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lunedì 21 gennaio 2013

Ristrutturiamo e panifichiamo!

Ce l'ho fatta, finalmente sono riuscita a trovare il tempo per dare una bella rinfrescata al blog, che ci voleva proprio! Mi piace darmi da fare per rinnovare qualcosa, anche solo un'imbiancatina, un nuovo quadretto o una mensola da qualche parte. Mi sembra che tutto intorno sia più luminoso e positivo, l'ambiente mi trasmette un senso di pulizia, leggerezza, semplicità.
Vi piace così?
Non dimenticate di visitare e mettere MI PIACE sulla mia nuova pagina facebook, dove non mancherò di aggiungere foto, link a questo blog e a tutti i vostri, quando preparerete qualcosa di speciale che non vedrò l'ora di rifare!



Inoltre, altrà importanterrima novità:

nuntio vobis magnum gaudium.... habemus MATER PASTAM!!!!   
ecco qui la Gina, ve la presento in tutta la sua meravigliosa aurea

Gina







La gina è nata l'11 dicembre 2012, rimasta in incubatrice per una settimana, avviluppata in una copertina di lana rosso fiammante, e poi nutrita e coccolata una volta la settimana, fra un lungo pisolo e l'altro nel suo angolino basso del frigorifero.



è ancora piccina piccina, ma l'ho già messa al lavoro, perché qua a casa Patapata-Merlino mica si batte la fiacca!!
Questi sono i primi esperimenti di panificazione:





Pane integrale con farro e semi di lino


Kanelbullar

brioches miste

 
girelle all'uvetta

grissini salati al cioccolato


Mancano dei panini arabi che Merlino si è già sbafato, e che modestamente erano pure venuti belli belli...

Comunque c'è ancora da crescere! Ora la Gina non è ancora così forzuta e devo aggiungerne parecchia all'impasto perché lieviti a dovere, oppure aggiungo un po' di lievito di birra, per evitare che il risultato non sia eccessivamente acido di sapore (la qual cosa, devo dire la verità, a me non dispiace per niente! I like it!).



Nel prossimo post vi prometto una ricetta da capo a piedi, con o senza Gina ;)
Buona settimana!







domenica 13 gennaio 2013

Riso integrale con curry, porri e foglie di keffir lime

Un'altra ricetta della serie"minimosforzomassimaresa", saporitissima e praticamente senza grassi, ma prima permettetemi di condividere con voi questa bellissima notizia:




sono ufficialmente una di Gente del Fud !
proprio ieri mi è arrivato questo splendido scrigno dei tesori GDF, al completo di pasta Garofalo! Anche se, stranamente, quello che mi ha fatto innamorare a prima vista sono i grembiuli: che chiccheria!!





Non potrei spiegare meglio di Massimo Menna (Pasta Garofalo), il concetto sotteso a questa communiti di gourmet, appassionati, professionisti e foodblogger :

“La Gente del Fud pensa ancora che impegnarsi a fare la cosa giusta sia più importante di vincere.
Il Bello, l'Arte, il Buono e il Sapere sono privilegi
rari, da sostenere: unisciti al nostro tavolo.
La Gente del Fud sono io, siamo noi.”


Per avere tutte le informazioni necessarie, iscriversi o per conoscere le eccellenze del nostro territorio, vi rimando al sito di GDF.









...E ora veniamo alla ricetta:



RISO INTEGRALE CON CURRY, PORRI
E FOGLIE DI KEFFIR LIME




















 



Per due:

120 g di riso integrale parboiled
1 cucchiaio di olio
1 porro
1 carota
1/3 di cipolla o scalogno
1 spicchio d'aglio
2 baccelli di cardamomo
1 cucchiaino di curry mediamente piccante
2 foglie di keffir lime Altromercato
sale
salsa di soia









Mettere a bollire il riso integrale, di vorranno almeno 20 minuti, a seconda della tipologia di riso.
Nel frattempo, fare un leggero soffritto con aglio, cardamomo, cipolla e carota, aggiungere un mestolino d'acqua e il curry. Lavare il porro, taglairlo a rondelle e aggiungerlo ale verdure. Per ultimo, sminuzzare le foglie di lime e aggiungerle.
Una volta pronto il riso, scolare e saltare  con le verdure.
Impiattare e servire con un filo di salsa di soia.





mercoledì 2 gennaio 2013

di Innsbruck e dell' Apfelstrudel



Innsbruck…. Innsbruck…. 

Anche lì, ho lasciato un pezzo di cuoricino, proprio fra i vicoli della città vecchia, popolati di colori, suoni, odori, luci, sorrisi. Tutto estremamente austriaco, nordico e meraviglioso.

Le immagini valgono decisamente più di un misero racconto



























..anche se non posso esimermi dal riportare la mia classica lista delle cose notevoli, che mi hanno colpito e fatto sorridere:

















































In primis, il ristorante vegetariano chez Nico

 
















…15 coperti, semplicità e nitore, il sorriso di Nico e la premura del suo collaboratore nel servire e spiegare quel “viaggio” dei sensi che è il menu, progettato con estrema cura e amore; un angolo di paradiso per tutti i gourmet, dove ho assaporato per la prima e unica volta nella mia vita un uovo di quaglia in camicia affumicato in un consommé alle alghe e un dessert fatto di aria di yuzu...









…il Christkindlmarkt…







…i personaggi delle favole, a grandezza naturale, disseminati sui cornicioni, le finestre e i tetti delle vie..



…la Kiachl –frittella a scodella,  i super crauti, il Glühwein e le sue molteplici versioni (heißer Hugo, sidro di mele etc..), servito in quelle favolose tazze, da portare a casa come ricordo...




..la piazza del goldenes Dachl, di giorno e di sera…






…il ponte sull’Inn, Maria-Theresien-Straße e il nostro piccolo B&B sul fiume…

 




…lo Strudel Café, dove fanno il “magico rotolo”, con ogni sorta di pietanza dolce e salata…






…le stazioni della Nordkette, di quel geniale Zaha Hadid…




.. la crema di zucca con olio di semi di zucca e pinoli tostati, la Sachertorte…






…e tanta magia…



 





Non ho resistito: l’ho dovuto cucinare appena tornati… l’Apfelstrudel!


Ho letto molte ricette del tradizionale strudel di mele, da brava filologa culinaria le ho confrontate, scremate e alla fine ho scelto quella che si ritrova più frequentemente, più o meno uguale, nelle pagine dedicate al tirolo e all'Austria:


APFELSTRUDEL TIROLESE


Per la pasta:

170 g farina 00
50 ml acqua tiepida
1 uovo
1 cucchiaio di aceto
un pizzico di sale

Per il ripieno:

4 mele acidule (io ho usato delle ottime fuji)
100 g di zucchero (io 60g)
50 g di uvetta
50 g di pinoli (io di noci)
2 cucchiaini di cannella
60 g di pangrattato
30 g di burro
mezzo bicchierino di grappa o rum


La sera prima ho sbucciato le mele e le mescolate allo zucchero, irrorandole del succo di mezzo limone per evitare un eccessivo annerimento, e ho lasciato in frigorifero tutta la notte.

La mattina seguente, ho messo l'uvetta in ammollo in acqua e un goccio di grappa.
Ho impastato la farina con l'uovo, l'aceto, il sale e l'acqua, finché ho ottenuto una bella palla omogenea ed elastica. Ho lasciato su un tagliere infarinato e l'ho "intrappolata" all’interno di una pentola calda, rovesciata su un tagliere. Ho lasciato un'ora e mezza, quasi due, a riposare sotto la pentola. Non conosco il senso di questo passaggio, ma ho seguito le ricette passo-passo. Anche del cucchiaio d'aceto, il cui odore si avverte molto impastando, mi è estraneo il senso, ma la pasta è venuta benissimo, sicuramente attiva qualche magica trasformazione della materia!

Ho frullato poco più di un terzo delle mele con un po' dell'acqua rilasciata e un cucchiaino di cannella, scolando le altre e tenendole da parte.

In una padella antiaderente ho sciolto il burro, conservandone una noce per dopo, e vi ho tostato il pangrattato con l'altro cucchiaino di cannella, poi ho lasciato freddare.

Trascorso il tempo di "relax" della pasta, munita di piano da lavoro infarinato, canovaccio pulito, mattarello e olio di gomito e ho steso la pasta in modo da ottenere un enorme rettangolo semi-trasparente. Per comodità (e causa spazi ridotti), ho diviso l'impasto in due e ho ottenuto due rettangoli (e quindi due strudel, altrimenti viene lungo circa un metro!). Con molta cautela -e menomale che eravamo in due- ho portato la pasta sul canovaccio steso, ho sciolto il burro rimanente e ho spennellato la pasta, ho eliminato i margini (che sono più spessi) e ho iniziato a farcire: prima il pangrattato, poi uvetta strizzata e noci, le mele a fettine e infine la crema di mele. Alcuni mettono della marmellata, io preferisco questa versione. Occorre lasciare un piccolo margine di pasta scoperta lungo i lati, più ampio lungo uno di quelli lunghi, che andrà a richiudere. Questo è il momento di arrotolare: Ho preso il canovaccio dal lato lungo e ho iniziato a sollevarlo, facendo arrotolare la pasta dello strudel su se stessa. Alla fine si chiude da solo, la pasta è così sottile che si appiccica senza difficoltà. Ho ripiegato all'interno le estremità, assestato il salamotto e appoggiato con estrema delicatezza sulla teglia rivestita di carta forno.
Ho spennellato la superficie con poco del burro fuso rimasto e ho infornato, in forno caldo e ventilato, a 180° per 40 minuti. 


Si vede benissimo quando è pronto, perché la pasta acquista un bel colore dorato e la sua croccantezza è visibilissima. Gustato ancora tiepido con una spolverata di zucchero a velo, è la morte sua!!!! Però boccio la pallina di gelato alla vaniglia, che piace a tutto il mondo meno che a me ;)




sabato 13 ottobre 2012

Dolce canadese e TANTI AUGURI A..

Con questo post sono in megaritardo!!! Purtroppo ieri non sono riuscita a cucinare, perciò provo a rimediare oggi...

il 12 ottobre (IERI..) era il compleanno di mia sorella e, dato che vive a Napoli e che ci vediamo assai di rado (mea culpa, principalmente.. prima lavoravo troppo, ora per niente - and so no money..), non possiamo mai farci dei regali materiali, almeno non nelle date giuste. Non è proprio carino ricevere il regalo di compleanno a natale e l'uovo di pasqua a ferragosto, per intenderci..

Perciò per quest'anno ho pensato di farle gli auguri a modo mio, in quello che è diventato il mio mondo felice, il mio blogghino, e con questo dolce...........
e sono comunque riuscita ad arrivare in ritardo!!!!!  che crapa :)




TANTI AUGURI SERY!!!
  
Qui c'è una fetta che ti aspetta (che dici, la congelo?!?), nel frattempo ti do la ricetta ..
-e bada che le rime non sono mica a caso!!








DOLCE CANADESE 
(ricetta tratta da questo libretto di ricette vegetariane)


2 uova
200 g di farina integrale (io integrale, grano duro, ceci)
200 g di carote grattugiate
75 g di uvetta
75 g di cocco
140 g zucchero di canna (io 110 g)
80 ml olio (io 60 ml di olio di semi di girasole)
1 cucchiaino di cremor tartaro
cannella
noce moscata
sale
latte di soia o acqua (facoltativo)


Mettere le uvette in ammollo in acqua tiepida o succo di mela.
Mescolare rapidamente uova, zucchero e olio, aiutandosi con una frusta. Ottenuto un composto omogeneo, aggiungere le polveri amalgamando bene, poi le carote, il cocco e infine l'uvetta, strizzata e passata nella farina.
Se fosse troppo "gnucco", aggiungere del latte di soia (io ho aggiunto solo 2 cucchiai di acqua).
Versare in uno stampo da plum cake (in realtà la foto sul libro riporta una torta classica, ma questa ricetta mi sembra più adatta per quest'altra forma, ispira colazione, energia.. do you agree??).
 Cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti (spacca il minuto questa ricetta!).












L'autore consiglia di tagliarlo tiepido e consumarlo accompagnato con della ricotta... sinceramente trovo questo ingrediente più che superfluo.. Da solo è già un'esplosione di sapori ed energie sufficienti ad affrontare una lunga mattinata di lavoro!




















sabato 6 novembre 2010

per Milly

Questo è un blog di cucina, ma ormai ho raccontato varie cose della mia vita e alcuni di voi mi conoscono anche per altri aspetti, oltre a quello culinario.
Per questo credo sia legittimo esternare il fastello di emozioni che mi esplodono dentro, oggi in particolare... perché da stamattina la mia Milly non c'è più.

Triste? ..ovvio.. ma anche sollevata, ha sofferto troppo, e noi con lei.

Tutto qui: un saluto, con tanta tristezza nel cuore, alla mia ciotti




061110

Dopo di te

ci sarà il sole,

la luna, il grano,
la guerra,
la pace, la fame,
la bontà...

senza di te.

Oggi il mondo
è viola e giallo.

[Ho imparato a conoscerlo con te]

giovedì 27 maggio 2010

back to the web! ..e GRADUATION's PARTY

Finalmente sono tornata a navigare!!!!!! Inutile dire che quello che mi è mancato sopra ogni cosa è la possibilità di consultare i vostri blog per ogni dubbio culinario in qualsiasi momento.. aiuto, ho combinato certi pasticci in cucina senza di voi!!!

Ah, nel frattempo mi sono laureata :))) perciò pensavo di inaugurare la nuova linea adsl con un post dedicato alla mia festa di laurea, mia e di 2 carissime amiche che si sono laureate nello stesso periodo anche se in cose diverse (e sicuramente più utili rispetto a storia dell'arte!).
Per l'occasione abbiamo preparato ciascuna delle prelibatezze, che abbiamo diligentemente documentato ;)




La dottoressa ZY (io) ha preparato:
INSALATA DI FARRO AL CACAO, CON ZUCCHINE, MAIS E PEPERONI DOLCI (il farro è stato saltato in padella con olio aromatizzato al cacao e pepe bianco, mentre le verdure sono state cotte a parte a vapore)
2 PIZZE (una con pomodoro mozzarella, zucchine, peperoni; l'altra con pomodoro, origano, cipolle, capperi)
1 CROSTATA AL CACAO E RUM (frolla classica semintegrale -per la prima volta con tuorli e burro!!- e farcitura al cioccolato fondente con uova, farina e rum)
1 CROSTATA AL MIRTILLO E ANANAS (frolla classicamente burrosa, marmellata di mirtillo, spuma di yogurt+panna, ananas sciroppato)

...ebbene sì! i dolci sono tutto fuorché light, ma il motivo è semplice: i lipidi assorbono l'alcol!!!!



La dottoressa KIA ha preparato:
TORTA BASSA AL CAFFé, CACAO E NOCI (non conosco la ricetta, ma anch'essa sicuramente ha contribuito ad assorbire alcol in eccesso)
(in più ha tagliato tutta la frutta eh!)

La dottoressa Saltamartina ha preparato:
2 PIZZE (bianca alle cipolle e classica margherita)
INSALATA DI PASTA (paccheri con pomodorini, tonno
BUDINO DI LAMPONI CON SALSA ALLE PESCHE E FRAGOLINE (tutto al naturale, solo con frutta fresca, miele e zucchero!)

















.. e tutte insieme abbiamo amorevolmente composto dei fantastici spiedini di frutta con mushmellows!





A breve le mie ultime creazioni culinarie (fortunatamente non sono state molte, dato che ho iniziato a lavoricchiare)! Vi prometto che cercherò di recuperare il tempo perduto ;)

domenica 8 novembre 2009

Crostata di mele e mandorle di Adriano

Per i diritti di tutti i freebloggers e contro gli abusi dei loro contenuti, che a volte sono così appetitosi da far dimenticare a chi le utilizza di citare almeno la fonte. Mettiamola così, per non essere troppo cattivi..
Spero solo, per Adriano e per tutti coloro che sono stati plagiati, che le nostre voci scontente siano giunte a destinazione.
VERGOGNA!
CROSTATA DI MELE E MANDORLE DI ADRIANO


Ingredienti:

400gr pasta frolla
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti)
80gr di zucchero
4 cucchiai di amaretto di saronno
succo di mezzo limone
poca cannella in polvere.


massa di mandorle:

120gr uova intere
60gr zucchero
50gr farina di mandorle
15gr farina di mais fioretto
15gr fecola
un pizzico di sale
estratto di mandorle
una manciata di mandorle a lamelle
sciroppo di zucchero
marmellata di albicocche


Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.Foderare uno stampo da 26cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso)Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.In forno a 170° per ca. 20 minuti.All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.




Pubblicato da Adriano il 23 settembre 2007.

lunedì 2 novembre 2009

Per Alda Merini

Oggi niente post di cucina.
Voglio lasciare un piccolo segno di gratitudine a una poetessa, una donna. L'orizzonte del mondo femminile è sconfinato ed inconoscibile, come l'amore. Alda ha saputo però descriverne i colori, con un velo di tristezza e rassegnazione, consapevole dell'inafferrabile.



Addio.






Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
Alda Merini da "La Terra Santa" 1989