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sabato 12 novembre 2011

Canederli vegetariani in zuppa di miso... ottimi per il raffreddore


E finalmente ce l'ho fatta: ho vinto il mio primo contest!!!!!! Non ci credevo, ho letto e riletto 10 volte il post di Meris con il parare del giudice supremo (che è un vero chef!), prima di esultare! 
Volevo condividere con voi questo bellissimo momento, augurandovi una vittoria altrettanto gradevole, e soprattutto ringraziare ancora Meris per l'opportunità! Fra la'ltro, ho guardato quasi tutte le altre ricette e mi sono sentita più che orgogliosa, perché sono una più bella dell'altra!
Senza contare che il premio è il libro delle Sorelle in Pentola!!! Una meraviglia per gli occhi e il palato!!!

Il mio raffreddore è momentaneamente passato in sordina grazie al contest, però è sempre lì, incastrato fra il naso rosso rosso e la testa, che è sempre più pesante.. Quindi pensavo di postare una ricetta ad hoc, piacevolissima in convalescenza, soprattutto se gustata a temperature LAVICHE :)


CANEDERLI VEGETARIANI 
IN ZUPPA DI MISO


 



Per circa 9 canederli:

1 broccolo verde
2 spicchi d'aglio
farina di ceci q.b.
brodo di cottura
cumino
pangrattato
anacardi non salati


Per la zuppa di miso:

1l d'acqua o brodo (io ho usato quello dei broccoli)
2 cucchiai salsa di soia
2 cipollotti (io 1porro)
1 carota
zenzero fresco
alghe marine
alga kombu
anice
1 cucchiaio di miso


Lessare il broccolo tagliato grossolanamente, compresi i gambi, in acqua leggermente salata. Scolare e conservare il brodo. Schiacciare i broccoli con una forchetta e iniziare a impastare con un po' di pangrattato, i semi di cumino leggermente tostati, un po' di sale e l'aglio schiacciato. Aggiungere la farina di ceci un cucchiaio alla volta, io ho allungato con un po' di brodo perché si è asciugato troppo. Alla fine aggiungere gli anacardi tostati e tritati non troppo sottili. 

Intanto Scaldare il brodo, inserire le verdure tritate finissime, un pezzo di alga kombu, la salsa di soia, l'anice, le alghe marine e lo zenzero e cuocere per 20 minuti. Eliminare l'alga kombu e lo zenzero, versare un mestolo di brodo in una scodellina e sciogliervi il miso, perché non deve cuocere.

Preparare delle palline con l'impasto dei canederli e tuffarle nel brodo caldo, cuocendole per circa 8 minuti (dipende un po' dalla grandezza). La farina di ceci contenuta nei canederli aiuterà a creare una certa cremosità nel brodo. Alla fine aggiungere il miso sciolto, mescolare e aggiungere a piacere un filo di olio di semi. Servire rovente in scodelle calde.








martedì 1 novembre 2011

Quenelles di zucca con besciamella allo zenzero e nocciole

...VEGAN! Ebbene sì, un piatto leggerissimo e gustosissimo, che riempie il pancino senza bisogno di usare grassi né altri prodotti di natura animale. Può essere servito come primo o come piatto unico, a seconda della quantità.

Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un po' di tempo per cucinare la zucca! Era buonissima, coltivata da mia zia, matura e profumatissima, dolce al punto giusto e molto morbida.. insomma una delizia! Mi avete proprio fatto venire voglia di zucca tutti voi, con i vostri blog colorati e bardati di arancione  - Halloween o no, a me interessa ben boco l'occasione, se le ricette sono così sfiziose :)

L'abbinamento zucca - zenzero è un classico, io ho pensato subito alle nocciole perché, oltre a dare il croccante, con lo zenzero le adoro, nei dolci come nei salati. Se non conoscete questo abbinamento, sono assolutamente da provare torte e biscotti di zenzero e nocciole! anche se non è Natale ;)





QUENELLES DI ZUCCA CON BESCIAMELLA LEGGERA ALLO ZENZERO E NOCCIOLE




Per 4 persone

PER LE QUENELLES:
2 tazze di polpa di zucca cotta al forno o a vapore
2 patate lesse con la buccia
semola di grano duro q.b.
sale
un'ombra di noce moscata

PER LA BESCIAMELLA LEGGERA:
2 cucchiai di farina 00 bio
2 cucchiai di olio di semi di girasole
1 pezzetto di zenzero fresco
sale, pepe bianco
latte di soia qb
brodo o acqua qb

Nocciole tostate 


Iniziare dalle quenelles, perché andranno cotte al forno per almeno 30 minuti: schiacciare sia la zucca che le patate con lo schiacciapatate (io cuocio le patate al microonde per 10 minuti al massimo della potenza, avvolte da pellicola). Salare e aggiungere un pizzico di noce moscata per contrastare il dolce della zucca (la mia era molto dolce). Mescolare bene con le mani aggiungendo semola quel tanto che basta per asciugare un po' il composto, ma non deve avere l'impasto degli gnocchi, altrimenti sparisce la zucca. Formare delle quenelles e disporre sulla placca da forno rivestita con carta, infornare in forno caldo a 200° e dedicarsi alla besciamella. 
Questa è una besciamella vegan e leggerissima, io l'ho lasciata molto lenta volutamente, come fosse una salsa di accompagnamento, altrimenti le quenelles sarebbero troppo asciutte in bocca. Io scaldo leggermente il latte (circa 1 tazza) in un pentolino e a parte sbatto intanto la farina con l'olio, poi travaso il latte quando la farina è abbastanza tostata e continuo a sbattere per non formare grumi. In questo caso alla farina ho aggiunto del pepe bianco e del sale, mentre al latte un pezzo di zenzero fresco, che poi ovviamente si elimina prima di impiattare. Va bene anche lo zenzero in polvere, da setacciare con la farina. Continuare a sbattere, io ho allungato con del brodo vegetale per alleggerire, fino al raggiungimento della densità desiderata. 
Una volta pronte le quenelles (l'esterno avrà formato una bella crosticina, mentre l'interno resta morbido) servire con la besciamella allo zenzero e ricoprire con le nocciole tostate. 



Non posso non partecipare ai numerosi contest sulla zucca!! ne ho scelti due, ma so bene che ce ne sono molti altri:













martedì 4 ottobre 2011

Caponatina di peperoni in bianco



L’ultima caponata dell’anno? …forse. Ormai l’orto è praticamente spoglio, tranne per cavoli e barbabietole, che inevitabilmente ci riportano all’autunno, anche con questo piacevole caldino. È il mio primo esperimento di caponata in bianco, non perché non ne conoscessi altre versioni, ma semplicemente perché io amo il pomodoro, lo mangio tutti i giorni in tutte le forme! Comunque, questo tipo di caponata è ugualmente gustosissima! Quel sapore agro-dolce-acidino che adoro, unito al sapido di olive e capperi è fortissimo anche in questo caso.

Un'altra variante che ho vagliato per questo piatto è l’utilizzo del miele al posto dello zucchero! Slurp!!! Il sapore è leggermente diverso, da provare!!


 Ed eccovi la ricetta, per circa 4 persone (se mangiata come contorno):



CAPONATINA DI PEPERONI IN BIANCO


2 peperoni verdi
1 grosso peperone giallo
1 grossa carota
2 alici sott’olio
1 manciata di olive nere (meglio verdi se ne avete)
1 manciata di capperi dissalati
1 manciata di uvette
(pinoli, che non avevo)
1 cipolla rossa
1 gambo di sedano verde
origano
1 pezzettino di peperoncino
1 cucchiaio di miele fluido (acacia o millefiori)
3 cucchiai di aceto di vino bianco
sale
olio extravergine


Pulire tutte le verdure e tagliarle abbastanza fini. Lasciare l’uvetta in ammollo in acqua. Preparare il soffritto con olio, peperoncino (da rimuovere quasi subito), cipolla e alici, e lasciar insaporire due minuti. Poi aggiungere il sedano e la carota e bagnare con un po’ d’acqua calda. Infine aggiungere i peperoni, lasciando stufare per circa 8 minuti. Aggiungere l’origano e salare leggermente, poi inserire l’uvetta scolata, i pinoli, le olive a pezzettini e i capperi. Mentre i sapori si legano, preparare un’emulsione con il miele e l’aceto, sbattendo in una ciotolina. Aggiungere il condimento e lasciare scoperchiato per qualche minuto, saltando le verdure. Quando le esalazioni acetose saranno meno forti, richiudere e abbassare il fuoco, spegnendo quando le verdure saranno tenere (attenzione, non troppo! Io le lascio sempre un po’ aldente). Lasciar freddare, conservare in frigorifero in un contenitore di vetro, i giorni seguenti è più buona!





Con questa ricetta partecipo al contest de Tè e briciole:







giovedì 15 settembre 2011

La Norma preferisce l'arancione!!




Ho appena cucinato questa meraviglia (lo so, lascio un attimo da parte la modestia perché sono ancora super compiaciuta per il successo di questo piatto!!) e ora mi capita di incappare in questo contest di Tina:




Perciò colgo la palla al balzo e vi partecipo con mucho gusto ;)

Ovviamente ho cucinato con quello che avevo nel frigorifero, ma stavolta non ho buttato a caso gli ingredienti (strano!)! Volevo cucinare una bella pasta alla norma, tradizionale e bella saporita, anche per smaltire i chili di melanzane che l’orto continua a sfornare.. A parte, stavo per cuocere a vapore un pezzo di zucca, che avevo comprato la settimana scorsa e di cui mi ero dimenticata! E da qui il lampo di genio: la zucca, dolce dolce, forse può contrastare l’amaro delle melanzane, come il pomodoro, anzi meglio, perché non è acida… massì, proviamo!! Ho scelto una pasta insolita, gli gnocchetti sardi, perché la mancanza del tempo di cuocere a parte la zucca e frullarla poi, mi ha portato alla scelta (ora posso dirlo: AZZECCATA!) di fare una bella pasta risottata, bella cremosa! L’acidità del pomodoro è stata rimpiazzata dalla sapidità di un pecorino della romania, mooolto saporito (ne ho usato solo un pezzettino, altrimenti avrebbe sovrastato tutti i sapori!).

Insomma: gnocchetti della Sardegna + formaggio della Romania + melanzane della Brianza + zucca di Mantova… questo è il risultato!





LA NORMA IN ARANCIONE
Per 3 persone:
(non ci sono tutte le dosi perché sono andata ad occhio)

gnocchetti sardi
un pezzo di zucca mantovana dolce (giusto quanto basta per fare il sughetto, il sapore della melanzana deve essere dominante)
1 grossa melanzana
½ cipolla
1 spicchio d’aglio
odori (timo e rosmarino)
sale
peperoncino
olio
pecorino o ricotta salata


Scaldare una pentola di acqua salata, che servirà per “risottare” la pasta, e tenere in caldo.
Preparare la melanzana, che verrà cotta a parte perché tiri fuori tutto il suo sapore caratteristico: tagliarla a cubetti (se ne avete il tempo, fatele perdere l’amaro con il sale grosso) e stufarla in padella con poco olio, l’aglio schiacciato e poco rosmarino, aggiungendo acqua quando serve. Tenere da parte.
Grattugiare la zucca. In una pentola dai bordi alti (io ho usato quella in ceramica per zuppe e risotti) scaldare 1 cucchiaio di olio con la cipolla tritata fine e il peperoncino. Aggiungere la zucca, far insaporire e versare un mestolo di acqua calda. Lasciar insaporire 5 minuti, aggiungendo man mano acqua calda, poi rimuovere il peperoncino e inserire gli odori. Aumentare la quantità di acqua e buttare la pasta insieme alla zucca, che intanto inizia a sfaldarsi. La quantità di liquido deve essere quella del risotto, man mano che asciuga, aggiungerne dell’altro. A cottura quasi ultimata, aggiungere le melanzane già cotte e mantecare, regolando di sale e di consistenza. Impiattere e grattugiare del pecorino o della ricotta salata. 




La foto è abbastanza penosa, ma la fame e la curiosità erano troppo forti!!

sabato 11 giugno 2011

"Cheesecake" alle ciliegie.. ma SENZA IL "CHEESE"!

Ancora tante ciliegie per me!!! Perciò, prendo due piccioni con una fava e approfitto per partecipare a due contest:

di nuovo quello di Zampette in pasta











“CHEESECAKE”  ALLE CILIEGIE… MA SENZA IL “CHEESE”






Per la base:
biscotti secchi (circa 200 g, io uso sempre Pain Croute Lazzaroni integrali)
100 g di fiocchi d’avena
50 g di margarina non idrogenata
100 g di cioccolato fondente


Per il Kanten di ciliegie:
400 g di ciliegie (peso lordo)
½ mela golden
2 cucchiaini di agar agar
2 cucchiai di malto di grano
1 cucchiaino di cannella

(Kanten di ciliegie, buonissimo anche gustato semplice, dopo pasto)


Per guarnire:
frutta fresca a piacere
1 cucchiaio di malto + uno di acqua






Il giorno prima si preparano il kanten e la base biscottosa.
Per il kanten basta mettere a cuocere la frutta, lavata e tagliata (io ho lasciato le bucce), con il malto, la cannella e mezzo bicchiere d’acqua. Quando è abbastanza morbida, frullare il tutto e rimettere sul fuoco, fino a far bollire. Aggiungere l’agar agar e lasciar sobbollire per 15 minuti. Versare in un contenitore freddo e lasciar freddare a temperatura ambiente, poi conservare in frigorifero la gelatina.



La base è come quella di un classico cheesecake, ma con poco burro e con l’aggiunta del cioccolato e dell’avena (sempre se piace). ** Ridurre a farina i biscotti, mescolarli con l’avena e con la margarina e il cioccolato sciolti a bagnomaria. Impastare con le mani ed eventualmente bagnare con un po’ d’acqua. Schiacciare questo composto sul fondo di una tortiera con cerniera apribile e conservare in frigorifero per una notte, o almeno per qualche ora. In alternativa, congelare per mezzora e poi finire il dolce a piacere.

Il giorno seguente frullare il kanten di ciliegie e spalmare sulla base del dolce, livellando bene.
Tagliare della frutta fresca e decorare a piacere la superficie (volendo sta molto bene anche della frutta secca, come le mandorle a lamelle). Sciogliere il malto con poca acqua scaldandolo leggermente in un pentolino, dopodiché spennellare la frutta. Questo mi serve per sostituire il classico Tortagel o la colla di pesce (dopo aver letto gli ingredienti preferisco usare metodi alternativi per impedire che la frutta di ossidi..).


Si conserva in frigorifero per diversi giorni ed è sempre buonissima! Perfetta per l’estate.. che comunque si ostina a non arrivare :(






**Il fatto è che il burro è superfluo per questo tipo di preparazioni, perché basterebbe usare un qualsiasi liquido (succo di frutta, acqua, miele, caffè…) o della frutta disidratata (prugne, albicocche, datteri..) per far appiccicare i biscotti sbriciolati! In questo caso ho usato poca margarina solo perché me ne avanzava giusto un “zic” in frigo! Inoltre il cioccolato fondente sta molto bene con le ciliegie e contribuisce a legare.


venerdì 3 giugno 2011

Insalata tiepida di asparagi e ciliegie

Quante ciliegie!!! Non solo a casa mia, ma anche in tutti i vostri blog, che meraviglia!!!! 
è davvero un peccato madornale il fatto che ci siano per un periodo così breve, perché è decisamente uno dei frutti che preferisco, insieme ai lamponi e alle mele renette (non a casa, tutti frutti versatilissimi nei dolci :))) 

Perciò mi sto applicando per farci più ricette possibili.. ma non preoccupatevi, ne avanzano a sufficienza per farne una scorpacciata degna di uno spuntino reale :)



INSALATA TIEPIDA DI ASPARAGI E CILIEGIE






Per 2 persone:



un mazzetto di asparagini

200 g di ciliegie

4 gambi di sedano bianco

qualche foglia di insalata riccia

una manciata di avena

cipolla rossa q.b.

aglio

olio

pepe, aceto balsamico





Stufare per pochi minuti gli asparagini tagliati a rondelle insieme a olio e aglio. Spegnere il fuoco lasciandoli croccanti. Denocciolare le ciliegie, pulire e tagliare il sedano e l’insalata e tagliare finemente la cipolla. Mettere tutto in un’insalatiera. Preparare un’emulsione di olio, aceto balsamico, pepe e condire l’insalata fredda. Se piace, sta molto bene una manciata di avena. In ultimo aggiungervi gli asparagi ancora caldi e mescolare il tutto. Il risultato è un’insalatina tiepida gustosissima e profumata!


Partecipo al contest di Laura (Zampette in pasta)




lunedì 30 maggio 2011

Banane, zenzero e caffé... nel bicchiere


Visto che il mio fidanzato ormai è uscito allo scoperto (smak!), posso tranquillamente postare le ricettine che preparo esclusivamente per lui! ..non è che sia una fidanzata appiccicosa e melense, nel senso che non parlo tutta con gli "-ini" e "-ucci" ("Tesoruccio, mi passi la copertina? ho un po' freddino") e non gli regalo cuscini a forma di cuore con la scritta "TI AMO" :)))  
Però qualche volta mi piace preparare per lui qualcosa con le mie manINE ;)

Dovete sapere (scusami ciccino se rivelo questa informazione top secret su di te) che Diego odia a morte il cacao e tutto ciò che lo contiene, perciò se capita di fare un dolce per gli amici, bisogna tener conto di questo fattore.. Senza contare che il signorino ha dei gusti un po’ .. personali… strambi!! Tipo le banane col caffè (nel senso del frutto mangiato sorseggiando caffè..). 

Invece io (che VENERO il cioccolato superfondente) la scorsa settimana avevo in testa di fare proprio quel dolce (di quello non ho foto ahimè!) con la ricotta e la nutella che ho fatto io, con cioccolato fondente, nocciole, latte, zucchero e olio di sesamo. Così ho trovato un compromesso: monoporzioni! E a Diego è toccato questo bicchierino:



CHEESECAKE NEL BICCHIERE
CON BANANA, ZENZERO E CAFFE

Per una monoporzione:

80 g di ricotta vaccina

1 cucchiaio di yogurt greco

1 cucchiaio scarso di zucchero a velo

½ banana matura

1 pezzettino di zenzero fresco

la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere

½ tazzina di caffè ristretto

2 biscotti secchi poco conditi

1 cucchiaio di fiocchi d’avena e frutta secca  (oppure usate un muesli)

Zenzero candito e chicchi di caffè per decorare



Frullare la mezza banana con lo zenzero fresco grattugiato e mescolarla alla ricotta già setacciata e allo yogurt. Aggiungere lo zucchero a velo e verificare che non sia troppo dolce. Inserire un pochino di zenzero in polvere, che darà alla mousse un colore crema e un ché di piccantino  in aggiunta al sapore di quello fresco. Assaggiare.
Se usate i fiocchi d’avena, tostateli in padella qualche minuto. Sbriciolate i biscotti, tritate le nocciole (o la frutta secca che preferite) e mescolateli insieme ai fiocchi tostati, bagnateli con qualche cucchiaino di caffè e mettete tutto sul fondo della coppetta.
Mettere la crema di ricotta nel sac à poche (oppure usate un cucchiaio, come ho fatto io) e distribuitela sopra alla base. Battere leggermente il bicchiere per livellare. Secorare con una fettina di zenzero fresco, con lo zenzero candito e con i chicchi di caffè. Tenere in frigo un’oretta prima di servire e tenere fuori dal frigo qualche minuto prima di consumare. 








Con questo dolce partecipo al bellissimo contest di Minù :



lunedì 7 marzo 2011

Contest: La pasta degli studenti




Trovo meraviglioso questo contest de IlPomodoroRosso !! Sarà bellissimo leggere le ricette degli altri e confrontare la propria storia universitaria con quella degli altri blogger, come un tuffo nella realtà di ciascuno di noi!

Purtroppo non ho vissuto l’esperienza della convivenza con altri studenti fuori sede, che credo sia una delle poche cose della vita che davvero ci forgiano e ci temprano il carattere.

Faccio solo una breve premessa: ho frequentato l’Università statale di Milano e, vivendo a 40 km prendevo il fantastico treno delle FS (stendiamo un velo assai pietoso sull’efficienza dei servizi..) e via, avanti e indietro 3-4 volte la settimana, fra libri, dispense, chiacchiere (ecco soprattutto quelle!!) mele e carotine spezzafame… così sono trascorsi magicamente, ma nemmeno troppo in fretta, 3 anni e mezzo. Se facessi un calcolo approssimativo probabilmente emergerebbe un dato inquietante: ho trascorso decisamente mooooolto più tempo su treno, metrò e tram piuttosto che nelle aule universitarie!! Non che fossi obbligata, ma credo che non abbia molto senso iscriversi all’università e poi studiare da soli a casa.. Inoltre la parte migliore è quella delle amicizie, credo! Non ho legato con tantissima gente, ma ho rinsaldato alcuni legami importantissimi per me! È proprio il caso di dirlo: pochi ma buoni!

Ma arriviamo al dunque: il pranzo dello studente
Ora, in considerazione del fatto che la mia sede (via Noto numero 9.. non mi manchi per niente!) era la più sfigata dell’intera Università Statale, e che si trovava praticamente più vicino a Pavia che alla “bela madunina”, pranzavo sempre là e, non esistendo di fatto nessuna mensa, mi portavo quella che noi chiamiamo “schiscetta” - attenzione, NON la michetta!! con “schiscia” indichiamo un qualsiasi pranzo al sacco, non necessariamente un panino, ed io di panini ne ho mangiati raramentissimamente! giuro sul Tram n.24, potesse deragliare (ed è già capitato!) XD
La mia schiscetta consisteva spesso in insalate o verdure cotte, gallette multicereali, polpa di frutta, dolcetto di conforto. E spezzo pure una lancia in favore della Tupperware e i produttori di contenitori ermetici :)


Le rare volte che si tornava presto a casina a mangiare, sicuramente non mi mettevo a cucinare lasagne e tagliatelle.. in genere tornavo col treno delle 14.30 ed ero in piedi dalle 6 di mattina… non ho mai avuto le unghie rovinate come in quel periodo!!
In questi casi, di solito mi preparavo il giorno prima della pasta, del riso o un altro cereale, già lessati e sconditi, così in quattr’e quattr’otto la facevo saltare in padella con qualcosa.
Sono sempre stata maniaca del mangiar bene, perciò mi ingegnavo a pensarle tutte pur di non ridurmi a mangiare panini!! E poi se non mangi carne devi avere molta più fantasia ;)
 
Invece questa ricetta mi ricorda proprio l’adolescenza e la compagnia degli amici, con quel clima di spensieratezza che ne deriva! In realtà mi sono ispirata a un patrocchio di una delle mie amiche più care di sempre, Ilaria, che mi ha iniziato a questo connubio fra TONNO e FILADELFIA. Solo a sentirlo pronunciare, viene da fare “ma bleah!!” .. ma dovete assaggiarlo!!! È una cosa golosissima e, soprattutto, non occorre saper cucinare per farlo, essendo praticamente un pastrugno, proprio un pasticcio! Di solito noi lo mangiavamo sul pancarrè, per essere ancora più sbrigative!! Comunque anche con la pasta è ottimo!
Ho ingentilito il piatto usando la pasta integrale e soprattutto Garofalo, che uso sempre (le Caserecce però sono le mie preferite, ma fanno poco studentello sprovveduto!) Quindi se dovessi rappresentare con un piatto queste esperienze giovanili, sicuramente sarebbe questo:




 
SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI GAROFALO 

CON TONNO, FILADELFIA E CIPOLLE


Ingredienti, che ogni studente dovrebbe avere in dispensa:

160 g di spaghetti integrali, ovviamente Garofalo
1 cipolla nel mio caso rossa, ma va bene anche bianca o dorata.. possibilmente senza protuberanze sospette
1 scatoletta di tonno (il cibo dei grandi uomini: dal cow boy, al soldato, allo studente di filosofia)
1 conf. di Filadelfia da 80g (in coppia con i grissini, grande alleato delle pause studio)
olio e peperoncino buoni (perché li porta la mamma)
origano del vicino
sale grosso economico in stock
qualche capperino desolato rimasto in un barattolo semi-vuoto in frigorifero


Tempo di preparazione: max 15 minuti

Mentre si scalda una pentola piena d’acqua, affettare una cipolla a rondelle non troppo sottili e farla soffriggere in padella con 2 cucchiai di olio e un pezzettino di peperoncino. Buttare la pasta dopo aver salato l’acqua bollente e bagnare con mezzo mestolo di acqua di cottura anche la cipolla, che nel frattempo avrà iniziato a sfrigolare. Quando le fettine saranno abbastanza morbide, aprire la scatoletta di tonno, farlo sgocciolare e sbriciolarlo con le mani in padella, con i capperini. Controllare la cottura della pasta. Quando è al dente, spegnere il fuoco della pentola, inserire della padella il Filadelfia a forchettate e scioglierlo, utilizzando ancora un po’ d’acqua della pasta, così farà un bel sughetto. Profumare con dell’origano e aggiungere la pasta scolata leggermente al dente. Saltare per qualche secondo e impiattare! 







Gli studenti sono esenti dalla decorazione del piatto e dall’utilizzo del mestolo per fare il nido di pasta.. la fame è troppa!




mercoledì 2 marzo 2011

Zuppa speziata di carote e finocchi con pesto di mandorle e yogurt

Non potevo non partecipare a un contest, dal momento che l'argomento è la ZUPPA!!!!
neanche a farlo apposta, ho preparato questa zuppetta ieri sera e oggi ho scoperto il contest di Minù. è una zuppa leggerissima, senza un filo di condimento e praticamente senza sale!
Finché vivo con loro, ci penso io a tenere a bada il colesterolo cattivissimo di mamma e papà.. poi chissà!



ZUPPA SPEZIATA DI CAROTE E FINOCCHI
CON PESTO DI MANDORLE E YOGURT



Ingredienti della zuppa per circa 3 persone:

3 carote medie
1 grosso finocchio
3 mestoli di brodo leggero vegetale opp. acqua leggermente salata
1 spicchio d'aglio
cumino, zenzero e cannella (in totale 1 cucchiaino)

Per il pesto:
una manciata di mandorle pelate
2 cucchiai di yogurt magro al naturale
2 cucchiai di olio d'oliva
pepe
prezzemolo fresco

Bocconcini di pane raffermo o tostato e olio extravergine (facoltativo) per guarnire


Tuffare nel brodo le verdure lavate e tagliate. Quando bolle inserire anche le spezie in polvere. Se non sono polverizzate, fate un mazzetto legandole con uno spago o inserirle in una bustina tipo filtro, in modo da rimuoverle prima di mixare il tutto. Lasciar cuocere con coperchio per almeno 15 minuti. Quando le verdure sono molto morbide, frullare il tutto. Lasciare sul fuoco ancora qualche minuto senza coperchio, per ottenere la densità desiderata (occhio agli schizzi!), nel frattempo preparare un rapido pesto tritando finemente le mandorle pelate non tostate (io le ho lasciate 2 minuti nell'acqua bollente per rimuovere la pelle) e frullandole pochi secondi con lo yogurt, il pepe e l'olio. Profumare con prezzemolo fresco tritato.
Impiattare in scodelle calde, inserire in ognuna un cucchiaino di pesto di mandorle e yogurt e cospargere con il pane tostato caldo.
Volendo ci sta anche un filo d'olio a crudo, ma vi assicuro che la zuppa è già profumatissima, vi scalderà per bene in una di queste serate gelide!





Con questa zuppa partecipo al contest di Minù:


giovedì 18 novembre 2010

Crema di carota e mela all'anice

La solita solfa. Tra un attacco di malinconia e un attimo di euforia (no, non sono schizofrenica.. almeno non ancora!), tra una sfilza di cappuccini e weekend passati a cantare, in cucina riesco a malapena a ritagliarmi un angolino solo per me, senza pensare.. Ragionare sugli ingredienti aiuta a concentrarsi su un esito che, se da un lato non è di vitale importanza per risolvere le il problema della fame del mondo o le relazioni internazionali fra oriente e occidente, dall’altro non mi rattrista né scatena paturnie.
Credo sia questo il motivo principale per cui amo stare in cucina. Anche solo per una tisana pomeridiana. Mi piace assemblare le varie erbe essiccate per scoprire se il sapore è come me lo sono immaginato.
Insomma, w gli intrugli!
E questa cremina è nata così: un esperimento (come tutte le ricette che leggete in questo blog pasticcioso) di connubio, un matrimonio azzardato e anche molto ben riuscito! Nessun divorzio nell’aria ancora :)
Adoro i piatti a metà fra il dolce e il salato! Per questa ricetta ho usato del sale, ma l’impiego della mela e delle uvette rende la crema (o vellutata, o zuppetta, che dir si voglia!) irrimediabilmente e stupendamente dolce!


CREMA / VELLUTATA DI CAROTA E MELA ALL'ANICE
Per 3:
5-6 carote medio-piccole
1 patata piccola
½ cipolla
1 cuore di sedano
½ mela golden (o una intera piccola)
anice
uvetta
acqua calda salata q.b.

Dorare la cipolla e il sedano in poco olio in u
n tegame capiente. Aggiungere anche le carote e le patate tagliate a dadini e dopo un minuto bagnare con l’acqua calda o del brodo vegetale leggermente salato. Io ho messo circa 3 mestoli a inizio cottura e ne ho aggiunto un quarto dopo, quando ho frullato, perciò ci si regola alla fine con la densità. Aggiungere l’anice e continuare la cottura delle verdure per circa 15-20 minuto. Nel frattempo tagliare la mela a fettine e aggiungerla alla zuppetta. Continaure la cottura. Dopo 10-15 minuti controllare la cottura: se le mele si spappolano e le verdure sono ben friabili, è il momento
dell’affezionato minipimmer! Frullare bene il tutto, aggiungendo dell’altra acqua se necessario, ma senza spegnere il fuoco. In ultimo, aggiungere le uvette, spegnere il fuoco e lasciar intiepidire leggermente.
Servire in scodelline, possibilmente di terracotta (magari !! ), se lo gradite con qualche pezzo di pane integrale abbrustolito.

Una delizia d’antipasto o un buon primo per una fredda cena invernale!


Partecipa alla raccolta invernale di Ti cucino così:



martedì 9 novembre 2010

Metti un finocchio a cena...



In anticipo rispetto ai tempi stabiliti (sarebbe domani il giorno del "finocchio a cena") - a causa di impegni lavorativi e blabla.. - eccomi qui insieme a tantissimi di voi a manifestare anche il mio disgusto, dissenso, dispiacimento .... e tutti i sinonimi con il suffisso DIS- che vi vengono in mente!!!!

Finora ho sempre lasciato fuori da questo spazio le tematiche politiche e sociali (pur essendo abbastanza mobilitata sul fronte), perchè ritengo che i media invadano fin troppo la nostra vita e i nostri spazi ogni giorno, bombardandoci con argomenti spesso e volentieri futili, su cui comunque tutti abbiamo un'opinione nel bene o nel male..

Ma avete proprio ragione: questa volta è stato toccato il fondo, anzi, stanno scavando una fossa oltre il fondo e spero che ci si seppelliranno per sempre!

Vorrei davvero dire addio a questo Governo, anzi, a tutta la classe dirigente politica. Credo sia assolutamente necessario rinnovarla completamente, con gente fresca, giovane, che abbia ancora volgia di lottare disinteressatamente per ideali in cui crede, e non solo per difendere i propri interessi.. e comunque sempre nel RISPETTO degli altri!



Perciò partecipo a questa causa con la mia ricetta con il finocchio:




SFORMATO DI OKARA CON FINOCCHI E ARANCIA


Per 2-3 persone:

okara derivata da 250 g di fagioli di soia
1 finocchio
1 carota
1 arancia
2 spicchi d'aglio
pane integrale raffermo rinvenuto nel latte di soia
cardamomo, peperoncino
1 mestolo di brodo vegetale/acqua calda
olio, pangrattato
sale, pepe


Innanzitutto inzuppare il pane (qualche fetta) nel latte, mentre si stufano le verdure in padella, con l'olio, l'aglio, il pizzico di peperoncino e il bacello di cardamomo (che poi verranno eliminati). bagnare le verdure con poca acqua/brodo vegetale e lasciar stufare.
A parte cuocere l'okara (per me al naturale è un po' indigesta, anche perché praticamente sono fagioli crudi frullati..) con il restante brodo caldo e la buccia dell'arancia grattugiata.
Spremere metà arancia e versare il succo nei finocchi, alzare la fiamma e far asciugare.
Una volta cotti, versare l'okara nella verdura, aggiungerci il pane ben strizzato e mescolare per bene.
Ungere uno stampo da plum cake, cospargere col pangrattato e versare l'okara. Affettare la restante arancia e decorare. Oleare, salare, pepare e spruzzare di pangrattato la superficie.

Infornare a 200° per 20-30 minuti.





Délicieux, ce fenouil! ...e chi disprezza non gode..
affari suoi, noi GODIAMO :)

martedì 17 agosto 2010

Fingerfood mediterraneo: involtini di melanzane


Ecco uno dei pochi ortaggi che ho imparato ad apprezzare col tempo, perché che detestavo da piccola: la melanzana.
Oggi la adoro, cucino melanzane quasi tutti i giorni d'estate, cercando di usarle in diverse preparazioni. Per me sono molto preziose, perché il nostro orto non ne produce molte, ma sono buonissime! Ultimamente mi sono data alla caponata (e, devo dire, con successo, per essere la prima estate che la faccio!), ma ieri abbiamo optato per un pasto più leggero, soprattutto perché avevamo un bel po' di avanzi da terminare: melanzane grigliate, tonno in scatola, pane secco. Inoltre il nostro frigorifero è sempre pieno di barattoli di olive e capperi che mangiamo ogni giorno (lo so, stiamo attenti a non esagerare con il sale nelle altre pietanze, essendo supersalati).Si trattava di pensare a una forma da dare a questi avanzi, senza ri-cuocere gli ingredienti, anche per la fretta che la tarda ora ci imponeva. Perciò inizialmente ho pensato a dei graziosi fagottini, ma poi ho constatato che le fettine di melanzane erano troppo strette e lunghe, indinon ho avuto dubbi: involtini!


INVOLTINI DI MELANZANE (LEGGERISSIMI)


melanzane grigliate senza olio né altro condimento

tonno in scatola ben sgocciolato

pane raffermo e pangrattato

pomodori freschi succosi

origano

capperi

sale (io non l'ho messo)

peperoncino o pepe

stuzzicadenti e olive taggiasche


Tagliare il pane a cubetti e lasciarlo per un'oretta, o meglio tutta la mattina come ho fatto io, insieme ai pomodori, spellati e "spappolati". Nel mio caso non è stato necessario aggiungere altro liquido, ma se non avete dei pomodori abbastanza succosi, consiglio di aggiungere della passata.

Sgocciolare bene il tonno, renderlo poltiglioso con una forchetta e aggiungerlo al pane. aggiungere i capperi, l'origano, il pangrattato per asciugare e il peperoncino. Aggiustare di sale se necessario.

Se il ripieno è troppo grossolano frullarlo, personalmente non amo frullare sempre ogni cosa, mi piace anche masticare e sentire in bocca i vari ingredienti.

Disporre un cucchiaio di impasto su ogni fetta di melanzana, sul lato corto (accostarne due se fossero troppo piccole). Avvolgere la melanzana , bloccare con lo stuzzicadenti e decorare con l''oliva.

Io ho servito con la classica salsa yogurt di sempre (yogurt, aglio, limone, tahin,sale), che d'estate non manca mai sulla mia tavola, e con la lemanzana è proprio la morte sua!!!!

Sono molto graziosi anche i fagottini con queste fettine sottili, come dicevo appunto. Se avete delle fettone tonde e abbastanza grandi provateci, poi mi fate sapere!


Servire questi involtini come antipasto è lideale, perché sono leggerissimi, non sono conditi e le melanzane sono del tutto al naturale. Noi però li abbiamo mangiati come secondo, perché ce ne siamo sbafati 4 - 5 a testa!!



Partecipo alla raccolta estiva di Fabiola: "...è tempo di melanzane"