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martedì 24 gennaio 2012

Soia gialla: zuppa speziata con carote e arancia e soia dolce-amara con radicchio e porri



Ecco cosa succede quando nella dispensa c’è mezzo chilo di soia gialla in scadenza: la cucina diventa un campo di battaglia, al completo di feriti e caduti!!
La soia rende decisamente moltissimo: con meno di 2 euro ho prodotto pranzi e cene da bastarmi per mesi!! ..fra bistecchine, zuppe e secondi piatti! 
Le bistecche di soia sono ormai un classico della cucina vegan, ci si può sbizzarrire sia con gli ingredienti che con la forma (hamburger, polpette, crocchette etc..). Io ne ho fatte alcune con pomodoro e timo, altre con avena, curcuma e cumino, le ho congelate (me ne sono venute circa 15) e sono pronte per essere cucinate in umido con dei sughetti, o semplicemente rosolate con olio o al forno. Ovviamente la soia è già cotta e frullata, però avendo usato anche della farina o del pangrattato nell’impasto, io le ho fatte bollire per qualche minuto, poi le ho scolate. Risultano così molto più compatte, un po’ come gli gnocchi. A questo punto le faccio freddare e le congelo. 

Altri utilizzi della soia gialla ve li trascrivo qui, visto che sono meno comuni. Ho trovato buonissime entrambe le soluzioni! La zuppa non è di mia invenzione, l’ho scovata nel web, ma non so esattamente quale sia la fonte, perché l’ho trovata in vari forum identica, quindi deve essere stata scopiazzata da qualche parte in origine. Ammetto che anch’io ho storto il naso nel leggere gli ingredienti, ma è davvero ottima! Mi sono proprio ricreduta!



ZUPPA SPEZIATA DI SOIA GIALLA 
E CAROTE



Per 2 porzioni:

1 tazza di soia gialla già lessata ma non sfaldata

1 carota grossa

Sedano, cipolla

½ arancia

Sale, peperoncino

Coriandolo, zenzero, noce moscata

Salsa di soia e semi di papavero per decorare


Si può partire dal soffritto, ma io preferisco mettere le verdure tagliate finemente direttamente in acqua fredda, poi tengo un pentolino di acqua calda e l’aggiungo di volta in volta. Quando bolle, aggiungo poco sale, le spezie e lascio cuocere per 15 minuti. Aggiungo poi la soia e spremo l’arancia, poi continuo la cottura per altri 10 minuti. Controllo che le verdure siano cotte, rimuovo il peperoncino e lo zenzero e frullo il tutto. Aggiusto di densità utilizzando l’acqua che ho tenuto in caldo, poi rimetto sul fuoco per qualche minuto. Servo caldissima con qualche goccia di salsa di soia e semi di papavero.. ma sì, anche un cucchiaio di olio si semi di sesamo! 



SOIA GIALLA DOLCE-AMARA


Per due secondi piatti:

1 tazza di soia gialla cotta

1 porro

1 cespo di radicchio

1 cucchiaino di curcuma, coriandolo macinato

zenzero

Uvetta

Vino bianco

1 cucchiaio di salsa di soia

1 cucchiaio di olio di semi


Soffriggere in poco olio di semi il porro con lo zenzero, sfumare con un goccio di vino bianco e far stufare con un goccio d’acqua. Aggiungere il coriandolo macinato, la curcuma e far sciogliere. Inserire il radicchio tagliato a striscioline e stufare con l’uvetta. Aggiungere la soia e mantecare il tutto, con dell’acqua se serve. Prima di servire, aggiungere la salsa di soia e saltare. Servire ben caldo.

Trovo ottimo il contrasto che si crea fra il dolce dell’uvetta-porro e l’amaro del radicchio, mitigato dal sapore vellutato della soia e della curcuma.

giovedì 19 gennaio 2012

Gnocchi di castagne con spinaci e pomodori secchi

Ecco, uno degli ingredienti migliori del mondo! Non solo come sapore, ma anche per la duttilità d'impiego in qualsivoglia ricetta, dolce o salata, moltissime vegetariane/vegane (proprio perché le castagne sono molto nutrienti ed energetiche, possono in tutta tranquillità sostituire una pietanza di origine animale).

Avevo già provato ad abbinare la farina di castagne agli spinaci e ai pomodori secchi, in forma diverse (mi pare di aver fatto una volta  - secoli or sono :) -  delle simil crepes solo con farina di castagne e acqua, ripiene appunto di spinaci e pomodori secchi. Devo dire che i risultati con questi tre ingredienti sono sempre molto soddisfacenti, perciò vi propongo questi




GNOCCHI DI CASTAGNE CON SPINACI E POMODORI SECCHI





per 2 porzioni:

1 patata medio-grossa già lessata con la buccia
farina di castagne q.b.
1 tazza di spinaci cotti in padella senza codimento
4 pomodori secchi
olio extravergine
2 spicchi d'aglio
sale, pepe

Preparare l'impasto degli gnocchi schiacciando la patata, privata della buccia, e impastandola bene con la farina di castagne, quanto basta per avere un impasto sodo e non appiccicoso. 
Formare il salsicciotto e tagliare gli gnocchi.
Preparare una pentola d'acqua e portare a bollore, mentre si riscaldano gli spinaci in una padella in ceramica (per evitare condimenti) con l'aglio e i pomodori secchi tagliati a striscioline. 
Cuocere gli gnocchi nell'acqua leggermente salata. Impiattare prima gli spinaci e sopra gli gnocchi scolati. Condire con un filo di olio a crudo e il pepe.
Semplicemente gustosa!


 






lunedì 2 gennaio 2012

Pasta risottata al limone e pepe rosa.. per farmi perdonare!



Chiedo perdono per la mia assenza!! Ora vi spiego il motivo della mia scomparsa dalla faccia del web: mi sono finalmente trasferita! Io e Diego abitiamo in una bella casetta pazientemente arredata e decorata da noi (santa Ikea ora pro nobis) e oggi sono 2 settimane di meravigliosa convivenza!
Certo, siamo stanchi e assonnati (non ho mai dormito così poco come in queste settimane, io che per alzarmi alle 6 andavo a letto alle 10!), cuciniamo in fretta e furia, mancano le spezie e i libri sugli scaffali.. e la casa è quasi sempre in disordine! Nonostante ciò, siamo felici e viviamo giorno per giorno :)

Ci sono un sacco di novità nella mia vita, che vi svelerò pian piano, per non subissarvi di informazioni! Però questi due esserini pelosi non posso non farveli vedere, perché con le loro manie, fusa e coccole ci riempiono la vita da due settimane a questa parte!


Direttamente dal gattile, vi presento il maschietto Tofu, la piccola peste di casa, e l'ammaliante  Penny-Lane, che per ora vive sotto il divano e da brava vip non si lascia vedere né fotografare.. tranne quando mangia!


Da stamattina al lavoro non riuscivo a smettere di pensare a una pasta al limone.. strane voglie di stagione…… E si dà il caso che in frigo abbia dei fantastici limoni biologici che mia cugina ci ha regalato insieme a tanti altri prodotti super-biologici che vengono dalla loro azienda agricola, dolcissimi e profumati, perciò sarebbe un peccato non utilizzarli in toto, ossia con anche la buccia.
Così appena tornata dal lavoro, insieme ci siamo messi in cucina ed ecco il risultato! BUONISSIMISSIMA, bravo il mio coinquilino!




PASTA RISOTTATA AL LIMONE E PEPE ROSA




Per due porzioni:

200 g di ziti rigati Garofalo
1 limone bio, più una metà (i miei sono piccolini)
grani di pepe rosa
1 patata piccola
1 rametto di rosmarino
Sale
2 spicchi d’aglio
Olio extravergine
Grana grattugiato

Scaldare a parte una casseruola d’acqua e salarla quando bolle. Nel frattempo soffriggere l’aglio e il pepe rosa in 2 cucchiai d’olio.quando sfrigola aggiungere un mestolo d’acqua bollente, inserire la patata grattugiata e buttare la pasta. Procedere nella cottura come un risotto, aggiungendo l’acqua di volta in volta. Vedrete che grazie alla patata e all’amido della pasta si creerà un ottimo sughetto, senza bisogno di usare panna né formaggi!
Nel frattempo sminuzzare il rosmarino e aggiungerlo alla pasta, grattugiare la buccia di un limone e spremerlo (io ho spremuto anche un’altra metà perché erano dei limoni molto piccoli). A metà cottura aggiungere il succo di limone, mentre la buccia va inserita alla fine, poco prima di spegnere il fuoco. Mantecare a piacere con un po’ di parmigiano(facoltativo).
Impiattare e decorare con scorza grattugiata.


Buon appetito e alla prossima!!!

domenica 4 dicembre 2011

Pangiallo alla zucca con pistacchi


Menomale che qualcuno un giorno ha capito che si può anche provare piacere dal nutrirsi, cocendo certe cose, mescolandole ad altre e gustandole in compagnia.. menomale che esiste la cucina. Credo che nei momenti belli, come in quelli brutti, lo stare a tavola insieme, anche in silenzio, sia in un certo senso terapeutico. Il cucinare e il mangiare sono due attività piene di risorse, se si è curiosi e dotati di un minimo di spirito critico.. possono essere un ottimo diversivo e distrarre da un brutto momento..
Mi viene in mente questo come introduzione, perché ci sono stati dei momenti tristi per molte persone molto vicine a me durante questo autunno, che purtroppo non si risolveranno con il cambio di stagione.. perciò non ci resta che rimboccarci le maniche e tuffarci in un milione di esperienze! Non dobbiamo sentirci in colpa se cerchiamo di fare ciò che ci rende felici, anche se pensiamo che dovremmo stare male per qualcun altro che soffre o sta peggio di noi, right?! Credo che ognuno debba trovare la propria strada per sentirsi felice!

Ecco perché posto questo pane: con il suo colore vivace voglio dare una nota di serenità e calore a chi ne volesse assaggiare –virtualmente- un pezzettino ;)



La ricetta originale la trovate su Sale e coccole, io ho modificato un po’ le dosi:



PANGIALLO ALLA ZUCCA CON PISTACCHI



350 g di farina 00

200 g di farina di mais

300 g polpa di zucca

1 bustina e ½ di lievito di birra (io ho usato quello secco, da associare a 2 cucchiaini di zucchero)

sale q.b.

pistacchi tostati non salati

½ tazza di latte tiepido

4 cucchiai di olio extravergine

semi di papavero per decorare

Versare in un’ampia terrina le farine con il lievito e lo zucchero, aggiungere il sale, fare un buco al centro e versare il latte tiepido. Iniziare a impastare, aggiungendo anche l’olio e la purea di zucca ben schiacciata. Inserire quanti pistacchi si desiderano (io ne ho messi troppo pochi, abbondate pure) e impastare per 10 minuti con le mani. Risulterà un impasto molto appiccicoso, se fosse troppo duro aggiungere dell’acqua. Lasciar lievitare per almeno 1 ora coperto da un canovaccio umido. Preparare un foglio di carta forno bagnato, strizzarlo, asciugarlo e rivestire uno stampo da plum cake, poi versare l’impasto, lasciandolo lievitare ulteriormente (io l’ho messo nel forno acceso a 50 gradi). 
Spennellare la superficie con del latte e versarci sopra i semi preferiti. Infornare a 180 gradi per circa 45 minuti, quando inizia a sprigionare un ottimo profumo di pane è pronto!






sabato 12 novembre 2011

Canederli vegetariani in zuppa di miso... ottimi per il raffreddore


E finalmente ce l'ho fatta: ho vinto il mio primo contest!!!!!! Non ci credevo, ho letto e riletto 10 volte il post di Meris con il parare del giudice supremo (che è un vero chef!), prima di esultare! 
Volevo condividere con voi questo bellissimo momento, augurandovi una vittoria altrettanto gradevole, e soprattutto ringraziare ancora Meris per l'opportunità! Fra la'ltro, ho guardato quasi tutte le altre ricette e mi sono sentita più che orgogliosa, perché sono una più bella dell'altra!
Senza contare che il premio è il libro delle Sorelle in Pentola!!! Una meraviglia per gli occhi e il palato!!!

Il mio raffreddore è momentaneamente passato in sordina grazie al contest, però è sempre lì, incastrato fra il naso rosso rosso e la testa, che è sempre più pesante.. Quindi pensavo di postare una ricetta ad hoc, piacevolissima in convalescenza, soprattutto se gustata a temperature LAVICHE :)


CANEDERLI VEGETARIANI 
IN ZUPPA DI MISO


 



Per circa 9 canederli:

1 broccolo verde
2 spicchi d'aglio
farina di ceci q.b.
brodo di cottura
cumino
pangrattato
anacardi non salati


Per la zuppa di miso:

1l d'acqua o brodo (io ho usato quello dei broccoli)
2 cucchiai salsa di soia
2 cipollotti (io 1porro)
1 carota
zenzero fresco
alghe marine
alga kombu
anice
1 cucchiaio di miso


Lessare il broccolo tagliato grossolanamente, compresi i gambi, in acqua leggermente salata. Scolare e conservare il brodo. Schiacciare i broccoli con una forchetta e iniziare a impastare con un po' di pangrattato, i semi di cumino leggermente tostati, un po' di sale e l'aglio schiacciato. Aggiungere la farina di ceci un cucchiaio alla volta, io ho allungato con un po' di brodo perché si è asciugato troppo. Alla fine aggiungere gli anacardi tostati e tritati non troppo sottili. 

Intanto Scaldare il brodo, inserire le verdure tritate finissime, un pezzo di alga kombu, la salsa di soia, l'anice, le alghe marine e lo zenzero e cuocere per 20 minuti. Eliminare l'alga kombu e lo zenzero, versare un mestolo di brodo in una scodellina e sciogliervi il miso, perché non deve cuocere.

Preparare delle palline con l'impasto dei canederli e tuffarle nel brodo caldo, cuocendole per circa 8 minuti (dipende un po' dalla grandezza). La farina di ceci contenuta nei canederli aiuterà a creare una certa cremosità nel brodo. Alla fine aggiungere il miso sciolto, mescolare e aggiungere a piacere un filo di olio di semi. Servire rovente in scodelle calde.








lunedì 26 settembre 2011

Il mio curry di ceci

"MMMMmmmmmmmm...": è l'unico commento che riesco a produrre dopo ogni forchettata di cibo indiano. Non conosco tutte le cucine del mondo (non ancora!), ma se dovessi scegliere ora la mia preferita, sarebbe certamente quella indiana. è quella che più si addice alla mia personalità, e non solo perché ha un'ampia scelta di piatti vegetariani, ma anche e soprattutto per le spezie. 
Ogni ristorante è diverso, ovviamente, perché la cucina indiana è quella che si trova per le strade delle città, nei baracchini dei venditori ambulanti e nelle case monolocali di famiglie superallargate, dove la mamma cucina instancabilmente per tutto il giorno, partendo dall'impasto per il pane fino alla marinatura intrisa di peperoncino per la carne. Ognuno ha il suo modo di fare ogni cosa, perché credo che non esista un inventario dei piatti tipici indiani, cosa che invece si potrebbe benissimo fare in Italia. Senza contare che l'India è un Paese enorme, che comprende etnie e culture diversissime (basti pensare al Tibet)!

Un esempio di questa diversità è il Gram Masala, l'immancabile mix di spezie che ogni famiglia personalizza, dosando quantità e tipologie di ingredienti in modo del tutto personale. Per quanto riguarda il curry, la questione è più complessa! Spero che voi sappiate tutti che si tratta sempre di un mix di spezie (in questo caso è predominante la curcuma), anche in questo caso personalizzate da ognuno. Quello che di solito non si sa, però, è che in India non esiste il concetto di curry come lo intendiamo noi occidentali! Innanzitutto, CURRY è un termine tamil affibiato dagli inglesi che deriva probabilmente da "cari", cioè "zuppa" o "salsa". Perciò in origine indicava un piatto, ma poi, quando gli inglesi iniziarono a commercializzare le spezie , si è iniziato ad utilizzarlo per indicare quel mix di spezie in particolare, non più il piatto finito. 



Ovviamente gli indiani non vanno nelle drogherie a comprare la bustina di curry in polvere :)))  Preparano tutto al momento: tostano le spezie scelte, pestano al mortaio e insaporiscono... voilà! Io ho provato nel mio piccolo a fare dei Masala e vi assicuro che il sapore delle spezie tostate e macinate al momento (in particolare il cumino), è tutta un'altra cosa!!!! Provare per credere!



Ma usciamo dal vortice pierangiolesco che mi risucchia in spiegazioni senza fine, e passiamo al mio curry di........ CECI!!!!! Il mio legume preferito!

CURRY DI CECI CON RISO BASMATI



x 4 persone



400 g di ceci già sbollentati

2 foglie di alloro

1 rametto di rosmarino

1 cipolla dorata

1 pomodoro maturo

1 pezzo di sedano

2 spicchi d’aglio

½ peperoncino

1 cucchiaino di curry (io ho usato quello mauriziano)

zenzero fresco

2 cucchiai di olio

Gram Masala di spezie preferite (io scelgo coriandolo, cardamomo, cumino, anice)



riso thai o basmati in bianco



Lasciare i ceci in ammollo per almeno 12 ore, scolarli e lessarli in molta acqua con l’alloro e il rosmarino, salando solo alla fine. Scolarli e tenere da parte, conservando anche l’acqua di cottura.

Cuocere il riso come da istruzioni (contrlloare sempre la quantità di acqua da utilizzare, se è troppa viene una zappetta!) e tenere in caldo. Io suggerisco di spegnere il fuoco quando è ancora aldente, perché continuerà a cuocere col calore.

Scaldare una wok, versare l’olio, il peperoncino, lo zenzero, il mix di spezie, l’aglio e soffriggervi le cipolle e il sedano tagliati finemente. Aggiungere un mestolo dell’acqua di cottura dei ceci e lasciar insaporire. Tagliare a cubetti il pomodoro e inserirlo (io non elimino mai la buccia, e comunque dopo tutto verrà mixato) con il curry e un cucchiaio di brodo. Quando asciuga, aggiungere sempre il brodo. Quando le verdure sono abbastanza morbide, aggiungere ¾ dei ceci lessati e continuare la cottura per una decina di minuti. Prima di mixare col frullatore ad immersione, eliminare il peperoncino, lo zenzero e l’aglio. Regolare di sale e di consistenza, rimettere sul fuoco e aggiungere i ceci interi. Lasciar insaporire per 2 minuti. Servire accompagnato da riso thai o basmati in bianco. 







domenica 11 settembre 2011

Minestra di cicerchie


MANNAGGIA MANNAGGIA!!!!! È tremendo stare lontana dai foodblogger, ma è un mese che la mia connessione è ballerina, purtroppo non riesco a navigare per più di 5 minuti, quindi devo scrivere offline e cercare di postare il più velocemente possibile :(((
Non avete idea di quante ricette avrei da proporre, uff! Non ce la farò mai! Soprattutto con questa connessione non riesco ad aggiornarmi con le vostre ultime trovate culinarie... mi manca l’ispirazione!


Beh, veniamo alla nostra minestraccia.
Finalmente le ho trovate!! Dovevo andare fino in Umbria per trovarle, ma alla fine erano lì che mi aspettavano, in quel piccolo negozietto di Gubbio che profumava di olio giovane e tartufo (oltre che salumi, ma questo per me non è un buon profumo!)!… le CICERCHIE!
Ora, io non avevo mai mangiato cicerchie da nessuna parte, non avevo la minima idea di quale sapore potessero avere né di come si cucinano nelle regioni in cui questo legume si mangia abitualmente. Ho semplicemente cercato nel web e sono andata un po’ a naso, come sempre! Il risultato è stato molto soddisfacente! Il sapore è delicatissimo, certo meno caratteristico rispetto ai ceci e ai fagioli, e forse per questo le cicerchie rappresentano un legume “dimenticato”, comunque sono ottime!!!


MINESTRA DI CICERCHIE 


Le dosi le ho trovate nel web, ma ho cambiato la ricetta in base a quello che avevo a disposizione:

200 gr. di cicerchie
120 gr di pomodoro passato  (io ho usato pomodori datterini freschi)
1 spicchio d'aglio (io ne ho usati 3, mi piace!)
mentuccia qualche foglia (io misto di timo, rosmarino e alloro)
tre cucchiai d'olio extravergine d'oliva
pepe
sale
mie aggiunte: mezzo peperoncino e pane carasau


Tenere a bagno le cicerchie per 24 ore, quindi lessarle un paio d'ore con una foglia di alloro, senza salare.
Quando saranno abbastanza tenere, scolare e conservare l’acqua di cottura. Preparare un trito con uno spicchio d’aglio (gli altri li ho lasciati interi e li ho tolti prima di servire), il peperoncino e le erbe aromatiche, poi aggiungere i pomodori tagliati a metà. Cuocere per 10 minuti aggiungendo poco alla volta l’acqua di cottura delle cicerchie, salare e aggiungere le cicerchie lessate. Regolare la quantità dell’acqua, a piacere. Io l’ho lasciata volutamente brodosa, volevo fare una minestra, ma chi piace “pappare” ben bene può lasciare addensare. Proseguire la cottura per circa 20 minuti, regolare di sale e pepe e servire accompagnate da pane carasau a pezzi o crostini di pane.


 



Un po' autunnale se volete, ma vi pare che avrei potuto aspettare l'autunno per cucinarle, dopo averle trovate?!? XD 


venerdì 29 luglio 2011

Sciuè-sciuè: Insalata di pasta svuotafrigo al pesto profumato

Altra ricetta superveloce e, soprattutto, svuota-frigorifero (come la maggior parte delle cene a casa nostra!). Ma mi è talmente piaciuta che ho pensato di passarla anche a voi! Eccovi la ricetta, senza dosi in quanto si trattava di rimanenze:



INSALATA DI PASTA (SVUOTAFRIGO) AL PESTO PROFUMATO




2 porzioni di orecchiette cotte in bianco
2 cucchiai di pesto (basilico, menta, mandorle, aglio, olio, sale, pepe)
ceci lessati con dell'alloro
cipolla di tropea
pomodorini freschi
succo di limone, olio

Le istruzioni per la preparazione sono superflue! Io ho usato anche un po' di olioe limone in più perché il pesto era poco per condire il tutto. Alla fine risulta molto piacevole e leggerissima (almeno in bocca!).

venerdì 8 luglio 2011

Arancini in bianco al forno

Una volta la settimana, io e Diego ci concediamo una cena-spuntino goloso da qualche parte. In genere io prediligo un mega gelato, ma ultimamente devo dire che il salato va per la maggiore. La scorsa domenica io mi sono abbandonata all'estasi di un vero cannolo siciliano (SSSLLLLUUURRRPPP!), lui a un arancino superprofumato e rovente!! Purtroppo è difficile trovarli senza carne, perciò non ho potuto godere di quella delizia .. ma ovviamente la voglia mi è rimasta, io sono fatta così, peggio delle gestanti! 
Perciò ho creato un arancino ad hoc, ovviamente non fritto, perché noi non friggiamo mai in casa per questioni di salute e di odori e sprechi di olio che non sopportiamo.. siamo fatti strani :)
Appena fatti li ho incartati e portati via, ho cenato tristemente in macchina per la fretta, ma il sapore di questi due gioiellini mi ha tirato su il morale :)


ARANCINI IN BIANCO AL FORNO





 Per circa 4 arancini medi
2 porzioni di riso thai avanzato (meglio se avete del risotto)
2 cucchiai di fecola di patate da mescolare a 1/2 bicchiere di acqua
asiago o formaggio semistagionato a piacere
prezzemolo a josa
farina
pangrattato
farina di ceci
sale

Preriscaldare il forno a 200°. Preparare in vari piatti il pangrattato, la farina e in una ciotola capiente mescolare qualche cucchiaio di farina di ceci con dell'acqua per formare una pastella fluida. Mescolare il prezzemolo al riso, poi miscelare la maizena con l'acqua e unirla al riso. Se usate un risotto fatto appositamente per l'arancino, questo passaggio non serve, perché il risotto dovrebbe già essere sufficientemente "colloso".
Una volta impastato per bene, preparare dei cubetti di formaggio. 
Iniziare a prendere il riso a manciate con i palmi delle mani inumiditi, mettere al centro due cubetti di formaggio e chiudere a palla, pressando bene. Passare prima nella farina, poi nella pastella di ceci, infine nel pangrattato e poi disporre su una placca da forno. Salare leggermente. Infornare e far dorare (circa 30 minuti).  
Il giorno dopo ho mangiato i due avanzati ripassandoli in padella con un filo d'olio ed erano superlativi, ancora più buoni!








 

sabato 18 giugno 2011

La frittata è fatta! ...anche se di frittata non si tratta!

Il dado è tratto! La frittata è fatta! Il popolo ha deciso... e sembra che abbia agito con la testa, già!
Tanti festeggiamenti in questi giorni, tanta ilarità e sorrisi in più! Vittorie che forse non ci aspettavamo, e anche per questo motivo ci sembrano così belle :)  Mi sembra superfluo affrontare ancora gli argomenti (referendum, amministrative, etc. ndr), anche perché ora.. beh stiamo a vedere cosa succederà! Però sono piacevolmente sorpresa da questo paese, che, con tutti i suoi difetti (e pregi, sure!) forse è ancora capace di cambiare, di reagire, di stupire :)

E ora ricettiamo per festeggiare! ..ma la frittata è una non-frittata, perchè vegan is better ;) sembra, eh?! In realtà è anche più buona e saporita! Certo, meno immediata da fare.. ma nel mio caso si tratta comunque di un riciclo, avevo quintali di okara nel freezer e ormai devo fare posto a tutte le verdurine dell'orto!


FRITTATA DI OKARA



Per 3 frittate:

2 tazze di okara di soia
3 cucchiai di farina 00
1 tazza di latte di soia light
1 cucchiaino di semi di cumino
1/2 bustina di zafferano
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 goccio di olio, sale, pepe

impastare l'okara con la farina e salare leggermente. Scaldare al micro il latte, sciogliervi 1/2 bustina di zafferano e aggiungere all'impasto. Inserire il cumino e il bicarbonato, mescolare velocemente con una frusta (l'impasto sarà molto molle, tipo quello dei pancakes (alla fine potrebbero essere proprio pancakes!). 
Versare un cucchiaino di olio sulla piastra già calda e spandere con la carta assorbente. Versare l'impasto un mestolo alla volta e spandere col cucchiaio per dargli una forma tondeggiante. Cuocere a fuoco medio per circa 5 minuti per lato, quando avranno formato una bella crosta solida.


Mi è avanzata tanta di quell'okara per farci anche una torta salata con lo stesso impasto, tenuto molto più solido e con l'aggiunta di broccoli lessati e capperi. Ottimissima :)



...e col tofu che ci faccio??!?
Innanzitutto lo lascio nella mia solita marinata di salsa di soia, zenzero, limone, olio, sesamo, e il giorno seguente...



 ... degli ottimi spiedini!! Estivi, leggeri e coloratissimi.
notare i colori della bandiera please :))) omaggiamo l'Italia, oh yeah!