Visualizzazione post con etichetta primi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta primi. Mostra tutti i post

martedì 14 febbraio 2012

Crema di lattuga saporita

...Ricetta insolita, vi sembra? Beh io so che giorno è oggi -o meglio, so come viene considerato dalla maggior parte delle persone il 14 febbraio- ma il fatto è che non ho mai festeggiato San Valentino, né lo odio per essermi mai sentita particolarmente frustrata in questo giorno quando non ero "accoppiata". 
Io e Diego passiamo momenti speciali in continuazione, senza badare troppo al calendario di credenti e profani; abbiamo i nostri posticini preferiti, i nostri anniversari e mesiversari (anche se non ci facciamo regali ogni volta, ormai iniziano a essere tanti!); a volte usciamo a cena senza un motivo particolare; altre volte torno a casa e c'è una sorpresa per me...
è tremendamente bello vivere così!

Perciò, senza un motivo particolare se non il mio buonumore e la mia gratitudine (e il fatto che questo piattino gli è porprio piaciuto ieri sera), dedico a LUI questa

CREMA DI LATTUGA SAPORITA




5-6 foglie di verza  lattuga
1 carotina
½ cipolla
Sedano
1 spicchio d’aglio
Noce moscata
Coriandolo
1 patata piccola
Pane secco
1 uovo
Grana
Sale, pepe

Preparare una zuppetta facendo stufare le verdure in poca acqua salata, inserire anche le spezie e cuocere aggiungendo poca acqua alla volta. Cuocere per almeno 30-40 minuti, poi frullare tutto, aggiustare la consistenza e il sale.
Mettere il pane a tostare in forno, intanto sbattere un uovo e inserire del grana grattugiato e del pepe. Togliere i crostini, versare la crema di verza in cocotte e accendere il grill. Posizionare i crostini sulla superficie, poi versare l’uovo sbattuto e mettere tutto sotto il grill per qualche minuto, fin quando inizia a dorare in superficie.

Servire caldissima.. se fuori ci sono -15°C sarà ancora più buona ;)


giovedì 19 gennaio 2012

Gnocchi di castagne con spinaci e pomodori secchi

Ecco, uno degli ingredienti migliori del mondo! Non solo come sapore, ma anche per la duttilità d'impiego in qualsivoglia ricetta, dolce o salata, moltissime vegetariane/vegane (proprio perché le castagne sono molto nutrienti ed energetiche, possono in tutta tranquillità sostituire una pietanza di origine animale).

Avevo già provato ad abbinare la farina di castagne agli spinaci e ai pomodori secchi, in forma diverse (mi pare di aver fatto una volta  - secoli or sono :) -  delle simil crepes solo con farina di castagne e acqua, ripiene appunto di spinaci e pomodori secchi. Devo dire che i risultati con questi tre ingredienti sono sempre molto soddisfacenti, perciò vi propongo questi




GNOCCHI DI CASTAGNE CON SPINACI E POMODORI SECCHI





per 2 porzioni:

1 patata medio-grossa già lessata con la buccia
farina di castagne q.b.
1 tazza di spinaci cotti in padella senza codimento
4 pomodori secchi
olio extravergine
2 spicchi d'aglio
sale, pepe

Preparare l'impasto degli gnocchi schiacciando la patata, privata della buccia, e impastandola bene con la farina di castagne, quanto basta per avere un impasto sodo e non appiccicoso. 
Formare il salsicciotto e tagliare gli gnocchi.
Preparare una pentola d'acqua e portare a bollore, mentre si riscaldano gli spinaci in una padella in ceramica (per evitare condimenti) con l'aglio e i pomodori secchi tagliati a striscioline. 
Cuocere gli gnocchi nell'acqua leggermente salata. Impiattare prima gli spinaci e sopra gli gnocchi scolati. Condire con un filo di olio a crudo e il pepe.
Semplicemente gustosa!


 






lunedì 2 gennaio 2012

Pasta risottata al limone e pepe rosa.. per farmi perdonare!



Chiedo perdono per la mia assenza!! Ora vi spiego il motivo della mia scomparsa dalla faccia del web: mi sono finalmente trasferita! Io e Diego abitiamo in una bella casetta pazientemente arredata e decorata da noi (santa Ikea ora pro nobis) e oggi sono 2 settimane di meravigliosa convivenza!
Certo, siamo stanchi e assonnati (non ho mai dormito così poco come in queste settimane, io che per alzarmi alle 6 andavo a letto alle 10!), cuciniamo in fretta e furia, mancano le spezie e i libri sugli scaffali.. e la casa è quasi sempre in disordine! Nonostante ciò, siamo felici e viviamo giorno per giorno :)

Ci sono un sacco di novità nella mia vita, che vi svelerò pian piano, per non subissarvi di informazioni! Però questi due esserini pelosi non posso non farveli vedere, perché con le loro manie, fusa e coccole ci riempiono la vita da due settimane a questa parte!


Direttamente dal gattile, vi presento il maschietto Tofu, la piccola peste di casa, e l'ammaliante  Penny-Lane, che per ora vive sotto il divano e da brava vip non si lascia vedere né fotografare.. tranne quando mangia!


Da stamattina al lavoro non riuscivo a smettere di pensare a una pasta al limone.. strane voglie di stagione…… E si dà il caso che in frigo abbia dei fantastici limoni biologici che mia cugina ci ha regalato insieme a tanti altri prodotti super-biologici che vengono dalla loro azienda agricola, dolcissimi e profumati, perciò sarebbe un peccato non utilizzarli in toto, ossia con anche la buccia.
Così appena tornata dal lavoro, insieme ci siamo messi in cucina ed ecco il risultato! BUONISSIMISSIMA, bravo il mio coinquilino!




PASTA RISOTTATA AL LIMONE E PEPE ROSA




Per due porzioni:

200 g di ziti rigati Garofalo
1 limone bio, più una metà (i miei sono piccolini)
grani di pepe rosa
1 patata piccola
1 rametto di rosmarino
Sale
2 spicchi d’aglio
Olio extravergine
Grana grattugiato

Scaldare a parte una casseruola d’acqua e salarla quando bolle. Nel frattempo soffriggere l’aglio e il pepe rosa in 2 cucchiai d’olio.quando sfrigola aggiungere un mestolo d’acqua bollente, inserire la patata grattugiata e buttare la pasta. Procedere nella cottura come un risotto, aggiungendo l’acqua di volta in volta. Vedrete che grazie alla patata e all’amido della pasta si creerà un ottimo sughetto, senza bisogno di usare panna né formaggi!
Nel frattempo sminuzzare il rosmarino e aggiungerlo alla pasta, grattugiare la buccia di un limone e spremerlo (io ho spremuto anche un’altra metà perché erano dei limoni molto piccoli). A metà cottura aggiungere il succo di limone, mentre la buccia va inserita alla fine, poco prima di spegnere il fuoco. Mantecare a piacere con un po’ di parmigiano(facoltativo).
Impiattare e decorare con scorza grattugiata.


Buon appetito e alla prossima!!!

martedì 22 novembre 2011

Strangozzi al pesto di cavolo nero

Finalmente ho trovato il modo di finire questa meraviglia di pasta, acquistata a Gubbio questa estate. Non l'avevo mai assaggiata prima, mi piace da morire! Come avrete capito, non sono amante della pasta all'uovo, mi piace invece quella di semola e di tutti i cereali integrali. Anche se questi strangozzi restano molto grossi, mi piace molto morderli e masticarli di gusto, dato che al centro restano sempre un po' aldente. Slurp!
Inutile dire che con il tartufo è la morte sua, però insomma, non si può fare il sultano tutti i giorni. Quindi ho sperimentato questo ottimo sughetto autunnale per accompagnarli, con grande successo!
L'ho chiamato pesto anche se le foglie di cavolo nero sono cotte, perché di fatto l'ho composto e condito la pasta a freddo, come un qualsiasi pesto alla genovese.

STRANGOZZI 

AL PESTO DI CAVOLO NERO



250 g di strangozzi
1 tazza di foglie di cavolo nero già scottate
1 spicchio d’aglio
ottimo olio biologico
un cucchiaio di pecorino grattugiato
sale, pepe, noce moscata
pinoli



Mentre l’acqua per la pasta raggiunge il bollore, preparare il pesto. Strizzare benissimo le foglie del cavolo nero precedentemente scottate in acqua bollente, non stracotte. Metterle con gli altri ingredienti in un contenitore stretto e alto e frullare con il minipimmer. Versare l’olio a filo, finché il pesto raggiunge la cremosità desiderata. Assaggiare e regolare di sale. Buttare gli strangozzi e cuocere secondo le indicazioni (in genere ci vogliono 10 minuti, se non sono freschi ovviamente), mentre tostate leggermente i pinoli (meglio al forno). Scolare e condire a crudo in un recipiente ampio. Servire con i pinoli.
Volendo, i pinoli possono anche essere inseriti nel pesto, però un elemento croccantino dal netto sapore dolciastro ci sta proprio bene secondo me!
Personalmente mi piace assaporare sughi e pesto di qualsiasi tipo al naturale, perciò non aggiungo mai niente nel piatto. Comunque se preferite un piatto più ricco, servite con una grattugiata di pecorino, la cui sapidità sposa  benissimo con l’amarognolo del cavolo nero.






sabato 12 novembre 2011

Canederli vegetariani in zuppa di miso... ottimi per il raffreddore


E finalmente ce l'ho fatta: ho vinto il mio primo contest!!!!!! Non ci credevo, ho letto e riletto 10 volte il post di Meris con il parare del giudice supremo (che è un vero chef!), prima di esultare! 
Volevo condividere con voi questo bellissimo momento, augurandovi una vittoria altrettanto gradevole, e soprattutto ringraziare ancora Meris per l'opportunità! Fra la'ltro, ho guardato quasi tutte le altre ricette e mi sono sentita più che orgogliosa, perché sono una più bella dell'altra!
Senza contare che il premio è il libro delle Sorelle in Pentola!!! Una meraviglia per gli occhi e il palato!!!

Il mio raffreddore è momentaneamente passato in sordina grazie al contest, però è sempre lì, incastrato fra il naso rosso rosso e la testa, che è sempre più pesante.. Quindi pensavo di postare una ricetta ad hoc, piacevolissima in convalescenza, soprattutto se gustata a temperature LAVICHE :)


CANEDERLI VEGETARIANI 
IN ZUPPA DI MISO


 



Per circa 9 canederli:

1 broccolo verde
2 spicchi d'aglio
farina di ceci q.b.
brodo di cottura
cumino
pangrattato
anacardi non salati


Per la zuppa di miso:

1l d'acqua o brodo (io ho usato quello dei broccoli)
2 cucchiai salsa di soia
2 cipollotti (io 1porro)
1 carota
zenzero fresco
alghe marine
alga kombu
anice
1 cucchiaio di miso


Lessare il broccolo tagliato grossolanamente, compresi i gambi, in acqua leggermente salata. Scolare e conservare il brodo. Schiacciare i broccoli con una forchetta e iniziare a impastare con un po' di pangrattato, i semi di cumino leggermente tostati, un po' di sale e l'aglio schiacciato. Aggiungere la farina di ceci un cucchiaio alla volta, io ho allungato con un po' di brodo perché si è asciugato troppo. Alla fine aggiungere gli anacardi tostati e tritati non troppo sottili. 

Intanto Scaldare il brodo, inserire le verdure tritate finissime, un pezzo di alga kombu, la salsa di soia, l'anice, le alghe marine e lo zenzero e cuocere per 20 minuti. Eliminare l'alga kombu e lo zenzero, versare un mestolo di brodo in una scodellina e sciogliervi il miso, perché non deve cuocere.

Preparare delle palline con l'impasto dei canederli e tuffarle nel brodo caldo, cuocendole per circa 8 minuti (dipende un po' dalla grandezza). La farina di ceci contenuta nei canederli aiuterà a creare una certa cremosità nel brodo. Alla fine aggiungere il miso sciolto, mescolare e aggiungere a piacere un filo di olio di semi. Servire rovente in scodelle calde.








martedì 1 novembre 2011

Quenelles di zucca con besciamella allo zenzero e nocciole

...VEGAN! Ebbene sì, un piatto leggerissimo e gustosissimo, che riempie il pancino senza bisogno di usare grassi né altri prodotti di natura animale. Può essere servito come primo o come piatto unico, a seconda della quantità.

Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un po' di tempo per cucinare la zucca! Era buonissima, coltivata da mia zia, matura e profumatissima, dolce al punto giusto e molto morbida.. insomma una delizia! Mi avete proprio fatto venire voglia di zucca tutti voi, con i vostri blog colorati e bardati di arancione  - Halloween o no, a me interessa ben boco l'occasione, se le ricette sono così sfiziose :)

L'abbinamento zucca - zenzero è un classico, io ho pensato subito alle nocciole perché, oltre a dare il croccante, con lo zenzero le adoro, nei dolci come nei salati. Se non conoscete questo abbinamento, sono assolutamente da provare torte e biscotti di zenzero e nocciole! anche se non è Natale ;)





QUENELLES DI ZUCCA CON BESCIAMELLA LEGGERA ALLO ZENZERO E NOCCIOLE




Per 4 persone

PER LE QUENELLES:
2 tazze di polpa di zucca cotta al forno o a vapore
2 patate lesse con la buccia
semola di grano duro q.b.
sale
un'ombra di noce moscata

PER LA BESCIAMELLA LEGGERA:
2 cucchiai di farina 00 bio
2 cucchiai di olio di semi di girasole
1 pezzetto di zenzero fresco
sale, pepe bianco
latte di soia qb
brodo o acqua qb

Nocciole tostate 


Iniziare dalle quenelles, perché andranno cotte al forno per almeno 30 minuti: schiacciare sia la zucca che le patate con lo schiacciapatate (io cuocio le patate al microonde per 10 minuti al massimo della potenza, avvolte da pellicola). Salare e aggiungere un pizzico di noce moscata per contrastare il dolce della zucca (la mia era molto dolce). Mescolare bene con le mani aggiungendo semola quel tanto che basta per asciugare un po' il composto, ma non deve avere l'impasto degli gnocchi, altrimenti sparisce la zucca. Formare delle quenelles e disporre sulla placca da forno rivestita con carta, infornare in forno caldo a 200° e dedicarsi alla besciamella. 
Questa è una besciamella vegan e leggerissima, io l'ho lasciata molto lenta volutamente, come fosse una salsa di accompagnamento, altrimenti le quenelles sarebbero troppo asciutte in bocca. Io scaldo leggermente il latte (circa 1 tazza) in un pentolino e a parte sbatto intanto la farina con l'olio, poi travaso il latte quando la farina è abbastanza tostata e continuo a sbattere per non formare grumi. In questo caso alla farina ho aggiunto del pepe bianco e del sale, mentre al latte un pezzo di zenzero fresco, che poi ovviamente si elimina prima di impiattare. Va bene anche lo zenzero in polvere, da setacciare con la farina. Continuare a sbattere, io ho allungato con del brodo vegetale per alleggerire, fino al raggiungimento della densità desiderata. 
Una volta pronte le quenelles (l'esterno avrà formato una bella crosticina, mentre l'interno resta morbido) servire con la besciamella allo zenzero e ricoprire con le nocciole tostate. 



Non posso non partecipare ai numerosi contest sulla zucca!! ne ho scelti due, ma so bene che ce ne sono molti altri:













sabato 22 ottobre 2011

Solito riso tonno e piselli? MA OVVIO CHE NO!!

Innanzitutto, desidererei ricordare ai miei carissimi lettori che io NON sono vegetariana, in quanto mi nutro anche di pesce, per quanto raramente e per quanto eviti alcune specie ittiche (ad esempio il tonno rosso, i crostacei, il palombo etc.). Inoltre, nella mia famiglia la carne e il pesce si cucinano normalmente anche se raramente, essendo i miei genitori onnivori (e anche il mio moroso, visto che fra poco inizia la nostra convivenza). Perciò non è così strano che decida di pubblicare una ricetta che preveda un ingrediente "marino" o "lacustre". Sicuramente però non troverete mai carne e derivati, e molto raramente uova e latticini.


OK?! UH YEAH, PARTIAMO CON LA VARIAZIONE DELLA RICETTA LIBERAMENTE TRATTA DALLA QUOTIDIANITA'

Uno dei sapori più tipici della quotidianità, dall'asilo all'ospizio: riso tonno e piselli! Non che sia una rottura cucinarlo, né mangiarlo, anzi, io l'adoro! Certo però che si può anche provare a renderlo meno ordinario, che dite? 
Quindi ........ vai di RISO INTEGRALE BIOLOGICO, di TIMO autoprodotto e di BOTTARGA di tonno !!! 






RISO INTEGRALE CON PISELLI AL TIMO E BOTTARGA




Per 3 persone


5 pugni di riso integrale bio

2 manciate di piselli secchi spezzati

timo secco

un pizzico di peperoncino

olio extravergine d’oliva

½ cipolla bianca

bottarga in polvere


Lessare il riso e i piselli in acqua salata, controllando prima i tempi di cottura. Io li ho cotti separatamente, perché il riso era un avanzo del giorno prima, ma probabilmente i piselli vanno buttati un poco prima, poi contate 35 minuti dal momento in cui buttate il riso integrale. Quando il riso è quasi cotto, spegnete il fuoco e scolate, conservando il brodo di cottura. Tagliare la cipolla molto fine e soffriggere con poco peperoncino, poi allungare con un mestolo di brodo e timo a volontà, lasciando stufare qualche minuto con coperchio. Versare il riso e i piselli insieme, saltando il tutto per 5 minuti, per permettere al riso di finire bene la cottura. Impiattare e spolverare di bottarga a piacere. Gusto deciso che non copre il sapore aromatico del riso integrale!

giovedì 15 settembre 2011

La Norma preferisce l'arancione!!




Ho appena cucinato questa meraviglia (lo so, lascio un attimo da parte la modestia perché sono ancora super compiaciuta per il successo di questo piatto!!) e ora mi capita di incappare in questo contest di Tina:




Perciò colgo la palla al balzo e vi partecipo con mucho gusto ;)

Ovviamente ho cucinato con quello che avevo nel frigorifero, ma stavolta non ho buttato a caso gli ingredienti (strano!)! Volevo cucinare una bella pasta alla norma, tradizionale e bella saporita, anche per smaltire i chili di melanzane che l’orto continua a sfornare.. A parte, stavo per cuocere a vapore un pezzo di zucca, che avevo comprato la settimana scorsa e di cui mi ero dimenticata! E da qui il lampo di genio: la zucca, dolce dolce, forse può contrastare l’amaro delle melanzane, come il pomodoro, anzi meglio, perché non è acida… massì, proviamo!! Ho scelto una pasta insolita, gli gnocchetti sardi, perché la mancanza del tempo di cuocere a parte la zucca e frullarla poi, mi ha portato alla scelta (ora posso dirlo: AZZECCATA!) di fare una bella pasta risottata, bella cremosa! L’acidità del pomodoro è stata rimpiazzata dalla sapidità di un pecorino della romania, mooolto saporito (ne ho usato solo un pezzettino, altrimenti avrebbe sovrastato tutti i sapori!).

Insomma: gnocchetti della Sardegna + formaggio della Romania + melanzane della Brianza + zucca di Mantova… questo è il risultato!





LA NORMA IN ARANCIONE
Per 3 persone:
(non ci sono tutte le dosi perché sono andata ad occhio)

gnocchetti sardi
un pezzo di zucca mantovana dolce (giusto quanto basta per fare il sughetto, il sapore della melanzana deve essere dominante)
1 grossa melanzana
½ cipolla
1 spicchio d’aglio
odori (timo e rosmarino)
sale
peperoncino
olio
pecorino o ricotta salata


Scaldare una pentola di acqua salata, che servirà per “risottare” la pasta, e tenere in caldo.
Preparare la melanzana, che verrà cotta a parte perché tiri fuori tutto il suo sapore caratteristico: tagliarla a cubetti (se ne avete il tempo, fatele perdere l’amaro con il sale grosso) e stufarla in padella con poco olio, l’aglio schiacciato e poco rosmarino, aggiungendo acqua quando serve. Tenere da parte.
Grattugiare la zucca. In una pentola dai bordi alti (io ho usato quella in ceramica per zuppe e risotti) scaldare 1 cucchiaio di olio con la cipolla tritata fine e il peperoncino. Aggiungere la zucca, far insaporire e versare un mestolo di acqua calda. Lasciar insaporire 5 minuti, aggiungendo man mano acqua calda, poi rimuovere il peperoncino e inserire gli odori. Aumentare la quantità di acqua e buttare la pasta insieme alla zucca, che intanto inizia a sfaldarsi. La quantità di liquido deve essere quella del risotto, man mano che asciuga, aggiungerne dell’altro. A cottura quasi ultimata, aggiungere le melanzane già cotte e mantecare, regolando di sale e di consistenza. Impiattere e grattugiare del pecorino o della ricotta salata. 




La foto è abbastanza penosa, ma la fame e la curiosità erano troppo forti!!

domenica 11 settembre 2011

Minestra di cicerchie


MANNAGGIA MANNAGGIA!!!!! È tremendo stare lontana dai foodblogger, ma è un mese che la mia connessione è ballerina, purtroppo non riesco a navigare per più di 5 minuti, quindi devo scrivere offline e cercare di postare il più velocemente possibile :(((
Non avete idea di quante ricette avrei da proporre, uff! Non ce la farò mai! Soprattutto con questa connessione non riesco ad aggiornarmi con le vostre ultime trovate culinarie... mi manca l’ispirazione!


Beh, veniamo alla nostra minestraccia.
Finalmente le ho trovate!! Dovevo andare fino in Umbria per trovarle, ma alla fine erano lì che mi aspettavano, in quel piccolo negozietto di Gubbio che profumava di olio giovane e tartufo (oltre che salumi, ma questo per me non è un buon profumo!)!… le CICERCHIE!
Ora, io non avevo mai mangiato cicerchie da nessuna parte, non avevo la minima idea di quale sapore potessero avere né di come si cucinano nelle regioni in cui questo legume si mangia abitualmente. Ho semplicemente cercato nel web e sono andata un po’ a naso, come sempre! Il risultato è stato molto soddisfacente! Il sapore è delicatissimo, certo meno caratteristico rispetto ai ceci e ai fagioli, e forse per questo le cicerchie rappresentano un legume “dimenticato”, comunque sono ottime!!!


MINESTRA DI CICERCHIE 


Le dosi le ho trovate nel web, ma ho cambiato la ricetta in base a quello che avevo a disposizione:

200 gr. di cicerchie
120 gr di pomodoro passato  (io ho usato pomodori datterini freschi)
1 spicchio d'aglio (io ne ho usati 3, mi piace!)
mentuccia qualche foglia (io misto di timo, rosmarino e alloro)
tre cucchiai d'olio extravergine d'oliva
pepe
sale
mie aggiunte: mezzo peperoncino e pane carasau


Tenere a bagno le cicerchie per 24 ore, quindi lessarle un paio d'ore con una foglia di alloro, senza salare.
Quando saranno abbastanza tenere, scolare e conservare l’acqua di cottura. Preparare un trito con uno spicchio d’aglio (gli altri li ho lasciati interi e li ho tolti prima di servire), il peperoncino e le erbe aromatiche, poi aggiungere i pomodori tagliati a metà. Cuocere per 10 minuti aggiungendo poco alla volta l’acqua di cottura delle cicerchie, salare e aggiungere le cicerchie lessate. Regolare la quantità dell’acqua, a piacere. Io l’ho lasciata volutamente brodosa, volevo fare una minestra, ma chi piace “pappare” ben bene può lasciare addensare. Proseguire la cottura per circa 20 minuti, regolare di sale e pepe e servire accompagnate da pane carasau a pezzi o crostini di pane.


 



Un po' autunnale se volete, ma vi pare che avrei potuto aspettare l'autunno per cucinarle, dopo averle trovate?!? XD 


mercoledì 10 agosto 2011

Insalata fantasia di riso nero

Continuiamo con le ricette estive, dopo lo sprint dell'insalata di pasta! Ormai il caldo è arrivato, e anche un po' di bel tempo. Devo dire che si sta proprio bene! quasi ogni sera c'è un temporale, così di giorno è superventilato, anche con il cielo terso e di un azzurro intenso.. così sì che mi piace l'estate! Restasse così ancora per un mesetto, sarei in paradiso... visto che io in vacanza ci devo ancora andare .....  l'ultima settimana di lavoro è la più luuuuuuuunga dell'anno!!!!! AAAARRRGGGHH!!

Questa insalata di riso - superbuona! - la dedico ai miei amici del gruppo vocale, perchè l'ho praparata per loro, anche se poi con tutto il bendiddio che ha cucinato la Lalla, questa misera ciotolina è praticamente scomparsa dalla vergogna XD


Ho usato questo riso Nerone biologico, non il riso venere che costa un pacco di più e non è affatto migliore in qualità (almeno secondo il mio palato).


INSALATA FANTASIA DI RISO NEROne






riso nerone
surimi
mais
zucchine tenere
pomodorini ciliegia
basilico
limone, senape, olio, pepe



Lessare il riso in acqua salata (ci vorranno circa 40 minuti), calcolando circa 70 g a testa. Tenete conto del fatto che questo riso non raddoppia il suo volume, resta piuttosto croccante ma è molto aromatico.
freddare il riso sotto l'acqua e tenere da parte. 
Lavare anche il mais scolato, grattugiare le zucchine crude e tagliare il surimi (per i vegani, credo che il tofu affumicato o aromatizzato sia un ottimo sostituto del surimi). Preparare il condimento sbattendo con una frusta limone, senape, olio, pepe. Poi sminuzzare il basilico e unirlo al riso e agli altri ingredienti, mescolare tutto col riso e condire. 
Servire a temperatura ambiente accompagnato da un ottimo vino bianco profumato, possibilmente su una terrazza con vista lago! - questo ingrediente può essere omesso, anche se vi assicuro che è fondamentale per l'umore ;)







venerdì 29 luglio 2011

Sciuè-sciuè: Insalata di pasta svuotafrigo al pesto profumato

Altra ricetta superveloce e, soprattutto, svuota-frigorifero (come la maggior parte delle cene a casa nostra!). Ma mi è talmente piaciuta che ho pensato di passarla anche a voi! Eccovi la ricetta, senza dosi in quanto si trattava di rimanenze:



INSALATA DI PASTA (SVUOTAFRIGO) AL PESTO PROFUMATO




2 porzioni di orecchiette cotte in bianco
2 cucchiai di pesto (basilico, menta, mandorle, aglio, olio, sale, pepe)
ceci lessati con dell'alloro
cipolla di tropea
pomodorini freschi
succo di limone, olio

Le istruzioni per la preparazione sono superflue! Io ho usato anche un po' di olioe limone in più perché il pesto era poco per condire il tutto. Alla fine risulta molto piacevole e leggerissima (almeno in bocca!).

venerdì 15 luglio 2011

Risotto alle more e rosmarino

Delizioso! L'ho appena fatto per pranzo con le more (spontanee ovviamente!) avanzate dalla marmellata che ha fatto mia mamma.  Non potevo non condividere questa delizia, che con i recenti nubifragi non è neppure troppo in contraddizione.. perciò ecco un post superveloce!


RISOTTO ALLE MORE E ROSMARINO




per due persone:
4 pugni di riso carnaroli
1 spicchio d'aglio
1 goccio di vino bianco profumato
10 more grosse
sale, pepe
crescenza (oppure robiola, ricotta, stracchino...)
acqua salata
un ramo di rosmarino

Portare dell'acqua salata a bollore e mettere in infusione un pezzo di rosmarino. Far tostare il riso senza condimento, solo con l'aglio privato dell'anima. Sfumare col vino bianco e iniziare a risottare con l'acqua calda. A metà cottura inserire il rosmarino sminuzzato finemente. Dopo qualche minuto aggiungere metà delle more a disposizione, alcune le ho anche tagliate in modo che colorassero il risotto. A fine cottura, spegnere il fuoco, aggiungere le more restanti e mantecare col formaggio e con un po' di pepe a piacere. Impiattare immediatamente e divorare!



martedì 28 giugno 2011

Via alle ricette estive! Partiamo dall'antipasto: gazpacho di zucchine

Eccola! L’estate.. ok, basta lamentarci perché quando fa freddo fa troppo freddo, e quando fa caldo è troppo caldo…. Che gente incontentabile che c’è in giro (io, prima di tutti!)!
Per oggi e domani si prevedono picchi di temperature fino a 35 gradi :s
A casa abbiamo iniziato a mangiare enormi insalate e macedonie, o mix di entrambe (ottime quelle di frutta, verdura e cereali insieme!!), ormai sia a pranzo che a cena. È proprio il genere di pasto che preferisco, con la tavola traboccante di scodelline fresche e profumate, olive e legumi, bruschette da comporre, salsine di tutti i tipi (che mi piacciono assaaaaaai!!!!) … tipo tapas variadas!


Questa ricetta sta a meraviglia in una di queste scodelline ed è adatta sia come antipasto che come primo piatto (regolando le quantità), in sostituzione di una zuppa calda. Ci tendo a precisare che NON è una mia idea, l’avevo letta l’anno scorso in uno dei vostri blog, ma non l’ho più ritrovata e perciò non ricordo di chi fosse, né tantomeno quali fossero gli esatti ingredienti. Se è di qualcuno di voi, rivendicatene la paternità/maternità e correggetela pure!!



GAZPACHO DI ZUCCHINE


4 zucchine piccole
1 cetriolo medio
¼ di mela verde (facoltativa)
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di aceto di mele
qualche goccia di tabasco
semi di coriandolo
sale e pepe q.b.
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva


Pulire le zucchine e privarne due della buccia per la decorazione. Farle cuocere a vapore lasciandole piuttosto croccanti e farle raffreddare con acqua e ghiaccio o, come faccio io, mettendole in uno scolapasta e lasciandole sotto l’acqua fredda. Lasciar sgocciolare mentre si sbuccia il cetriolo e lo si priva dei semi interni, lo si taglia a dadini e lo si mette in un recipiente adatto per frullare. Sbucciare l’aglio, togliere l’anima e inserirlo nel recipiente. Aggiungere anche le zucchine raffreddate e condire, anche con il coriandolo (sostituibile con un’altra spezia, come la menta che purtroppo non avevo). Tagliare a dadini anche la mela (io ho lasciato la buccia) e poi frullare tutto insieme per un paio di minuti, finché non risulti tutto molto cremoso. In sostituzione della mela, credo che ci stia benissimo del sedano verde, non troppo, che metto anche nel gazpacho di pomodoro. Se necessario aggiungere dell’acqua fresca mentre si frulla. Aggiustare di sale e pepe e lasciar riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore (io l’ho lasciato la notte). Nel frattempo, far stufare in poca acqua calda le striscioline di buccia conservate, giusto 2 minuti, tenendole molto aldente. Al momento di servire, togliere il gazpacho 10-15 minuti prima dal frigorifero e decorare con striscioline, pepe e un goccio di olio. Molto buono se gustato con dei crostini di pane.



lunedì 9 maggio 2011

Minestra di riso e latte di capra con asparagini e sale alla lavanda

Rieccomi!! Sempre di corsa.. ma sono in corso anche importanti novità nella mia vita, che mi vedono impegnata su tanti fronti!! 

Intanto chiedo subito scusa a Giulia se non ho ancora avuto il modo di passare il premio, ma scegliere fra tutti i magnifici foodbloggers è un'impresa!! rischio di premiare sempre gli stessi e non mi pare molto democratico :)

E poiscusate per le pessime foto che seguiranno, probabilmente anche nei prossimi post.. i miei sono andati a fare un giretto in Germania (invidiosa io?!?!?!? nuuoooooooooooooo...!) e si sono portati la fotocamera..


Vi lascio questa ricettina scovata nel web con il latte di capra. Di ricette con questo ingrediente (dal sapore meraviglioso a mio avviso!.. anche se piuttosto caruccio in effetti..) ve ne sono pochissime in realtà. Probabilmente perchè uno può usarlo in tutte le ricette che tradizionalmente hanno latte vaccino. Però secondo me bisogna tener conto del suo sapore pungente e quasi "selvatico" rispetto alla dolcezza vellutata del latte di vacca. Per esempio, nei dolci io non lo userei, poi va un po' a gusti!

Trovo che con gli asparagi invece stia divinamente! Provate ;)



MINESTRA DI RISO E LATTE DI CAPRA CON ASPARAGINI E SALE ALLA LAVANDA
 


1 l di latte di capra
1 bicchiere d'acqua
120 g di riso
un mazzetto di asparagi
2 spicchi d'aglio
sale aromatizzato alla lavanda q.b.
pepe


In una wok già calda versare un cucchiaio di olio, mezzo spicchio d'aglio e far rosolare gli asparagi già puliti, poi versare un bicchiere d'acqua e far cuocere per qualche minuto, togliendoli quando sono ancora croccanti.
Portare ad ebollizione il latte di capra leggermente diluito con un po' d'acqua, buttare l'aglio pelato e privato dell'anima, e quando bolle salare poco (se è il caso, aggiungete dell'altro sale a cottura quasi ultimata). Versare il riso e farlo bollire 15-20 minuti, regolare di sale e lasciare riposare per 5 minuti. 
Versare gli asparagini tagliati a tocchetti, regolare di sale e pepe. Servire in cocottine ben caldo.

martedì 22 marzo 2011

Zuppa di funghi, castagne e topinambur: l'ultima???

NAAAAAAAAAAAAAAAAAA!! 
Anche se la primavera è iniziata e il sole splende anche al nord finalmente, io e le mie zuppette perseveriamo, sempre e comunque!! Magari d'estate le chiamo "vellutate" e ce le mangiamo tiepide.. ma di fatto sembre pseudo-zuppe sono!

Ho provato per la prima volta a cucinare i topinambur, che mi hanno sempre incuriosito, ma che non sono tipici delle mie parti e non si trovano facilmente. Mi hanno piacevolmente stupito!! Da ignorantella, pensavo fossero come le patate, invece ho scoperto che né la consistenza nè tantomeno il sapore hanno a che fare con esse! Inoltre, crudi sono buonissimi in insalata! Decisamente promossi anche per il rapporto qualità/prezzo e d'ora in poi entreranno più spesso nel mio carrello della spesa! w i topinambur!





ZUPPA DI FUNGHI, CASTAGNE E TOPINAMBUR

250 g di topinambur
una decina di castagne secche fatte bollire nel brodo per rinvenirle
250 g di funghi misti (chiodini, ovuli, champignons...)
1 cucchiaio di farina
1/2 bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale
2 cucchiai di olio
2 spicchi d'aglio
rosmarino, alloro, timo
un pezzettino di peperoncino, pepe


Pulire bene la verdura, preparare un soffritto con olio, peperoncino e aglio e quando sfrigola saltarvi le verdure tagliate a tocchetti. Eliminare il peperoncino e l'aglio, aggiungere le altre spezie e versare la farina. Lasciar tostare per un paio di minuti, poi coprire con qualche mestolo di brodo, da aggiungere ogni volta quando asciuga.Le castagne le ho aggiunte a metà cottura, dopo circa 20 minuti, perché le avevo già fatte bollire in acqua calda ed erano già belle morbide. Dopo 45 minuti di cottura controllare la morbidezza delle verdure ed eliminare le foglie di alloro e i rametti di rosmarino, se non li avete sminuzzati. Nel mio caso non è stato necessario frullare una parte della zuppa, perchè era già molto cremosa grazie anche alla farina. Spegnere il fuoco e aggiungere sale e pepe a piacere.


lunedì 7 marzo 2011

Contest: La pasta degli studenti




Trovo meraviglioso questo contest de IlPomodoroRosso !! Sarà bellissimo leggere le ricette degli altri e confrontare la propria storia universitaria con quella degli altri blogger, come un tuffo nella realtà di ciascuno di noi!

Purtroppo non ho vissuto l’esperienza della convivenza con altri studenti fuori sede, che credo sia una delle poche cose della vita che davvero ci forgiano e ci temprano il carattere.

Faccio solo una breve premessa: ho frequentato l’Università statale di Milano e, vivendo a 40 km prendevo il fantastico treno delle FS (stendiamo un velo assai pietoso sull’efficienza dei servizi..) e via, avanti e indietro 3-4 volte la settimana, fra libri, dispense, chiacchiere (ecco soprattutto quelle!!) mele e carotine spezzafame… così sono trascorsi magicamente, ma nemmeno troppo in fretta, 3 anni e mezzo. Se facessi un calcolo approssimativo probabilmente emergerebbe un dato inquietante: ho trascorso decisamente mooooolto più tempo su treno, metrò e tram piuttosto che nelle aule universitarie!! Non che fossi obbligata, ma credo che non abbia molto senso iscriversi all’università e poi studiare da soli a casa.. Inoltre la parte migliore è quella delle amicizie, credo! Non ho legato con tantissima gente, ma ho rinsaldato alcuni legami importantissimi per me! È proprio il caso di dirlo: pochi ma buoni!

Ma arriviamo al dunque: il pranzo dello studente
Ora, in considerazione del fatto che la mia sede (via Noto numero 9.. non mi manchi per niente!) era la più sfigata dell’intera Università Statale, e che si trovava praticamente più vicino a Pavia che alla “bela madunina”, pranzavo sempre là e, non esistendo di fatto nessuna mensa, mi portavo quella che noi chiamiamo “schiscetta” - attenzione, NON la michetta!! con “schiscia” indichiamo un qualsiasi pranzo al sacco, non necessariamente un panino, ed io di panini ne ho mangiati raramentissimamente! giuro sul Tram n.24, potesse deragliare (ed è già capitato!) XD
La mia schiscetta consisteva spesso in insalate o verdure cotte, gallette multicereali, polpa di frutta, dolcetto di conforto. E spezzo pure una lancia in favore della Tupperware e i produttori di contenitori ermetici :)


Le rare volte che si tornava presto a casina a mangiare, sicuramente non mi mettevo a cucinare lasagne e tagliatelle.. in genere tornavo col treno delle 14.30 ed ero in piedi dalle 6 di mattina… non ho mai avuto le unghie rovinate come in quel periodo!!
In questi casi, di solito mi preparavo il giorno prima della pasta, del riso o un altro cereale, già lessati e sconditi, così in quattr’e quattr’otto la facevo saltare in padella con qualcosa.
Sono sempre stata maniaca del mangiar bene, perciò mi ingegnavo a pensarle tutte pur di non ridurmi a mangiare panini!! E poi se non mangi carne devi avere molta più fantasia ;)
 
Invece questa ricetta mi ricorda proprio l’adolescenza e la compagnia degli amici, con quel clima di spensieratezza che ne deriva! In realtà mi sono ispirata a un patrocchio di una delle mie amiche più care di sempre, Ilaria, che mi ha iniziato a questo connubio fra TONNO e FILADELFIA. Solo a sentirlo pronunciare, viene da fare “ma bleah!!” .. ma dovete assaggiarlo!!! È una cosa golosissima e, soprattutto, non occorre saper cucinare per farlo, essendo praticamente un pastrugno, proprio un pasticcio! Di solito noi lo mangiavamo sul pancarrè, per essere ancora più sbrigative!! Comunque anche con la pasta è ottimo!
Ho ingentilito il piatto usando la pasta integrale e soprattutto Garofalo, che uso sempre (le Caserecce però sono le mie preferite, ma fanno poco studentello sprovveduto!) Quindi se dovessi rappresentare con un piatto queste esperienze giovanili, sicuramente sarebbe questo:




 
SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI GAROFALO 

CON TONNO, FILADELFIA E CIPOLLE


Ingredienti, che ogni studente dovrebbe avere in dispensa:

160 g di spaghetti integrali, ovviamente Garofalo
1 cipolla nel mio caso rossa, ma va bene anche bianca o dorata.. possibilmente senza protuberanze sospette
1 scatoletta di tonno (il cibo dei grandi uomini: dal cow boy, al soldato, allo studente di filosofia)
1 conf. di Filadelfia da 80g (in coppia con i grissini, grande alleato delle pause studio)
olio e peperoncino buoni (perché li porta la mamma)
origano del vicino
sale grosso economico in stock
qualche capperino desolato rimasto in un barattolo semi-vuoto in frigorifero


Tempo di preparazione: max 15 minuti

Mentre si scalda una pentola piena d’acqua, affettare una cipolla a rondelle non troppo sottili e farla soffriggere in padella con 2 cucchiai di olio e un pezzettino di peperoncino. Buttare la pasta dopo aver salato l’acqua bollente e bagnare con mezzo mestolo di acqua di cottura anche la cipolla, che nel frattempo avrà iniziato a sfrigolare. Quando le fettine saranno abbastanza morbide, aprire la scatoletta di tonno, farlo sgocciolare e sbriciolarlo con le mani in padella, con i capperini. Controllare la cottura della pasta. Quando è al dente, spegnere il fuoco della pentola, inserire della padella il Filadelfia a forchettate e scioglierlo, utilizzando ancora un po’ d’acqua della pasta, così farà un bel sughetto. Profumare con dell’origano e aggiungere la pasta scolata leggermente al dente. Saltare per qualche secondo e impiattare! 







Gli studenti sono esenti dalla decorazione del piatto e dall’utilizzo del mestolo per fare il nido di pasta.. la fame è troppa!




mercoledì 2 marzo 2011

Zuppa speziata di carote e finocchi con pesto di mandorle e yogurt

Non potevo non partecipare a un contest, dal momento che l'argomento è la ZUPPA!!!!
neanche a farlo apposta, ho preparato questa zuppetta ieri sera e oggi ho scoperto il contest di Minù. è una zuppa leggerissima, senza un filo di condimento e praticamente senza sale!
Finché vivo con loro, ci penso io a tenere a bada il colesterolo cattivissimo di mamma e papà.. poi chissà!



ZUPPA SPEZIATA DI CAROTE E FINOCCHI
CON PESTO DI MANDORLE E YOGURT



Ingredienti della zuppa per circa 3 persone:

3 carote medie
1 grosso finocchio
3 mestoli di brodo leggero vegetale opp. acqua leggermente salata
1 spicchio d'aglio
cumino, zenzero e cannella (in totale 1 cucchiaino)

Per il pesto:
una manciata di mandorle pelate
2 cucchiai di yogurt magro al naturale
2 cucchiai di olio d'oliva
pepe
prezzemolo fresco

Bocconcini di pane raffermo o tostato e olio extravergine (facoltativo) per guarnire


Tuffare nel brodo le verdure lavate e tagliate. Quando bolle inserire anche le spezie in polvere. Se non sono polverizzate, fate un mazzetto legandole con uno spago o inserirle in una bustina tipo filtro, in modo da rimuoverle prima di mixare il tutto. Lasciar cuocere con coperchio per almeno 15 minuti. Quando le verdure sono molto morbide, frullare il tutto. Lasciare sul fuoco ancora qualche minuto senza coperchio, per ottenere la densità desiderata (occhio agli schizzi!), nel frattempo preparare un rapido pesto tritando finemente le mandorle pelate non tostate (io le ho lasciate 2 minuti nell'acqua bollente per rimuovere la pelle) e frullandole pochi secondi con lo yogurt, il pepe e l'olio. Profumare con prezzemolo fresco tritato.
Impiattare in scodelle calde, inserire in ognuna un cucchiaino di pesto di mandorle e yogurt e cospargere con il pane tostato caldo.
Volendo ci sta anche un filo d'olio a crudo, ma vi assicuro che la zuppa è già profumatissima, vi scalderà per bene in una di queste serate gelide!





Con questa zuppa partecipo al contest di Minù:


lunedì 28 febbraio 2011

Gnocchi di avena e farro su vellutata di porri

Ho comprato il latte di avena in offerta. Era la prima volta che lo compravo, io uso sempre quello dell'alpro soya perchè lo adoro, ma sono iper-mega-curiosa e così ogni tanto ne compro uno diverso. Finora l'unico che non mi ha entusiasmato è quello di riso, non mi piace molto il suo sapore al naturale, comunque secondo me dipende moltissimo anche dalle marche.

Fatto sta che ho usato questo latte di avena in tutti i modi possibili in questi giorni: al naturale, con l'orzo, al cacao, nelle crèpes, nei dolci e anche in questi gnocchi, per i quali ho usato anche i fiocchi d'avena (altro alimento d i v i n o e versatilissimo, secondo il mio modesto palato!).



GNOCCHI DI AVENA E FARRO
SU VELLUTATA DI PORRI


Per gli gnocchi (3 porzioni circa):

250 g di fiocchi di avena
latte di avena
farina di farro q.b.
semi di cumino
un pizzico di sale


Per il condimento:

1 porro verde
1/2 bicchiere di latte di avena
1 cucchaiio di fieno greco
1 cucchiaio di olio d'oliva
sale e pepe a piacere
pomodori secchi e ricotta salata per guarnire


Lasciare qualche ora in ammollo i fiocchi nel latte, tenendo conto del fatto che lo assorbiranno, quindi abbondare col latte. Strizzare i fiocchi se necessario (il latte rimasto è riutilizzabile per la vellutata) e impastare con la farina di farro, ma senza esagerare con la quantità, l'impasto resta comunque "colloso" per la presenza dell'avena. Aggiungere il cumino e poco sale. Formare i classici gnocchi.
Lasciare su un ripiano infarinato mentre si prepara la vellutata.
Stufare i porri tagliani a rondelle sottili in un filo d'olio e poca acqua, per qualche minuto a fuoco vivace. Quando si saranno ammorbiditi a sufficienza, trasferire in un contenitore, aggiungere il latte e frullare, mentre si versa l'olio. Aggiustare di sale e pepe.
Far bollire l'acqua per lessare gli gnocchi, intanto scaldare i piatti da portata e versare la vellutata calda. Impiattare gli gnocchi, grattugiare la ricotta salata e guardire con pomodori secchi tagliati sottili.

Buona settimana!!



P.S.


Questi sono i Biscotti della buonanotte di Marzia, che mi sono piaciuti proprio da matti e ci tenevo a farglielo sapere!! Alcuni sono stati spennellati con del miele e cosparsi di semi di sesamo, ottimi anche al naturale pucciati in un bel tazzone di latte (anche di AVENA :)))
Grazie Marziuccia!!