dimentica mai di citare la fonte delle sue reinvenzioni - per l'altro premio che ha deciso di darmi, sono commossa per cotanta bontà!!!!










Prendo la traduzione da lei, che conosce così bene le lingue straniere :)



Esseri invisibili, ma che danno amore, danno compagnia, ci prestano attenzione, parlano da dentro il proprio cuore. Sono grato per il sostegno, perché ci sei alla mia finestra e fai del mio un giorno di più.




Dedico dunque a Giulia e ai suoi acutissimi post le due ricette che seguono, proprio giuste per l'autunno/inverno, anche se ancora così freddo non fa in effetti.. Comunque visto che la mamma se la viaggia in giro per l'Italia, a me non resta che cucinare! E andiamo:



ZUPPA DEL CAVOLO


Ingredienti:
1/4 di un grosso cavolo cappuccio
1/2 l di brodo vegetale o acqua
2 patate medio-grandi
mezza carota tritata
mezza cipolla tritata
2 cucchiai di olio
sale
cumino e pepe
semi di lino e pane ai cereali tostato

Soffriggere nell'olio la cipolla e la carota tritate per qualche minuto, poi aggiungere il cavolo tagliato a listarelle e le patate a cubetti. Far insaporire un minuto, aggiungere i semi di cumino e poi coprire con brodo o acqua. Tenerne sempre un po' da parte nel caso la zuppa asciughi troppo. Lasciare cuocere con coperchio per almeno mezzora. Quando le patate saranno morbidissime, frullare il tutto col minipimmer, continuare la cottura per 5 minuti a fuoco lento aggiustando di sale e pepe. Servire con pane tostato e semi di lino.





ORZOTTO CON CAROTE E CEDRO



Ingredienti:
2 manciate di orzo
1 l di brodo vegetale
1/2 bicchiere di vino bianco
1 carota grattuggiata
1/4 di cedro spremuto
1/4 di cedro tagliato fine
scorza di cedro grattuggiata
(olio extravergine per mantecare)
Un'altra preparazione con il cedro (enorme) che viene dalla Palestina. Lo stiamo per esaurire, fra pochi giorni ce la faremo!
Far tostare l'orzo in una pentola antiaderente senza olio né cipolla. Aggiungere il vino bianco e far evaporare. Coprire col brodo vegetale mescolando di tanto in tanto, aggiungendo brodo ogni volta che si asciuga. Nel frattempo spremere il 1/4 di cedro, grattuggiarne la buccia (non troppa, altrimenti risulta amaro) e tagliare l'altro 1/4 eliminando tutte le bucce, anche quelle trasparenti. Dopo 10 minuti di cottura dell'orzo inserire le carote grattuggiate e continuare la cottura per altri 10 minuti circa. Inserire anche il cedro a pezzettini e far cuocere altri 10 minuti. In ultimo aggiungere il succo di cedro. Continuare la cottura aggiungendo sempre il brodo finché l'orzo non sarà cotto (circa 40 minuti in tutto). A fuoco spento mantecare con 2 cucchiai di olio extravergine, altrimenti è ottimo al naturale, senza grassi aggiunti, garantisco!

domenica 25 ottobre 2009

La colazione della domenica: Muffin ricotta e miele di datteri



Nonostante il cambio dell'ora, resto sempre una mattiniera, non ce la faccio proprio ad approfittare dell' "ora in più".. uff! Comunque non mi sono alzata all'alba per fare questi mini-muffin, li ho preparati ieri con calma e serenità :)
I dolci abbondano in casa mia da un paio di settimane.. cioè, abbondano più del solito (di certo non mancano mai), forse perché con questo mal di gola che mi impedisce di cantare da più di 2 settimane, mi coccolo con il cibo. Per ora la bilancia non ne risente, ma faccio anche tanta cyclette per fortuna.


Due parole sugli ingredienti usati per la ricetta: la ricotta l'ho acquistata freschissima in un negozio di alimenti pugliesi, era ancora immersa nel suo liquido, come una mozzarella. Resta molto bagnata anche scolandola ben bene, quindi non occorrono molti "liquidi" aggiuntivi per i muffin.


Il miele di datteri invece è una golosità che mia mamma ha acquistato in Palestina nel suo ultimo viaggio e credo che non ci sia altro modo per procurarselo purtroppo.


è veramente ottimo se vi piacciono i sapori intensi, il colore è molto scuro con riflessi violacei (lo stesso di quello dei datteri, ma quelli veri grossi come susine, non quelli dei cesti di natale) ma a differenza del miele di castagno è dolcissimo, senza retrogusto amarognolo. Fra l'altro ho già utilizzato i datteri (perchè ha portato a casa anche quelli!!) in varie macedonie e anche per il cous cous insieme alle verdure, di cui purtroppo non ho una foto.



Passiamo ora ai muffin! Per questo impasto ho usato 12 stampini da mini-muffin in silicone, più due grandi in alluminio:

  • 90 g farina di mais fioretto fine

  • 70 g di farina 00

  • 1 cucchiaio di maizena sciolto in acqua

  • 250 g di ricotta freschissima

  • 25 g olio di semi

  • 1/2 bustina di lievito

  • 50 g di zucchero (se vi piace molto dolce usatene di più)

  • miele di datteri q.b. per il ripieno (o miele di castagno)

  • succo di mela q.b.

  • cannella

  • sale

Scolare bene la ricotta e lavorarla con lo zucchero, la maizena sciolta in acqua con un pizzico di cannella e l'olio. Setacciare bene le due farine con il lievito e inserirle nell'impasto mescolando rapidamente per non formare grumi. Aggiungere un pizzico di sale e allungare col succo di mela per ottenere un composto più liscio.

Accendere il forno a 180° mentre si riempiono i pirottini, oleati ed infarinati nel caso non fossero di silicone. Riempirli fino a metà. inserire un cucchiaino di miele di datteri e ricoprire con l'impasto.


Infornare i pirottini finché non saranno ben dorati e lievitati (circa 20 minuti se sono molto piccoli).



Sono ottimi per la colazione, la ricotta si sente molto e scoprire il ripieno mi riporta un po' alla colazione della domenica da bambina, quando il papà la mattina presto comprava le brioche alla marmellata per me e mia sorella, ed io lasciavo sempre per ultimo il boccone con il ripieno!






















E con questa raccolta partecipo alla raccolta di Stefania di Buoni e veloci!




Una dolce domenica a tutti!

lunedì 19 ottobre 2009

Mezzelune delicate in salsa di cedro e "festa del cioccolato"

Domenica è stata una giornata un po' diversa dal solito, perché il mio moroso è venuto a pranzo e poi siamo andati insieme alla tanto attesa FESTA DEL CIOCCOLATO di Merate!!!! Inutile dire che era proprio il mio mondo ideale, come una favola: bancarelle per tutto il paese, scultori di cioccolato, distributori di cioccolata calda, scuole alberghiere che dispensano assaggi, liquore al cioccolato, polenta e cioccolato, artisti (quasi maghi!) del mestiere... E dopo aver assaggiato un cioccolatino di qua, un sorso di cioccolata di là, un pezzo di torta esageratamente alta (tipo quelle americane con tripla farcitura e glassa spessa 3 cm), un bigné... - oh cacchio, ma quante cose ho mangiato!?!? - abbiamo ceduto agli acquisti più sfiziosi che abbia mai fatto:









... e non è finita qui, perché mi sono quasi mangiata le mani per non aver preso neanche un assaggino di quelli zenzero&lime, fragole&balsamico, strudel di mele, pere&nocciole...... neanche mi ricordo quanti ce ne fossero :( Il prossimo anno mi ricorderò di risparmiare i soldi per questo fantastico giorno, perchè ovviamente essendo artigianali costicchiano anche un bel po'. Essendo così pochi mi sono imposta di mangiarne uno al giorno, soprattutto perché poi so che mi strafogo e non capisco neanche più i sapori!



E passiamo invece al pranzo di mezzogiorno (già perchè non è che sono arrivata alla festa del cioccolato a stomaco vuoto XD). Quando viene Diego mi piace sempre creare qualcosa di nuovo per sentire che cosa ne pensa delle mie creazioni "light", se sono davvero così insulse come ritengono tutti i componenti della sua famiglia (di origine veneta e brianzola.. olllé!), che mi ritengono una schizzinosa che non vuole ingrassare.. non capiscono la mia filosofia!!

Questo è il primo che ho creato in base a quello che ho trovato nella dispensa: l'ho chiamate "mezzelune delicate" perché "ravioli ripieni di mandorle e broccoli" sarebbe stato troppo lungo! Li ho accompagnati con una salsina al cedro, regalino della mamma che è appena tornata dalla Palestina con un sacco di prodotti che non esiterò ad usare!

Ingredienti per circa 20 ravioli:

80 g di farina di riso

80 g di farina 00

acqua q.b.

2 piccoli broccoli verdi

2 generose manciate di mandorle (meglio se già sgusciate, io non le avevo)

sale, pepe

Per la salsa:

200 ml panna di soia

spremuta di 1/3 di cedro (era enorme!) e scorza grattuggiata

sale e pepe

Iniziamo con la pasta: semplice impasto delle 2 farine con acqua, facendo attenzione affinché non resti troppo appiccicosa, altrimenti i ravioli si disfano. Dopo averla lavorata per qualche minuto, lasciarla riposare.

Per il ripieno: sbollentare le cime dei broccoli in acqua salata finchè saranno morbidi, poi schiacciarli con la forchetta. Se avete le mandorle pelate basterà tritarle abbastanza fini e aggiungerle ai broccoli, altrimenti sbollentatele per pochi minuti, eliminate la pelle (verrà via in un lampo) e tritatele.

Stendere la pasta e ricavare dei dischi con il bicchiere, poi farcirli con un cucchiaino di composto, bagnare il bordo e richiuderli. Bstano 3-4 minuti di cottura in acqua salata.

La salsa è semplicissima: scaldare la panna di soia in un pentolino, aggiungere spremuta e scorza, salare e pepare. Consiglio di abbondare col pepe, è una punta di "piccantino" perfetta, altrimenti il piatto risulta fin troppo delicato.

Impiattare i ravioli e irrorare con la salsa.

Et voilà:


venerdì 16 ottobre 2009

Tortina saracena al profumo di tiglio


Sono dolcemente creativa in questi giorni! Però ho già in mente di fare qualcosa di salato oggi o domani, che posterò prossimamente (se mi riesce!).

Io adoro la tisana al tiglio, così come il miele di tiglio, e mi sono sempre chiesta come usarlo per i dolci, anche se alla fine in effetti rimane solo il profumo, l'aroma, non tanto il sapore. Ma noi ci accontentiamo, vero :) ?? Poi ci ho messo i mirtilli rossi, che hanno un buon saporino e un bel colore bordeaux che spicca sul grigetto del grano saraceno - perchè l'occhio vuole la sua parte!


Ingredienti per 2 tortine del diametro di 15 cm circa:

60 g di farina di grano saraceno
40 g di farina di manitoba
1 cucchiaino di lievito
1 piccolo uovo
3 cucchiaini di tiglio essiccato o in bustina
1 cucchiaio di miele di tiglio
1/2 tazza di acqua
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di semi
mirtilli rossi per dolci ammollati in acqua calda


Fare la tisana di tiglio nella mezza tazza di acqua, dolcificarla col miele di tiglio e lasciarla intiepidire.
Setacciare le farine col lievito e mescolare con l'olio, lo zucchero e l'uovo leggermente sbattuto. Inserire la tisana a poco a poco, fino ad ottenere un composto liscio che "scriva". Inserire i 2/3 dei mirtilli rossi e mescolare un po'. Oleare ed infarinare due stampini per tortine e riempirli quasi fino all'orlo con il composto. Aggiungere in superficie al centro i mirtilli rimasti ed infornare a 180° per 20-25 minuti (controllare con lo stecchino).




P.S. Prometto che il prossimo post sarà SALATO!!