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martedì 6 agosto 2013

Insalata di cous cous integrale con ceci neri, zucchine, menta e semi di girasole

Brevissimo post, per esaltare alcuni dei favolosi prodotti che ho avuto modo di provare ultimamente: i ceci neri dell'alta murgia e il cous cous integrale palestinese (di cui ho già parlato qui).

Chevvelodicoaffà: matrimonio super! Se siete fans sfegatati di cous cous e ceci - che siano in agrodolce, caldi, freddi, salati, vegetariani e onnivori- la vostra vita non potrà prescindere da questo nuovo binomio. Dico sul serio!

Di questi ceci posso dire che sono più piccoli (da secchi sembrano delle pastigliette di carbone), più sodi e da cotti la buccia non tende a separarsi dal legume. Una volta lessi con il solito pezzo di alga kombu, ho usato il brodo per una zuppa fine del mondo-style!

Ecco la ricetta:

Insalata di cous cous integrale con ceci neri, zucchine, menta e semi di girasole

per quattro persone:

250 g di cous cous integrale Altromercato
2 zucchine grosse
150 g di ceci neri
1 rametto di menta
2 manciate di semi di girasole tostati

per condire: aceto, succo di limone, senape, olio di semi di girasole, salsa di soia, pepe bianco Altromercato



Il giorno prima mettere i ceci a bagno in acqua e kombu. Dopo almeno 12 ore lessarli con l'alga, salando solo a fine cottura. I tempi di cottura dipendono da quelli di ammollo, per me dopo 12 ore in acqua sono bastati circa 60 minuti di cottura. Scolare e sciacquare. Conservare il brodo per altre preparazioni (mi raccomando!!).

Preparare il cous cous come indicato sulla confezione. Io in genere lo ungo leggermente prima di idratarlo con acqua calda, per evitare che si incolli. Sciacquarlo immediatamente sotto acqua corrente per fermare la cottura.
Nel frattempo, cuocere le zucchine semplicemente in un cucchiaio d'olio, lavate e tagliate a cubetti o rondelle. Salare e far freddare.
Preparare il condimento, sbattendo tutti gli ingredienti con la frusta (in ultimo l'olio e il pepe bianco pestato).
Comporre l'insalata fredda, aggiungendo all'ultimo le foglie di menta fresca spezzettate con le mani.


Vuoi che si tratta di cous cous, e quindi è più leggero della pasta (nel senso che pesa meno), vuoi che è un'insalata fredda, vuoi che il sapore è assolutamente delizioso... va giù che è un piacere e quindi: occhio ai bis, noi ne abbiamo quasi fatto indigestione!










giovedì 11 luglio 2013

Ultimo post di luglio e poi.. dopodomani mi sposo!

Ebbene sì: siamo giunti all'ultimo post per questo mese!
Finalmente passeremo un po' di tempo in Trentino dopo le nostre allegre nozze, un po' pazze e un po' con un occhio di riguardo per l'ambiente e gli inutili sprechi (ma forse vi racconterò poi: stay tuned!).

Dato che abbiamo organizzato tutto noi, mi tocca anche cucinare! Quindi sono già all'opera... ma non potevo lasciare il mondo dei foodies senza un salutino fresco e colorato, quindi ho strappato una foto al mio pranzo di ieri - che tanto va mangiato freddo, per una volta non mi è costato nulla allestire l'ambaradàn fotografico :)).

Non mi piace perdermi troppo in chiacchiere, soprattutto quando si parla di me e delle cose importanti della mia vita (vedi un matrimonio, dopodomani... a caso!). Forse anche perché sono un po' timida e mi piace stare nella mia conchiglia, nel mio brodo, nel mio guscio.. in un bicchier d'acqua! Comunque non posso nascondere di essere un po' ansiosa e di temere gli sguardi di tutti... quando mai sono stata così al centro dell'attenzione?!? Ma ce la farò... ce la faremo :)

Ci vediamo fra un paio di settimane con qualche chiacchiera in più, I promise!




Hummus di fave con peperoni caramellati

per l'hummus:
250 g di fave fresche bio (le mie erano surgelate)
il succo di mezzo limone
1/2 spicchietto d'aglio
1 cucchiaio di tahin
sale
3-4 cucchiai di olio di sesamo

per i peperoni:
5 peperoncini dolci
1/2 cipollotto rosso
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio
2 cucchiai di umeboshi (o aceto di mele)
sale
la punta di un coltello di pasta wasabi
un pezzo di zenzero fresco

per accompagnare:
6-7 capperi sotto sale
1 cucchaiio di olio extravergine
1 rametto di timo
qualche goccia di limone


Iniziare con lo sbollentare le fave in acqua salata. Nel mio caso erano surgelate, quindi sono bastati 7 minuti di cottura, poi scolate e lasciate raffreddare, conservando un poco dell'acqua di cottura.
Mentre raffreddano, tagliare i peperoni a quadratini e il cipollotto a rondelle. Scaldare l'olio in una padella antiaderente e rosolare la verdura per un paio di minuti, sfumare con l'umeboshi o l'aceto, salare, aggiungere il wasabi e cuocere coperto per 5 minuti, controllando che non asciughi. Aggiungere dell'acqua calda se serve. A metà cottura inserire lo zucchero con un po' d'acqua e ultimare la cottura. Spegnere il fuoco cercando di mantenere i peperoni un po' croccanti, grattugiare lo zenzero e aggiungerlo. Lasciar intiepidire.

In un mixer inserire le fave e tutti gli ingredienti per l'hummus, frullare fino ad ottenere una crema omogenea ma soda, che stia "in piedi" da sola. Se fosse troppo asciutto, aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura.

Preparare il piatto: fare dell'hummus la base morbida e dei peperoni la copertura croccante, aiutandosi con un coppapasta se fosse possibile. Per accompagnare il tutto, tritare con la mezzaluna i capperi e il timo, per poi aggiungerli ad un'emulsione di olio e limone. Aggiungerà una nota sapida a queste due note dolci.






Vi abbraccio, 

a presto!

patapata.


venerdì 14 giugno 2013

Udon alla piastra con verdure e alghe

sto lavorando.
Oddio, ad essere pignoli, considerando che non sono pagata, non è proprio un lavoro.
Oddio, ad essere proprio molto pignoli, considerando che domenica sera finisce l'evento -che poi si replicherà solo fra 2 anni- non si può nemmeno considerare un'attività continuativa.
Però mi paice, e mi diverto come una matta!

Per sapere cosa stiamo combinando al nostro ridente paesello brianzolo, vi lascio volentieri il link del sito (fatto da Merlino) di questa grande rassegna nel nostropiccolo Osnago : www.lavocedelcorpo.it
In breve, si tratta di una rassegna di arte contemporanea, La voce del corpo appunto, che vede protagonisti artisti da ogni dove praticanti arte a 360°: dall'installazione alla pittura astratta, dal teatro butoh alla danza.. Purtroppo termina questa domenica, con le ultime performance.

Ho gestito i rinfreschi (quel catering di cui vi parlavo qui era appunto la conferenza stampa) e mi sono occupata dell'accoglienza degli artisti provenienti da lontano, presso le famiglie locali (anche dai miei genitori). Sono tutti TUTTI squisiti! ci tengo a sottolineare che non solo noi siamo volontari, ma nemmeno gli artisti stessi sono pagati. Vengono a proprie spese, perciò molti alloggiano presso le nostre case ed è meraviglioso conoscerli e condividere pezzi delle nostre vite con loro. Certo, sono loro ad avere molte più cose interessanti da raccontare, che viceversa!



In tutto questo trambusto e viavai di persone e cibarie, trovo sempre il tempo di inventarmi qualcosa, anche di veloce, perché qualche volta riusciamo anche a cenare a casa io e Merlino :)

Questi noodles rappresentano un po' questo mese di giugno: sempre di corsa, spesso facciamo le ore piccole, ma sempre contenti, briosi, curiosi e alla fine soddisfatti :)



p.s. vi risparmio la mia prima esperienza di il teatro butoh, perché mi vergogno anche un po'.. ma è qualcosa che mi ha toccato delle corde rimaste in sordina da tempo.. forse da sempre. Potrei anche continuare..chissà...!



Udon alla piastra

con verdure, germogli e alghe wakame

 

per 2 porzioni

100 g di udon noodles
1/2 peperone giallo
1 piccola zucchina
1/2 cipolla
3-4 cucchiai di olio di semi di girasole
una bella mangiata di germogli di soia
alghe wakame a piacere
3 cucchiai di salsa di soia
1 pezzettino di zenzero fresco
2 cucchiai di umeboshi
1/2 cucchiaino di pasta di wasabi (se l'avete in polvere, meglio)





Pulire e tagliare le verdure a julienne, eccetto i germogli.
Scaldare una pentola d'acqua senza farla bollire, salare e aggiungere le alghe.
In una padella di ghisa o titanio, soffriggere le verdure con l'olio, sfumare con l'umeboshi e lasciar cuocere aggiungendo un mestolino d'acqua.
Nel frattempo, portare l'acqua a ebollizione e tuffare gli udon, insieme alle alghe, in genere hanno 8 minuti di cottura. Scolare e sciacquare sotto acqua fredda. Tenere da parte.
Prelevare poca acqua e sciogliere la pasta di wasabi, che andrà aggiunta alle verdure in padella. A fine cottura, inserire la salsa di soia, grattugiare lo zenzero e saltare tutto insieme agli udon raffreddati.









lunedì 3 giugno 2013

Un taboulé speciale e piccole grandi soddisfazioni

Sono sempre imbarazzata quando mi fanno un complimento. Anche solo per dirmi che sto bene con i capelli corti, o che apprezzano la mia collana.
Effetti esantematici dell'imbarazzo: macchie bordeaux che compaiono alla base del collo, fino a invadere mento, guance e orecchie, accompagnate da prurito e vampate di calore. Infine, occhi lucidi e rossi, balbettio e risatine nervose.
Insomma, un'oratrice nata.

...figuariamocipoi quando si parla di cucina!!


Mi è capitata l'occasione di occuparmi di un catering, durante la conferenza stampa del grande evento culturale che siamo organizzando nel mio paese (se vi interessa l'arte contemporanea, dovete per forza fare un salto: www.lavocedelcorpo.it ).
Manco a dirlo, siamo tutti volontari, senza finanziamenti pubblici; perfino gli artisti, di fama nazionale e internazionale, vengono gratuitamente per condividere altissimi intenti comuni.




Dobbiamo però fare un piccolo sforzo per la stampa, che sarà la nostra cassa di risonanza per il successo dell'evento.. che fare?? Che fare, con pochi spiccioli in cassa, per 35 persone?? Armarsi di buona volontà e bei propositi.
Spremute le meningi, sudato dietro ai fornelli, pazientato, assaggiato, corretto, riprovato... Fra corse dell'ultimo momento al supermercato e aiuti provvidenziali dall'alto di persone fantastiche, qualcosa abbiamo messo insieme.

Dopo la conferenza stampa, il rinfresco.




L'attesa, il primo boccone, lo studio delle prime reazioni, gli interrogativi che echeggiano tetri nella testolina, senza risposta...
E poi arrivano anche loro: i complimenti, le strette di mano, gli sguardi incuriositi, i sorrisi e le bocche piene..




..e da parte mia, un enorme mastodontico imbarazzo, che pian piano lascia spazio a un sentimento più grande, che si allarga qui, in mezzo allo stomaco, come un mare placido e rassicurante: soddisfazione? serenità? consapevolezza?
..chissà.
So solo che mi sono sentita bene.




A tutti quelli che mi hanno aiutato, senza chiedere nulla in cambio, dedico il mio taboulé agrodolce.




 

Taboulé agrodolce

Per 35 mono-porzioni:

500 g di cous cous medio
3 peperoni (rosso, giallo e verde)
1 grossa cipolla rossa
un bel mazzo di rucola
200 g di uvetta
250 g di ceci lessati

sale
3-4 cucchiai d'olio

Per la vinaigrette:
2 cucchiai di senape di Digione
il succo di 2 limoni
150 g di aceto di vino bianco
1 cucchaino di sale
olio q.b.


Ho scoperto un nuovo metodo di non-cottura, ideale se non avete troppa fretta: l'ammollo.
Ovviamente funziona se si tratta di cous cous precotto (come quasi tutti quelli in commercio), il quale non ha bisogno di essere ulteriormente scaldato, ma solo reidratato. A maggior ragione se poi va servito freddo.

Versare il cous cous in una ciotola di vetro o ceramica molto capiente, versare l'olio e il sale e sgranare bene con le mani, per distribuirli uniformemente. Versare l'acqua fredda e coprire con pellicola o coperchio, per almeno mezzora. Il rapporto di cous cous-acqua è di 1:1. Se dopo mezzora il cous cous è ancora molto duro, aggiungere altri 100 ml di acqua e chiudere di nuovo. Il risultato sarà eccellente: bello sgranato, sodo e saporito.

Pulire le verdure e cuocerle al forno o al vapore, tranne la rucola ovviamente (io ho sfruttato la cottura dei ceci per cuocere a vapore), poi tagliarle in cubetti piccolissimi.

Preparare la vinaigrette, emulsionando prima aceto e senape con un pizzico di sale (se usate la senape dolce, aggiungete il pepe), poi aggiungendo a filo dell'olio extravergine d'oliva mentre si frulla al minipimmer per qualche secondo. Assaggiare per aggiustare l'acidità che deve essere ben bilanciata dall'olio.

Una volta freddate le verdure, unire tutto insieme con l'uvetta, precedentemente ammollata in acqua tiepida e ben strizzata, e la rucola, spezzettata con le mani.
Condire con la vinaigrette e servire a temperatura ambiente.
Si conserva in frigorifero per 24 ore.


Accompagnamento ideale: un buon vino bianco del nord italia, profumato e leggermente frizzante.



sabato 25 maggio 2013

Pappa al pomodoro di orzo: parola d'ordine: comfort food

...non voglio esprimermi sulla maledetta primavera, ne leggiamo e sentiamo già abbastanza per farci venire orticaria ed esaurimenti per tutto l'anno!
Quindi mi limito a suggerire un ottimo comfort food, preciso per questi casi di meteorofobia (e mi fermo qui. Inizia a prudermi l'occhio e a ballare la palpebra..).

Il mio comfort food per eccellenza è l'epica e intramontabile pappa-al-pomodoro -chevvelodicoaffà- ma da quando mi autoproduco il pane non ne avanza mai mezza briciola, quindi non ho più occasioni di sfruttare il pane posso (se non ovviamente progettando in anticipo di voler fare quella ricetta quel giorno, e quindi iniziare una settimana prima a far seccare il pane nel sacchetto di carta aperto...  perché poi quello con il lievito naturale rimane integro mooooooolto più a lungo). Eppure io DOVEVO poter mangiare la mia pappa!! ..manco fossi un'eroinomane in astinenza dalla robbba,ma la depressione da maltempo è una brutta bestia..

MENOMALE che ho la dispensa sempre superfornita di vasetti di semi, farinacei e.. fiocchi: miei preziosi alleati di colazioni, pranzi e cene.. evvai di fiocchi di orzo!


Pappa al pomodoro con fiocchi di orzo



 

Per una maxi scodella anti-depressiva:


1 tazza di fiocchi di orzo (meglio quelli piccoli se ne avete, i miei erano grandi)
250 g di polpa di pomodoro
2 spicchietti d'aglio
1 goccio di vino bianco secco
1 cucchiaio di olio extravergine
brodo vegetale o acqua salata
1 pezzo di crosta di parmigiano
1 rametto di rosmarino e 1 fogliolina di alloro (meglio il basilico.. lo sto aspettando)
abbondante pepe









Iniziare tostando i fiocchi in una padella antiaderente, senza farli annerire. Se sono quelli grandi, tritarli brevissimamente al mixer (ho saltato il passaggio, di solito mi piace più papposa).
Preparare un pentolino con del brodo vegetale o semplicemente dell'acqua salata.
In una casseruola fare un soffritto con l'olio e l'aglio sminuzzato (se non vi piace il sapore intenso dell'aglio, lasciatelo intero o schiacciato e poi rimuovetelo). Sfumare col vino bianco e lasciar evaporare. Aggiungere un mestolo di brodo e il pomodoro, infine i fiocchi, la crosta di parmigiano e gli odori. Man mano che i fiocchi assorbono, aggiungere acqua. Continuare la cottura finché si sarà ottenuta una vera pappa, e i fiocchi quasi non si vedranno più (circa 15 minuti in tutto).
Divorare con una spolverata di pepe, celebre anti-depressivo.









sabato 18 maggio 2013

Non la solita pasta e fagioli: strozzapreti e fagioli neri

Torniamo indietro??? ahhh beh, a me non dispiace consolarmi con pappette ipernutrienti e super energetiche. E poi ho sempre sbottato contro quelli che "come fai a mangiare il minestrone d'estate?"....... Ma ce la fai?! Le verdure, secondo te, quando crescono: pisellini, sedano, zucchine, pomodori....... a gennaio?!




Tornando alla ricetta, l'idea è quella di proporre una pasta e fagioli che, oltre ad avere il potere di tirare su il morale di un facocero, sia anche un "matrimonio di mondi". Ho usato una italianissima pasta di grano duro, gli strozzapreti, insieme ai fagioli neri dell'Ecuador, i frijoles! ...d'altro canto, in Europa ce li hanno portati loro i fagioli.. e menomale! Qui trovate un approfondimento interessantissimo sulla produzione di fagioli e di quelli neri in particolare. Mi piacciono cucinati in ogni modo, anche lessati e ripassati in padella restano belli sodi, la buccia non si sfalda facilmente come accade ai cannellini o ai borlotti. Infatti il loro impiego ottimale a mio avviso è con mais e verdure in insalata (li ho portati ad un picnic con enorme successo), oppure caldi da contorno a del riso bianco profumato. Ma hanno anche un sapore deciso che li rende stuzzicanti anche per zuppe e salse.


Già che ci sono, faccio anche un po' di informazione: fino al 6 luglio abbiamo la possibilità di acquistare ben 30 tipi di prodotti Altromercato d'uso quotidiano a prezzi scontati, ovviamente senza gravare sui produttori. L'offerta viene rinnovata ogni mese. Basta controllare la lista delle botteghe aderenti.





Pasta e fagioli:
strozzapreti e fagioli neri dell'Ecuador

Per 2 persone:

140 g di strozzapreti secchi
1 tazza di fagioli neri Altromercato (già lessati in acqua e alga kombu)
1 carota piccola
1/2 gambo di sedano
1/3 di cipolla
2 spicchi d'aglio
odori (io alloro, salvia e rosmarino)
sale, peperoncino fresco
un goccio di vino bianco secco
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


In una piccola casseruola mettere a bollire circa un litro d'acqua salata. Quando l'acqua bolle, buttare gli strozzapreti e cuocere per circa 6-7 minuti (se utilizzate quelli freschi, andranno appena tuffati in acqua bollente, e poi cotti insieme alle verdure). A parte, in una più capiente, fare un soffritto con tutte le verdure sminuzzate molto finemente e il peperoncino. Sfumare con il vino, aggiungere un po' d'acqua calda e lasciar stufare cinque minuti. Aggiungere poi i fagioli e gli odori, con un mestolo di acqua della pasta. Scolare la pasta e tenere da parte anche l'acqua.
Quando le verdure sono cotte, eliminare aglio, peperoncino e odori, e frullare velocemente parte della "zuppetta", avendo cura di lasciare delle verdure intere (sempre se vi piace). Aggiustare di sale. Rimettere sul fuoco con la pasta e continuare a stracuocere, aggiungendo dell'acqua all'occorrenza, fino a cottura ultimata. A me piace stracotta! Servire con un filo d'olio a crudo.





mercoledì 15 maggio 2013

Risottino allo zafferano marocchino con rucola e zucchine

Come dice mia mamma: se il risotto è fatto come dio comanda, non servono burro né formaggi.

Sembra una frase da niente, ma credo sia stato proprio questo concetto, anni fa, a proiettarmi verso questo mondo fatto di semplicità e natura. Come la cucina della mamma. Intendiamoci: non che lei sia una guru della cucina naturale e vegana.. però quello che cucina è così, come lo vedi. Senza trucchi e barbatrucchi.
Essendo abituata a gusti netti e "puliti" fin da piccola, è stato abbastanza naturale il passo verso lo stile di vita che conduco ora, in modo consapevole: niente condimenti extra, niente elementi superflui. Necessary is the way!

Piattino semplice semplice, per i palati mai stanchi del piatto caldo confortante, nemmeno con 30° all'ombra.
Vegan, perché mantecato con olio, e senza glutine ovviamente!






Risottino allo zafferano marocchino
con rucola e zucchine

per 2 persone:

150 g di riso carnaroli
1 zucchina piccola
1/2 cipolla
1 bella manciata di rucola
1 litro di brodo vegetale
1/2 bicchiere di vino biancosecco e profumato
1 cucchiaino di pistilli di zafferano marocchino
sale, pepe
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva (io mosto)


Innanzitutto, preparare il brodo vegetale (sedano-carota-cipolla-sale) e tenerlo in caldo. Prelevarne mezzo mestolo e lasciare lo zafferano in infusione. Tostare il riso in una pentola dal fondo spesso, senza condimenti. Spegnere il fuoco. Affettare la zucchina e la cipolla e aggiungere quest'ultima al riso insieme a un cucchiaio di brodo caldo, accendere il fornello e iniziare la cottura. Appena asciuga, sfumare con il vino bianco. Aggiungere un mestolo di brodo alla volta, aspettando pazientemente che venga assorbito il liquido. A metà cottura aggiungere la zucchina e lo zafferano filtrato. Dopo un paio di minuti, aggiungere anche la rucola e continuare a cuocere aggiungendo brodo all'occorrenza. Il segreto per la cremosità è proprio quello di mantenere costante la dose di liquido nel risotto, pazientemente. A fine cottura, spegnere il fuoco, aggiungere l'olio e il pepe, eventualmente aggiustare di sale, e impiattare.





lunedì 6 maggio 2013

Hummus di soia verde con papad di ceci e cumino

Ecco cosa fare quando cuocete mezzo chilo di legumi tutti insieme. A volte mi faccio prendere dalla frenesia di preparare 20 cose diverse con lo stesso ingrediente, per non dover lasciare il solito pugnetto di legumi chiuso nel sacchettino e seppellirlo nella dispensa per mesi e mesi - che poi è troppo da cucinare per me sola,  troppo poco per mangiarci in due..

Questo chilo di soia verde zonzolava in dispensa da un po'.. Dopo averla preparata un paio di volte in inverno, fra deliziosi stufati di legumi e polenta, il raptus che mi ha posseduto per un istante mi ha portato a cucinarla TUTTA... poveri noi:

Zuppa di legumi e cereali: fatta.
Zuppa di soia e alghe: fatta.
Soia stufata con le patate: fatta.

...che mi invento con due belle tazze di soia cotta parcheggiate in frigorifero??



Risposta abbastanza ovvia. Hummus! Sorprendentemente, è venuto anche più cremoso di quello di ceci e profumatissimo. Certo, il colore non è proprio super-invitante.. ma diamine, se non abbattiamo noi questi pregiudizi!

















Dato che quel giorno ho anche rinfrescato la Gina e avevo della pasta avanzata, ho preparato delle simil schiacciatine in abbinamento, tanto per provare qualcosa di diverso dai soliti chapati, che preparo settimanalmente. Ho voluto imitare le papad indiane, che adoro, anche se non ho ancora trovato la farina di lenticchie che conferisce un sapore inconfondibile. L'ho sostituita con la farina di ceci mista a kamut, con un ottimo risultato, anche se lontano dall'originale. Se volete assaggiare un ottimo esemplare di papad, provate quelle dell'Altro Mercato. Fra l'altro, potete prepararne in grandi quantità, perché si conservano per giorni e giorni, e la pasta madre è un valore aggiunto, assolutamente non necessario.





Hummus di soia verde
con papad di ceci e cumino


 Per l'hummus:

2 tazze di soia verde cotta in acqua non salata con alga kombu
2 cucchiai di tahin
40 ml circa di olio di sesamo bio
1 cucchiaino di semi di cumino
1/2 limone
1 spicchietto d'aglio (ma fate prima i conti con la vostra tolleranza)
sale
pepe

 Per le papad:
100 g di pasta madre non rinfrescata
2 cucchiai di olio di semi di girasole
100 g farina di ceci Molino Chiavazza
100 g farina di kamut + altra per stendere
1 cucchiaio di semi di cumino tostati e pestati
sale
acqua qb


Preparare l'imapsto per le papad, che si può preparare la mattina per la sera, o la sera per il giorno seguente: miscelare le farine con i semi e fare un buco al centro, in cui inserire la pasta padre a pezzettini e mezzo bicchiere d'acqua. Impastare e aggiungere l'olio un po' alla volta. Continuare ad impastare e inserire il sale. Deve risultare un composto abbastanza duro e non troppo elastico, quindi se troppo molle aggiungere altra farina. Lasciare riposare qualche ora in una ciotola di ceramica coperta da pellicola.

Per l'hummus di soia, basta inserire tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'olio, nel mixer e frullare tutto, aggiungendo l'olio a filo fino a raggiungere una consistenza cremosa. Assaggiare per regolare di sale.

Preparare le papad: dividere l'impasto in parti uguali, grandi come palline da pingpong, scaldare una piastra di ghisa sul fuoco e stendere le palline una per una, aiutandosi con un po' di farina, e formare dei dischi sottili 1-2 mm, che andranno bucherellati con uno stuzzicadenti. Munirsi di una patata tagliata a metà per oleare uniformemente la piastra. Cuocere le papad una ad una da entrambi i lati per qualche minuto, molto più a lungo rispetto al pane chapati, poiché devono indurirsi e diventare croccanti. Quando le bolle in superficie iniziano a colorarsi di bruno, sono pronte. Ricordarsi di oleare la piastra ogni volta, utilizzando la patata.



Sono ottime per accompagnare l'hummus, calde o fredde, con un semplice contorno di crudité.



 

















Quelle avanzate le ho spezzettate e conservate in una scatola di latta per 5 giorni: sono un ottimo spezzafame.










lunedì 15 aprile 2013

Risotto ai carciofi con salsa di anacardi (senza latticini)

Con questo risottino, senza glutine e senza latticini, ho detto addio all'inverno! Da oggi si comincia con le minestre di verdurine primaverili, finalmente :)
L'ho preparato in una di quelle serate uggiose e tremendamente gelide, a dispetto del calendario (aprile??!), dato che uno dei nostri migliori amici non mangia formaggio, burro e in generale derivati del latte.. non per intolleranze, bensì per fisime autocertificate credo..

Comunque sia, avevo in mente di prepararlo con la crema di anacardi che avevo in "dotazione", che con l'amarognolo dei carciofi a mio avviso stava più che divinamente; ma poi purtroppo ho notato che negli ingredienti compariva il buon vecchio Grana Padano d.o.p.... mannaggia!! Ma dato che in dotazione avevo anche gli anacardi nudi e crudi, ho deciso di farla da me, escludendo il grana.

Quindi posso partecipare al contest Diversamente buoni del blog Cucinatollerante 








Risotto ai carciofi con salsa di anacardi
senza latticini, glutenfree

per 4 persone:
320 g di riso carnaroli
3 carciofi con le spine
olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco di ottima qualità
1/2 cipolla
2 spicchi d'aglio
1 foglia d'alloro
sale, pepe

Per la salsa di anacardi:
80 g di anacardi al naturale
3 cucchiai di olio di semi di girasole
50 ml latte di soia
1 cucchiaino di tahin
sale





Mettere a bollire una pentola con circa 1,5 l d'acqua. Nel frattempo pulire bene i carciofi. Quelli con le spine sono difficili da trattare, ma a me piacciono molto di più, perciò mi armo di pazienza! Separare il gambo e tagliare i carciofi a metà. Metterli a bollire nell'acqua, con il sale, l'aglio e una fogliolina d'alloro. Scolare quando sono ancora al dente e conservare il brodo in caldo, eliminando alloro e aglio.
Preparare i carciofi che saranno aggiunti al riso a fine cottura: io ho usato i cuori e i gambi tagliati a pezzettini, daranno cremosità. Le foglie mi piace mangiarle saltate in padella, perciò le ho tenute da parte per un'altra preparazione.

Tostare il riso in una padella con l'olio e la cipolla, sfumare con il vino bianco e portare il riso a cottura, aggiungendo un mestolo di brodo di carciofi alla volta.
Nel frattempo preparare la salsa di anacardi, frullando tutti gli ingredienti al mixer, aggiungendo l'olio a filo. Io non l'ho usata tutta, ma dipende da quanto vi piace condito il risotto.
Dopo 10 minuti di cottura del risotto, aggiungere i carciofi a pezzettini e continuare la cottura, fino a ultimarla.
A fuoco spento, mantecare con un mestolino di brodo, la salsa di anacardi e il pepe.
Servire accompagnando con aualche fettina di carciofo croccante saltata in padella con aglio.









venerdì 5 aprile 2013

Tofu all'aglio con salsa verde di foglie di sedano e semi di senape

Tornata dalla pasqua napoletana, felice e appesantita.

Rituffarsi nel vuotodi certe giornate è drammatico. Mi sono fatta durare la pastiera il più possibile, per continuare ad assaporare ogni giorno un pezzettino di beatitudine.. ma prima o poi, inevitabilmente, finisce.

Ecco cosìè l'atto creativo di una ricetta: riempire un vuoto, colorare un muro grigio.

Torno al mio solito regime alimentare, perchè sì, ho mangiato a tradimento, senza mai pensare una volta se stessi mangiando troppi carboidrati o troppi latticini.. ma devo dire che il mio corpicino ne ha leggermente risentito, scaraventato in un turbinio lussurioso di leccornie, dal suo rigore alimentare impeccabile! Perciò, ecco il mio primo pasto del ritorno:





Tofu all'aglio
con salsa verde di foglie di sedano e semi di senape


Per il tofu
1 porzione di tofu autoprodotto
1 cucchiaio di salsa di soia
un pezzo di zenzero fresco grattugiato e il suo succo
il succo di mezzo limone
1 spicchio d'aglio
semi di sesamo e di girasole
1 cucchiaio d'olio evo

Per la salsa verde
foglie di 4 gambi di sedano
succo di mezzo limone
1/2 spicchietto d'aglio
4 capperi dissalati
1 cucchiaino abbondante di semi di senape Altromercato
1 cucchiaio di olio evo
pepe


Preparare prima la marinata per il tofu, emulsionando la salsa di soia, il limone, lo zenzero con il suo succo, l'olio e l'aglio grattugiato. Lasciare il tofu immerso in questo liquido almeno mezzoretta.

Tostare i semi di senape  in una padella, spegnere il fuoco quando iniziano ascoppiettare. Lavare e asciugare accuratamente le foglie di sedano, inserirle nel mixer con tutti gli altri ingredienti e frullare fino ad ottenere una crema corposa, non troppo liquida.

Scaldare una piastra, scolare il tofu e cucinarlo da entrambe le parti, finché non si sarà asciugato e inizierà a formare la crosticina. Buttare in padella i semi a tostare, poi sfumare con il liquido della marinata, spegnendo il fuoco immediatamente, perché si riduce subito.

Impiattare con i semi e accanto la salsa verde.

Gli spicchi d'aglio che vedete sono stati lasciati 20 minuti in infusione in un brodo caldo con timo, alloro e rosmarino. Mangiati così sono ottimi, e non si ripropongono, giuro ;)








 Depurazione da proteine e grassi animali mode ON!
...ma tanto per darvi un'idea delle nostre nostalgiche colazioni post-Napoli:



 

giovedì 21 marzo 2013

Pane in cassetta al latte di riso con pasta madre

Oggi parliamo un po' della mia bimba, la Gina.
Non ha ancora 4 mesi, ma mi ha già regalato momenti indimenticabili!!
Chi non panifica forse non può comprendere fino in fondo l'emozione nel vivere quella trepidazione incollati davanti al forno, con il profumo di pane casereccio per tutta casa, né la fragranza delle brioches calde, o il suono armonioso della crosta di una pagnotta che si sfalda in mille briciole dorate... 
sì, emozione, perché -è proprio il caso di dirlo- è tutta farina del mio sacco :)

Certo, non è che il rapporto con la Gina sia tutto rose e fiori eh.. Come tutte le coppie mamma-figlia isteriche, anche noi abbiamo i nostri momenti no. Perché anche lei fa i capricci, quando non vuole decidersi a fare il suo dovere e non si decide a crescere, costringendomi a prolungare i tempi di attesa e sballandomi tutti i piani. Oppure quando diventa troppo acidella, allora sì che è un colpo inferto al mio orgoglio di mamma!

Ovviamente non vi parlerò degli insuccessi, ma di ciò di cui sono più orgogliosa!

Ecco un ottimo pane, che ho già fatto molte volte, con buonissimi risultati. Ho provato diversi tipi di latte e olio, arrivando alla conclusione che l'esito migliore è quello con il latte di riso e l'olio di sesamo. Se riuscite a conservarne qualche fetta per la mattina, è una goduria con una buona marmellata di albicocche o di mele, consiglio quelle meno "acide", dato che questo pane è già molto saporito.


pane in cassetta con latte di riso e semi di papavero

Pane in cassetta al latte di riso
con pasta madre

300 g di farina manitoba
200 g di farina 0
150 g di pasta madre rinfrescata da 8-10 ore
1 cucchiaino di miele o malto
400 ml di latte di riso + 1-2 cucchiai
40 g di olio di semi di girasole
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio raso di sale

a piacere, semi si sesamo o papavero per la copertura


Sciogliere la pasta madre nel latte tiepido con un cucchiaino di malto o di miele. Mescolare le farine in una terrina molto capiente e versare nel mezzo il lievito sciolto, iniziare ad impastare. Sciogliere il sale denn'olio di semi e aggiungerlo, sempre impastando. Lavorare sulla spianatoia fino ad ottenere un impasto elastico ma non appiccicoso. Oleare una boule di vetro, adagiare la palla e coprire con pellicola o con panno umido. Lasciar riposare in forno spento fino al raddoppio. Quando fa molto freddo, io metto accanto un pentolino con dell'acqua calda per accelerare i tempi, che in genere non superano le 4-5 ore.
Riprendere l'impasto, lavorare ancora qualche minuto facendo le pieghe, poi adagiarlo delicatamente nello stampo del pane in cassetta (io uso quello del plum cake). Coprire di nuovo con pellicola e lasciare riposare altre 2 ore circa*.
Cuocere in forno statico a 180° per circa 25 minuti. Estrarre dal forno e pennellare la superficie, che ormai si sarà gonfiata, con un'emulsione di latte e olio di sesamo e cospargere con i semi preferiti. Rimettere in forno per circa 10 minuti. Togliere dal forno e far freddare su una gratella.

Si conserva per qualche giorno al riparo dall'aria. Un ottimo metodo per conservarlo è congelarlo già a fette: se lasciate scongelare naturalmente, a temperatura ambiente, è morbido e profumato come fosse fresco!


*Volendo a questo punto è possibile lasciarlo in frigorifero tutta la notte, estrarlo la mattina, lasciarlo qualche ora a temperatura ambiente e cuocerlo il giorno dopo. Ho provato in entrambi i modi, ma non ho notato differenze di nessun tipo fra i due risultati. 






pane in cassetta con latte di soia





colazione con pane in cassetta tostato


venerdì 8 marzo 2013

Barbabietola marinata allo zenzero "incavolata"

Don't call it millefoglie, please!! 

Il motivo è che io ODIO qualsiasi preparazione, dolce o salata, chiamata millefoglie.
Ma proprio a prescindere! Le rare volte in cui mi trovo a mangiare una cosa del genere è sempre un disastro..
Va bene che adesso va di moda il CONTRASTO - morbido/croccante, caldo/freddo, dolce/salato, grasso/sgrasso etc etc.. etc.......... Ma qualcuno mi fa ripetizioni sulla modalità di porzionamento di un millfoglie con forchetta e coltello, finalizzato al singolo boccone?? Al di là della presentazione fashion, della maestria con cui lo chef impila sapientemente pappette e cialdine in una torretta infinita; al di là della qualità dei prodotti e al di là dell'equilibrio impeccabile di sapori............ alla fine mi trovo sempre a raccogliere le briciole della parte croccante con forchetta e coltello, e a mangiare la parte morbida con il cucchiaio! E manco mi interessa più se sto mangiando mousse di aragosta con polvere d'oro (per dire) con cialda di parmigiano super riserva al tartufo, occhessoio!

Detto questo, IO preparo cose a strati. Mi capita.
Ma in genere (smentitemi pure se trovate qualche scheletro nel blog!) sono facili da tagliare, anche con la forchetta. Forse col grissino no, ecco. Ma almeno uno si mangia un boccono con dentro tutto, senza far crollare la torre di Pisa!

Che arguta filosofia, eh?!

Barbabietola marinata allo zenzero "incavolata"

Barbabietola marinata allo zenzero "incavolata" 
(con mousse di cavolfiore e sesamo)

1 barbabietola cotta a vapore e privata della buccia

Per la marinata:
1 pezzo di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi
succo di 1/2 limone
1-2 cucchiai di olio di sesamo

Per la mousse di cavolfiore:
1/2 cavolfiore cotto a vapore, compresi gambi e foglie
1 cucchiaio di tahin
1 cucchiaio di yogurt di soia
una punta di aglio
qualche goccia di succo di limone
sale e pepe


Affettare la barbabietola per ricvarne dei dischi sottili circa 3 mm. Preparare la marinata emulsionando insieme gli ingredienti e immergervi le fette. Lasciare riposare mezzoretta.
Nel frattempo preparare la mousse: frullare al minipimmer tutti gli ingredienti, lasciando per ultimo lo yogurt, per poter regolare la giusta consistenza. Se necessario aggiungerne dell'altro.

Impiattare alternado gli strati di barbabietola, leggermente scolata, con la cremina ottenuta, decorando con semi di sesamo (e alla fine l'ho messa, la parte croccante!).



Barbabietola marinata allo zenzero "incavolata"


Certo, seguendo il trend del momento, questo piatto andrebbe "coppato" e servito con forme a parallelepipedo svettanti sull'insalatina, che sono trooooppo chic!!!!!!!!!!
...E che ci facciamo con gi scarti della barbabietola? Che si buttano via?? :)


lunedì 25 febbraio 2013

Focaccia integrale "rovesciata" con cipolle rosse

sì, sono una di quelle. Sto aspettando i risultati delle elezioni, ma siccome sono tesa, devo occupare mente-mani-occhi in qualche modo....
indi per cui, ecco un nuovo esperimento con la mia pasta madre (Gina).


focaccia rovesciata integrale con cipolle rosse

Non essendo un'esperta del settore, dato che panifico da pochi mesi, non mi dilungo mai discorrendo della mia bimba acidella e dei tipi di impasto, perché ho ancora molta strada da fare. Però a volte rimango davvero gratificata del risultato e in questi casi vale la pena condividere ;)

Ho trovato una ricetta su paperblog e mi ha attirato subito per due motivi: 1. le cipolle, che io ADORO sia sulla pizza che sulla focaccia, ma che mi si seccano sempre troppo; 2. la farina integrale, che per la focaccia non ho mai usato/assaggiato.

Infatti non mangio mai focacce. In genere, o sono troppo unte, o troppo soffici (e quindi gatta ci cova al gusto di strutto...) o entrambe le cose. Anche se mia mamma mi fa giustamente notare che era la mia merenda fissa delle medie, la focaccia dolce!! Ma che è poi, 'sto lievitato raffinato pieno di zucchero dentro e fuori, mezzo cristallizzato e mezzo sciolto, appiccicoso e colante?! A ripensarci ora... beh meglio non pensarci :( anzi, pensiamoci e facciamo il confronto con questa focaccia-tatin, che IO ho fatto, non il panettiere, e che -cavolo!- è più buona, davvero buona, superlativa!!
focaccia rovesciata integrale con cipolle rosse

..endovena di modestia plz!












Focaccia integrale "rovesciata" con cipolle rosse



100 g di pasta madre rinfrescata 10 ore prima
150 g di farina 00 per pizze e focacce Molino Chiavazza
100 g di farina integrale
50 g di semola di grano duro
acqua q.b. (circa 200 ml)
1 cucchiaino di sale fino + 1 cucchiaio di sale dolce di Cervia (grosso)
un cucchiaino scarso di miele (o zucchero)
2 cipolle rosse
origano
6-7 cucchiai di olio Dante conDisano



Miscelare le farine, fare una fontana sulla spianatoia e mettere al centro la pasta madre a pezzettini. Scaldare l'acqua fino a intiepidirla e versarla poco per volta nel centro con il miele, iniziando a scioglere la pasta madre e a impastarla con la farina. Conservare qualche cucchiaio d'acqua per sciogliervi il sale fino, aggiungendolo solo a impasto avviato, per evitare il contatto diretto con la pasta madre.
Ottenere un impasto elastico, non appiccicoso ma abbastanza morbido.
Mettere la palla in una marmitta di vetro unta d'olio, coprire con un panno umido e lasciar lievitare in un luogo caldo e umido (io in forno con un pentolino d'acqua calda accanto) fino al raddoppio. Io l'ho lasciata tutto il giorno, dalle 10 di mattina alle 18 di sera, quando sono tornata a casa, senza impastare una seconda volta. In questo modo la focaccia non sarà altissima e morbidosa (bùùù) ma croccante e friabile (sììì, come piace a me!).
Estrarre la marmitta, accendere il forno a 250°.
Stendere la pasta sulla spianatoia, senza schiacciarla, allargandola aiutandosi con una mano sotto e una sopra e con i polpastrelli. Si dovrebbe ottenere un rettangolo della stessa grandezza della teglia.
Ungere una teglia con 4 cucchiai di olio, cospargerla di cipolle tagliate fini e sale grosso. Rivestire con la pasta.
Cuocere per 10 minuti nel ripiano basso del forno, poi per altri 20 (dipende dal forno) nel ripiano medio. Controllare la cottura.
Lasciar freddare fuori dalla teglia, se ci riuscite... la mia non è arrivata alla temperatura ambiente!



focaccia rovesciata integrale con cipolle rosse




sabato 16 febbraio 2013

Una zuppa alla Bridget Jones... quasi blu!



Bridget: How's it look?
Mark: Uh, great. It's, um, blue.
Bridget: Blue?
Mark: No, but, blue is good. If you ask me there isn't enough blue food.
Bridget: Oh, shit! It must be the string.
Mark: Oh, it's string soup?















Adoro questo film! Quasi quanto Mrs Doubtfire in effetti.......  ma non so se Renée può batte Robin ad armi pari..


A parte qualche divagazione nell'infanzia - segnata da grandiosi film devo dire (!)- la mia zuppa non è stata colorata da uno spago, ma da un ottimo dolcissimo e profumatissimo crauto rosso! Adoro i crautennnn! Sono crucca nell'anima io, wuerstel a parte...
 
Inoltre è una zuppa di riciclo, perché ho usato le parti più dure del crauto, quelle che non si possono mangiare in insalata, e due patate al cartoccio avanzate la sera prima.. bucce comprese! Ecco come le ho usate:


zuppa di crauti e bucce di patate

Zuppa di crauti rossi e bucce di patate


avanzi di un crauto rosso, comprese le venature
2 patate bio cotta al cartoccio con la buccia
1 carota
1/2 cipolla rossa
zenzero fresco
1 foglia di alloro
1 cucchiaio di olio di semi di girasole bio
fieno greco
aneto
spezie miste per la buccia (io curcuma e paprika dolce)
sale e peproncino


Mettere a bollire una pentola con 3 mestoli d'acqua, tagliare le verdure, eccetto la patata, e tuffarle insieme all'alloro, allo zenzero, al peperoncino fresco e un pizzico di sale.
Nel frattempo pelare la patata e passare la buccia nelle spezie. Io ho sfruttato il forno acceso per metterla a seccare, in modo da renderla croccante.
Quando le verdure saranno abbastanza ammorbidite, eliminare lo zenzero e l'alloro, aggiungere la patata e frullare tutto. Rimettere a cuocere a fuoco bassissimo con un pizzico di fieno greco.
Servire con un filo d'olio di semi, aneto e le bucce croccanti.




zuppa di crauti e bucce di patate



lunedì 11 febbraio 2013

Miglio e broccoli al miso: metodo della non cottura

Rapido post per elogiare questo fantastico metodo di cottura.. anzi, di non cottura!
Magister artifex: Ravanello curioso, che ne parla qui.

Si risparmia tempo e denaro, basta organizzarsi un minimo e... una volta preso il via, chi ti ferma più?!? è già il terzo giorno di fila che preparo legumi e cereali con questo metodo e sono più che soddisfatta.Inoltre oggi mentre cuocevo-non cuocevo il miglio, sopra ho messo il cestello della cottura a vapore, così nel frattempo ho cotto anche due broccoli, e ne ho a sufficienza anche per pranzare domani! La cottura a vapore è l'ideale per questa verdura, che non perde le sue proprietà incredibili.. ma ne parliamo dopo ;)


Oltre ad essere buonissimo, questo piatto è una vera bomba ferrea-energetica! infatti il miglio è uno dei cereali più proteici e ricchi di sostanze minerali, fra cui ferro e calcio, alla faccia di quelli che sfottono noi migliofagi perché secondo loro è il mangime dei canarini :p
Il broccolo è di stagione, è super economico, ipocalorico, buonissimo ... che ve lo dico a fa'!? Ma forse qualcuno ignora il fatto che anch'esso sia ricchissimo di calcio e soprattutto ferro, la qual cosa alla sottoscritta fa tanto bene perché ho sempre avuto il valore del ferro bassissimo. Basta avere l'accortezza di "fissarlo" associando al broccolo un elemento acido, che può essere il pomodoro, il limone oppure un frutto consumato subito dopo.
Infune, sul miso per non tediarvi troppo, mi limito a dire che è un antinfiammatorio naturale, in quanto alcalino, e quando lo si usa si può omettere del tutto il sale.

Eccovi, quindi, la ricetta (per il metodo della non cottura vi rimando al blog di Ravanello curioso )



miglio e broccoli al miso


Miglio e broccoli al miso


Per due affamati (molto!)

180 g di miglio integrale
acqua (il doppio del suo volume)
2 spicchi d'aglio
1 broccolo piccolo, con gambo e foglie
4-5 olive nere
semi misti (io girasole e sesamo)

condimento:

2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di hatcho miso bio
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1/2 limone spremuto
2 cucchiai di olio si semi di girasole bio


Lavare benissimo il miglio in una ciotola, alternando acqua calda e fredda, risciacquando ogni volta. Continuare finché l'acqua non risulta limpida. Scolare e versare in una pentola con l'acqua e gli spicchi d'aglio. Coprire con il cestello della cottura a vapore, dove avrete già preparato il broccolo tagliato, con gambo e foglie. Accendere il fuoco e a partire dal bollore calcolare 10 minuti di cottura. Spegnere il fuoco e lasciare con coperchio chiuso fino a totale assorbimento dell'acqua (l'ideale è preparare la mattina prima di uscire di casa, per consumare a pranzo o cena).

Peparare un'emulsione con salsa di soia, zenzero, limone e in ultimo olio. Scaldare un cucchiaio d'acqua e sciogliervi il miso, da aggiungere al condimento. Tenere da parte.

In un piatto unire il miglio ai broccoli, aggiungere le olive e i semi tostati, condire il tutto.
è ottimo sia caldo che a temperatura ambiente.




miglio e broccoli al miso

giovedì 7 febbraio 2013

Farinata di castagne e fleur de sel .. e collaborazione!

Oggi vince la semplicità. Almeno in cucina..
Ho un turbine di pensieri in testa che mi impediscono di essere astrusa e complicata nelle piccole cose, perciò vagheggio la semplicità.

Eccone un esempio: una farinata per pranzo. Quante ne ho fatte di queste, con la farina di ceci!! Negli anni universitari era un'habitude, come schiscetta è perfetta: gustosa, nutriente, compatta. Ancora più completo il pasto se si aggiungono delle verdure alla pastella.

Approfitto di questa prova di semplicità per introdurre una nuova collaborazione, con Olio Dante, che ho avuto il piacere di ricevere qualche giorno fa!


Olio Dante - Oleifici Mataluni


Mi arriva quell'omaccione del corriere, con questi due scatoloni che sapevo contenere sei bottiglioni d'olio (ITALIANO AL 100%!) e me li molla lì, alla porta... e io già a pensare come-diamine-faccio-tre-rampe-di-scale?!? ...e invece li sollevo come niente! ..'mmazza 'sto pilates cosa funziona eh?! ..vabeh, c'era il barbatrucco: le bottiglie non sono in vetro, ma in PET, purissima plastica! Certo, lì per lì anche io sono rimasta sorpresa, per poi scoprire che secondo gli ultimi studi condotti, una buona plastica, pura e con un certo spessore e di una colorazione scura, preserva la qualità dell'olio esattamente come il vetro, poiché il nemico n.1 dell'olio è l'ossigeno, e in questo caso non c'è pericolo che filtri attraverso di essa. Non c'è bisogno di dire che Olio Dante ha progettato appositamente le bottiglie in PET al fine di mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche dell'olio, a partire dal preservare il prodotto dalla luce e dall'ossigeno. Questo materiale è caratterizzato da un grado di purezza molto elevato. Infatti non sono presenti nemmeno in minime quantità plasticizzanti né stabilizzanti, perciò il prodotto è puro al 100%, senza rischi di contaminazioni!

L'olio Dante ConDiSano è arricchito con vitamina D, fondamentale per la mineralizzazione di ossa e denti. Altra scoperta: questa vitamina è presente soprattutto nelle carni e nei derivati animali - di cui, come sapete, faccio scarsissimo uso - e nella luce solare - io divento un peperone dopo 5 minuti al sole..  Quando si dice cadere a fagiolo :)


Torniamo alla farinata: dicevo, la semplicità. Sì ecco, va bene la semplicità, ma avere in casa il fleur de sel della Camargue e non usarlo per questa ricetta, sarebbe peccato mortale... ecchccecchio, sembra fatto apposta!


Farinata di castagne e fleur de sel - glutenfree



Farinata di castagne e fleur de sel

Per due porzioni
1 tazza di farina di castagne
1 cucchiaio di farina di riso
un pizzico di bicarbonato
2 cucchiai di olio Dante conDisano
1 rametto di rosmarino
acqua q.b.
pepe e fleur de sel q.b.

Preparare la pastella: setacciare le farine e il bicarbonato in una terrina ampia. Versare l'acqua a temperatura ambiene, un mestolo alla volta, sbattendo bene con una frusta per non formare grumi. Si otterrà una pastella che scrive. Aggiungere l'olio, mescolare bene e in ultimo inserire il rosmarino tritato grossolanamente e una grattata di pepe. Scaldare una piastra per crepes e versare la pastella solo quando è rovente, distribuendola bene aiutandosi con un moviento circolare della piastra. Ora distribuire il fleur de sel uniformemente, senza esagerare. Lasciar cuocere a fuoco medio-alto per almeno 5 minuti, poi ribaltare per due minuti, per formare la crosticina anche sopra. Girare di nuovo e tenere in caldo fino al consumo.




Farinata di castagne e fleur de sel - glutenfree