martedì 13 ottobre 2009

Crostata vegan di castagne e caffé





Che amore per le castagne e i frutti dell'autunno! ...certo che lo dico ad ogni inizio stagione! Mi piace quando inizia la nuova stagione perchè cambiano completamente gli ingredienti, una ventata di novità in cucina :)


Avrei voluto chiamare questo dolce con un nome più poetico, tipo "sinfonia di marroni", dato che è tutta tutta marrone, ma in effetti quello è: una crostata. Purtroppo non ho fatto foto decenti, l'ho fatta la sera e l'abbiamo mangiata subito.. la luce artificiale, bah! Comunque l'accostamento castagne-caffé è davvero ottimo, dà quasi l'impressione di riscaldare pancia e cuore :)



Ingredienti:

Per la base
200 g di farina semintegrale
3-4 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaio di maizena
3 cucchiai di zucchero
1 tazzina di caffé raffreddato e un poco allungato con acqua
un pizzico di vanillina (facoltativo)
un pizzico di sale

Per la crema di castagne
400 g di castagne
400 ml di latte di soia
3 cucchiai di zucchero
1 mela golden
mezza tazzina di caffé


Preparare la base della crostata mescolando l'olio alla farina setacciata con la maizena, lo zucchero, la vanillina e il sale. Bagnare piano con il caffé allungato, facendo attenzione che il composto resti solido. Lavorare sulla spianatoia e lasciare riposare.

Sbucciare le castagne è un lavoro certosino, io le faccio prima bollire in acqua incise, le spelo ancora calde e poi le faccia cuocere ancora col latte e lo zucchero. Quando saranno morbide ed il latte sarà assorbito quasi del tutto aggiungere il caffé e la mela grattuggiata o a pezzettini. Lasciare ammorbidire la mela qualche minuto e frullare il tutto.
Lasciare raffreddare un poco mentre si stende la pasta e la si pone in una teglia ricoperta di carta da forno. Spalmare la crema sulla superficie senza aver paura che sia troppa, poi in forno si asciuga e si assottiglia.
Infornare a 180° per circa 40 minuti, controllando che la pasta sia cotta.
Lasciar raffreddare e spolverare con del cacao la superficie. Ecco fatto!




(la metto solo per darvi un'idea, anche se non sarebbe degna di comparire in un blog!)

domenica 4 ottobre 2009

meme e premio!

Sono esaltata, ho ricevuto il mio primo premio!!!!!!!!!!! Ormai entro nei bloggers 3 o 4 volte al dì, sono bloggers-dipendente, non ne posso fare a meno! Innanzitutto ringrazio Giulia di cuore, spero che inizieremo a scambiarci consigli, ricette e pareri anche su molto altro, perché è una ragazza estremamente interessante e con gusti molto vicini ai miei (ho sbirciato i tuoi films, libri e musica preferiti).

Inoltre mi ha girato un giochino, che faccio con piacere, lo trovo utilissimo, soprattutto per chi come me è nuovo del mondo dei blogger: si devono scrivere 10 cose su di sè che gli altri non conoscono ancora, senza limitarsi al mondo della cucina, e passarlo ad altre 10 persone.
Io lo passo a: La spiga di grano, Buoni e Veloci, Rosmarina, Piccolemagievegan, L'ape felice, Due broccole in cucina, Cotto al vapore, Deliziando, K-Kitchen, Il gatto gobbo.

1. Studio storia dell'arte a Milano (anche se avrei voluto fare restauro in accademia, ma non ho fatto il liceo artistico) e in teoria dovrei essere in dirittura d'arrivo.. cioè mi manca qualche esamuccio (robe da 9 e 12 cfu..) e altre rogne burocratiche, ma sto perdendo le speranze che riuscirò a laurearmi entro aprile. Da piccolissima volevo fare la pittrice, l'interesse per l'arte è sempre stata una costante, quindi dopo la maturità è stata una scelta quasi "obbligata" per me. Ora avrei tanto voluto fare la scuola alberghiera :(((

2. Canto praticamente da sempre, ufficialmente da 9 anni in una scuola di canto corale (CRC) dove ho acquisito le abilità per cantare in un gruppo vocale a cappella pop e jazz: gli Zero in condotta. Per chi non masticasse l'argomento, cantiamo senza strumennti musicali, le armonie sono fatte dalle nostre voci. Canto anche in un coro femminile più tradizionale, dove facciamo musica d'autore, dal rinascimento ad oggi. Ho suonato pianoforte per 4 anni e strimpello la chitarra, ma il canto è decisamente la mia passione. Ah, sono diplomata in teoria e solfeggio al conservatorio di milano.

3. Sono timida, per questo forse mi affido molto alle telecomunicazioni, dove non c'è contatto diretto con l'altra persona. Secondo una mia personale interpretazione psicologica, in attesa di essere psicanalizzata XD, sono insicura ed indecisa fin da piccola, perché non ero a mio agio con me stessa, con il mio corpo (ero cicciotta). Ancora oggi temo qualsiasi tipo di confronto con le persone. Inserisci link
4. Ho fatto karate per 6 anni, dalla II elementare perché mia mamma mi aveva iscritto al corso di nuoto ed io avevo il terrore dell'acqua. Ovviamente non ho scelto né ginnastica artistica né danza classica come le mie amiche, dato che ero un tantino in sovrappeso. Ero piuttosto bravina, sono arrivata alla cintura marrone e non potevo fare l'esame per la nera perchè ero troppo piccola. Poi però ho iniziato a studiare musica ed ho abbandonato.

5. Sfizi goduriosi: lo yogurt col miele, la cremina dentro i biscotti o la fetta al latte, la fresella bagnata con pomodoro fresco, olio e origano, i pomodori con cetrioli conditi solo con olio e basilico, le zuppe d'inverno, la polenta con il cioccolato lasciato fondere, il formaggio con la marmellata di cipolle rosse, la marinara con acciughe, olive e capperi..

6. Sono un'eterna golosona. Da piccola non ruscivo a rinunciare proprio a nulla (si parla di dolci), poi ne soffrivo constatando che non ero esattamente nelle condizioni di esagerare col cibo. Ora mi so controllare, anche se preferisco rinunciare al pasto e farmi una fetta di torta, piuttosto che non macngiarla del tutto. La mia prima passione in cucina, seppur banale,è il cioccolato fondente. Non mi piacciono invece i dolci pieni di panna montata e crema, il ciocccolato bianco, lo zucchero filato e le caramelle che sanno troppo di caramelle (cioè di sostanze chimiche).

7. Ho iniziato ad interessarmi alla cucina "salutista" qualche anno fa, ma la pratico regolarmente da un anno e mezzo, dopo l'operazione di bypass di mio padre, perché dopo ovviamente è stato obbligato a una dieta povera di colesterolo, anche se la mia golosità non è niente in confronto alla sua e sgarra ogni volta che può.

8. Non ho imparato a cucinare dalla nonna, l'ultima se n'è andata quando avevo 9 anni e l'altra non l'ho mai conosciuta. Molte cose le ho imparate dalla mamma, soprattutto come cucinare la verdura, ma per la cucina light ho fatto tutto da me, spulciando i vostri blog ed avvicinandomi alla cultura vegana.

9. Fin da piccola all'asilo ricordo che buttavo la bistecca intera sotto al tavolo per non mangiarla. Il mio odio per la carne rossa è proprio innato, mentre il rifiuto per gli altri tipi di carne è più recente. Pollo, coniglio e prosciutto cotto li ho sempre mangiati, ma poi ho avuto come una rivelazione: oggi è possibilissimo lasciare in pace gli animali, perchè si può vivere, e anche meglio, senza la carne! Se poi pensiamo che gente come Aristotele, Tiziano, Van Gogh, Voltaire, Mahler, Leonardo Da Vinci e Margherita Hack hanno fatto questa scelta.. beh c'è da riflettere.. purtroppo non ho ancora avuto il coraggio di rinunciare al pesce!

10. I miei miti sono: Wolfgang Amadeus Mozart, Leonardo, Maria Callas, Niki de Sainte Phalle, Marina Abramovic, Paul Klee, Charlie Chaplin, Alfred Hitchcock, A. G. Inarritu, Pier Paolo Pasolini..


Ed ora passiamo al PREMIO:Inserisci link
I 10 blog che ho scelto non sono certo i soli ad esserne degni, ma sono quelli che mi assomigliano di più in fatto di gusti. Grazie ancora!
Inserisci link
è stata dura, e adesso in bocca al lupo ;)

mercoledì 30 settembre 2009

Ciambella choconut con albumi

Chiedo subito scusa per la foto, ma quando mi sono ricordata di farla la torta era già stata divorata per metà, quindi ormai sarebbe stata una "ferro di cavallo choconut" più che una ciambella.

Ho la fortuna di avere 4 grandi noccioli in giardino che ci regalano ogni anno ceste su ceste di noccioline proprio buone, le uso molto sia nei dolci che nelle insalate con frutta secca. Il consiglio è quello di tostarle sempre, sono più saporite. Inoltre non avendo usato latticini, nemmeno per imburrare lo stampo, è molto adatta per le intolleranze da lattosio, comunque povera di colesterolo ma molto nutriente grazie alle nocciole. Insomma, proprio giusta per il babbo, che soffre di ipercolesterosi ma che la mattina ha bisogno di energie perché fa 1 ora di footing.. in gamba a 62 anni, eh?!


Ingredienti:


160 g di farina (1/2 di integrale e 1/2 "00")

150 g cioccolato fondente

4 albumi

150 g zucchero

120 g acqua

1 bustina lievito

2 manciate di nocciole (se volete tostate)


Tritare il cioccolato fondente e le nocciole separatamente. Mettere il cioccolato in una terrina con gli albumi e sbattere con lo sbattitore elettrico, ma senza montare. In un'altra terrina setacciare la farina con il lievito e aggiungere lo zucchero e le nocciole. Incorporare l'impasto di albumi e aggiungere l'acqua piano, sempre mescolando, fermandosi quando il composto risulterà liscio e omogeneo, non troppo liquido. Oleare ed infarinare uno stampo da ciambella (mi piace di più del semplice stampo circolare), inserire il composto, livellare ed infornare a 180° per circa 45 minuti. Vale la prova stecchetto!



sabato 26 settembre 2009

Zuppa di aglio e mandorle

In parte amo l'autunno, perché è proprio la stagione della colazione con una tazzona di orzo bollente, della merenda con té biscotti e delle prime zuppette calde. Diciamo che dopo tutti i pasti freddi estivi, uno ha anche voglia di riscaldarsi lo stomco (e il cuore XD) con qualcosa di caldo.
L'altra sera ho elaborato questa ottima zuppa (modestamente!), tanto buona che mia mamma, scettica com'è di solito nei confronti delle mie ricette stravaganti, si è leccata i baffi!

Zuppa di aglio e mandorle
(x circa 3 persone)

1 patata grossa
750 ml d'acqua circa
4 spicchi d'aglio pelati
2 manciate di mandorle con la buccia (o senza)
sale grosso
pepe e prezzemolo tritato

Innanzitutto lessare la patata in acqua bollente salata. A metà cottura circa, aggiungete l'aglio e le mandorle con (o senza) la buccia. io ho fatto così: metà delle mandorle le ho lasciate con la buccia che ha tanta buona fibra (questa darà un colorino marroncino alla zuppa, che altrimenti sarebbe bianca immacolata), l'altra metà l'ho tolta dall'acqua quando le mandorle erano già borbide, perché la buccia viene via molto facilmente.
Quanto tutto è ben cotto, frullare col minipimer fino ad ottenere la consistenza tipica della zuppa, né troppo densa né troppo liquida. Eventualmente usate meno acqua per lessare e poi aggiungetene dopo se serve. Pepare e servire nei piatti con del prezzemolo tritato e, consiglio vivamente, dell'ottimo pane integrale tostato!



Ottima anche per chi non ama l'aglio, perché quando viene cotto perde completamente quell'odore pungente (che poi provoca alitosi) e resta un saporino delicato, proprio come quella delizia dell'aglio sott'olio.

La zuppa di aglio e mandorle esiste già, devo averla letta in qualche sito sulla cucina tradizionale regionale, ma mi pare che si usasse la mollica di pane al posto della patata, e che poi si servisse con sopra un uovo à la coque. Personalmente non amo questi accostamenti (e nemmeno le uova), mentre la patata è la regina delle zuppe, grazie al suo amido naturale!

venerdì 25 settembre 2009

2 primi: NORD vs SUD



Oggi sono proprio nervosa: ho fatto un esame scritto da schifo e le persone mi fanno arrabbiare.. Ho bisogno di farmi una dose di Bloggers di cucina!! Intanto vi scrivo due ricette che ho fatto in settimana e che sono state molto apprezzate in casa: gli gnocchi di polenta e delle farfalle "sicule", ecco perché NORD vs SUD. Intendiamoci: io sono di discendenza nordica pura, mai nessuno potrebbe dire il contrario (ho la pelle bianca, le lentiggini, gli occhi azzurri e i capelli rossi), ma i miei gusti culinari si orientano decisamente verso il profondo sud!! Sono un bell'ossimoro! Tuttavia in me sono radicati sapori che non potrò mai rinnegare, essendo cresciuta in casa con la nonna da piccola, e ovviamente la polenta è uno di questi. Degli altri sapori della memoria parlerò in un post più lirico e strapplacrime ;)



Eccovi le due ricette, iniziando da NORD:


GNOCCHI DI POLENTA AL SUGO

150 g circa di polenta avanzata

farina 00 q.b.

un bicchiere di latte
(un uovo)
passata pronta della nonna del mio moroso!

Impastare la polenta fatta a tocchetti con la farina e il latte, quanto basta per ottenere un impasto piuttosto asciutto. Io non ho avuto alcun bisogno di usare l'uovo, in ogni caso dipende anche dalla consistenza della polenta (la mia era parecchio umida e morbida). Formare i soliti salsicciotti e tagliare gli gnocchi.
Mentre si fa bollire l'acqua salata, scaldare il sugo in un pentolino (era una semplice passata con basilico e olio d'oliva).
Lessare gli gnocchi (ci metteranno un po' di più di quelli di patate per venire a galla, ma non disperate) e mano a mano che salgono scolarli e farli saltare in padella col sugo.
servire subito!



La cosa bella degli gnocchi di polenta è che non si deformano come quelli di patate in acqua (o forse i miei di patate??), rimangono belli compatti.



Ed ora il piatto del sud, ma inventato di sana pianta:

FARFALLE ALLA SICULA

150 g di pasta farfalle

due acciughe sott'olio

una manciata di pistacchi sgusciati

peperoncino

una manciata abbondante di pangrattato

Quello che vi propongo è un sugo bianco: prima fate tostare il pangrattato e i pistacchi tritati grossolanamente, metterli da parte. Scaldare nella stessa padella (economizziamo) un paio di cucchiai di olio d'oliva e far sciogliere le acciughe. Aggiungere il peperoncino, lasciare insaporire un paio di minuti e in ultimo inserire i pistacchi. Scolare la pasta al dente e farla saltare in padella con il sughetto. Se risultasse troppo asciutto aggiungere a piacere dell'olio, oppure chi non piace il troppo condimento (come me) può bagnare con l'acqua di cottura.
Prima di servire spolverare col pangrattato tostato e gnam!


mercoledì 16 settembre 2009

Pastiera veganizzata

Ma che freddo!!!! di colpo ho dovuto cambiare le coperte del letto, recuperare i pigiami lunghi e le tute da "casa", ovvero le divise da studio intensivo, visto che passo le giornate sui libri.
L'altro giorno mi sono rilassata provando questa ricetta, in parte copiata da Veganblog, però la pasta frolla l'ho fatta io e mi è anche venuta altissima! bastava per un reggimento! Quindi vi consigio di eliminare il bicarbonato del tutto, anche perché purtroppo lascia un retrogusto prepotentemente amaro e nei dolci disturba troppo.


Per la frolla:
200 g farina 00 o semintegrale
50 g amido di mais
100 g zucchero di canna
3-4 cucchiai di olio d'oliva
sale
latte di soia o acqua q.b.
scorza di limone grattuggiata
(1 cucchiaio di bicarbonato)

Per la farcia:
400 g orzo già bollito
200 g latte di soia
70 g zucchero di canna
sale
cannella
essenza di vaniglia

2 pere a fettine sottili saltate in padella con poca grappa o rum e cannella


Procedete come da Veganblog per la farcia ;)
Per la frolla, mescolare prima gli ingredienti secchi, impastare con l'olio e poi aggiungere acqua o latte q.b. per avere un impasto solido ed elastico.
Lasciare riposare mezzora almeno, intanto fate saltare le fettine di pera in padella sfumandole con poco alcol e cospargere cn un pizzico di cannella. Non farle spappolare.
Stendere la frolla in uno stampo (io uso quello in silicone che non necessita di carta da forno né di burro e farina) e conservare la rimanente per le strisce di decorazione. Disporre ordinatamente le pere con il loro sughetto sul fondo, poi coprire il tutto con la crema di orzo raffreddata e frullata (ottima anche da sola!) e decorare con le striscioline.
Infornare a 180° per almeno mezz'ora (direi 40 minuti).


Consigli:
  • Eliminare il bicarbonato, mi ha guastato un ottima torta vegan :(
  • Frullare l'orzo quando è ancora abbastanza caldo, si fa molta meno fatica, altrimenti rimane tutto incastrato nel minipimer! A me piace anche sentire i pezzi in bocca, come il grano cotto per la pastiera, ma per avere una crema omogenea anche per altre preparazioni, è meglio frullare per bene.
  • Le fettine di pera le ho aggiunte io perchè non mi piaceva l'idea di spalmare direttamente la crema sulla frolla, è un saporino fantastico e una piacevole sorpresa per chi assaggia ;

lunedì 7 settembre 2009

Orzotto alla birra con fiori di zucca e speck


Piattino delizioso che ho cucinato tempo fa, con i primi fiori di zucchina dell'orto e che posto in ricordo dell'inizio dell'estate, ora che l'autunno inizia a farsi sentire :( ...perché qui al nord la sera si muore di freddo!!!


le dosi sono per 2 persone circa:

150 g di orzo perlato

brodo vegetale q.b.

1/2 bicch. di birra weiss (meglio se scura)

1/2 cipolla bianca

2 cucchiai di olio

8-10 fiori di zucca (i miei erano piccolini)

speck a cubetti

sale e pepe


Pulire bene i fiori di zucchina conservandone un paio per decorare il piatto, asciugarli, tagliarli in due e metterli da parte.

Far tostare l'orzo nel soffritto di cipolle, speck ed olio come un normale risotto. Dopo un paio di minuti sfumare con la birra e lasciare evaporare.

Allungare col brodo vegetale poco alla volta, lasciando assorbire il liquido ma non del tutto e procedere fino a cottura quasi ultimata (i tempi di cottura sono indicati, comunque calcolate che ci vuole molto più tempo rispetto al risotto). Quando mancano pochi minuti, inserire i fiori di zucca. Spegnere il fuoco, salare e pepare a piacere. SLURP!